Barolo, La Morra e Alta Langa
Soggiorni di quattro notti prenotati con mesi di anticipo e nessun mercato che compra a ridosso: qui le notti orfane fra due prenotazioni sono perdita secca.
Campagna ed enoturismoPiemonte
Fra Barolo, La Morra e i comuni dell’Alta Langa l’unità di vendita quasi mai è la camera d’albergo: è la camera di un relais ricavato in una cascina, o la casa intera. L’inventario è frammentato e la capacità per struttura è bassissima, da cinque a quindici unità, quindi un solo gruppo può saturare una proprietà. La domanda è internazionale e a lunga percorrenza, con finestra di prenotazione fra sei e dodici mesi e soggiorni di tre-cinque notti costruiti attorno alle visite in cantina, che si fanno a fasce orarie e su appuntamento. Ne discende il vincolo che comanda tutto: soggiorni lunghi comprati con largo anticipo, in un mercato che non compra a ridosso, riempiono il calendario di buchi di una o due notti che non si venderanno mai. Qui il risultato dell’anno si decide da come le prenotazioni si dispongono sul calendario, non da quanto costa la notte.
Come si comporta l’anno
- Dicembre–febbraio Buona parte dell’offerta è chiusa e i costi fissi corrono lo stesso. Le poche strutture aperte lavorano con domanda locale e di fine settimana, a tariffe che non hanno rapporto con quelle di stagione. La decisione rilevante non è tariffaria ma di calendario: quando riaprire e con quante unità.
- Marzo–aprile Riaperture scaglionate e prima domanda internazionale, ancora sensibile al meteo. È il momento in cui si vede se la curva di prenotazione dell’autunno successivo si sta formando: le richieste per ottobre arrivano adesso.
- Maggio–giugno La prima gobba. Clientela straniera adulta, soggiorni di quattro o cinque notti, cantine che ricevono a pieno regime, spesa a tavola alta. È il periodo con la migliore combinazione fra tariffa e durata, e va prezzato come alta stagione piena.
- Luglio–agosto Il buco fra le due gobbe. Il caldo sposta la domanda verso chi è in itinerario e resta poco, la permanenza scende, la finestra si accorcia e le visite in cantina si diradano nel pieno dell’estate. È l’unico periodo dell’anno in cui ha senso vendere soggiorni brevi e accettare arrivi in qualunque giorno.
- Settembre–inizio novembre La seconda gobba, la più lunga e la più redditizia. La domanda arriva quasi tutta già prenotata da mesi, con permanenze piene: qui non si vende, si gestisce ciò che è stato venduto in primavera. È anche il periodo in cui i buchi di calendario costano di più.
Chi prenota, quando, per quante notti
Il cliente principale è nordamericano, nordeuropeo o svizzero, viaggia in coppia o in gruppi di quattro-sei persone, ha più di quarantacinque anni e prenota fra sei e dodici mesi prima. Resta dalle tre alle cinque notti in una sola struttura e la usa come base per un’area che copre più comuni. Non tratta il prezzo e non cambia idea: quando ha prenotato, ha già acquistato i voli, prenotato i ristoranti e in molti casi fissato le visite in cantina. È esattamente per questo che non esiste un mercato last minute: chi compra qui non è nella condizione di comprare a due settimane.
Il canale segue il profilo. Agenzie specializzate in viaggi del vino e in unità intere, richieste dirette per posta elettronica con scambi lunghi, clientela di ritorno che riprenota alla stessa struttura a distanza di anni. I portali generalisti raccolgono soprattutto la domanda estiva e quella di prossimità italiana, che è il segmento più corto e più tardivo, e che a fine ottobre non c’è quasi più.
Esiste poi una domanda italiana di fine settimana, di una o due notti, con anticipo di una-tre settimane. È piccola in valore ma è l’unico mercato che può comprare a ridosso, e per questo è l’unico strumento disponibile per tappare i buchi lasciati dai soggiorni lunghi. Trattarla come clientela minore significa privarsi dell’unico rimedio a un problema strutturale.
Che cosa vendi davvero
Non vendi una notte, vendi un blocco di notti consecutive a un gruppo che si è composto prima di cercare l’alloggio. Il prezzo è per unità con una fascia di occupanti, la colazione è inclusa e la cena quasi mai, perché il soggiorno è costruito attorno a una programmazione gastronomica esterna che è il motivo stesso del viaggio. Cambia la matematica di tutto: il ricavo si misura per soggiorno oltre che per notte, il costo di preparazione si paga per soggiorno e non per notte, e una prenotazione breve in autunno può valere meno di quanto costa, se occupa una posizione che impedisce a un soggiorno lungo di entrare.
La seconda cosa che vendi è l’accesso. Le cantine ricevono su appuntamento e a fasce orarie, e di norma molte riducono o sospendono le visite in alcuni giorni della settimana: la disponibilità di degustazioni è un vincolo di capacità che non ti appartiene ma che condiziona la tua domanda, e in più orienta il giorno di arrivo del cliente. Chi in fase di preventivo riesce a dire quali visite può fissare, e in quali giorni, guadagna due cose: una conversione più alta e la possibilità di suggerire il giorno di arrivo che gli serve per non lasciare buchi.
I vincoli che non puoi ignorare
Il primo vincolo è la stagione corta. Una struttura aperta da marzo a metà novembre lavora circa duecentotrenta giorni e su quelli deve recuperare costi fissi che corrono per dodici mesi. Qualunque indicatore diviso per trecentosessantacinque sottostima la resa reale della gestione e rende impossibile confrontarsi con una struttura aperta tutto l’anno.
Il secondo è la concentrazione. Con dieci unità, un gruppo che ne prenota sei per cinque notti vale una quota enorme del mese: la sua cancellazione non è un incidente, è un problema di bilancio. Le condizioni contrattuali per i gruppi non sono una formalità legale, sono uno strumento di gestione del rischio.
Il terzo è la geografia. Strade collinari strette, distanze che si misurano in minuti e non in chilometri, e un insieme di concorrenti che non coincide con il proprio comune: nei periodi di gobba il mercato rilevante comprende decine di proprietà sparse su più comuni, molte delle quali con un prodotto diverso ma sostituibile agli occhi del cliente.
Il quarto è il personale. Una stagione a due gobbe con un avvallamento estivo è il profilo peggiore possibile per un organico stagionale: serve pieno a giugno, meno a luglio e agosto, di nuovo pieno a ottobre.
Le leve che funzionano qui, e quelle che no
Funziona
- Il soggiorno minimo differenziato per gobba: tre notti da maggio a giugno e da settembre a inizio novembre, libertà piena a luglio e agosto. Nelle gobbe la domanda resta comunque tre notti, in estate il vincolo respinge l’unico mercato disponibile.
- Le regole sul giorno di arrivo nelle settimane più piene, suggerite in fase di preventivo e non imposte: spostare un arrivo di ventiquattro ore chiude un buco che altrimenti resta invenduto per tutta la stagione.
- Un listino dedicato alle notti residue, aperto solo al mercato italiano di prossimità e solo a poche settimane dalla data: è l’unico segmento che compra a ridosso, e le notti in questione sarebbero comunque perse.
- L’up-sell esperienziale in fase di conferma, dalle visite alle cene: il cliente ha già fissato il budget del viaggio e in quel momento sta ancora costruendo il programma, mentre a un mese dall’arrivo ha già deciso tutto.
Non funziona
- Il last minute come strategia: chi compra questa destinazione ha comprato i voli mesi prima, e una tariffa ridotta a due settimane dall’arrivo non intercetta un cliente nuovo, sposta soltanto margine su chi avrebbe pagato di più.
- Il prezzo che cambia tutti i giorni: con dieci unità e prenotazioni a otto mesi, le variazioni giornaliere sono rumore statistico e producono incoerenze visibili al cliente che confronta due date vicine.
- Lo sconto per allungare il soggiorno: la durata la decide l’itinerario, non la tariffa. Chi ha quattro notti di programma non ne compra cinque perché la quinta costa meno; le compra se ha una ragione in più per restare.
- Il confronto con la tariffa dell’albergo di città: prodotto, struttura dei costi e durata sono diversi, e allinearsi a quel riferimento porta a prezzare al ribasso un inventario che non si può replicare.
Un conto su una struttura di riferimento
Dieci unità fra camere di relais e due case intere, prezzo per unità con colazione, apertura da marzo a metà novembre. Guardiamo la gobba autunnale: nove settimane, cioè 63 notti. Soggiorno medio quattro notti. La domanda a cui rispondiamo: quanto costano le notti orfane, cioè i buchi di una o due notti fra un soggiorno e il successivo, che in una destinazione senza mercato last minute non si venderanno. Ipotesi dichiarata: senza alcuna gestione del calendario il buco medio fra due soggiorni è di 1,8 notti; con suggerimento del giorno di arrivo in fase di preventivo e un listino dedicato alle notti residue scende a 0,8. La tariffa per unità resta 240 € in entrambi gli scenari.
- Ciclo per unità senza gestione
- 4 + 1,8 = 5,8 notti → 63 ÷ 5,8 = 10 soggiorni completi
- Notti occupate per unità
- 10 × 4 = 40, cioè 40 ÷ 63 = 63,5% di occupazione
- Ciclo per unità con gestione
- 4 + 0,8 = 4,8 notti → 63 ÷ 4,8 = 13 soggiorni completi
- Notti occupate per unità
- 13 × 4 = 52, cioè 52 ÷ 63 = 82,5% di occupazione
- Notti aggiuntive sulla struttura
- (52 − 40) × 10 unità = 120 unità-notte
- Ricavo aggiuntivo a 240 €
- 120 × 240 = 28.800 €
- Costo dei 30 cambi in più, 70 € l’uno
- 2.100 €
- Colazioni aggiuntive, 9 € a persona, 2 persone
- 120 × 18 = 2.160 €
- Guadagno netto della gobba
- 28.800 − 2.100 − 2.160 = 24.540 €
Ventiquattromila euro in una sola gobba, senza aver toccato il prezzo di una singola notte. Tutto il guadagno viene da dove le prenotazioni si posano sul calendario. È la ragione per cui in Alta Langa il lavoro di revenue management si fa in primavera, quando le richieste per l’autunno arrivano e si può ancora decidere quale accettare e con quale giorno di arrivo, e non a ottobre, quando il calendario è già scritto e i buchi sono già lì. Il conto si rifà con le proprie unità e la propria durata media nei calcolatori.
Il cruscotto minimo per questa destinazione
- Notti orfane per unità, cioè i buchi di una o due notti fra due prenotazioni — è l’indicatore specifico di questa destinazione, e nessuna misura di occupazione lo mostra: due strutture con la stessa occupazione possono avere una quantità di buchi completamente diversa e quindi un potenziale residuo opposto.
- Numero di soggiorni per unità nella stagione — il costo di preparazione si paga per soggiorno, non per notte, quindi il conto economico dipende da quanti arrivi gestisci e non solo da quante notti vendi.
- Durata media del soggiorno separata per gobba e per estate — sono tre mercati con durate diverse, e la media stagionale non permette di tarare né il soggiorno minimo né il personale.
- Ricavo per giorno di apertura effettiva — con una stagione di circa duecentotrenta giorni, ogni indicatore diviso per l’anno solare racconta una struttura che non esiste. La definizione è nel glossario.
- Curva di prenotazione a sei, nove e dodici mesi — è l’unico avviso precoce disponibile: a marzo si sa già se ottobre andrà bene, e a marzo si può ancora fare qualcosa.
- Richieste rifiutate per soggiorno minimo o per giorno di arrivo — dice se le regole di calendario stanno proteggendo il ricavo o lo stanno respingendo, e va guardato insieme al numero di notti orfane.
Gli errori che si vedono più spesso
Accettare qualunque data di arrivo senza guardare il buco che crea. Una prenotazione di tre notti che lascia due notti isolate prima di un soggiorno lungo non è una prenotazione neutra: porta con sé due notti che nessuno comprerà. La correzione è chiedere in fase di preventivo se il cliente ha flessibilità di ventiquattro ore, cosa che nella maggior parte dei casi ha, perché sta ancora costruendo l’itinerario.
Inseguire il last minute in ottobre. A due settimane dall’arrivo il mercato internazionale ha già comprato o non comprerà. Una riduzione in quella finestra non genera domanda nuova: la sola domanda che risponde è quella italiana di prossimità, che va raggiunta con un prodotto e un canale dedicati, non con uno sconto generalizzato sul listino principale.
Calcolare gli indicatori sull’anno solare. Con la struttura chiusa quattro mesi, dividere il ricavo per trecentosessantacinque produce numeri che non si possono confrontare con niente, e soprattutto fa sembrare mediocre una stagione che è stata buona.
Domande frequenti
Come si prezzano le notti orfane senza rovinare il listino?
Tenendole fuori dal listino principale. Sono notti che nello scenario ordinario non si venderebbero, quindi il riferimento non è la tariffa di stagione ma zero. Si aprono con poche settimane di anticipo, su un prodotto diverso — una proposta di due notti con qualcosa dentro, rivolta al mercato italiano di prossimità — e non sul canale dove il cliente internazionale sta confrontando le date della sua vacanza. Se compaiono a listino a tariffa ridotta mesi prima, il rischio è che le compri chi avrebbe pagato la tariffa piena, e il rimedio diventa peggiore del problema.
Ha senso il soggiorno minimo di tre notti in autunno?
Sì nelle nove settimane di gobba, e va tolto in luglio e agosto. Nella gobba la domanda internazionale resta comunque tre o quattro notti, quindi il vincolo non allontana quasi nessuno e impedisce che una prenotazione corta spezzi una settimana. In estate la domanda è di passaggio e corta, e la stessa regola lascerebbe la struttura vuota. La verifica sta nel confronto fra due numeri: le richieste rifiutate per soggiorno minimo e le notti orfane. Se crescono entrambi, la regola è tarata male.
Conviene restare aperti in inverno?
Raramente, e la risposta non si trova nella tariffa ma nel costo di apertura. La domanda invernale esiste solo su alcuni fine settimana ed è di prossimità, con permanenze di una o due notti: perché l’apertura abbia senso, il ricavo di quei fine settimana deve coprire il costo del riscaldamento di un edificio in collina, di un presidio minimo e della manutenzione che in chiusura si farebbe comunque. Una via intermedia praticata da diverse strutture è aprire solo alcune unità e solo per finestre programmate attorno alle festività, tenendo il resto chiuso. Il modo di impostare questo confronto è trattato nei libri.
Stessa meccanica, altre destinazioni
Unità intere, settimane, mercato lungo raggio: il calendario segue la vendemmia e i ponti, non il sole.
- Franciacorta, Lago d’Iseo e Monte IsolaLombardia
- Castelli Romani — Frascati, Castel Gandolfo, Ariccia, NemiLazio
- Fasano, Savelletri ed EgnaziaPuglia
- Val d’Orcia — Pienza, Montalcino, Montepulciano, San Quirico, Bagno VignoniToscana
- Etna enoturistico (Castiglione di Sicilia, Randazzo, Milo, Linguaglossa)Sicilia
- Saline di Trapani e Marsala, MoziaSicilia
Strumenti citati in questa pagina
- I sette calcolatori — occupazione di pareggio, costo di canale, prezzo minimo, sconti, gruppi, overbooking
- Il glossario — ogni termine usato qui ha una pagina con definizione, formula ed esempio
- I cinque volumi — il metodo per esteso, con i conti svolti