Costa jonica crotonese — Isola Capo Rizzuto, Le Castella, Steccato

Il mare qui è area protetta e si visita a slot; il resto della stagione dipende da una sola riga del contratto, la data in cui l'allotment rientra.

Riviere e costeCalabria

Fra Isola Capo Rizzuto, Le Castella e Steccato la capacità è concentrata in pochi grandi complessi con formula tutto compreso, spiaggia in concessione e cambio settimanale, venduti attraverso blocchi stagionali affidati a operatori turistici italiani. Su quella parte di inventario la struttura non fa prezzo: la tariffa netta è scritta d’inverno. Quello che si può ancora governare è il residuo, cioè la capacità che l’operatore non colloca e che torna disponibile a una data stabilita in contratto. Sopra tutto questo c’è un vincolo che sul resto della costa ionica non esiste: il mare davanti alle strutture ricade in un’area marina protetta con zonazione, e la parte più spettacolare del prodotto si consuma a numero chiuso e con operatori autorizzati. Il risultato dell’anno si forma quindi in due punti lontanissimi fra loro, la trattativa di novembre e le tre settimane in cui il residuo rientra.

Come si comporta l’anno

  • Ottobre-novembre Strutture chiuse e trattativa aperta: posti impegnati, tariffa netta per fascia, garanzie e, soprattutto, le date di rilascio settimana per settimana. È la parte del negoziato che si tratta come amministrativa e che vale quanto la tariffa.
  • Dicembre-marzo L’operatore vende il catalogo. La struttura non vede prenotazioni, vede allotment consumato: l’informazione utile non è quanto è pieno, ma con quale ritmo si consuma la quota di ciascuna settimana rispetto all’anno prima.
  • Aprile-maggio Assunzioni, allestimento, accordi con i concessionari di spiaggia e con chi porta i clienti in mare. Si capisce quali settimane l’operatore non venderà: le prime rese arrivano da qui.
  • Giugno Apertura con riempimento parziale. Il diretto ha spazio perché il catalogo su giugno è debole, ma la domanda spontanea accetta solo prezzi bassi. Vale comunque: una settimana a tariffa modesta batte una settimana chiusa.
  • Luglio Crescita continua, con l’ultima decade già in alta stagione. Il residuo che rientra ora è quello che si rivende meglio, perché la domanda nazionale sta ancora scegliendo: le rese di luglio sono la parte più preziosa del contratto.
  • Agosto Capacità satura e nessuna leva di prezzo. Resta l’operativo: mancate presentazioni, sovrapprenotato, tenuta del giorno di cambio, vendita a bordo di escursioni e servizi non compresi nella formula.
  • Settembre Caduta rapida dopo il primo fine settimana. Restano coppie e adulti senza vincoli scolastici, con permanenze più corte della settimana, e restano condizioni di mare ottime. È il periodo in cui la formula rigida costa di più e in cui la chiusura anticipata va decisa con un conto sulla contribuzione.

Chi prenota, quando, per quante notti

La quota maggiore non prenota affatto presso la struttura: compra un pacchetto da un’agenzia o dal sito di un operatore, con settimana fissa e giorno di arrivo stabilito, e arriva come lista nomi. Decide fra gennaio e aprile, è quasi interamente italiana, proviene dal centro e dal nord e raggiunge la Calabria in aereo su Lamezia con trasferimento su gomma oppure in automobile. Per chi arriva con volo e trasferimento inclusi il giorno di arrivo e di partenza non lo sceglie né il cliente né la struttura, ma la rotazione: irrigidisce il calendario molto più della sola regola della settimana.

La vendita diretta lavora sul residuo e su un bacino diverso. In giugno e in settembre compaiono coppie, gruppi di adulti e viaggiatori senza figli, che chiedono tre o quattro notti e non sette. In luglio e in agosto compaiono famiglie che decidono a meno di un mese e famiglie di ritorno che prenotano l’anno successivo il giorno della partenza: è il canale più redditizio in assoluto, e quello che quasi nessuna struttura di questo tipo coltiva con metodo.

Esiste infine un pubblico che non dorme e che va contato lo stesso, perché occupa la stessa spiaggia e le stesse barche. Le Castella con il suo castello sul mare è meta di escursione giornaliera per chi soggiorna in tutta la provincia: genera traffico e code nelle ore centrali senza generare una sola camera. Sapere quanta gente in più c’è in acqua nei giorni di punta serve a dimensionare le uscite in mare per i propri ospiti, che sono la parte del soggiorno che produce i giudizi.

Che cosa vendi davvero

Vendi settimane a persona in formula, non camere a notte. Il prezzo si fa per persona con quote differenziate per età, quindi il ricavo di una camera dipende dalla composizione del nucleo prima ancora che dalla tariffa: due adulti e due bambini in quota ridotta producono un incasso diverso da quattro adulti, a parità di listino e di occupazione. Su questo modello gli indicatori vanno costruiti sul posto letto e sulla persona-notte, non sulla camera.

Il secondo prodotto, quello che decide il giudizio finale e il ritorno, è il mare organizzato. Il fondale, le secche e i tratti di costa rocciosa davanti a queste strutture fanno parte di un’area marina protetta con una zonazione che limita accesso, ancoraggio, balneazione e attività subacquea nelle zone di maggiore tutela e le consente altrove con condizioni e autorizzazioni; le regole puntuali vanno verificate ogni anno presso l’ente gestore e presso la capitaneria, perché possono essere integrate da ordinanze stagionali. La conseguenza commerciale è che l’escursione in mare non è una gita improvvisabile ma una risorsa contingentata: posti limitati, operatori autorizzati, orari fissi. Chi la tratta come servizio a richiesta la vende poco; chi la tratta come prodotto a slot, con calendario costruito prima dell’arrivo del gruppo, la vende quasi tutta.

Il terzo elemento è la spiaggia. In una formula tutto compreso il cliente non confronta la camera con quella dell’anno prima: confronta l’ombrellone, la distanza dall’acqua e la fila al ristorante. È lì che si forma la propensione a tornare, che in un mercato dove il grosso passa da un operatore è l’unico patrimonio commerciale che resta alla struttura.

I vincoli che non puoi ignorare

Il primo è contrattuale ed è la data di rilascio. Nel blocco stagionale la struttura cede capacità e riceve in cambio volume garantito; la clausola che stabilisce quando la capacità invenduta torna disponibile è ciò che determina se quel volume mancato si può ancora trasformare in ricavo o no. Una resa che arriva a tre settimane dalla data di soggiorno cade in una finestra in cui la domanda diretta ha già scelto altro e in cui l’unico prezzo possibile è quello dell’ultimo minuto. Il conto più avanti misura la differenza in euro.

Il secondo è ambientale e normativo. L’area marina protetta di Capo Rizzuto è uno degli specchi d’acqua tutelati più estesi del Paese e la sua zonazione condiziona nautica, immersioni e in parte la balneazione. Non è un ostacolo alla vendita, è la definizione del prodotto: significa che le uscite in mare hanno una capacità massima non espandibile e che chi non prenota gli slot in anticipo per i propri ospiti non li trova. Vanno verificate ogni stagione presso l’ente gestore le regole in vigore, gli operatori abilitati e le eventuali quote giornaliere.

Il terzo è di trasporto. Una parte rilevante dei clienti arriva con volo e trasferimento inclusi nel pacchetto, su un aeroporto che d’estate ha un programma molto più ampio che d’inverno. Questo produce due effetti: il calendario degli arrivi è vincolato alla rotazione, e la disponibilità stessa di posti sui voli è un limite alla domanda che la struttura non controlla. Chi vuole crescere sul diretto deve risolvere il trasferimento dall’aeroporto in proprio, perché il cliente che compra la camera senza pacchetto quel trasferimento non ce l’ha.

Il quarto è operativo. Il cambio settimanale concentrato in uno o due giorni impone un picco che dimensiona l’intero organico: il numero di addetti alle camere non dipende dal riempimento medio ma dal numero massimo di partenze nello stesso mattino. Rendere flessibile il giorno di arrivo su una parte dell’inventario abbassa quel picco, ma va negoziato con l’operatore, perché è lui che decide i giorni sul blocco.

Il quinto è di mercato locale. A Steccato e lungo la fascia costiera esiste un parco di seconde case che assorbe la domanda motorizzata di prossimità nelle settimane centrali. Non toglie clienti al villaggio, che vende un’altra cosa, ma toglie mercato a chi prova a vendere camere sciolte alle famiglie del bacino regionale: è un segmento su cui non conviene costruire il piano.

Le leve che funzionano qui, e quelle che no

Funziona

  • Negoziare la data di rilascio settimana per settimana invece che uguale per tutta la stagione. Sulle settimane di luglio e di inizio settembre una resa anticipata vale più di qualsiasi ritocco della tariffa netta, perché il residuo rivenduto in tempo si vende a prezzo pieno.
  • Costruire il calendario delle uscite in mare prima dell’arrivo dei gruppi, con slot già acquistati presso gli operatori autorizzati. In un’area a capacità contingentata la prenotazione anticipata è l’unico modo di garantire l’esperienza che genera il ritorno.
  • Aprire una parte dell’inventario a soggiorni liberi in giugno e in settembre, con minimo di tre notti. Sono i mesi in cui la domanda esiste ma non ha la forma della settimana, e in cui la rigidità costa più della disciplina che protegge.

Non funziona

  • Sconto sul residuo appena rientra. Se la resa è arrivata in tempo la domanda diretta paga il listino; se è arrivata tardi lo sconto non basta comunque a riempire. In entrambi i casi il taglio automatico è la scelta peggiore delle due possibili.
  • Misurare il risultato in ricavo per camera disponibile. Con prezzo per persona e quote per età, la stessa occupazione produce incassi molto diversi: l’indicatore da usare è la contribuzione per posto-letto-notte.
  • Trattare le escursioni in mare come servizio accessorio da proporre al banco. La capacità è limitata e si esaurisce; venderla a chi la chiede per primo significa lasciarla a metà e deludere il resto del gruppo.

Un conto su una struttura di riferimento

Struttura di riferimento

Villaggio di 420 posti letto sulla costa crotonese, aperto 100 notti, formula tutto compreso, prezzo per persona. Di questi, 300 posti letto sono impegnati in un blocco stagionale a 44 euro netti per persona-notte; il costo variabile diretto è di 27 euro per persona-notte. Si guardano soltanto le 31 notti deboli del calendario, dal 15 al 30 giugno e dal primo al 15 settembre, in cui l’operatore colloca il 45 per cento della propria quota. La domanda: quanto vale, in euro, ottenere che il rilascio della capacità invenduta avvenga a 45 giorni dalla data di soggiorno invece che a 21?

Capacità impegnata nelle 31 notti deboli
300 × 31 = 9.300 posti-letto-notte
Collocata dall’operatore
9.300 × 0,45 = 4.185 → rientrano 9.300 − 4.185 = 5.115 posti-letto-notte
Rilascio a 45 giorni
si rivende il 40 per cento a 68 € diretti: 5.115 × 0,40 = 2.046 persone-notte
Rilascio a 21 giorni
si rivende il 18 per cento a 58 €, perché resta solo l’ultimo minuto: 5.115 × 0,18 = 921 persone-notte
Contribuzione con rilascio a 45 giorni
2.046 × (68 − 27 = 41) = 83.886 €
Contribuzione con rilascio a 21 giorni
921 × (58 − 27 = 31) = 28.551 €
Differenza
83.886 − 28.551 = 55.335 €
Espressa sull’intero blocco stagionale
300 × 100 = 30.000 posti-letto-notte impegnati → 55.335 ÷ 30.000 = 1,84 € per posto-letto-notte

La sola differenza fra una data di rilascio a 45 giorni e una a 21 vale 55.335 euro su 31 notti, cioè 1,84 euro per ogni posto-letto-notte dell’intero blocco stagionale. È un numero che va portato al tavolo: se in trattativa si accetta un rilascio tardivo in cambio di un aumento della tariffa netta inferiore a 1,84 euro, si è ceduto più di quanto si è ottenuto, e lo si scopre a settembre quando non si può più rimediare. Il conto dice anche dove concentrare la richiesta: non su tutta la stagione, ma sulle settimane in cui il catalogo storicamente non vende, perché è solo lì che il residuo è grande abbastanza da fare differenza. Contribuzione e tariffa netta sono definite nel glossario; il conto si rifà con le proprie percentuali nei calcolatori.

Il cruscotto minimo per questa destinazione

  • Percentuale di allotment consumato per settimana, confrontata con la stessa data dell’anno prima — è l’unico segnale anticipato disponibile a una struttura che non riceve prenotazioni ma liste nomi, e va letto per settimana perché la media di stagione nasconde proprio le settimane che rientreranno.
  • Giorni di anticipo effettivi di ogni resa — la clausola dice una cosa, la pratica un’altra: misurare quanti giorni prima la capacità torna davvero disponibile è la base della trattativa dell’anno successivo.
  • Tasso di rivendita del residuo, distinto per finestra di rientro — serve a sapere quanto vale il tempo, e a smettere di trattare tutte le rese come se fossero uguali.
  • Contribuzione per posto-letto-notte, non ricavo per camera — con prezzo per persona e quote per età, la camera non è l’unità economica e il ricavo per camera disponibile confonde composizione e prezzo.
  • Slot di escursione in mare prenotati sul totale degli ospiti presenti — misura quanta parte del prodotto contingentato si sta effettivamente consegnando, ed è il predittore più diretto del giudizio finale e del ritorno.
  • Numero massimo di partenze nello stesso mattino — dimensiona l’organico dei piani più di qualunque media di riempimento e va conosciuto prima di firmare i giorni di arrivo con l’operatore.

Gli errori che si vedono più spesso

Il primo è negoziare soltanto la tariffa netta. In una trattativa fatta di poche voci, la tariffa è quella su cui si concentra tutta l’attenzione, mentre la data di rilascio viene accettata come una clausola di rito. Il conto mostra che sulle settimane deboli quella clausola vale più di un ritocco della tariffa, e che si può chiedere in cambio di concessioni altrove. La correzione è arrivare al tavolo con il numero già calcolato sul proprio storico.

Il secondo è vendere le escursioni in mare all’ultimo momento. In un’area a capacità contingentata gli slot finiscono, e il gruppo scopre che l’esperienza per cui aveva scelto il posto non è disponibile. La correzione è acquistare capacità prima, per settimana, e inserirla nel programma di soggiorno anziché nella lista dei servizi a pagamento.

Il terzo è misurare la stagione con indicatori pensati per la vendita di camere. Su un modello a formula il numero che conta è la contribuzione per persona-notte, perché include composizione dei nuclei, quote ridotte e costo dei pasti. Chi confronta il proprio ricavo per camera con quello di un albergo cittadino confronta due economie diverse, e il modo corretto di paragonare modelli con costi variabili così distanti è trattato nei volumi.

Domande frequenti

Se quasi tutto l’inventario è impegnato, su che cosa si fa davvero revenue management qui?

Su tre cose. La prima è la costruzione del contratto: quante settimane impegnare, a quale tariffa netta per fascia, con quale data di rilascio per ciascuna settimana. La seconda è la gestione del residuo che rientra: quanta capacità, quando, a che prezzo e su quale canale. La terza è il ricavo che non passa dalla camera, cioè escursioni, servizi ed extra, che su una formula tutto compreso è la sola voce su cui la struttura decide da sola. Le prime due si giocano d’inverno, la terza tutti i giorni.

Conviene ridurre la quota impegnata nel blocco per vendere di più in proprio?

Solo dove esiste domanda diretta capace di sostituirla, e qui non è uniforme lungo il calendario. Nelle settimane centrali di agosto la domanda spontanea è abbondante e ridurre l’impegno ha senso; in giugno e nella prima decade di settembre la stessa mossa lascia capacità vuota, perché il bacino motorizzato di prossimità sceglie l’appartamento e il pubblico che arriva in aereo esiste solo se qualcuno gli vende anche il volo e il trasferimento. Il criterio è impegnare capacità dove serve certezza di volume e tenerla libera dove serve prezzo, settimana per settimana e non con una percentuale unica.

L’area marina protetta è un limite o un argomento di vendita?

È entrambe le cose. Come limite va conosciuto: la zonazione stabilisce dove si può andare, con che mezzo e con quali autorizzazioni, e la capacità delle uscite non è espandibile. Come argomento di vendita è il solo elemento che distingue questo tratto di costa da decine di litorali con lo stesso tipo di villaggio e la stessa formula, e riguarda proprio i mesi in cui il resto del prodotto è più debole, giugno e settembre, quando il mare è al suo meglio e la domanda è fatta di adulti. Le regole in vigore vanno verificate ogni stagione presso l’ente gestore, perché possono essere aggiornate e integrate da provvedimenti stagionali.

Stessa meccanica, altre destinazioni

Stagione compressa, soggiorno lungo, trattamento incluso: il ricavo dell'anno si decide in cento giorni.

Strumenti citati in questa pagina

  • I sette calcolatori — occupazione di pareggio, costo di canale, prezzo minimo, sconti, gruppi, overbooking
  • Il glossario — ogni termine usato qui ha una pagina con definizione, formula ed esempio
  • I cinque volumi — il metodo per esteso, con i conti svolti