Hospitality Riva del Garda

Hospitality — Il Salone dell'Accoglienza

Riva del GardaGestione della struttura

20262-5 febbraio 2026Date confermate50ª edizione
20271-4 febbraio 2027Date confermate51ª edizione
Sede
Quartiere fieristico di Riva del Garda
Città
Riva del Garda
Cadenza
Annuale, a inizio febbraio
Accesso
Professionale, con biglietteria aperta anche ai non operatori
Filiera
Ospitalità a tutto campo: food, contract, wellness, tecnologia, beverage

Hospitality è il salone dell’accoglienza del Nord-Est e dell’arco alpino, e la sua caratteristica più rilevante non è il programma ma il calendario: cade a inizio febbraio, cioè nel punto dell’anno in cui la montagna intorno lavora a pieno regime e il lago è vuoto. Chi la visita lascia la struttura nel momento peggiore o nel migliore a seconda di dove ha l’albergo. Per chi vende camere a Riva del Garda, invece, è quasi l’unica domanda del mese.

Che cosa ci trovi

L’esposizione è divisa in quattro saloni tematici, e la divisione è utile perché corrisponde a quattro budget diversi dell’albergo. Il primo riguarda food ed equipment: cucina professionale, attrezzature, prodotto alimentare per la ristorazione e la colazione. Il secondo mette insieme contract e wellness, cioè l’arredo su misura per l’ospitalità e tutto il perimetro della spa, che nell’ospitalità alpina è la voce che decide la tariffa. Il terzo, dedicato a renovation e tecnologia, è quello cresciuto di più: ristrutturazione, involucro, impianti, efficienza energetica, automazione della camera. Il quarto è il beverage, con sezioni speciali su mixology, birra artigianale ed enoturismo.

Accanto c’è un programma formativo costruito su sessioni brevi distribuite lungo tutte le giornate. Non è un congresso di revenue management: distribuzione e prezzo compaiono dentro filoni più larghi su gestione e digitale. Va aggiunto un dettaglio di accesso che cambia l’esperienza di visita: la biglietteria è aperta anche a chi non è operatore, e nelle giornate centrali i corridoi delle sezioni beverage ed enoturismo si affollano di visitatori che non stanno comprando niente. Chi ha appuntamenti tecnici li fissa nelle prime ore del mattino.

A chi serve, e a chi no

Ci vai se

  • gestisci una struttura di montagna o di lago nel Nord-Est e hai un progetto di ristrutturazione aperto: il salone renovation è il più completo del calendario italiano di inizio anno, e a febbraio sei ancora in tempo per far partire i lavori a stagione chiusa;
  • hai una spa da rifare o da aggiungere: in un giorno vedi tutto il perimetro, dalle vasche alla gestione degli impianti;
  • lavori su una destinazione lacustre o balneare del Nord e a febbraio sei chiuso o quasi: sei l’unico che può assentarsi tre giorni senza pagare nulla;
  • vuoi capire come si muove l’ospitalità alpina di fascia alta, qui rappresentata meglio che altrove.

Non ci vai se

  • hai un albergo di montagna in piena occupazione: sei nel mese più redditizio dell’anno e ogni giornata di assenza del proprietario-gestore ha un costo che nessuna fiera restituisce;
  • cerchi buyer, agenzie o tour operator per riempire le stagioni: non è una borsa e non c’è domanda organizzata da incontrare;
  • ti serve formazione strutturata su tariffe e canali: qui è materia di singole sessioni dentro filoni più larghi;
  • hai un budget di investimento pari a zero: la parte espositiva vende beni durevoli e i contatti raccolti oggi saranno freddi quando servirà comprare.

Come si prepara una visita che serve a qualcosa

La prima decisione è di calendario, non di programma: quanto costa a te essere lì in quei giorni. Un albergo di valle in piena stagione invernale paga l’assenza del titolare molto più di quanto valga qualunque contatto; un albergo di lago chiuso o al venti per cento di occupazione non paga niente. Chi rientra nel primo caso e ci vuole andare comunque ci va un giorno solo, o manda due persone in due giorni diversi.

Si sceglie un salone e si accetta di perdere gli altri tre. La divisione tematica è netta e le distanze interne sono reali: chi vuole vedere un po’ di cucina, un po’ di spa e un po’ di impianti torna a casa con tre cataloghi e nessuna trattativa.

Si portano i numeri, non le intenzioni. Per la ristrutturazione servono metri quadri, anno dell’ultimo intervento, consumi energetici degli ultimi due esercizi, numero di camere per tipologia; per la spa i passaggi giornalieri nel periodo di punta e le ore di apertura. Chi non li porta esce con materiale promozionale.

Sul programma formativo si sceglie per problema. Le sessioni sono brevi e parallele: se ne selezionano al massimo quattro per giornata, tutte riferite a un solo problema dichiarato in anticipo. Se il problema è la marginalità, prima di partire conviene avere chiaro come si legge il RevPAR.

Al rientro, ogni preventivo richiesto in fiera va richiamato entro dieci giorni. A febbraio i fornitori di ristrutturazione stanno riempiendo il calendario dei cantieri primaverili: chi chiama a marzo trova le squadre già impegnate e slitta di una stagione intera.

Che cosa succede agli alberghi della città in quei giorni

Riva del Garda a inizio febbraio è bassa stagione piena. La destinazione vive di sport all’aria aperta, di lago e di escursionismo, e in questo mese non c’è nulla di tutto ciò: molte strutture sono chiuse e quelle aperte lavorano a occupazioni da mese morto. La manifestazione non è un picco dentro un mese normale: è quasi l’intera domanda del mese, concentrata in pochi giorni.

Le conseguenze operative sono tre. La prima riguarda il bacino: la capacità del centro non basta e la domanda si distribuisce lungo tutta la sponda e verso l’entroterra. Chi ha l’albergo a venti minuti dalla sede fa il pieno come chi ce l’ha davanti, a tariffe che non rivedrà fino alla primavera inoltrata.

La seconda riguarda la finestra di prenotazione, bimodale in modo estremo. Gli espositori prenotano con mesi di anticipo, più camere insieme, con permanenze che includono le giornate di allestimento. I visitatori professionali arrivano nelle ultime tre settimane, con soggiorni brevi e alta quota di notti secche. In mezzo c’è il vuoto: chi guarda il tabellone a un mese di distanza si spaventa e abbassa il listino proprio quando sta per arrivare l’ondata corta.

La terza riguarda la composizione: clientela professionale quasi al cento per cento, fattura, doppie uso singola, colazione presto e cena in struttura perché a febbraio in centro non è tutto aperto. La ristorazione interna, che nel resto del mese è un costo, in questi giorni diventa un centro di ricavo. Il giorno dopo l’ultima partenza la destinazione torna esattamente com’era.

Un revenue manager della sponda, nelle settimane precedenti, fa tre cose. Blocca solo una quota di inventario ai contratti degli espositori. Costruisce il listino delle giornate centrali con incrementi progressivi legati al riempimento, non con una tariffa fissa decisa a novembre. E tiene aperta la vendita fino all’ultimo, perché in un mese così vuoto ogni camera dell’ondata corta è ricavo che non ha alternative. Il quadro annuale della piazza è nella scheda su Riva del Garda.

Un conto sulla settimana di fiera

Struttura di riferimento

Albergo di 40 camere sulla sponda del Garda, aperto tutto febbraio. Misuriamo quanto pesano le quattro notti della manifestazione sul ricavo camere dell’intero mese di ventotto giorni. Elaborazione nostra su valori costruiti, non tariffe osservate.

Camere-notte disponibili nel mese
40 × 28 = 1.120
Ventiquattro notti ordinarie — disponibili
40 × 24 = 960
Notti ordinarie — occupazione
20% → 192 camere-notte
Notti ordinarie — tariffa media
62 €
Notti ordinarie — ricavo camere
192 × 62 = 11.904 €
Notti ordinarie — RevPAR
11.904 ÷ 960 = 12,40 €
Quattro notti di fiera — disponibili
40 × 4 = 160
Notti di fiera — occupazione
90% → 144 camere-notte
Notti di fiera — tariffa media
118 €
Notti di fiera — ricavo camere
144 × 118 = 16.992 €
Notti di fiera — RevPAR
16.992 ÷ 160 = 106,20 €
Ricavo camere dell’intero mese
11.904 + 16.992 = 28.896 €
RevPAR del mese
28.896 ÷ 1.120 = 25,80 €
Peso delle quattro notti sul ricavo del mese
16.992 ÷ 28.896 = 58,8%
Peso delle quattro notti sul calendario
4 ÷ 28 = 14,3%
Rapporto fra i due RevPAR
106,20 ÷ 12,40 = 8,6 volte

Il 14,3% delle notti del mese produce il 58,8% del ricavo camere. Ne discende la misura dell’errore: se il listino delle giornate centrali viene fissato venti euro sotto il suo valore, la perdita è 144 × 20 = 2.880 €, cioè il 24,2% di tutto quello che l’albergo incassa nelle altre ventiquattro notti del mese messe insieme, e a febbraio non esiste altra domanda a cui rivenderlo. Gli incrementi progressivi sul riempimento si impostano con i calcolatori.

Gli errori che si vedono ogni anno

Andarci nel mese sbagliato per la propria struttura. Il proprietario-gestore di un albergo alpino in piena occupazione che si assenta tre giorni a febbraio sta pagando la visita molte volte il suo prezzo nominale. La correzione: chi lavora in stagione ci va un giorno solo, con obiettivo unico, oppure manda due collaboratori in giornate distinte.

Sul lato vendita, chiudere il listino troppo presto agli espositori. La tentazione di riempire l’albergo a novembre con un unico contratto è forte in un mese così vuoto, ma quel contratto viene firmato a tariffe da bassa stagione e occupa l’inventario che varrebbe il doppio tre settimane prima dell’apertura. La correzione: si contratta solo una quota dell’inventario e si lascia il resto alla vendita progressiva.

Spegnere la vendita all’ultimo momento. Chi vede il tabellone quasi pieno smette di presidiare i canali negli ultimi dieci giorni, e proprio lì passa l’ondata corta dei visitatori professionali. La correzione: nell’ultima settimana si alza la tariffa, non si chiude la disponibilità.

Domande frequenti

Come ci si accredita?

La registrazione online è la via normale ed è quella che dà accesso alle sessioni del programma formativo, a posti limitati. La biglietteria è aperta anche a chi non è operatore, il che rende le giornate centrali più affollate: chi va per lavorare fissa gli appuntamenti al mattino presto.

Conviene dormire a Riva o fuori?

A febbraio la disponibilità in centro si esaurisce presto e i prezzi delle giornate centrali sono i più alti del mese. Chi prenota tardi trova posto lungo la sponda o nell’entroterra a venti o trenta minuti, spendendo sensibilmente meno: con un’auto è una scelta ragionevole.

Ha senso andarci due giorni?

Sì, se i saloni che interessano sono due, e succede spesso: chi ristruttura guarda insieme renovation e contract. Con un progetto solo, la cucina oppure la spa, una giornata piena basta. Con quattro obiettivi diversi non servono quattro giorni: servono due persone.

La città che ospita questa fiera

Nei giorni di fiera il mercato locale cambia forma: finestra di prenotazione più corta, soggiorni di una o due notti, domanda che non guarda il prezzo con gli stessi occhi del resto dell'anno. La meccanica di quel mercato è descritta nella pagina della destinazione.

Le prossime, in ordine di calendario