Ogliastra costiera: Tortolì — Arbatax e Santa Maria Navarrese

Il cliente ha pagato il viaggio prima di arrivare: qui conta il prezzo del soggiorno intero, e la leva più economica non è lo sconto ma la notte in più.

Riviere e costeSardegna

L’Ogliastra costiera si raggiunge male e per questo si vende bene. Da Cagliari come da Olbia servono due o tre ore di strada, e il porto di Arbatax è servito dalla penisola con poche corse stagionali: chi arriva ha già speso soldi e mezza giornata prima di vedere la camera. Il vincolo che comanda tutto il resto è questo attrito di accesso, e comanda in una direzione sola: rende impossibile il soggiorno breve e facile il lungo. Il costo del viaggio è una somma fissa che il cliente divide per il numero di notti, quindi ogni notte aggiunta abbassa il costo percepito della vacanza e alza il tuo margine. Chi qui lavora sulla tariffa notte lavora sulla variabile sbagliata.

Come si comporta l’anno

  • Gennaio–marzo Nessun mercato. È il trimestre in cui si legge l’operativo marittimo e aereo: la prima e l’ultima corsa utile definiscono il perimetro della stagione vendibile, e il calendario di apertura si scrive dopo quelle due date.
  • Aprile–metà maggio Domanda di sola prossimità, con soggiorni brevi che non giustificano l’apertura piena. Il prezzo non ha potere: manca il mezzo per arrivare, e nessuna promozione lo sostituisce.
  • Fine maggio–giugno Si accende insieme ai collegamenti stagionali. Miglior rapporto dell’anno fra prezzo ottenibile e costo di servizio: cliente adulto, soggiorni lunghi, escursioni comprate e nessuna contesa sulla spiaggia. Il prezzo si difende, non si costruisce in sconto.
  • Luglio Riempimento progressivo con soggiorni settimanali e nuclei familiari. La curva è decisa da mesi, perché il posto nave e l’auto al seguito si prenotano prima della camera: chi apre le tariffe tardi trova il mercato già allocato.
  • Agosto Capacità satura e sola leva rimasta la durata minima. Lo sconto non produce arrivi aggiuntivi, perché il fattore limitante non è il prezzo della camera ma il posto sulla nave e sulla strada.
  • Settembre La coda migliore dell’anno e la più fragile: la domanda resterebbe e i soggiorni sono lunghi, ma le corse si diradano. La stagione finisce quando finiscono i collegamenti, con quindici giorni di scarto rispetto a quello che il meteo consentirebbe.
  • Ottobre–dicembre Chiusura. La domanda residua è locale e di una notte, e non copre il costo di una struttura costiera.

Chi prenota, quando, per quante notti

La composizione della clientela la decide il mezzo. Chi arriva in nave con l’auto o con il camper ha prenotato il passaggio prima di scegliere dove dormire, quindi ha una finestra lunga, spesso di quattro o cinque mesi, ed è vincolato a date che non può spostare. Chi arriva in aereo e poi guida ha una finestra più corta ma una durata analoga, perché nessuno affronta due o tre ore di trasferimento per tre notti. Qui non esistono due mercati per durata, come sulle coste servite da un aeroporto: ne esiste uno solo, con durata media alta e una coda di soggiorni brevissimi che riguarda il transito e non la vacanza.

La provenienza è in larga parte domestica, con una quota stabile di clientela dell’Europa centrale che viaggia con mezzo proprio e resta due settimane. Sono ospiti che tornano: l’attrito di accesso seleziona chi si è già preso la briga di venire una volta, e qui il valore di un contatto raccolto durante il soggiorno è superiore a quello dello stesso contatto altrove.

La richiesta arriva quasi sempre per iscritto e prima della prenotazione, con due domande ricorrenti: come si arriva davvero, e che cosa si fa quando il mare non permette l’escursione. Chi risponde con precisione converte in diretto una parte del traffico che altrimenti passerebbe da un’agenzia in linea: non è una strategia di canale, è la conseguenza del fatto che la destinazione richiede spiegazioni.

Che cosa vendi davvero

Vendi un pacchetto di giorni, non una notte. L’unità economica reale è il soggiorno intero: il cliente confronta il costo complessivo della vacanza, viaggio incluso, con quello di una destinazione raggiungibile in un’ora di volo, e quel confronto lo perdi se ragioni per notte e lo vinci se ragioni per settimana. Il trattamento prevalente è la mezza pensione con prezzo per persona, perché la ristorazione esterna è concentrata in pochi punti e nei mesi centrali è satura: non è un servizio aggiuntivo, è la soluzione di un problema di approvvigionamento.

La componente che fa davvero margine sta fuori dalla camera. Il motivo per cui si viene qui è l’escursione via mare verso le cale del golfo, e quella si vende a persona e a giornata, con un costo di erogazione che non dipende da te. È un ricavo accessorio strutturale, non occasionale: va programmato con i vettori prima dell’estate, e la differenza fra chi lo gestisce e chi lo lascia all’ospite si vede nel ricavo per camera occupata, non nella tariffa esposta.

Il premio di posizione ha due forme non cumulabili. A Santa Maria Navarrese vale la distanza a piedi dal molo, perché elimina il trasferimento mattutino. Verso Tortolì e Arbatax vale la vicinanza al porto, che è l’argomento del transito e del camper. Chi le mette nella stessa pagina di vendita non ne rende credibile nessuna.

I vincoli che non puoi ignorare

Il primo è di distanza. Due o tre ore di strada da entrambi gli scali significano che l’ospite arriva nel pomeriggio inoltrato e che il giorno di arrivo non produce consumo se non a cena. La partenza è invece mattutina, perché chi ha un volo deve calcolare il trasferimento: la camera si libera presto e il cambio va organizzato su una finestra reale, non su un orario teorico.

Il secondo è di calendario marittimo. I collegamenti con la penisola sono stagionali e a frequenza contenuta. Ne discende una cosa che quasi nessuno mette a listino: la durata dei soggiorni non è continua, è quantizzata. Se gli arrivi utili sono due alla settimana, le durate vendibili sono poche e ricorrenti, e chi vorrebbe cinque notti ne comprerà quattro o sette. Un listino costruito sul cambio settimanale fisso, quando il mezzo impone altri ritmi, produce notti spaiate che non si vendono a nessuno.

Il terzo è di accesso all’attrattore. Le cale del golfo ricadono nel regime di contingentamento del comune competente, con prenotazione e limiti di accesso: è la ragione per cui la giornata in barca va prenotata prima dell’arrivo, e per cui chi se ne occupa vende qualcosa che gli altri non hanno.

Il quarto è di organico. Con quattro mesi e mezzo di attività la squadra si costruisce e si smonta ogni anno, in un bacino di manodopera limitato. Il costo di questa fragilità è la qualità del servizio nelle prime due settimane, che finisce nei giudizi che poi vendono agosto.

Le leve che funzionano qui, e quelle che no

Funziona

  • Comunicare il prezzo del soggiorno intero invece della tariffa notte: è il numero che il cliente confronta, perché nel suo conto c’è anche il traghetto, e sul totale la destinazione è competitiva mentre sulla notte non lo è.
  • Costruire l’estensione di due o tre notti come prodotto a sé, offerto in conferma e nelle settimane di spalla: il costo di viaggio è già stato sostenuto, quindi la disponibilità a pagare per una notte in più è alta e il rifiuto è raro.
  • Allineare le durate a listino ai giorni di arrivo dei collegamenti invece che al cambio del sabato: elimina alla radice le notti spaiate che nessun prezzo recupera.
  • Presidiare la prenotazione delle escursioni via mare: è la componente che giustifica il prezzo, ed è la ragione per cui l’ospite scrive prima di prenotare, cioè il momento in cui il canale diretto si conquista.

Non funziona

  • Lo sconto di ultimo minuto ad agosto: il fattore limitante è il posto sulla nave, e chi non ha già il passaggio non può decidere di venire in quarantotto ore.
  • Le promozioni per soggiorni di due notti fuori dai mesi centrali: nessuno affronta tre ore di strada per due notti, e l’offerta produce richieste che non si trasformano.
  • Prezzare la mezza pensione come un servizio opzionale: qui risolve un problema reale di disponibilità di ristorazione, e scontarla regala margine senza spostare domanda.
  • Chiudere il calendario a fine agosto per abitudine: settembre ha domanda e durata, e il vincolo vero è la data dell’ultima corsa utile, che cambia ogni anno.

Un conto su una struttura di riferimento

Struttura di riferimento

Trenta camere, apertura dal 15 maggio al 5 ottobre, cioè 143 notti. Mezza pensione a 88 € per persona a notte, camera doppia occupata da due persone, costo variabile di 26 € per persona a notte, costo pieno di un cambio pari a 45 €. Ipotesi sul lato cliente, da sostituire con quella del proprio mercato: una coppia che arriva via mare con l’auto spende 480 € di passaggio andata e ritorno. La domanda: quanto vale passare da sette a dieci notti.

Ricavo di un soggiorno di sette notti
2 × 88 × 7 = 1.232 €
Costo totale della vacanza per il cliente
1.232 + 480 = 1.712 €, cioè 1.712 ÷ 7 = 244,57 € per notte
Ricavo di un soggiorno di dieci notti a listino pieno
2 × 88 × 10 = 1.760 €
Costo totale per il cliente
1.760 + 480 = 2.240 €, cioè 2.240 ÷ 10 = 224,00 € per notte
Variazione del costo percepito
(244,57 − 224,00) ÷ 244,57 = −8,4%
Margine del soggiorno di sette notti
1.232 − (7 × 52) − 45 = 1.232 − 364 − 45 = 823 €
Margine del soggiorno di dieci notti
1.760 − (10 × 52) − 45 = 1.760 − 520 − 45 = 1.195 €
Margine delle tre notti aggiuntive
1.195 − 823 = 372 €, cioè 124 € a notte
Se l’estensione si vende con il 10% di sconto
(3 × 176) − 52,80 − (3 × 52) = 528 − 52,80 − 156 = 319,20 €
Costo percepito dal cliente con l’estensione scontata
(1.232 + 475,20 + 480) ÷ 10 = 218,72 € per notte, cioè −10,6%
Quaranta estensioni vendute nelle settimane di spalla
40 × 319,20 = 12.768 €
Camere-notte aggiuntive
40 × 3 = 120, su 30 × 143 = 4.290 disponibili
Effetto sull’occupazione di stagione
120 ÷ 4.290 = +2,8 punti

Quasi tredicimila euro e quasi tre punti di occupazione ottenuti concedendo uno sconto del dieci per cento, cioè facendo la cosa che di solito distrugge margine. Funziona perché lo sconto si applica a notti che non esistevano, e perché il cliente lo legge dentro un conto in cui il viaggio pesa e non si ripete: la sua vacanza costa il dieci per cento in meno a notte pur costando cinquecento euro in più in totale. È la ragione per cui qui la leva della durata batte quella del prezzo, e va usata in conferma. Le ipotesi si sostituiscono con le proprie nei calcolatori; la durata media del soggiorno e il suo effetto sul costo di cambio sono nel glossario.

Il cruscotto minimo per questa destinazione

  • Distribuzione delle durate, non durata media — con arrivi marittimi concentrati in pochi giorni la durata è quantizzata e la media cade su un valore che nessuno compra. Servono le classi effettive per decidere dove mettere le soglie di listino.
  • Notti spaiate residue a quattordici giorni dall’arrivo — sono il prodotto del disallineamento fra il tuo cambio e il calendario delle navi, e l’unica occupazione che qui si perde per errore proprio.
  • Ricavo per camera occupata comprensivo delle escursioni — la tariffa da sola descrive meno di quello che incassi, perché la giornata in barca è strutturale e non un extra occasionale.
  • Tasso di accettazione delle estensioni proposte in conferma — misura la leva principale della destinazione. Se è basso il problema è quasi sempre nel momento in cui la proposta viene fatta, non nel prezzo.
  • Data della prima e dell’ultima corsa utile dei collegamenti stagionali — definisce il perimetro vendibile prima di qualsiasi considerazione commerciale, e cambia di anno in anno.
  • Ricavo per camera disponibile calcolato sui soli giorni di apertura — dividere per l’anno solare, con una stagione di quattro mesi e mezzo, produce un numero che non si confronta con niente.

Gli errori che si vedono più spesso

Costruire il listino sul cambio del sabato. È l’abitudine delle riviere raggiungibili in auto, dove il giorno lo sceglie il cliente. Qui lo sceglie il mezzo. La correzione è mettere a listino le durate compatibili con gli arrivi reali e prezzarle in blocco.

Vendere la notte quando il cliente compra il viaggio. Chi confronta 88 € con la tariffa di una riviera più vicina perde sempre, perché il cliente guarda il costo complessivo e ha già messo in conto il traghetto. La correzione è esporre il prezzo del soggiorno completo e usare il costo di accesso come argomento a favore della durata.

Trattare l’escursione via mare come un’informazione da dare al bancone. È il motivo del viaggio, ha capacità limitata e regole di accesso. La correzione è organizzarla prima della stagione e assegnare a una persona il compito di prenotarla per gli ospiti.

Decidere la chiusura in base all’anno precedente. Il perimetro lo definiscono i collegamenti, che si spostano. La correzione è fissare l’ultima notte vendibile sull’operativo pubblicato, tenendo chiuse a listino le date che non hanno un mezzo per arrivarci.

Domande frequenti

Conviene tenere aperto fino a metà ottobre?

Dipende da una cosa sola, cioè se in quelle date esiste ancora un modo ragionevole di arrivare. La domanda di settembre inoltrato c’è, ha durata lunga e paga bene, ma si estingue quando le corse marittime si diradano. La verifica da fare prima di firmare i contratti stagionali è contare, sull’operativo pubblicato, gli arrivi utili nelle settimane che si vorrebbero aggiungere. Se sono meno di due alla settimana, l’estensione va costruita su un cliente diverso, che arriva in aereo e resta meno, quindi con un altro prezzo e un altro trattamento.

Perché il soggiorno minimo qui non incontra resistenza?

Perché il cliente ha già sostenuto un costo fisso di accesso che non dipende dalla durata. Chi ha pagato il passaggio della nave con l’auto sa che quella spesa si diluisce su tutte le notti, e sette notti minime in alta stagione gli appaiono naturali invece che punitive. Conta come si presenta: scritta come restrizione riduce la conversione, presentata insieme al conto del costo per notte la aumenta. La stessa condizione a maggio, quando arriva chi viene in aereo per pochi giorni, produce rifiuti, e va modulata per settimana.

Come si compete con le destinazioni vicine all’aeroporto?

Non sul prezzo della notte e non sulla comodità, che sono due partite già perse. Si compete sul contenuto della giornata, cioè su un attrattore che le coste facili non hanno, e sulla durata, che qui è più lunga e permette un ricavo per soggiorno superiore a parità di tariffa. Ne segue che ogni comunicazione che si scusa della distanza rafforza l’obiezione invece di scioglierla. La costruzione del prezzo per soggiorno intero è trattata nei libri.

Stessa meccanica, altre destinazioni

Stagione compressa, soggiorno lungo, trattamento incluso: il ricavo dell'anno si decide in cento giorni.

Strumenti citati in questa pagina

  • I sette calcolatori — occupazione di pareggio, costo di canale, prezzo minimo, sconti, gruppi, overbooking
  • Il glossario — ogni termine usato qui ha una pagina con definizione, formula ed esempio
  • I cinque volumi — il metodo per esteso, con i conti svolti