Costa dei Trabocchi — Ortona, San Vito Chietino, Fossacesia, Vasto

La ciclovia sul sedime della vecchia ferrovia adriatica ha reso questa riviera un prodotto lineare che si vende una notte alla volta: il compset non è più il comune, sono i chilometri.

Riviere e costeAbruzzo

Fra Ortona e Vasto la meccanica di vendita è cambiata per effetto di un’infrastruttura, non di un evento: la Via Verde realizzata sul tracciato della ex ferrovia adriatica ha creato un itinerario cicloturistico continuo che si percorre a tappe, e con esso un prodotto che si compra una notte alla volta anziché a settimana. Da qui discende tutto il resto: permanenze di una o due notti, arrivi e partenze ogni giorno della settimana, prenotazione a catena costruita da chi organizza l’itinerario, bagaglio che viaggia separato dall’ospite. Sopra questo strato ne convivono altri due: i trabocchi ristorante, che sono capacità fisicamente non espandibile e generano domanda di pernottamento agganciata alla prenotazione del tavolo, e il balneare stanziale classico, concentrato su Vasto e la sua marina. Il vincolo che comanda tutto è che il concorrente non è più l’albergo del proprio comune, ma qualsiasi struttura che stia alla distanza giusta lungo la linea.

Come si comporta l’anno

  • Marzo-aprile Apre la stagione della bicicletta, con temperature che rendono percorribile l’itinerario e nessuna domanda balneare. Sono notti che dieci anni fa non esistevano: si vendono singole, infrasettimanali, a chi passa. Il prezzo qui non deve inseguire il livello estivo, deve coprire il costo di tenere aperto.
  • Maggio-giugno Il periodo migliore per il prodotto ciclistico e l’avvio del balneare. Convivono due clientele con esigenze opposte: chi riparte alle otto del mattino e chi vuole dormire fino a tardi. La colazione anticipata e il deposito bici diventano condizioni di vendita, non cortesie.
  • Luglio Il balneare prende il sopravvento, il caldo riduce il traffico ciclistico alle prime ore e alla sera. Le permanenze si allungano sul mare, restano corte lungo la ciclovia. È il mese in cui i due mercati si contendono lo stesso inventario e in cui va deciso quale dei due si serve per primo.
  • Agosto Picco balneare compresso, con la seconda metà del mese più tesa della prima. La domanda cicloturistica quasi scompare: chi pedala evita il caldo e la folla. I trabocchi ristorante viaggiano al limite della capacità, con prenotazioni raccolte settimane prima.
  • Settembre Il mese più equilibrato dell’anno e il più sottovalutato: mare ancora praticabile, temperature ideali per la bicicletta, domanda straniera in crescita e permanenze miste. È qui che il prodotto lineare rende di più, perché si vende a tariffa piena senza contendere le camere al balneare.
  • Ottobre Coda ciclistica e gastronomica, con weekend pieni e infrasettimanali vuoti. Tenere aperto conviene solo se la struttura entra in un itinerario organizzato, perché la domanda spontanea non basta a coprire i giorni feriali.
  • Novembre-febbraio Mercato residuale, quasi solo lavoro e passaggio. La maggior parte delle strutture chiude. Le poche che restano aperte lavorano su una clientela che non ha niente a che vedere con nessuno dei tre prodotti estivi.

Chi prenota, quando, per quante notti

Il cicloturista a tappe non prenota da solo nella maggior parte dei casi: prenota attraverso un operatore specializzato che costruisce l’itinerario, distribuisce le notti fra le strutture lungo la linea, organizza il trasferimento del bagaglio e vende un pacchetto di cinque o sette giorni. La conseguenza è che si riceve una richiesta per una notte, per una data precisa, per un numero di persone fisso, con poca elasticità e nessuna trattativa. L’anticipo è di due o quattro mesi per gli stranieri, poche settimane per gli italiani. La permanenza è di una notte, salvo la tappa di partenza o di arrivo, che può essere doppia.

Il cicloturista indipendente prenota da vicino, spesso a due o tre giorni, guarda la distanza dal tracciato in chilometri e la possibilità di ricoverare la bicicletta in modo sicuro. Non compra il territorio, compra la posizione sulla linea: due strutture equivalenti a dieci chilometri di distanza non sono in concorrenza fra loro se stanno su tappe diverse, mentre due strutture a due chilometri di distanza lo sono in modo totale.

Il cliente balneare, su Vasto e Marina di Vasto, si comporta come su qualsiasi riviera adriatica: prevalentemente italiano e motorizzata, prenota da uno a quattro mesi prima, resta da tre notti a una settimana con cambio prevalente nel fine settimana, e ad agosto ha una finestra decisionale più lunga. Il terzo pubblico è quello che arriva per il tavolo: prenota il trabocco e cerca dove dormire dopo, spesso a poche settimane, e resta una o due notti. È l’unico segmento in cui la domanda di ristorazione precede quella di pernottamento, e va intercettato in quell’ordine.

Che cosa vendi davvero

Su questa costa vendi tre prodotti diversi con lo stesso inventario, e il primo errore è prezzarli allo stesso modo. Al cicloturista a tappe vendi una notte singola con servizi specifici: colazione a un’ora che gli permetta di ripartire, deposito chiuso per le biciclette, presa per la ricarica delle bici a pedalata assistita, lavaggio rapido dell’abbigliamento, disponibilità a ricevere e consegnare un bagaglio che arriva senza il suo proprietario. Sono servizi a costo contenuto ma vincolanti: senza di essi non si entra nei pacchetti degli operatori, e il prezzo non serve a compensarne l’assenza.

Al cliente balneare vendi il soggiorno tradizionale, per camera o per persona secondo il trattamento, con la spiaggia e il parcheggio come attributi discriminanti. Al cliente gastronomico vendi la prossimità al trabocco: un ristorante su palafitta ha poche decine di coperti e non può crescere, quindi la sua prenotazione è scarsa e ha valore. La struttura che riesce a garantire un tavolo, o anche solo a orientare l’ospite verso la disponibilità reale, vende qualcosa che il prezzo non replica.

Ciò che fa premio di posizione, per il prodotto lineare, è misurabile in metri: distanza dall’accesso alla ciclovia, dislivello da superare per raggiungerla, presenza di un attraversamento sicuro. Vanno dichiarati in scheda con numeri, perché sono i dati su cui l’operatore assegna la tappa. Per il balneare vale invece la distanza dal mare e il tipo di accesso, con la differenza che qui la costa alterna tratti di sabbia e tratti di ciottoli e roccia, e questa informazione va data prima della prenotazione, non alla reception.

I vincoli che non puoi ignorare

Il primo è geometrico. Un itinerario lineare organizza il mercato per tappe: la struttura compete con quelle che stanno nello stesso intervallo di chilometri, non con quelle amministrativamente vicine. Chi definisce il proprio insieme di concorrenti guardando il comune misura la cosa sbagliata e reagisce a movimenti di prezzo che non lo riguardano.

Il secondo è la rotazione. Vendere una notte alla volta significa fare un cambio camera ogni giorno: il costo di pulizia a fondo, biancheria, accoglienza e partenza si sostiene una volta per soggiorno e non per notte, quindi lo stesso riempimento produce margini diversi a seconda della durata. Questo va incorporato nella tariffa, come mostra il conto più avanti, e va incorporato anche nella pianificazione del personale, perché il carico di lavoro non segue l’occupazione ma il numero di arrivi.

Il terzo è la capacità non espandibile dei trabocchi ristorante: sono strutture su palafitta con poche decine di coperti, vincolate nella forma e nella dimensione. La domanda che generano non può essere assorbita aumentando l’offerta, quindi si riversa sulle date e sugli orari disponibili. Chi lavora accanto a un trabocco vende in funzione del calendario di quel ristorante, non del proprio.

Il quarto è infrastrutturale. La Via Verde percorre il sedime della ferrovia adriatica dismessa e collega i comuni costieri fra Ortona e il confine meridionale della provincia; il tracciato è stato realizzato per tratti successivi e non tutti i segmenti sono stati aperti nello stesso momento. Prima di dichiarare in comunicazione che si è sulla ciclovia conviene verificare lo stato del tratto di riferimento presso il comune o l’ente gestore, perché un’interruzione locale sposta le tappe e quindi la domanda. Sulla stessa direttrice restano la ferrovia adriatica in esercizio e la statale costiera, che portano il traffico motorizzato.

Il quinto è amministrativo e va verificato comune per comune: l’imposta di soggiorno non è uniforme lungo la costa e, su un prodotto che attraversa più comuni in una settimana, l’ospite paga importi diversi ogni notte. È un dato da comunicare a chi costruisce il pacchetto, perché entra nel preventivo che l’operatore presenta al cliente.

Le leve che funzionano qui, e quelle che no

Funziona

  • Un supplemento esplicito per la notte singola, calcolato sul costo del cambio camera. Non è una penalità: è il recupero di un costo che nella notte singola si sostiene interamente su un solo pernottamento.
  • Definire il compset in chilometri lungo il tracciato invece che per comune. È la sola definizione che corrisponde a come l’ospite e l’operatore scelgono.
  • Entrare nei programmi degli operatori cicloturistici accettandone le condizioni di servizio. La tariffa netta è più bassa, ma la sequenza delle notti è garantita e riempie i giorni feriali di aprile, maggio e ottobre che la domanda spontanea non copre.
  • Trattare il tavolo al trabocco come parte dell’offerta, con un rapporto stabile e prenotazioni raccolte per tempo. È capacità scarsa e non replicabile, quindi ha un valore che il prezzo della camera non ha.

Non funziona

  • Il soggiorno minimo di più notti in bassa e media stagione. Nel prodotto a tappe la domanda è per una notte per costruzione: imporre due notti significa uscire dal mercato che sta crescendo.
  • Prezzare la notte cicloturistica come una notte balneare. Sono due prodotti con costi, durate e canali diversi che condividono solo la camera.
  • Comunicare la vicinanza al mare senza dire di che spiaggia si tratta. Su una costa che alterna sabbia, ciottoli e roccia, l’ambiguità produce reclami in arrivo e recensioni che pesano più dello sconto risparmiato.
  • Dichiararsi sulla ciclovia senza aver verificato lo stato del tratto. Un segmento interrotto sposta la tappa e l’ospite lo scopre in sella, non in fase di prenotazione.

Un conto su una struttura di riferimento

Struttura di riferimento

Struttura di 18 camere a poche centinaia di metri dalla Via Verde, aperta dal primo aprile al 31 ottobre. Il cambio camera fra un soggiorno e l’altro costa 26 euro fra pulizia a fondo, biancheria e tempo di accoglienza e partenza; il costo variabile giornaliero della camera occupata, colazione compresa, è di 14 euro. La tariffa di riferimento è 105 euro. La domanda: quanto deve costare la notte singola per valere quanto due notti consecutive?

Soggiorno di due notti a 105 €
210 − 26 (cambio) − 28 (2 × 14) = 156 € di contribuzione
Due soggiorni di una notte a 105 €
2 × (105 − 26 − 14 = 65) = 130 € di contribuzione
Differenza a parità di camere-notte vendute
156 − 130 = 26 €, cioè esattamente un cambio camera in più
Tariffa della notte singola che pareggia
2 × (X − 40) = 156 → X = 118 €
Supplemento necessario
118 − 105 = 13 €, il 12,4% della tariffa

Tredici euro: è tutto ciò che serve perché una camera venduta ogni giorno a un ciclista diverso valga quanto la stessa camera venduta a chi resta due notti. Detto al contrario, chi applica la stessa tariffa alle due situazioni regala un cambio camera a soggiorno. La seconda domanda è se convenga entrare nei programmi di un operatore cicloturistico, che paga meno ma garantisce la sequenza delle notti. Con 92 euro netti per camera-notte e 66 notti riempite nei 90 giorni di alta stagione, la contribuzione per camera è 66 × (92 − 40) = 3.432 euro; vendendo in proprio a 118 euro con 41 notti riempite è 41 × (118 − 40) = 3.198 euro. La differenza è di 234 euro per camera, il 7,3 per cento: troppo poco per decidere. La decisione vera non sta in alta stagione ma in aprile, maggio e ottobre, dove la sequenza garantita dall’operatore riempie giorni feriali che altrimenti restano vuoti e dove il costo di tenere aperto è già sostenuto. Costo di cambio, contribuzione unitaria e tariffa di pareggio sono spiegati nel glossario; il conto si rifà con i propri costi nei calcolatori.

Il cruscotto minimo per questa destinazione

  • Numero di arrivi, non solo di camere-notte — con permanenze di una notte il costo operativo segue gli arrivi: due settimane con la stessa occupazione possono avere carichi di lavoro e margini molto diversi.
  • Permanenza media distinta per prodotto — ciclista a tappe, balneare, cliente del trabocco hanno durate incomparabili, e la media unica non descrive nessuno dei tre.
  • Quota di camere-notte provenienti da operatori cicloturistici — misura quanto la stagione bassa dipende dalla sequenza garantita, che è la parte del calendario che non si riempie da sola.
  • Contribuzione per soggiorno, non per notte — è l’indicatore che rende confrontabile una notte singola con una permanenza settimanale, perché include il costo del cambio.
  • Occupazione infrasettimanale di aprile, maggio e ottobre — è il vero risultato dell’infrastruttura: se non cresce, la ciclovia sta portando passaggio e non pernottamenti.
  • Prezzo e riempimento delle strutture nel proprio intervallo di chilometri — è il compset corretto, e non coincide con l’elenco degli alberghi del comune.

Gli errori che si vedono più spesso

Il primo è applicare alla notte singola la tariffa del soggiorno lungo. È l’errore più costoso e il più facile da correggere: il costo di cambio si sostiene per soggiorno, quindi una rotazione quotidiana lo moltiplica. La correzione è un supplemento esplicito per la prima notte, calcolato e non stimato.

Il secondo è imporre il soggiorno minimo fuori dai mesi di punta per difendere la marginalità. Su un itinerario lineare il minimo di due notti esclude dalla vendita l’intera clientela a tappe, che è esattamente quella che riempie i mesi in cui il minimo viene imposto. Il risultato è una camera vuota anziché una camera con margine ridotto.

Il terzo è comunicare la posizione in modo qualitativo. Frasi come vicino alla ciclovia o a due passi dal mare non entrano in un pacchetto: l’operatore assegna la tappa in base a chilometri e dislivello, e l’ospite in sella non ha margine per un errore di valutazione. La correzione è dichiarare distanza, dislivello e punto di accesso con numeri verificabili.

Il quarto è considerare i tre prodotti un mercato solo e prezzarli con un calendario unico. Il ciclista di maggio, il balneare di agosto e il cliente del tavolo di settembre hanno finestre di prenotazione, elasticità e durate diverse: servono regole distinte, e la costruzione di regole per segmento è trattata per esteso nei volumi.

Domande frequenti

Conviene lavorare con gli operatori del cicloturismo o vendere in proprio?

In alta stagione la differenza di contribuzione è piccola, come mostra il conto: la tariffa netta più bassa dell’operatore è quasi compensata dal riempimento superiore e dalla certezza della sequenza. La ragione per lavorarci sta altrove: negli itinerari organizzati le notti sono distribuite anche nei giorni feriali di aprile, maggio, giugno e ottobre, cioè nei periodi in cui la domanda spontanea è discontinua e il costo di tenere aperto è già stato deciso. Il modo ragionevole di impostarlo è dedicare una quota definita di camere ai programmi e tenere il resto per la vendita diretta, misurando ogni anno che cosa ciascun canale ha portato nei mesi deboli, non nel totale.

Come si gestisce la convivenza fra ospiti in bicicletta e ospiti balneari?

Separando gli orari più che gli spazi. Il ciclista fa colazione presto e parte, il balneare fa colazione tardi e resta: se la colazione apre a un’ora sola, uno dei due segmenti è servito male. Le altre attenzioni sono di tipo operativo e a basso costo, come un locale chiuso per le biciclette, prese per la ricarica, un punto per il lavaggio rapido dell’abbigliamento tecnico e una procedura chiara per ricevere e consegnare i bagagli che arrivano senza il proprietario. Sono le condizioni con cui si entra nei programmi degli operatori e valgono anche per il ciclista indipendente.

Come si comunica la spiaggia su una costa che non è tutta sabbiosa?

Dicendo che cosa c’è, con precisione e prima della prenotazione. Questa costa alterna tratti sabbiosi, tratti di ciottoli e tratti rocciosi, e la stessa descrizione generica produce ospiti soddisfatti in un punto e delusi a cinque chilometri di distanza. Indicare tipo di fondo, distanza in metri, presenza o assenza di stabilimento e modo di accesso costa nulla e riduce i reclami all’arrivo, che sono la voce di costo meno visibile e più duratura di una riviera mista.

Stessa meccanica, altre destinazioni

Stagione compressa, soggiorno lungo, trattamento incluso: il ricavo dell'anno si decide in cento giorni.

Strumenti citati in questa pagina

  • I sette calcolatori — occupazione di pareggio, costo di canale, prezzo minimo, sconti, gruppi, overbooking
  • Il glossario — ogni termine usato qui ha una pagina con definizione, formula ed esempio
  • I cinque volumi — il metodo per esteso, con i conti svolti