Teulada e Costa del Sud occidentale (Tuerredda)
Con l'arenile a tetto giornaliero il tuo ospite compete con l'escursionista in giornata: qui il premio di posizione è la probabilità di entrare, e si può comprare.
Riviere e costeSardegna
A Teulada e sulla Costa del Sud occidentale il rapporto fra capacità ricettiva e attrattore è rovesciato rispetto a qualsiasi altra riviera sarda: i posti letto sono pochissimi, la spiaggia di Tuerredda ha un tetto giornaliero di visitatori con distinzione fra area libera e area in concessione, e la domanda che preme sull’arenile arriva in massima parte da fuori, in giornata, dall’area di Cagliari e dalle strutture di Chia e Pula. Il vincolo che comanda tutto il resto è questa competizione: il tuo ospite, che ha già pagato la camera, si contende l’accesso con un escursionista che non ti ha pagato niente e che spesso parte prima di lui. La conseguenza è che il valore commerciale di una struttura qui non lo determina la qualità delle camere ma la probabilità con cui riesce a mettere il suo ospite dentro il contingente.
Come si comporta l’anno
- Gennaio–aprile Nessun mercato di soggiorno. Si negoziano gli accordi con le concessioni della spiaggia, che sono la sola decisione strutturale davvero disponibile a chi lavora qui.
- Maggio–inizio giugno Domanda rada e quasi solo di prossimità e di passaggio. L’arenile non è contingentato nei fatti perché la pressione esterna non c’è ancora: è il periodo in cui il prodotto funziona meglio e in cui quasi nessuno lo vende, perché manca l’argomento del mare caldo.
- Metà giugno Comincia la stagione vera, che è brevissima. Il primo segnale non è l’occupazione ma il traffico sulla strada costiera nei fine settimana: quando comincia a saturare, il contingente della spiaggia si esaurisce presto e la promessa commerciale cambia natura.
- Luglio–20 agosto Le uniche settimane con vera pressione. Il tetto giornaliero si raggiunge nella mattinata, i parcheggi si riempiono prestissimo e il flusso in giornata è al massimo. Qui il prezzo si tiene senza esitazioni: la scarsità di posti letto rende lo sconto inutile.
- Fine agosto La pressione esterna cala prima della domanda di soggiorno. Sono i giorni con il miglior rapporto fra qualità dell’esperienza e prezzo pagato, e vanno venduti con quell’argomento invece che come coda scontata.
- Settembre Si chiude in fretta. Restano soggiorni corti di clientela adulta, e il contenuto non è più la spiaggia affollata ma il mare vuoto: è un prodotto diverso, che richiede un altro annuncio.
- Ottobre–dicembre Chiusura. Con una stagione utile di poco più di due mesi, ogni settimana aperta fuori dal perimetro è costo pieno.
Chi prenota, quando, per quante notti
Chi dorme qui lo fa per una ragione precisa, la sola che accomuna una clientela per il resto eterogenea: vuole essere sul posto la mattina presto. Sono coppie e piccoli nuclei, in parte domestici e in parte stranieri arrivati sullo scalo di Cagliari, che prenotano con anticipo medio-lungo e restano da tre a sette notti. La disponibilità a pagare è alta perché le alternative nel raggio utile sono pochissime, e la sensibilità al prezzo è più bassa di quella che ci si aspetterebbe da una località senza servizi.
Accanto c’è una domanda più lunga, legata alle case e alle poche formule residenziali, con durate settimanali. Ed esiste soprattutto una domanda che non compra niente da te e determina comunque la tua stagione: l’escursionista in giornata, che arriva in auto dalla città o dalle strutture della costa vicina, occupa una parte del contingente e riparte. Non è un cliente, è un vincolo di capacità con le gambe.
La finestra di prenotazione conta meno che altrove: con una decina di strutture su tutto il tratto di costa, chi si presenta tardi trova il pieno e non ha modo di negoziare. Cambia così il senso del lavoro commerciale: non serve una gestione fine del prezzo giorno per giorno, servono poche decisioni prese bene in inverno.
Che cosa vendi davvero
Vendi prossimità, e la prossimità qui ha un contenuto misurabile: è la probabilità che il tuo ospite entri in spiaggia nel giorno che ha scelto. Chi dorme a pochi minuti si presenta all’apertura e passa; chi arriva da quaranta minuti di strada trova l’area libera già satura e il parcheggio pieno. È la sola cosa che una struttura di questa costa può promettere e che una struttura più bella ma più lontana non può copiare, ed è anche la ragione per cui il prezzo qui si costruisce sulla posizione prima che sul prodotto.
La distinzione fra area libera e area in concessione è lo strumento operativo che rende la promessa concreta. L’area libera è soggetta al tetto e si esaurisce; le postazioni in concessione hanno una disponibilità propria e si possono prenotare. Comprarne un blocco per la stagione, o per le sole settimane di picco, trasforma un’incertezza in un prodotto: la camera smette di essere una camera e diventa un soggiorno con l’accesso garantito, che è un’altra cosa e ha un altro prezzo.
La ristorazione e i servizi di prossimità sono scarsi, quindi una parte del valore sta nel risolvere i problemi pratici: dove si parcheggia, dove si mangia, a che ora conviene scendere. Non è cortesia, è la parte di prodotto che il territorio non fornisce e che l’ospite si aspetta comunque.
I vincoli che non puoi ignorare
Il primo è il tetto giornaliero di visitatori sulla spiaggia di Tuerredda, con la distinzione fra area libera e stabilimenti in concessione. È un limite verificato e non aggirabile, e definisce la capacità dell’esperienza che stai vendendo. La camera non contiene la spiaggia, e questo va detto nel modo giusto: non come scusa, ma come ragione per cui conviene dormire qui invece che venire in giornata.
Il secondo è la sosta. La capacità dei parcheggi in prossimità dell’arenile non si espande e si esaurisce nelle prime ore del mattino nelle settimane di picco. Per un ospite che alloggia lontano dalla spiaggia questo è un problema quotidiano, e per uno che alloggia vicino è il vantaggio che gli hai venduto: in entrambi i casi va affrontato esplicitamente in fase di prenotazione.
Il terzo è la scarsità di posti letto. Con una capacità così piccola non esistono economie di scala né sull’organico né sugli acquisti: le decisioni che contano sono poche e strutturali, e la gestione quotidiana del prezzo pesa molto meno che altrove.
Il quarto è la lunghezza della stagione, la più corta fra le riviere sarde. Con poco più di due mesi utili il costo fisso annuo si scarica su un numero di notti molto basso, e la decisione su quando aprire e chiudere pesa più di qualsiasi decisione tariffaria.
Le leve che funzionano qui, e quelle che no
Funziona
- Acquistare in inverno un blocco di postazioni in concessione per le settimane di picco: trasforma la promessa dell’accesso da speranza a prodotto, ed è l’unica cosa che il concorrente a mezz’ora di strada non può replicare.
- Costruire il prezzo sulla posizione e dichiararlo: chi paga di più sta comprando venti minuti di vantaggio all’apertura della spiaggia, e detto così il premio è accettato invece che contestato.
- Vendere la fine di agosto e settembre come prodotto di mare vuoto, con soggiorni corti e clientela adulta: è la parte di stagione in cui il vincolo di capacità sparisce e l’esperienza migliora.
- Dare istruzioni operative prima dell’arrivo su orari, sosta e regole di accesso: riduce l’attrito nel primo giorno, che è quello che determina il giudizio dell’intero soggiorno.
Non funziona
- Scontare a luglio e ad agosto: i posti letto sono pochissimi e la domanda eccede la capacità: lo sconto non produce arrivi, sposta solo margine.
- Fare gestione tariffaria fine giorno per giorno: con una decina di unità e una stagione di due mesi, il tempo speso a muovere il prezzo rende meno del tempo speso a organizzare l’accesso alla spiaggia.
- Promettere la spiaggia senza aver bloccato niente: il tetto giornaliero non conosce le tue prenotazioni, e la promessa si rompe nella mattinata del primo giorno.
- Inseguire il listino dei grandi complessi della costa vicina: hanno un prodotto interno che qui non esiste, e allinearsi al loro prezzo senza avere i loro servizi produce un confronto che si perde.
Un conto su una struttura di riferimento
Quattordici camere, apertura dal 15 giugno al 9 settembre, cioè 87 notti. Si considerano i 45 giorni di picco fra il 10 luglio e il 23 agosto. Senza garanzia di accesso: tariffa per unità con colazione 240 €, occupazione dell’86%. Con un blocco di dieci postazioni in concessione riservate agli ospiti: tariffa 262 €, cioè 22 € in più, contro un costo di sostituzione per l’ospite di 32 € al giorno se se la compra da solo. Costo variabile per camera occupata 26 €, costo del blocco 32 € al giorno per postazione. La domanda: il blocco si paga?
- Camere-notte disponibili nei 45 giorni
- 14 × 45 = 630
- Camere-notte vendute senza garanzia
- 630 × 0,86 = 542
- Margine unitario senza garanzia
- 240 − 26 = 214 €
- Margine del periodo senza garanzia
- 542 × 214 = 115.988 €
- Costo del blocco di postazioni
- 10 × 32 × 45 = 14.400 €
- Margine unitario con garanzia
- 262 − 26 = 236 €
- Effetto del solo premio di prezzo, a occupazione invariata
- (542 × 236) − 14.400 = 127.912 − 14.400 = 113.512 €, cioè 2.476 € in meno
- Camere-notte necessarie per pareggiare
- (115.988 + 14.400) ÷ 236 = 130.388 ÷ 236 = 553
- Occupazione di pareggio
- 553 ÷ 630 = 87,8%, cioè 1,8 punti in più
- Camere-notte vendute con garanzia, ipotesi del 92%
- 630 × 0,92 = 580
- Margine del periodo con garanzia
- (580 × 236) − 14.400 = 136.880 − 14.400 = 122.480 €
- Guadagno rispetto alla situazione di partenza
- 122.480 − 115.988 = 6.492 €
- Costo del blocco per camera-notte venduta
- 14.400 ÷ 580 = 24,83 €, contro i 32 € che l’ospite pagherebbe da solo
Il premio di prezzo da solo non paga il blocco: a occupazione ferma si perdono quasi duemilacinquecento euro. Il blocco si paga con l’occupazione, e la soglia è meno di due punti, che in una destinazione dove la domanda eccede stabilmente i posti letto sono raggiungibili con il solo effetto di conversione della garanzia. Il secondo numero da tenere è l’ultimo: la postazione costa 24,83 € per camera venduta e all’ospite ne costerebbe 32, quindi il pacchetto conviene a tutte e due le parti e non ha bisogno di essere scontato. Le ipotesi su tariffe, costo delle postazioni e occupazione si sostituiscono con le proprie nei calcolatori; la nozione di costo di sostituzione di un servizio incluso è nel glossario.
Il cruscotto minimo per questa destinazione
- Ospiti che hanno ottenuto l’accesso alla spiaggia su ospiti che lo hanno chiesto — è la misura della promessa commerciale e non compare in nessun cruscotto standard. Sotto una certa soglia non c’è tariffa che regga, perché il soggiorno non consegna quello per cui è stato comprato.
- Ora in cui il contingente dell’area libera si esaurisce, per giorno — dice quando la promessa smette di poter essere mantenuta senza postazioni riservate, e permette di decidere in quali settimane il blocco serve davvero.
- Occupazione delle sole settimane di picco — con una stagione di due mesi la media di stagione mescola periodi con economie opposte, e ogni decisione presa su quella media è presa sul numero sbagliato.
- Costo del blocco di postazioni per camera-notte venduta — è il numero che dice se il servizio incluso è sostenibile, e va confrontato con quanto costerebbe all’ospite comprarlo da solo.
- Costo fisso annuo diviso per le notti di apertura effettiva — con poco più di ottanta notti, questo numero è alto e va conosciuto prima di decidere qualsiasi tariffa minima.
- Richieste rifiutate per pieno nelle settimane centrali — con una capacità così piccola è il solo segnale disponibile sulla domanda che non riesci a servire, e serve per decidere il prezzo dell’anno successivo.
Gli errori che si vedono più spesso
Vendere la spiaggia come se fosse compresa. Il tetto giornaliero non tiene conto di chi ha prenotato una camera, e l’ospite se ne accorge la prima mattina. La correzione è invertire il discorso: dire che l’accesso è contingentato e spiegare che dormire sul posto è ciò che rende probabile entrare, il che è vero e vende meglio del silenzio.
Spendere tempo sulla tariffa dinamica invece che sugli accordi con le concessioni. Con una decina di unità la leva del prezzo giornaliero muove cifre piccole, mentre un blocco di postazioni deciso in febbraio cambia il prodotto per tutta la stagione. La correzione è spostare il lavoro dall’estate all’inverno.
Trattare l’escursionista in giornata come un fatto esterno. È il concorrente che consuma la capacità che serve al tuo cliente, e la sua pressione ha un orario prevedibile. La correzione è costruire l’organizzazione della giornata dell’ospite intorno a quell’orario, con colazione anticipata e informazioni precise sulla sosta.
Chiudere il primo settembre per abitudine. È il momento in cui il vincolo di capacità sparisce e l’esperienza è migliore di quella di agosto. La correzione è costruire un prodotto per quelle due settimane rivolto a una clientela adulta, con soggiorni corti e un argomento che non sia lo sconto.
Domande frequenti
Conviene comprare un blocco di postazioni in concessione?
Conviene se ci si aspetta che sposti almeno un paio di punti di occupazione nelle settimane in cui la spiaggia satura, e non conviene come semplice aumento di prezzo a parità di riempimento. La ragione è aritmetica: il premio tariffario che il mercato accetta è inferiore al costo pieno del blocco, quindi il conto torna solo attraverso la conversione, cioè attraverso le prenotazioni che si ottengono perché la garanzia esiste. Conviene inoltre limitarlo alle settimane di picco: fuori da quelle il contingente non si esaurisce e la garanzia non ha valore, quindi il costo resterebbe senza contropartita.
Come si giustifica un prezzo alto in una località senza servizi?
Dicendo che cosa si sta comprando, che qui non è il servizio ma la posizione, e che la posizione ha un contenuto misurabile: la possibilità di essere sull’arenile prima che il contingente si esaurisca e prima che il parcheggio si riempia. Formulato così il premio è verificabile dall’ospite e regge; formulato come qualità dell’ospitalità in una struttura piccola e senza ristorazione non regge, perché il confronto con i grandi complessi della costa vicina è impietoso su quel piano e favorevole su questo.
Ha senso allungare la stagione a maggio?
Ha senso solo cambiando il prodotto e sapendo che l’argomento non è il mare. In maggio e nella prima metà di giugno non c’è pressione sull’arenile, quindi il vantaggio competitivo della prossimità sparisce insieme al vincolo: resta una costa vuota e bella, che si vende a una clientela escursionistica e adulta con soggiorni di due o tre notti. Prima di aprire va fatto il conto del costo fisso giornaliero rispetto al riempimento minimo raggiungibile in quelle settimane, perché con una stagione tanto corta un’estensione sbagliata pesa in proporzione più che altrove. Il metodo per calcolare la soglia di apertura è trattato nei libri.
Stessa meccanica, altre destinazioni
Stagione compressa, soggiorno lungo, trattamento incluso: il ricavo dell'anno si decide in cento giorni.
Strumenti citati in questa pagina
- I sette calcolatori — occupazione di pareggio, costo di canale, prezzo minimo, sconti, gruppi, overbooking
- Il glossario — ogni termine usato qui ha una pagina con definizione, formula ed esempio
- I cinque volumi — il metodo per esteso, con i conti svolti