Pescara

Due mercati nello stesso inventario: corporate da lunedì a giovedì, balneare da venerdì a domenica. Qui il prezzo si regola sul giorno della settimana, non sul mese.

Riviere e costeAbruzzo

Pescara è la sola destinazione balneare abruzzese in cui l’inventario è urbano e serve contemporaneamente due domande con curve opposte: quella d’affari, che riempie da lunedì a giovedì per dodici mesi, e quella di svago, che riempie il fine settimana e i mesi caldi. Il risultato è un profilo a doppio picco che non si governa con una stagionalità mensile: si governa con regole per giorno della settimana, perché la stessa camera il martedì e il sabato ha clienti, elasticità e canali diversi. Ci si aggiungono il ruolo di capoluogo economico, che rende il mercato meno esposto della riviera pura, e la funzione di nodo di transito data dall’aeroporto e dalla stazione sulla dorsale adriatica. Il vincolo che comanda tutto è che nessun periodo dell’anno è omogeneo al proprio interno: la settimana, non il mese, è l’unità di analisi.

Come si comporta l’anno

  • Gennaio-marzo Mercato quasi interamente d’affari e istituzionale, con occupazione alta dal lunedì al giovedì e crollo nel fine settimana. È il periodo in cui la differenza fra tariffa feriale e tariffa festiva deve essere massima, perché le due domande non si contendono nulla.
  • Aprile-maggio Ai flussi d’affari si aggiungono congressi, fiere, gite scolastiche e i primi fine settimana di svago. La settimana diventa piena su cinque o sei giorni e la manovra si sposta sul controllo delle date critiche, non sul riempimento.
  • Giugno Il balneare comincia a comprare, l’attività d’affari regge fino alla terza settimana. È il mese di sovrapposizione più netto e quello con il rischio maggiore di svendere il feriale per paura del vuoto che non arriverà.
  • Luglio Doppio picco pieno: turismo balneare per tutta la settimana e domanda legata agli eventi estivi, fra cui un festival jazz di lunga tradizione che negli ultimi anni si è tenuto nel mese di luglio e porta pubblico nazionale. Le date del festival vanno chieste agli organizzatori appena escono, perché cambiano il valore di alcune notti infrasettimanali.
  • Agosto Il mercato d’affari si ferma quasi del tutto e resta solo il balneare, con permanenze più lunghe e un profilo settimanale piatto. È l’unico mese in cui Pescara si comporta come una riviera qualsiasi, e va prezzato come tale.
  • Settembre-ottobre Ritorno immediato del feriale d’affari sopra un balneare che si spegne. È il periodo più redditizio dell’anno per camera disponibile e quello in cui una tariffa unica costa di più, perché la forbice fra martedì e sabato è larghissima.
  • Novembre-dicembre Feriale d’affari fino a metà dicembre, poi festività con dinamica cittadina e domanda di visita a familiari. Il fine settimana urbano, con eventi e shopping, è l’unico modo per non lasciare due giorni vuoti su sette.

Chi prenota, quando, per quante notti

Il cliente d’affari arriva da aziende, enti, fornitori e professionisti che seguono il capoluogo, prenota da pochi giorni a tre settimane, resta una o due notti e sceglie sulla base di posizione, orario di arrivo e possibilità di parcheggiare. È poco sensibile al prezzo entro un intervallo ampio, perché la trasferta è decisa prima e non è annullabile per venti euro, ma è molto sensibile alla disponibilità: se non trova, va altrove e spesso non torna a cercare. Una parte di questo segmento arriva con tariffe negoziate annuali, che vanno riviste come contratti e non come listini.

Il cliente balneare è in prevalenza italiano, motorizzato, con bacino sul centro Italia e sulle regioni interne, prenota da due settimane a tre mesi secondo il periodo e resta da due notti nei fine settimana a una settimana in agosto. Nel fine settimana d’inverno e di mezza stagione compare invece una domanda urbana breve, di una o due notti, che compra la città e non la spiaggia, ed è la sola che può salvare il sabato nei mesi freddi.

Il terzo flusso è di transito: chi usa l’aeroporto o la stazione sulla dorsale adriatica e ha bisogno di una notte per ragioni di orario. Prenota da vicinissimo, spesso in giornata, non guarda la spiaggia, guarda i minuti che lo separano dal punto di partenza e l’ora del check-in. È volume marginale in quantità ma con tariffa alta e nessuna elasticità, e va lasciato disponibile fino all’ultimo invece che venduto in anticipo a poco.

Che cosa vendi davvero

Vendi la stessa camera a due mercati che la usano in modo diverso. Al cliente d’affari vendi una camera singola, spesso a occupazione singola, con prezzo per unità, colazione presto, connessione affidabile, un tavolo su cui lavorare, un parcheggio e la possibilità di cenare tardi. Al cliente di svago vendi una camera doppia o familiare, con prezzo che può includere trattamenti, servizi di spiaggia e disponibilità di posti auto per periodi lunghi. Sono due schede prodotto, due canali e due politiche di cancellazione, non due tariffe della stessa cosa.

Il premio di posizione cambia segno secondo il giorno: nel fine settimana e in estate premia la vicinanza al lungomare e alla riviera; dal lunedì al giovedì premia la vicinanza alla stazione, agli uffici e alle direttrici di uscita dalla città. La stessa struttura può essere in posizione ottima il martedì e mediocre il sabato, e questo va riflesso nel modo in cui si comunica e in quello in cui si prezza.

Il servizio di spiaggia, dove esiste, è l’elemento che nel fine settimana estivo trasforma un albergo urbano in un prodotto balneare, e va contrattualizzato con anticipo perché la capacità dello stabilimento è finita. Sul lato d’affari l’equivalente è la sala riunioni, che non serve tanto a produrre ricavo diretto quanto a rendere la struttura la sede naturale di una giornata di lavoro e quindi a portare le camere che le stanno attorno.

I vincoli che non puoi ignorare

Il primo è la struttura della settimana. Con due domande in opposizione di fase, ogni regola costruita sul mese sbaglia in un verso quattro giorni su sette e nell’altro verso tre. È un vincolo che non deriva dal mercato ma dal calendario del lavoro, quindi è stabile e prevedibile: si può pianificare con un anno di anticipo, e va fatto.

Il secondo è la sovrapposizione di giugno e luglio, quando il feriale d’affari e il balneare comprano le stesse notti. In quelle settimane la scelta non è quanto prezzare, è chi servire: la trasferta di lavoro paga di più per una notte, la famiglia paga meno ma per più notti e riduce il numero di cambi camera. La risposta corretta dipende dai costi di rotazione della singola struttura e va calcolata, non decisa per abitudine.

Il terzo è il calendario degli eventi. Un festival musicale che si tiene in città porta pubblico nazionale e concentra domanda su poche notti, alcune delle quali infrasettimanali; a queste si aggiungono manifestazioni sportive, congressuali e fieristiche del capoluogo. Le date vanno raccolte dagli organizzatori appena disponibili e inserite nel calendario di vendita prima che il canale online le renda evidenti a tutti, perché il vantaggio dura solo fino a quel momento.

Il quarto è il transito. La presenza di un aeroporto e di una stazione sulla dorsale adriatica genera domanda dell’ultimo minuto legata agli orari dei mezzi, e rende sensibili gli orari di check-in e check-out. Cambi di programmazione dei voli o della linea si traducono in spostamenti di domanda notturna: sono informazioni pubbliche e vanno guardate quando si programma la stagione.

Il quinto è amministrativo. L’imposta di soggiorno comunale, con i suoi periodi di applicazione, le esenzioni e i limiti di notti, va verificata presso il Comune, perché su un cliente d’affari che soggiorna una notte incide in proporzione più che su una famiglia che ne fa sette, e perché nelle tariffe negoziate con le aziende va detto esplicitamente se è compresa o no.

Le leve che funzionano qui, e quelle che no

Funziona

  • Regole di prezzo per giorno della settimana, con una forbice larga fra feriale e fine settimana nei mesi non balneari. È la leva che qui produce più risultato di qualunque altra, perché agisce su due elasticità diverse.
  • Tenere disponibilità fino all’ultimo per la domanda di transito e per il feriale d’affari corto. Sono i segmenti che comprano tardi e senza trattare, e ogni camera venduta in anticipo a poco è sottratta a loro.
  • Costruire un prodotto di fine settimana urbano per i mesi freddi. Il sabato di novembre non si vende con la spiaggia: si vende con la città, e serve un prodotto pensato apposta, non uno sconto.
  • Raccogliere per tempo le date degli eventi cittadini, festival estivo compreso, e prezzarle prima che diventino evidenti sul mercato. Il vantaggio è tutto nell’anticipo.

Non funziona

  • Il listino stagionale mensile. Applicato a una destinazione a doppio picco settimanale, lascia sul tavolo il feriale e non riempie il fine settimana: sbaglia due volte con lo stesso numero.
  • Difendere il fine settimana invernale con lo sconto. Il problema del sabato di gennaio non è il prezzo, è l’assenza di una ragione per venire: senza un prodotto urbano lo sconto sposta solo il margine.
  • Applicare al cliente d’affari le condizioni pensate per lo svago, come acconti, penali rigide e soggiorni minimi. Le trasferte cambiano, e una politica troppo rigida esclude il segmento più redditizio per camera-notte.
  • Trattare agosto come il resto dell’anno. In agosto il feriale d’affari non c’è: la regola per giorno della settimana va sospesa e sostituita da un’ordinaria gestione balneare.

Un conto su una struttura di riferimento

Struttura di riferimento

Struttura urbana di 75 camere a Pescara, aperta tutto l’anno. Si prende una settimana tipo di ottobre, fuori stagione balneare e senza eventi. Con una tariffa unica di 112 euro tutti i giorni, l’occupazione osservata è dell’84 per cento da lunedì a giovedì e del 40 per cento da venerdì a domenica. Si confronta con una regola per giorno della settimana: 128 euro da lunedì a mercoledì, 118 il giovedì, 89 dal venerdì alla domenica; l’aumento infrasettimanale fa scendere l’occupazione feriale all’80 per cento, la riduzione del fine settimana la fa salire al 60.

Camere-notte disponibili nella settimana
75 × 7 = 525 (300 dal lunedì al giovedì, 225 dal venerdì alla domenica)
Tariffa unica, lunedì-giovedì
300 × 0,84 = 252 camere-notte → 252 × 112 = 28.224 €
Tariffa unica, venerdì-domenica
225 × 0,40 = 90 camere-notte → 90 × 112 = 10.080 €
Tariffa unica, totale settimana
342 camere-notte, 38.304 €, occupazione 65,1%, ricavo per camera disponibile 72,96 €
Regola per giorno, lunedì-giovedì
tariffa media (3 × 128 + 118) ÷ 4 = 125,50 € → 300 × 0,80 = 240 camere-notte → 30.120 €
Regola per giorno, venerdì-domenica
225 × 0,60 = 135 camere-notte → 135 × 89 = 12.015 €
Regola per giorno, totale settimana
375 camere-notte, 42.135 €, occupazione 71,4%, ricavo per camera disponibile 80,26 €
Differenza settimanale
42.135 − 38.304 = 3.831 €, cioè il 10,0%
Tariffa media effettiva nei due casi
112,00 € contro 42.135 ÷ 375 = 112,36 €

Il punto interessante non è l’aumento del dieci per cento: è che la tariffa media effettiva resta quasi identica, 112,00 contro 112,36 euro. Tutto il guadagno viene dall’aver messo il prezzo giusto sul giorno giusto, non dall’aver alzato i prezzi. Chi guarda solo la tariffa media non vede la differenza fra le due settimane, mentre il ricavo per camera disponibile passa da 72,96 a 80,26 euro. Su una trentina di settimane l’anno con questa forma, escludendo luglio, agosto e le festività, la differenza vale 3.831 × 30 = 114.930 euro. Ricavo per camera disponibile e tariffa media sono definiti nel glossario; il conto si rifà con le proprie occupazioni nei calcolatori.

Il cruscotto minimo per questa destinazione

  • Occupazione e tariffa media separate per giorno della settimana — è la sola disaggregazione che qui descrive il mercato: due giorni con la stessa media mensile possono avere clienti opposti.
  • Ricavo per camera disponibile letto per blocco feriale e blocco festivo — il valore mensile aggregato nasconde il fatto che una metà della settimana funziona e l’altra no, e quindi non indica dove intervenire.
  • Quota di camere-notte da tariffe negoziate con aziende ed enti — è la parte di inventario già impegnata a prezzo fisso, che riduce lo spazio della manovra tariffaria feriale.
  • Prenotazioni entro le 48 ore precedenti — misura la domanda di transito e d’affari corta, che è quella che si perde vendendo troppo presto la disponibilità residua.
  • Permanenza media distinta fra feriale e fine settimana — il numero di cambi camera, e quindi il costo operativo, dipende da questa distinzione più che dall’occupazione.
  • Riempimento dei sabati nei mesi non balneari — è l’indicatore che dice se esiste un prodotto urbano di fine settimana o se lo si sta solo scontando.
  • Calendario degli eventi cittadini con data di annuncio — non è un consuntivo ma uno strumento di programmazione: il valore di un evento sta nell’anticipo con cui lo si è prezzato.

Gli errori che si vedono più spesso

Il primo è gestire Pescara come una riviera. La stagionalità mensile funziona dove esiste una sola domanda; qui ce ne sono due in opposizione di fase, e un listino per mese sbaglia sistematicamente sia il martedì sia il sabato. La correzione è costruire le regole sulla settimana e sospenderle in agosto, quando la settimana si appiattisce.

Il secondo è svendere il feriale d’affari per paura del vuoto. Il segmento delle trasferte compra tardi e con poca elasticità: aprire tariffe basse con largo anticipo dal lunedì al giovedì significa vendere a poco camere che si sarebbero vendute comunque, e trovarsi senza disponibilità quando arriva la richiesta a tariffa piena.

Il terzo è affrontare il fine settimana invernale con lo sconto invece che con un prodotto. Un sabato di gennaio non si riempie perché costa poco, si riempie perché c’è un motivo per esserci: un evento, un’occasione cittadina, un’offerta costruita sulla città. Lo sconto senza motivo produce lo stesso vuoto a margine ridotto.

Il quarto è ignorare l’effetto delle date degli eventi sui giorni feriali. Un festival che occupa notti infrasettimanali si sovrappone alla domanda d’affari e crea giornate in cui la capacità è il vincolo. Andrebbero identificate mesi prima e trattate come date da gestire, con condizioni proprie di durata e cancellazione. La costruzione di regole per giorno e per data è trattata per esteso nei volumi.

Domande frequenti

Quanto deve essere larga la forbice fra tariffa feriale e tariffa del fine settimana?

Tanto quanto lo consentono le due elasticità, che si misurano sulla propria struttura e non si copiano. Il metodo pratico è muovere il prezzo di una fascia alla volta, di importi contenuti, e osservare come cambia il numero di camere vendute a parità di periodo e di eventi. Nei mesi non balneari la forbice tende a essere ampia perché la domanda feriale è vincolata e quella del fine settimana è quasi assente; in giugno e luglio si stringe perché lo svago compra anche nei giorni feriali; in agosto scompare del tutto. La regola generale è che la forbice va rivista tre o quattro volte l’anno, non una.

In giugno conviene servire prima il cliente d’affari o quello balneare?

Dipende dal costo di rotazione della struttura. Il cliente d’affari paga di più per notte ma resta una o due notti e comporta un cambio camera più frequente; la famiglia paga meno ma occupa più notti consecutive con un solo cambio. Il confronto corretto si fa sulla contribuzione per soggiorno, sottraendo i costi variabili di camera e il costo del cambio, non sulla tariffa. In strutture con costi di rotazione alti il soggiorno lungo recupera terreno; in strutture snelle il feriale d’affari resta preferibile. Il conto è semplice e va rifatto una volta l’anno con i propri costi reali.

Le tariffe negoziate con le aziende vanno riviste ogni anno?

Sì, e vanno riviste guardando quante camere-notte hanno prodotto davvero e in quali giorni, non solo la tariffa concordata. Un accordo che porta volume nei giorni già pieni vale poco e occupa capacità che si venderebbe a più; un accordo che porta volume nei giorni deboli vale molto anche a tariffa contenuta. Nella revisione vanno definiti in modo esplicito il trattamento dell’imposta di soggiorno, le condizioni di cancellazione tardiva e le date escluse per eventi, altrimenti sono quelle voci a generare le discussioni durante l’anno.

Stessa meccanica, altre destinazioni

Stagione compressa, soggiorno lungo, trattamento incluso: il ricavo dell'anno si decide in cento giorni.

Strumenti citati in questa pagina

  • I sette calcolatori — occupazione di pareggio, costo di canale, prezzo minimo, sconti, gruppi, overbooking
  • Il glossario — ogni termine usato qui ha una pagina con definizione, formula ed esempio
  • I cinque volumi — il metodo per esteso, con i conti svolti