Per chi

Hotel indipendente

Una struttura sola, un proprietario o un direttore che decide tutto, e mezz'ora al giorno da dedicare al prezzo. Il margine si gioca su due leve che quasi nessuno separa: quanto vendi e quanto ti costa vendere.

La leva principale
Prezzo e costo di vendita
Il vincolo vero
Il tempo di chi decide
Il primo risultato
Un criterio scritto, non un prezzo

Non serve un reparto revenue. Serve che le decisioni smettano di dipendere da come è andata la settimana scorsa.

Se ti riconosci

Sono le quattro frasi che sentiamo più spesso da chi gestisce una struttura sola.

«Guardo i concorrenti e mi regolo»

Il problema non è guardarli: è non sapere se il loro prezzo copre i loro costi. Nessuno di loro conosce la tua capienza, i tuoi contratti e la tua curva di prenotazione.

«Il portale mi porta camere, quindi va bene»

Porta camere che forse avresti avuto lo stesso. La domanda non è quante ne porta, ma quanto ti resta in tasca da quelle rispetto a una prenotazione diretta.

«Se abbasso, la gente pensa che sia scarso»

È un rischio reale, ed è il motivo per cui il prezzo si abbassa con un criterio scritto e su finestre precise, non a sentimento la domenica sera.

«Non ho tempo di guardare i numeri tutti i giorni»

E infatti non deve servire. Un buon impianto si guarda una volta a settimana, con tre numeri, e il resto lo decidono le regole.

Che cosa cambia nel conto

Le voci su cui, in una struttura singola, si gioca quasi tutto il risultato.

Costo variabile per notte
Pulizia, colazione, biancheria, utenze, amenities. È il numero che dice qual è il prezzo sotto il quale una prenotazione in più ti fa perdere soldi. Va calcolato una volta e aggiornato una volta l’anno.
Costo di vendita per canale
Non solo la commissione: sconti programmi fedeltà, incassi ritardati, mancate presentazioni, tempo speso a gestire. Due canali con la stessa commissione possono costare in modo molto diverso.
Finestra di prenotazione
Quanti giorni prima si riempie, e come cambia per giorno della settimana. Decide quando ha senso aspettare e quando no, e vale più di qualunque regola generale.
Prezzo minimo per data
Non un prezzo minimo unico per tutto l’anno: un pavimento che cambia con la data, costruito sul costo variabile e sulla domanda attesa. È la protezione contro le decisioni prese di fretta.
Ricavo per camera disponibile
L’unico numero che tiene insieme prezzo e occupazione. Guardarne uno solo dei due porta sistematicamente fuori strada.

Da dove si parte

Quattro passaggi, nell’ordine. Nessuno dei primi tre richiede software nuovi.

Il costo variabile, una volta per tutte

Si calcola con le bollette e le fatture vere, non con una percentuale presa da un manuale. Da lì esce il pavimento del prezzo.

La separazione dei canali

Ogni prenotazione va attribuita a un canale con il suo costo pieno. Da qui in poi le discussioni su diretto e portali smettono di essere opinioni.

Il calendario delle decisioni

Un giorno fisso a settimana, tre numeri da guardare, e un posto dove scrivere che cosa si decide e perché.

Le regole di prezzo

Poche, scritte, con le condizioni che le fanno scattare. Servono a decidere in fretta quando non c’è tempo di ragionare.

Gli errori che vediamo più spesso

Quattro errori che costano più di quanto sembri, e che si correggono in poche settimane.

Scontare per riempire senza guardare il pavimento

Riempire sotto il costo variabile peggiora il conto invece di migliorarlo. Succede quasi sempre negli ultimi giorni, quando la fretta decide al posto del criterio.

Confrontare il fatturato con l’anno prima

Due anni con lo stesso fatturato possono avere margini molto diversi, se cambia il mix dei canali. Il confronto va fatto sul ricavo netto per camera disponibile.

Trattare il diretto come gratuito

Ha anche lui un costo: sito, campagne, tempo, incasso. Va confrontato con il portale a costi pieni, altrimenti si sposta domanda senza guadagnarci.

Cambiare prezzo senza scrivere perché

Senza la ragione scritta, a fine stagione non si può imparare nulla: resta solo la sensazione che sia andata bene o male.

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Due minuti di modulo, e una risposta scritta entro due giorni lavorativi con un primo parere sul caso. Gratuita, e sincera anche quando conviene dire di no.

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