Palau e Costa Serena

Il vento che rallenta i traghetti per l'arcipelago è lo stesso che riempie Porto Pollo: due domande con segno opposto sullo stesso meteo, e vanno tenute su due listini.

Riviere e costeSardegna

Palau vive di due mercati che reagiscono in modo opposto alla stessa condizione atmosferica. Il primo è il mercato del transito: il paese è il punto di imbarco per l’arcipelago di La Maddalena, e produce una quota strutturale di pernottamenti agganciati alla corsa del traghetto, che cresce quando il mare o la capacità comprimono i collegamenti. Il secondo è il mercato del vento: Porto Pollo e l’Isola dei Gabbiani portano una clientela di kitesurf e windsurf che compra le giornate ventose, prenota con pochi giorni di preavviso e resta a lungo. Il vincolo che comanda tutto il resto è che questi due segmenti non si sommano, si compensano: la giornata che danneggia il primo alimenta il secondo, e chi tiene un listino solo ne perde uno per costruire l’altro.

Come si comporta l’anno

  • Gennaio–marzo Nessun mercato di soggiorno. Si costruisce il rapporto con le scuole e i centri sportivi della zona, perché la disponibilità di attrezzatura per i mesi ventosi si prenota adesso, non a maggio.
  • Aprile–maggio Si apre con il segmento sportivo, non con quello balneare: ventosità utile e un cliente che non guarda la temperatura dell’acqua. La stagione comincia prima che altrove in Gallura, ma solo se il prodotto è costruito per lui.
  • Giugno I due mercati convivono e la capacità basta per entrambi. Miglior margine dell’anno: il prezzo tiene su tutti e due i fronti e i costi di servizio sono ancora contenuti.
  • Luglio–agosto Domina il transito verso l’arcipelago e la clientela familiare. Il collo di bottiglia si sposta sul molo: quando la capacità dei collegamenti è satura, una parte della domanda che voleva dormire sull’isola resta a terra, e Palau la raccoglie senza doverla cercare. Il prezzo si tiene, gli sconti sono denaro regalato.
  • Settembre Il mese in cui i due mercati si scambiano il posto. Il balneare si sfilaccia, la ventosità torna e il cliente sportivo ricompare con soggiorni lunghi. È la settimana per settimana in cui si decide se la coda di stagione è redditizia o è un presidio.
  • Ottobre Coda sostenibile solo con il segmento del vento e qualche gruppo sportivo. Fuori da lì i costi di apertura non si coprono.
  • Novembre–dicembre Chiusura. La domanda residua è di lavoro e di prossimità, e non paga una struttura costiera.

Chi prenota, quando, per quante notti

Il cliente del transito prenota tardi, spesso a meno di tre settimane, resta una o due notti e arriva con l’auto o con il camper. Una parte di questa domanda non ha scelto Palau: voleva l’arcipelago, ha trovato pieno o ha valutato il costo del passaggio con il mezzo, e si è fermata sulla terraferma. È clientela a bassa fedeltà e ad alta disponibilità a pagare nel momento in cui prenota, perché ha già preso l’impegno del viaggio e ha poche alternative nel raggio utile.

Il cliente del vento funziona in un modo che non somiglia a nessun altro segmento costiero italiano. Prenota su previsione, fra i tre e i sei giorni prima, con una finestra che si accorcia quanto più è esperto. Resta a lungo, perché un soggiorno breve rischia di cadere in una finestra di calma e sprecare il viaggio. Torna ogni anno, spesso nelle stesse settimane, e sceglie in base alla vicinanza allo specchio d’acqua, alla possibilità di lasciare l’attrezzatura in sicurezza e a un posto dove sciacquare il materiale. La tariffa che accetta è più bassa di quella dell’alta stagione balneare, ma il soggiorno è lungo e i cambi pochi, e questo cambia il conto.

Il terzo cliente, minoritario ma redditizio, è il gruppo sportivo organizzato in bassa stagione: una richiesta unica per più camere, finestra lunghissima, prezzo trattato, settimane che altrimenti resterebbero vuote. Va contrattualizzato in inverno con condizioni chiare sul rilascio delle camere non utilizzate, altrimenti blocca inventario senza garantirlo.

Che cosa vendi davvero

Con lo stesso letto vendi due cose diverse. Al transito vendi una notte funzionale, con prezzo per unità e colazione, e il premio di posizione è la distanza dal molo e il parcheggio per il mezzo. Al cliente del vento vendi un soggiorno lungo con servizi che nel resto della Gallura non conta nessuno: un posto asciutto e sorvegliato per le tavole, l’acqua dolce per il materiale, la colazione a un orario compatibile con l’uscita, la camera lasciata fino a metà pomeriggio il giorno della partenza. Costano quasi nulla, valgono un premio di prezzo, e una struttura generalista non li offre perché non sa che servono.

Sul lato ancillary il prodotto è l’escursione all’arcipelago, che si vende a persona e a giornata. L’accesso via mare all’area protetta è soggetto ad autorizzazione a pagamento rilasciata dall’ente parco: chi organizza le uscite lavora dentro un regime amministrato e non improvvisa. Per una struttura ricettiva la scelta ragionevole non è entrare in quel mercato ma agganciarvisi con accordi stabili, garantendo posti agli ospiti quando la domanda supera l’offerta.

Il prezzo si fa per unità in entrambi i segmenti, ma con logiche di durata inverse: al transito si vende la notte singola e la si prezza cara, al vento si vende il blocco da cinque o sette notti e lo si prezza per il blocco. Un listino solo, con la stessa scala di sconti per durata, produce il risultato peggiore: troppo basso per il transito e troppo alto per lo sportivo.

I vincoli che non puoi ignorare

Il primo è la capacità del collegamento con l’arcipelago. Il numero di passeggeri e di veicoli che passa in una giornata è finito, e nei giorni di punta è il tetto della domanda dell’isola. Per chi vende camere a terra è un vantaggio: la domanda che l’arcipelago non assorbe si ferma a Palau. Ma lo si raccoglie solo se si hanno camere disponibili nel pomeriggio, quindi se non si è svenduta la casa il mese prima.

Il secondo è meteorologico e ha segno doppio. Il vento sostenuto riduce il comfort delle uscite e in certi casi limita le corse, danneggiando il segmento familiare e quello di transito; contemporaneamente attiva la domanda sportiva, che senza vento non esiste. Questo è l’unico posto della costa in cui la previsione a cinque giorni è uno strumento di ricavo e non solo di servizio, e va guardata ogni mattina insieme al calendario delle disponibilità.

Il terzo è l’accesso all’area protetta, che richiede autorizzazioni con costi e durate stabiliti dall’ente: il ricavo accessorio nautico è regolato e prevedibile, ma un’uscita senza titolo valido non parte, con l’ospite già pagante.

Il quarto è di spazio fisico a Porto Pollo. Lo specchio d’acqua e le aree a terra per la preparazione dell’attrezzatura hanno una capienza che non si espande, e nelle giornate migliori sono affollate. Chi promette l’esperienza senza dire come si arriva e dove si parcheggia vende un’aspettativa che il luogo non mantiene proprio nelle giornate migliori dell’estate.

Le leve che funzionano qui, e quelle che no

Funziona

  • Tenere due listini separati, uno per notte per il transito e uno per blocco di cinque o sette notti per il segmento del vento: la stessa camera ha due curve di domanda diverse e un prezzo solo le serve male entrambe.
  • Prezzare la coda di stagione sulla previsione a cinque giorni invece che sul calendario: quando la finestra ventosa è annunciata la domanda sportiva si muove in poche ore, e chi ha già aperto l’ultimo minuto la intercetta senza scontare.
  • Costruire i servizi materiali per lo sportivo, cioè deposito sorvegliato, sciacquo, colazione presto e partenza tarda: costano poco, non li ha quasi nessuno e generano ritorno annuale dello stesso ospite.
  • Tenere disponibilità sul giorno stesso in luglio e agosto: la domanda che l’arcipelago non assorbe si ferma qui nel pomeriggio, ed è la vendita meglio pagata dell’anno.

Non funziona

  • Applicare sconti per durata uguali nei due segmenti: il cliente del vento resta a lungo comunque e non ha bisogno di essere pagato per farlo, mentre quello di transito non resta comunque.
  • Vendere la stagione ventosa come se fosse una stagione balneare in tono minore: chi arriva ad aprile o a ottobre non compra il mare tiepido, e un’offerta costruita sullo sconto della camera fronte spiaggia gli è indifferente.
  • Svuotare l’inventario in anticipo con tariffe non rimborsabili aggressive per l’alta stagione: cancella la possibilità di raccogliere la domanda del pomeriggio, che è quella che paga di più.
  • Considerare il maltempo un danno indistinto: qui una giornata di vento forte sposta domanda da un segmento all’altro, e trattarla come un’assenza di domanda porta a scontare proprio quando arriva un cliente diverso.

Un conto su una struttura di riferimento

Struttura di riferimento

Ventiquattro camere, apertura dal 1º maggio al 14 ottobre, cioè 167 notti. Prezzo per unità con colazione: 165 € per il segmento balneare e di transito, 118 € per il segmento del vento, che compra blocchi lunghi. Costo variabile per camera occupata 28 €, costo pieno di un cambio 38 €. Ipotesi dichiarata, da sostituire con il proprio registro: 34 giornate di stagione con vento sostenuto, in cui il segmento balneare produce quattro camere-notte in meno al giorno e quello sportivo cinque in più, con soggiorni medi rispettivamente di due e di sei notti. La domanda: quanto della perdita meteorologica viene coperta dal segmento opposto.

Camere-notte balneari perse nelle giornate ventose
34 × 4 = 136
Margine unitario del segmento balneare
165 − 28 = 137 €
Margine perso
136 × 137 = 18.632 €
Camere-notte sportive aggiuntive
34 × 5 = 170
Margine unitario del segmento sportivo
118 − 28 = 90 €
Margine recuperato sulle camere
170 × 90 = 15.300 €
Cambi generati dalle camere-notte balneari perse
136 ÷ 2 = 68
Cambi generati dalle camere-notte sportive
170 ÷ 6 = 28,3, cioè 29
Costo di cambio risparmiato
(68 − 29) × 38 = 39 × 38 = 1.482 €
Recupero complessivo
15.300 + 1.482 = 16.782 €
Perdita netta della stagione ventosa
18.632 − 16.782 = 1.850 €
Quota di perdita coperta dal segmento opposto
16.782 ÷ 18.632 = 90,1%
Se il segmento sportivo non è presidiato e ne intercetti il 40%
170 × 0,40 = 68 camere-notte, cioè 68 × 90 = 6.120 €
Differenza fra presidiare e non presidiare
15.300 − 6.120 = 9.180 €

Con i due segmenti attivi il vento costa meno di duemila euro a stagione, cioè quasi niente su una struttura di questa dimensione. Senza il secondo segmento la stessa condizione atmosferica costa più di dodicimila euro. La differenza non è nel meteo, è nell’avere o non avere il listino, i servizi e la disponibilità dell’ultimo minuto pronti per il cliente che il vento porta. Il conto va rifatto con il proprio registro di giornate ventose e con i propri prezzi nei calcolatori; la nozione di segmentazione della domanda per condizione esterna è nel glossario.

Il cruscotto minimo per questa destinazione

  • Camere-notte vendute per segmento, giorno per giorno — è l’unico modo per vedere la compensazione fra transito e vento. Un dato aggregato mostra una domanda stabile e nasconde due domande che si alternano, quindi porta a decisioni sbagliate su entrambe.
  • Finestra di prenotazione mediana del segmento sportivo — se si allunga, sta arrivando clientela meno esperta e più sensibile al prezzo; se si accorcia, serve tenere più inventario libero negli ultimi cinque giorni.
  • Quota di camere ancora disponibili alle sedici in alta stagione — misura la capacità di raccogliere la domanda che l’arcipelago non assorbe, che è la vendita con il ricavo unitario più alto della stagione.
  • Durata media per segmento, tenuta separata — la media unica cade fra due comportamenti distanti e non descrive nessuno dei due, rendendo inutilizzabile ogni ragionamento sui costi di cambio.
  • Ritorno degli ospiti sportivi anno su anno — è il segmento con la ripetitività più alta della destinazione, quindi il costo di acquisizione va confrontato con più stagioni e non con una.
  • Ricavo per camera disponibile calcolato sui soli giorni di apertura — con una stagione lunga ma disomogenea, la media annua non permette confronti né con sé stessi né con altri.

Gli errori che si vedono più spesso

Considerare la clientela sportiva un ripiego di bassa stagione. È un mercato con propria stagionalità, propri criteri di scelta e alta ripetitività. La correzione è dargli un prodotto vero, cioè servizi materiali e blocchi di notti a prezzo di blocco, invece di offrirgli la tariffa balneare scontata che non gli interessa.

Scontare quando arriva il vento. È il riflesso di chi legge una sola domanda. La correzione è cambiare listino, non abbassare il prezzo: nelle stesse giornate esiste un cliente che sta cercando esattamente quelle condizioni e paga volentieri il pieno.

Vendere tutto in anticipo per assicurarsi agosto. Toglie la possibilità di intercettare la domanda in eccesso che rimane a terra nel pomeriggio, e quella domanda è la meglio pagata dell’anno. La correzione è trattenere una quota di inventario per gli ultimi giorni nelle settimane di picco.

Promettere l’escursione all’arcipelago senza aver bloccato i posti. Nei giorni di punta la capacità è finita e le uscite lavorano sotto regime autorizzativo. La correzione è accordo scritto con i vettori, allocazione nominativa e una regola dichiarata su cosa accade se il posto non c’è.

Domande frequenti

Conviene specializzarsi sul cliente del vento o restare generalisti?

La specializzazione totale è rischiosa perché rinuncia ai mesi centrali, dove il transito e la clientela familiare pagano di più. La configurazione che regge meglio è generalista in luglio e agosto e specializzata nelle spalle, con i servizi per il materiale sportivo attivi tutta la stagione perché costano poco. La decisione vera riguarda la comunicazione: le due promesse non stanno nella stessa pagina, e i percorsi con cui le due clientele arrivano all’offerta vanno tenuti separati.

Come si prezza una settimana che potrebbe essere ventosa o calma?

Non si prezza in anticipo per intero. Si carica il calendario con un prezzo di base costruito sul segmento prevalente in quella settimana e si tiene una quota di camere libere fino a cinque giorni prima, quando la previsione diventa affidabile. A quel punto si sceglie il listino: se la finestra è ventosa si apre il blocco sportivo, se è calma si tiene il prezzo balneare e si punta sul transito. Dieci minuti alla settimana che nella coda di stagione valgono più di qualsiasi campagna.

Il fatto che si dorma qui perché l’arcipelago è pieno vale come argomento di vendita?

No, e usarlo apertamente peggiora la conversione, perché posiziona la destinazione come seconda scelta. Vale come regola operativa interna: sapere che una parte della domanda arriva nel pomeriggio senza aver prenotato cambia il modo di gestire disponibilità e prezzo negli ultimi due giorni. Verso il mercato l’argomento corretto è il contrario, cioè che stare sulla terraferma permette di usare l’arcipelago senza pagare il passaggio del mezzo e senza dipendere dall’ultima corsa serale. Il posizionamento delle destinazioni di appoggio è trattato nei libri.

Stessa meccanica, altre destinazioni

Stagione compressa, soggiorno lungo, trattamento incluso: il ricavo dell'anno si decide in cento giorni.

Strumenti citati in questa pagina

  • I sette calcolatori — occupazione di pareggio, costo di canale, prezzo minimo, sconti, gruppi, overbooking
  • Il glossario — ogni termine usato qui ha una pagina con definizione, formula ed esempio
  • I cinque volumi — il metodo per esteso, con i conti svolti