Open air: campeggi e villaggi
Piazzole e bungalow non sono camere. Cambia la capienza, cambia la durata del soggiorno, cambia il peso della stagione e cambia perfino il modo giusto di misurare l'occupazione. Gli indicatori alberghieri, applicati così come sono, danno risposte sbagliate.
- L'unità
- Piazzola o alloggio, con capienza variabile
- La stagione
- Poche settimane decidono l'anno
- La voce nascosta
- Il ricavo accessorio per ospite
Una piazzola occupata da due persone e una da sei costano e rendono in modo diverso: contarle uguali è il primo errore.
Se ti riconosci
Quattro frasi che nell’open air si sentono ogni stagione.
«L’occupazione è alta ma il conto non torna»
Occupazione delle unità e occupazione dei posti letto sono due numeri diversi. Il secondo spiega i consumi, il personale e il ricavo dei servizi; il primo da solo non basta.
«Il listino lo faccio a gennaio e non si tocca»
Con la maggior parte del fatturato concentrata in poche settimane, un listino rigido lascia sul tavolo tutta la domanda che si muove tardi.
«Gli extra sono un dettaglio»
Ristorazione, market, animazione, servizi: spesso valgono una quota di margine più alta di quanto valga la piazzola stessa. Vanno misurati per ospite e per giorno.
«I tour operator riempiono, quindi vanno bene»
Riempiono le settimane che si sarebbero riempite comunque, a un margine più basso. Il punto è a quali date, non a quale volume.
Che cosa cambia nel conto
Le voci che nell’open air cambiano di più rispetto a un hotel.
- Occupazione per posto letto
- Da affiancare sempre a quella per unità. È il numero che spiega i costi di servizio e il ricavo accessorio, e che rende confrontabili stagioni con mix di clientela diversi.
- Ricavo totale per ospite e per giorno
- Piazzola più consumi più servizi. È l’indicatore che dice se una tariffa bassa attira clientela che compensa, oppure no.
- Durata minima e giorni di arrivo
- Con soggiorni lunghi e arrivi concentrati nel fine settimana, la regola di durata e i giorni di arrivo consentiti valgono quanto il prezzo.
- Costo di apertura e chiusura
- Aprire due settimane in più non è gratis: personale, manutenzione, utenze e sicurezza hanno un costo di soglia. Va confrontato con il margine atteso di quelle settimane.
- Mix di alloggi
- Piazzole, case mobili, bungalow: hanno costi e margini molto diversi. Il mix venduto conta più del prezzo medio.
Da dove si parte
Da dove si comincia in una struttura open air.
I due tassi di occupazione
Unità e posti letto, misurati insieme, per stagione e per tipo di alloggio.
Il conto per tipo di alloggio
Ricavo e costo variabile separati per piazzola, casa mobile e bungalow. Da qui si capisce dove conviene investire.
Il ricavo accessorio
Misurato per ospite e per giorno, non come totale di fine stagione. È l’unico modo per usarlo nelle decisioni di prezzo.
Le regole di calendario
Durata minima, giorni di arrivo e finestre di apertura, decise prima della stagione e riviste una volta al mese.
Gli errori che vediamo più spesso
Errori tipici quando si applica il metodo alberghiero senza adattarlo.
Contare le unità e ignorare i posti letto
Porta a sottostimare costi e ricavi accessori, e a confrontare stagioni non confrontabili.
Listino annuale immutabile
Concentra tutto il rischio sulla previsione di gennaio, che è l’anno in cui si sa di meno.
Valutare i contratti sul volume
Un contratto che riempie le settimane centrali toglie spazio alla domanda diretta più redditizia.
Aprire in anticipo per abitudine
Le settimane di spalla vanno aperte solo se il margine atteso copre il costo di soglia. Spesso non lo copre.
Gli altri tipi di struttura
Se la tua sta a metà fra due di queste, scrivicelo: quasi sempre il conto è un misto dei due.
Hotel indipendente
Una struttura sola, un proprietario che decide tutto e poco tempo per farlo. Il margine si gioca sul prezzo e sul costo di vendita.
Che cosa cambiaGruppi e catene
Più strutture, un solo criterio. Il problema non è il prezzo di una camera: è che due direttori decidano allo stesso modo.
Che cosa cambiaExtralberghiero e affitti brevi
Unità sparse, soggiorni lunghi, pulizie e cambi che pesano quanto la tariffa. Il conto si fa per soggiorno, non per notte.
Che cosa cambiaAgriturismi e country house
Poche camere, ristorazione vera, vincoli agricoli. Il ricavo per ospite conta più del prezzo per notte.
Che cosa cambiaResidence e aparthotel
Soggiorni lunghi e clientela mista fra vacanza e lavoro: la disponibilità va gestita a settimane, non a notti.
Che cosa cambiaB&B e piccole strutture
Poche unita, margine sottile, nessuno staff a cui delegare. Ogni ora spesa a gestire è un costo che non compare da nessuna parte.
Che cosa cambiaRaccontaci la struttura
Due minuti di modulo, e una risposta scritta entro due giorni lavorativi con un primo parere sul caso. Gratuita, e sincera anche quando conviene dire di no.
- Rispondiamo sempre, anche per dire che il caso non è nostro
- Nessuna telefonata a sorpresa: prima si scrive
- I dati che ci mandi restano nostri e servono solo a risponderti
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