Giardini Naxos e Letojanni

Il listino non lo fai tu: lo fanno la data di rilascio dei contingenti e il giorno di arrivo del volo. Il margine si gioca nei venti giorni in cui le camere tornano libere.

Riviere e costeSicilia

Giardini Naxos e Letojanni sono il bacino contrattualizzato che sta sotto Taormina: qui si concentra il grosso degli alberghi di categoria intermedia a vocazione internazionale, venduti attraverso operatori con contingenti firmati in inverno, date di rilascio scritte nel contratto e prezzi netti confidenziali. L’unità di vendita non è la notte ma il pacchetto settimanale con giorno di arrivo fisso, agganciato al calendario dei voli su Catania, e la domanda è quasi interamente balneare, con chiusure invernali diffuse. Il vincolo che comanda tutto il resto è che per una parte maggioritaria dell’inventario il prezzo è già deciso quando la stagione comincia: la leva quotidiana non esiste, e il risultato dipende da due cose soltanto, cioè come sono scritti i contratti e con quanto anticipo si sa che una camera tornerà libera.

Come si comporta l’anno

  • Novembre–gennaio Struttura chiusa e anno che si decide. Si trattano contingenti, prezzi netti, date di rilascio, penali e date di apertura. Ogni ora spesa qui vale più di qualsiasi intervento fatto in luglio, perché in luglio non c’è più niente da decidere.
  • Marzo–aprile Aperture legate alla Pasqua e ai primi programmi. La clientela è itinerante e di gruppo, i soggiorni sono corti, la struttura lavora sotto il punto di pareggio e apre soprattutto per non perdere il posizionamento nei programmi degli operatori.
  • Maggio–giugno I contingenti si riempiono e le camere libere in proprio sono poche. Il ricavo per camera è mediocre perché in questi mesi i prezzi netti sono i più bassi dell’anno, ma il riempimento è alto: è il periodo in cui il ricavo per camera disponibile racconta meno di quanto sembri.
  • Luglio Il pacchetto domina, gli arrivi si concentrano nei giorni di volo, il calendario prende una forma a denti di sega con giorni pienissimi e giorni infrasettimanali più deboli. La vendita diretta serve a colmare quei buchi, non a fare volume.
  • Agosto Massimo riempimento e minima libertà. Il prezzo del pacchetto è quello firmato in inverno, le camere in proprio sono poche e a tariffa alta, la pressione operativa è al culmine.
  • Settembre Il mese che decide il margine. I contingenti non utilizzati rientrano, la domanda individuale è ancora forte e il mare tiene: le camere restituite si vendono a margine pieno, ma solo se si sa in anticipo che stanno per tornare.
  • Ottobre Chiusura scalare, comandata dai programmi di volo più che dal meteo. Quando i collegamenti si diradano la domanda internazionale scompare nel giro di due settimane, e le date di chiusura vanno decise su quel calendario.

Chi prenota, quando, per quante notti

Da maggio a settembre la maggior parte degli ospiti ha prenotato mesi prima presso un operatore, comprando volo, trasferimento e soggiorno insieme. La durata è di sette notti, con arrivi concentrati nei giorni in cui operano i collegamenti, la provenienza è mista europea con quote italiane rilevanti in luglio e agosto. Il rapporto commerciale non è con l’ospite ma con chi lo ha venduto, e questo cambia tutto: le condizioni si negoziano una volta all’anno, non ospite per ospite.

La vendita diretta esiste in tre finestre precise: le settimane di apertura e chiusura, i giorni infrasettimanali che il calendario dei voli lascia scoperti, e le date in cui i contingenti rientrano. È una domanda che prenota tardi, spesso a meno di tre settimane, in coppia o in famiglia, per tre o quattro notti, e che sceglie in funzione della posizione rispetto a Taormina.

C’è poi una clientela che dorme qui perché il soggiorno a Taormina costa di più, e che considera il proprio albergo una base logistica. Non è un ripiego da subire: è un segmento con aspettative chiare, che compra il collegamento con la città alta e la possibilità di rientrare tardi la sera. Chi organizza quel collegamento in modo affidabile vende un prodotto diverso da chi lascia l’ospite a risolvere il problema da solo.

Che cosa vendi davvero

Vendi un posto letto in mezza pensione a prezzo per persona, dentro un pacchetto di cui non vedi il prezzo finale. Questo ha due conseguenze pratiche. La prima è che il ricavo dipende dal numero di persone per camera più che dal numero di camere occupate, quindi la composizione degli arrivi conta quanto il riempimento. La seconda è che il tuo prezzo esposto al pubblico non è il prezzo con cui la tua struttura viene comprata: il confronto fra il listino diretto e quello dell’albergo accanto è un esercizio inutile finché non si conoscono i netti, che nessuno pubblica.

La cosa che vendi in proprio, e che dà margine, sono le notti che il contratto lascia libere. Sono poche, arrivano in blocchi imprevedibili e hanno una finestra di vendita corta: valgono molto perché non hanno commissione di intermediazione contrattuale e perché cadono in settimane in cui la struttura è già aperta e il costo fisso è già pagato. Tutta la parte diretta del lavoro commerciale serve a essere pronti quando quelle notti compaiono.

Il premio di posizione si costruisce su tre elementi: la distanza a piedi dalla spiaggia, la vista, e il collegamento con Taormina. Il terzo è quello che gli alberghi di questo tratto sottovalutano di più, perché lo considerano un servizio e non un contenuto di prodotto: la città alta è il motivo per cui molti ospiti hanno scelto questa zona, e chi la rende raggiungibile senza attriti riduce il confronto sul prezzo.

I vincoli che non puoi ignorare

Il primo è il contratto. Un contingente affidato a un operatore non è inventario disponibile finché non rientra, e la data di rientro è una clausola, non un evento naturale. Una struttura con il settanta per cento delle camere impegnate ha, di fatto, il trenta per cento di libertà commerciale: qualunque piano di vendita che ignori questo dato descrive un albergo che non esiste.

Il secondo è il calendario dei voli. Il giorno di arrivo dei pacchetti non è una scelta della struttura, discende dai collegamenti. Ne segue un ritmo settimanale rigido, con cambi concentrati in uno o due giorni e capacità di pulizia, cucina e ricevimento dimensionate su quei picchi. Cambiare giorno di cambio non è possibile finché non cambia il programma dei voli, e la stessa cosa vale per le date di apertura e chiusura della stagione.

Il terzo è la dipendenza dalla destinazione vicina. Buona parte del valore percepito del soggiorno viene da Taormina, che non è concorrente ma contenuto: il collegamento, i tempi, la possibilità di rientrare la sera fanno parte del prodotto venduto, anche quando non sono scritti nel contratto con l’operatore.

Il quarto è la stagionalità del lavoro. Con apertura da aprile a ottobre, l’organico va ricostruito ogni anno e formato in poche settimane, mentre i picchi di arrivo sono concentrati. Anticipare l’apertura significa anticipare l’ingresso della squadra, ed è questa la voce che rende costosa una coda di stagione che sulla carta sembrava gratuita.

Le leve che funzionano qui, e quelle che no

Funziona

  • Negoziare la data di rilascio come voce separata dal prezzo netto, offrendo in cambio volume garantito, esclusiva su una tipologia o date di apertura anticipata. Il tempo per rivendere è la merce più preziosa e costa meno dei punti di sconto.
  • Preparare in inverno il canale che venderà le camere restituite: elenco di contatti, contenuti pronti, tariffe già decise per fascia. Quando il contingente rientra non c’è tempo per costruire nulla.
  • Prezzare i giorni infrasettimanali scoperti in modo autonomo dal resto della settimana. Sono i buchi che il calendario dei voli lascia e si riempiono solo con soggiorni corti e con domanda di prossimità o itinerante.
  • Trattare il collegamento con la città alta come prodotto, con orari pubblicati e affidabili. Alza la disponibilità a scegliere questa zona e riduce il confronto sul solo prezzo.

Non funziona

  • Misurare l’anno con il ricavo per camera disponibile quando la maggior parte dell’inventario è a prezzo fissato in inverno. L’indicatore descrive una decisione già presa e non dice niente su come si è lavorato.
  • Vendere in diretta sotto il prezzo netto dell’operatore nelle settimane piene. Non aggiunge domanda, distrugge margine e mette in difficoltà il rapporto contrattuale l’anno successivo.
  • Scoprire il rientro dei contingenti quando è già avvenuto. Una camera restituita a otto giorni dalla data, in una destinazione che si raggiunge in volo, è quasi sempre una camera persa.
  • Considerare Taormina un concorrente da cui difendersi. È il contenuto che rende vendibile questa zona: allontanarsene nella comunicazione riduce il valore del proprio soggiorno senza portare via clienti a nessuno.

Un conto su una struttura di riferimento

Struttura di riferimento

Albergo di 120 camere, apertura dal 10 aprile al 25 ottobre, mezza pensione, prezzo per persona, 70% dell’inventario affidato in contingente. Ipotesi: in una settimana di settembre l’operatore restituisce il 35% del proprio contingente; con 21 giorni di preavviso se ne rivende il 55%, con 35 giorni il 78%. Tariffa diretta 138 euro per camera e costo variabile 44 euro. Prezzo netto medio per camera-notte 96 euro, utilizzo effettivo del contingente 74%. La domanda: quanto vale ottenere due settimane in più di preavviso, e quanto si può pagare per averle?

Camere affidate in contingente
120 × 0,70 = 84
Camere restituite per notte
84 × 0,35 = 29
Camere-notte restituite in una settimana
29 × 7 = 203
Margine di una camera-notte diretta
138 − 44 = 94 €
Rivendute con 21 giorni
203 × 0,55 = 112, cioè 112 × 94 = 10.528 €
Rivendute con 35 giorni
203 × 0,78 = 158, cioè 158 × 94 = 14.852 €
Differenza su una settimana
14.852 − 10.528 = 4.324 €
Su sei settimane di spalla comparabili
4.324 × 6 = 25.944 €
Giorni di apertura
21 + 31 + 30 + 31 + 31 + 30 + 25 = 199
Camere-notte affidate in contingente
84 × 199 = 16.716
Camere-notte effettivamente utilizzate al 74%
16.716 × 0,74 = 12.370
Costo di uno sconto del 4% sul netto
96 × 0,04 = 3,84 € per camera-notte
Costo complessivo dello sconto
12.370 × 3,84 = 47.501 €

Due settimane in più di preavviso valgono circa venticinquemila euro di margine su sei settimane di spalla: è la cifra che misura, in euro, il vantaggio di sapere prima. Ma pagarla con quattro punti di sconto sul prezzo netto ne costa quasi il doppio, perché lo sconto si applica a tutte le camere-notte effettivamente utilizzate nell’intera stagione, mentre il beneficio si concentra su poche settimane. Ne discende una regola di trattativa precisa: la data di rilascio va comprata con qualcosa che non sia il prezzo, cioè volume garantito, esclusiva su una tipologia di camera, date di apertura utili all’operatore o condizioni di pagamento. E ne discende anche il limite oltre il quale conviene rifiutare: il preavviso più lungo vale fino a poco meno di 26.000 euro, e qualunque concessione che superi quella soglia una volta moltiplicata per tutta la stagione è in perdita. Le ipotesi si sostituiscono con le proprie nei calcolatori.

Il cruscotto minimo per questa destinazione

  • Camere-notte affidate e camere-notte utilizzate, per operatore — la differenza fra i due numeri è l’inventario che tornerà indietro, ed è il vero oggetto della trattativa invernale.
  • Preavviso medio di rientro dei contingenti, per operatore — determina quanto di quell’inventario è vendibile. Va misurato in giorni e confrontato con la clausola scritta, che spesso non viene rispettata.
  • Margine per camera-notte diretta contro netto per camera-notte contrattuale — è la sola comparazione che dice se ha senso aumentare o ridurre la quota affidata in contingente.
  • Occupazione per giorno della settimana — con gli arrivi legati al calendario dei voli, la media settimanale nasconde i buchi infrasettimanali che sono l’unico spazio della vendita diretta.
  • Presenze per camera occupata — con il prezzo per persona il risultato dipende dalla composizione degli arrivi, e due settimane con la stessa occupazione possono valere in modo molto diverso.
  • Costo del giorno di cambio — pulizie, ricevimento e ristorazione concentrati in uno o due giorni: sapere quanto costa quel picco serve a valutare qualsiasi proposta di modifica del calendario.

Gli errori che si vedono più spesso

Giudicare la stagione con il ricavo per camera disponibile. Con la maggior parte dell’inventario a prezzo fissato in inverno, quell’indicatore misura contratti e non gestione. La correzione è affiancare la quota diretta, il margine per camera-notte diretta e l’utilizzo dei contingenti, che sono le grandezze su cui si è potuto incidere.

Trattare tutto sul prezzo netto. Il netto è la voce più visibile ma non la più importante: le date di rilascio, le penali e le garanzie di volume spostano più margine di due punti di prezzo. La correzione è arrivare al tavolo con il valore in euro di ciascuna clausola, calcolato prima.

Non essere pronti quando le camere rientrano. Il ritorno di un contingente è un evento a finestra corta. La correzione è preparare in inverno contatti, contenuti e tariffe, e far partire la comunicazione nel giorno stesso in cui la disponibilità si libera.

Vendere questa zona come alternativa economica a Taormina. Chi si posiziona così compete solo sul prezzo e perde la clientela che sceglierebbe volentieri la spiaggia. La correzione è vendere il proprio prodotto, mare e servizi, con il collegamento alla città alta come contenuto incluso e organizzato.

Domande frequenti

Quanta parte dell’inventario conviene affidare in contingente?

La quota giusta è quella che riempie le settimane che la domanda diretta non riesce a coprire, e non un punto in più. Il calcolo si fa per periodo: si stima quante camere-notte la struttura venderebbe in proprio in ciascuna settimana e si affida il resto. In pratica la quota utile è alta in maggio, giugno e nella prima metà di luglio, e dovrebbe scendere in agosto e a settembre, quando la domanda diretta è disposta a pagare più del netto contrattuale. La rigidità nasce dal fatto che i contratti si fanno una volta all’anno per l’intera stagione, e quindi la differenziazione va chiesta esplicitamente nella trattativa.

Come si vendono le camere restituite in settembre?

Con un canale preparato prima. Le camere rientrano in blocco e con una finestra di poche settimane, in una destinazione che richiede un volo: senza contatti già raccolti e senza contenuti pronti non c’è tempo materiale per costruire domanda. Il metodo che funziona è raccogliere indirizzi durante l’estate, tenere una tariffa di settembre già decisa in inverno e far partire la comunicazione nel giorno in cui la disponibilità si apre, senza attendere di vedere se il calendario si riempie da solo.

Il prezzo esposto in diretta danneggia il rapporto con gli operatori?

Diventa un problema quando è inferiore a quello che l’operatore può praticare con il proprio netto, perché svaluta il suo prodotto e rende difficile il rinnovo. Un prezzo diretto più alto, invece, non danneggia nessuno: è coerente con il fatto che il pacchetto comprende trasporto e servizi che tu non fornisci. La regola pratica è fissare la tariffa diretta partendo dal netto contrattuale, aggiungendo il margine che giustifica la vendita in proprio, e usarla in modo costante durante tutta la stagione. La costruzione delle tariffe in presenza di più canali e di prezzi confidenziali è trattata nei libri.

Stessa meccanica, altre destinazioni

Stagione compressa, soggiorno lungo, trattamento incluso: il ricavo dell'anno si decide in cento giorni.

Strumenti citati in questa pagina

  • I sette calcolatori — occupazione di pareggio, costo di canale, prezzo minimo, sconti, gruppi, overbooking
  • Il glossario — ogni termine usato qui ha una pagina con definizione, formula ed esempio
  • I cinque volumi — il metodo per esteso, con i conti svolti