Gallura interna (Tempio Pausania, Aggius, Luogosanto, Berchidda)

A venti minuti dalla costa la tariffa si dimezza ma la sera non c'è alternativa a pochi chilometri: qui la cena vale quanto un aumento di prezzo del diciotto per cento.

Campagna ed enoturismoSardegna

Tempio Pausania, Aggius, Luogosanto e Berchidda stanno a poche decine di chilometri dalla costa gallurese e hanno una struttura di domanda opposta. Qui il richiamo sono il Vermentino di Gallura, il sughero, il granito e i borghi, quindi la stagione non coincide con quella balneare: la domanda migliore per durata e per canale arriva in primavera e in autunno, e in inverno esiste una finestra di eventi che sulla costa non c’è. L’inventario è fatto di agriturismi e piccole strutture, la capacità per struttura è ridotta e le tariffe sono una frazione di quelle costiere a parità di distanza dal mare. Il vincolo che comanda le decisioni discende proprio da qui: a queste tariffe la camera da sola non produce abbastanza margine, mentre la sera intorno non ci sono alternative a pochi chilometri. La cena non è un servizio accessorio, è metà del prodotto, ed è anche la metà che non passa da nessun canale di distribuzione.

Come si comporta l’anno

  • Febbraio Di norma il carnevale di Tempio Pausania concentra domanda su un fine settimana lungo, con clientela regionale che prenota tardi, resta una o due notti e paga tariffa piena. È l’unica finestra invernale in cui ha senso tenere aperto per il turismo, e va prenotata quasi tutta in diretto.
  • Marzo–maggio Il periodo migliore per qualità della domanda. Escursionismo fra granito e sugherete, cantine, borghi: clientela europea che resta dalle quattro alle sette notti, prenota con mesi di anticipo e arriva in gran parte in diretto o da agenzie di nicchia. I collegamenti con l’isola tornano a frequenze utili e questo apre il mercato.
  • Giugno La costa parte e l’interno raccoglie la domanda che non trova posto o non vuole pagare le tariffe costiere. Cambia tutto: soggiorni brevi, prenotazione a ridosso, canale prevalentemente da portale.
  • Luglio–agosto I mesi con la tariffa più alta dell’anno, che resta comunque una frazione di quella costiera. Chi dorme qui va al mare in auto e accetta venti-quaranta minuti di strada in cambio del prezzo. Di norma ad agosto la rassegna jazz di Berchidda concentra domanda su alcune giornate, con un pubblico diverso da quello balneare.
  • Settembre–ottobre La seconda finestra buona, con la vendemmia del Vermentino e un ritorno della clientela europea adulta a soggiorni lunghi. Il canale torna a essere diretto e la spesa a tavola sale. È il periodo in cui l’interno lavora meglio proprio mentre la costa si svuota.
  • Novembre–dicembre Chiusura per la maggior parte delle strutture, con qualche gruppo enogastronomico e le festività. Le riaperture puntuali hanno senso solo se il ricavo previsto copre il costo di riaccendere una struttura in campagna.

Chi prenota, quando, per quante notti

In primavera e in autunno il cliente è europeo, spesso di area tedesca, svizzera o nordica, prenota con due-cinque mesi di anticipo, resta dalle quattro alle sette notti e usa la struttura come base per un’area ampia. Arriva in gran parte in diretto, per posta elettronica o per telefono, o da agenzie specializzate in viaggi lenti e in enogastronomia. È il segmento con il costo di acquisizione più basso e la permanenza più lunga, quindi quello che va coltivato per primo.

In luglio e agosto arriva un cliente completamente diverso: italiano e in buona parte sardo o di corto raggio, prenota fra tre e quindici giorni prima, resta due-quattro notti, sceglie dai portali e confronta anzitutto il prezzo e la distanza dalle spiagge. È domanda vera e va servita, ma non va scambiata per il cuore del mercato: ha durata corta, costo di acquisizione alto e nessuna fedeltà.

In inverno resta la domanda regionale legata agli eventi, quasi tutta diretta e spesso telefonica, con prenotazione a pochi giorni. Ha volumi piccoli ma un profilo economico migliore di quanto sembri, perché arriva senza intermediazione e compra la cena.

Che cosa vendi davvero

Vendi una camera in agriturismo o un’unità in campagna, a prezzo per camera con colazione, ma il conto economico si chiude a tavola. Fuori dai centri, la sera, l’ospite non ha alternative raggiungibili in pochi minuti e non vuole rimettersi in auto dopo una giornata di visite e degustazioni: la cena in struttura, con i propri prodotti e con i vini della zona, è il prodotto che porta il ricavo per camera occupata su livelli che la sola tariffa non raggiungerebbe. È l’esatto opposto della costa, dove la ristorazione esterna è un concorrente e la mezza pensione è vissuta come una gabbia.

La seconda cosa che vendi è la distanza dichiarata. Il cliente estivo vuole sapere quanti minuti servono per arrivare alle spiagge, quello di primavera quanti per arrivare ai sentieri e alle cantine, quello invernale quanti per arrivare in paese. Dichiararla in minuti, non in chilometri, e per destinazioni concrete, converte meglio di qualunque descrizione del paesaggio ed evita l’ospite che scopre la strada provinciale dopo aver prenotato.

I vincoli che non puoi ignorare

Il primo vincolo è l’accesso all’isola. Si arriva in aereo o in nave, e fuori dalla stagione le frequenze si riducono: significa che la domanda di bassa stagione è in larga parte regionale e che le finestre di primavera e autunno si aprono e si chiudono con i collegamenti, non con il meteo. Chi programma la riapertura senza guardare quel calendario apre due settimane troppo presto.

Il secondo è la distanza reale. Le strade sono provinciali, i tempi non corrispondono ai chilometri e l’ospite senza auto qui non esiste.

Il terzo è il personale, che nella stessa finestra è conteso dalle strutture della costa, che possono pagare di più. È un vincolo operativo concreto sull’ampiezza dell’offerta di ristorazione: la cena può essere il prodotto principale solo se esiste una cucina che regge tutta la stagione, e questo si decide a marzo, non a luglio.

Le leve che funzionano qui, e quelle che no

Funziona

  • La cena come parte del soggiorno e non come opzione da proporre all’arrivo: alza il ricavo per camera occupata senza toccare la tariffa, e a differenza della tariffa non è visibile nel confronto sui portali né paga commissione.
  • Il canale diretto costruito su telefono e ripetizione: a queste tariffe la commissione in euro per notte è confrontabile con il costo di gestire una relazione diretta, e la clientela di primavera e autunno è già propensa a prenotare così.
  • Pacchetti di tre o quattro notti in primavera e in autunno, con visite in cantina e itinerari: sono i mesi in cui l’interno non compete con la costa e in cui il cliente compra permanenze lunghe.
  • Dichiarare la distanza dal mare in minuti invece di nasconderla: chi cerca qui ha già accettato di guidare, e l’informazione precisa seleziona il cliente giusto ed elimina il reclamo prevedibile.

Non funziona

  • Rincorrere le tariffe della costa in agosto: il cliente che dorme all’interno lo fa per il prezzo o per il tipo di soggiorno, e un allineamento verso l’alto lo perde senza guadagnare quello costiero.
  • Lo sconto sulla camera per battere il portale: chi confronta due prezzi vicini sceglie la comodità del canale che conosce, e l’unica leva efficace sul diretto è ciò che il portale non può vendere, cioè la cena, l’esperienza e la relazione.
  • Il soggiorno minimo lungo in luglio e agosto: la domanda estiva è di corto raggio, tardiva e corta per natura, e il vincolo la respinge senza crearne una migliore.
  • Misurare la stagione sul solo ricavo per camera disponibile di agosto: è il mese meno rappresentativo dell’anno per questa fascia interna, e giudicarci sopra porta a chiudere proprio i mesi che rendono di più.

Un conto su una struttura di riferimento

Struttura di riferimento

Agriturismo con nove camere, prezzo per camera con colazione, apertura dal primo marzo al trentuno ottobre, cioè 245 giorni. Occupazione media di stagione 52%, tariffa media 96 €. La domanda a cui rispondiamo: quanto vale davvero la cena, e a quale aumento di tariffa equivarrebbe. Ipotesi dichiarate: la cena è venduta a 32 € a persona con 1,9 occupanti medi per camera, cioè 60,80 € per camera; la compra il 55% delle camere occupate; il costo delle materie prime è il 33% del ricavo cene; il costo aggiuntivo di cucina e sala sulla stagione è 9.000 €; la commissione media sulle notti intermediate è il 17%.

Camere-notte vendute nella stagione
245 × 9 × 52% = 1.146,6, cioè 1.147
Ricavo camere
1.147 × 96 = 110.112 €
Camere-notte con cena
1.147 × 55% = 631
Ricavo cene
631 × 60,80 = 38.364,80 €
Materie prime, 33%
12.660,38 €
Costo aggiuntivo di cucina e sala
9.000 €
Margine della ristorazione
38.364,80 − 12.660,38 − 9.000 = 16.704,42 €
Aumento di tariffa equivalente, lordo commissione
16.704,42 ÷ 1.147 ÷ 0,83 = 17,55 €
In percentuale sulla tariffa media
17,55 ÷ 96 = 18,3%

Il margine della cena equivale a un aumento del diciotto per cento su tutte le tariffe della stagione, con due differenze a favore della cena: non è visibile a chi confronta i prezzi prima di prenotare, e viene incassata in struttura senza passare da nessuna intermediazione. È il motivo per cui in Gallura interna l’indicatore da guardare è il ricavo per camera occupata comprensivo di tavola e cantina, e non il ricavo per camera disponibile calcolato sulle sole stanze. Chi legge solo le camere vede una struttura da 96 € a notte in un’isola dove venti minuti più in là se ne fanno quattro volte tanti, e conclude che il mestiere è impossibile. Il conto si rifà con i propri numeri nei calcolatori.

Il cruscotto minimo per questa destinazione

  • Ricavo per camera occupata comprensivo di cena e cantina — con la ristorazione che vale quanto un aumento di tariffa a due cifre, la sola tariffa camera descrive metà del prodotto e la metà meno redditizia.
  • Tasso di adozione della cena, cioè la quota di camere occupate che la compra — è la leva più diretta sul margine e si muove con il modo in cui la cena viene proposta, non con il prezzo: va misurata per periodo, perché il cliente di agosto e quello di aprile si comportano in modo opposto.
  • Costo di acquisizione per canale espresso in euro per notte, non in percentuale — a 96 € il diciassette per cento sono poco più di sedici euro, e quel numero va confrontato con il costo reale di gestire un contatto diretto, che spesso è inferiore.
  • Occupazione e durata media separate fra primavera-autunno e luglio-agosto — sono due stagioni con clienti, canali e permanenze diversi, e la media annuale non permette di decidere nulla su nessuna delle due.
  • Quota di prenotazioni ripetute e di prenotazioni telefoniche — qui sono la base del canale diretto e l’indicatore anticipatore della sua tenuta, molto più della quota diretta complessiva.
  • Ricavo per giorno di apertura effettiva — con una stagione di circa 245 giorni, dividere per l’anno solare sottostima la resa e rende impossibile il confronto con qualunque altra gestione. La definizione è nel glossario.

Gli errori che si vedono più spesso

Prezzare guardando la costa. A venti minuti di distanza c’è un mercato con un altro cliente, un’altra durata e un’altra disponibilità a pagare. Il riferimento corretto sono le altre strutture dell’interno con lo stesso tipo di prodotto, e la leva per crescere non è avvicinarsi alle tariffe costiere ma aumentare il ricavo per camera occupata.

Trattare la cena come un servizio accessorio. È l’errore che il conto quantifica in diciotto punti di tariffa. La correzione è organizzativa: cena presente in ogni comunicazione prima dell’arrivo, non proposta al momento del check-in, con un menu fisso che consenta di programmare acquisti e turni.

Misurare la commissione in percentuale. A tariffe basse il ragionamento in punti percentuali fa sembrare identici problemi molto diversi. Va convertita in euro per notte e confrontata con il costo di acquisire lo stesso ospite in diretto, che in un mercato di ripetizione è spesso il più economico.

Chiudere ad aprile e a ottobre per aprire solo in estate. Sono i mesi con la clientela migliore per durata, canale e spesa a tavola. La sequenza corretta è l’opposta: la stagione si costruisce sulle mezze stagioni e l’estate è il periodo che si serve, non quello su cui si progetta.

Domande frequenti

L’interno può servire davvero a destagionalizzare la Gallura costiera?

Sì, ma non nel modo in cui di solito si intende. Non funziona spostare in inverno lo stesso cliente balneare a prezzo ridotto: quel cliente non c’è. Funziona invece che l’interno abbia una propria stagione, costruita su primavera e autunno con escursionismo, cantine e borghi, e una finestra invernale legata agli eventi locali. Sono clienti diversi da quelli della costa, con motivazioni proprie e con permanenze più lunghe, e il vantaggio è che arrivano quando i collegamenti costano meno e le strutture costiere sono chiuse.

Come si difende il canale diretto senza fare guerra di prezzo con i portali?

Vendendo in diretto ciò che il portale non può vendere. Sul prezzo della camera la partita è persa in partenza, perché il cliente confronta due numeri vicini e sceglie il canale che conosce. La cena, la visita in cantina, l’itinerario preparato, la camera assegnata e la relazione con chi risponde al telefono sono elementi che si comprano solo parlando con la struttura, e sono anche quelli che generano la prenotazione ripetuta. La misura corretta del risultato non è la quota diretta ma il margine per camera occupata sui due canali, che tiene conto anche di quanto ciascuno dei due porta a tavola.

Quanto conta dichiarare la distanza dal mare?

Conta come un elemento di prodotto. Chi cerca una struttura all’interno ha già deciso di guidare per andare in spiaggia, quindi l’informazione precisa non allontana nessuno: seleziona. Il danno lo fa l’informazione assente o vaga, che porta un ospite convinto di essere a due passi dal mare e produce un reclamo che nessuna gestione può evitare. Dichiarare i minuti per due o tre spiagge concrete, insieme ai minuti per l’aeroporto e per il primo centro con servizi, è fra le poche modifiche a costo zero che si vedono nel tasso di conversione. La logica di come si presentano i vincoli di posizione è trattata nei libri.

Stessa meccanica, altre destinazioni

Unità intere, settimane, mercato lungo raggio: il calendario segue la vendemmia e i ponti, non il sole.

Strumenti citati in questa pagina

  • I sette calcolatori — occupazione di pareggio, costo di canale, prezzo minimo, sconti, gruppi, overbooking
  • Il glossario — ogni termine usato qui ha una pagina con definizione, formula ed esempio
  • I cinque volumi — il metodo per esteso, con i conti svolti