Isole Tremiti
Meno di tre chilometri quadrati, cento notti di stagione e un collegamento che il mare può sospendere: qui il rischio meteo è una voce di ricavo, non un imprevisto.
IsolePuglia
Le Tremiti sono un arcipelago di superficie inferiore a tre chilometri quadrati con una capacità ricettiva piccola e concentrata quasi interamente su San Domino: l’inventario è un numero fisso e ridotto di camere, il sell-out estivo è la condizione normale e la leva tariffaria si esaurisce presto. Il vincolo che comanda tutto il resto è il collegamento, stagionale e dipendente dalle condizioni del mare: gli aliscafi da Termoli e le corse dal Gargano possono essere sospesi per una giornata intera, e quando succede saltano insieme arrivi e partenze. In una stagione utile di poco più di cento notti questo non è un incidente occasionale ma una componente strutturale del ricavo, che si governa scrivendo le condizioni di prenotazione, non ritoccando il prezzo.
Come si comporta l’anno
- Ottobre–aprile Isole di fatto chiuse al mercato. I collegamenti si riducono al servizio essenziale, le strutture ricettive sono ferme e la domanda residua è di lavoro e di servizio. Non esiste una bassa stagione da prezzare.
- Maggio Riapertura legata all’avvio dei collegamenti stagionali: domanda pugliese e molisana, soggiorni corti, forte esposizione al meteo. La flessibilità delle condizioni vale più di qualunque riduzione di tariffa.
- Giugno Il mese con il miglior rapporto fra prezzo e occupazione. Mare praticabile, isole non affollate, presenza forte del segmento subacqueo che prenota in anticipo e resta più notti. Va prezzato come alta stagione e non come periodo intermedio.
- Luglio Salita verso la saturazione, con aumento delle corse e ingresso della domanda di prossimità. Le richieste superano l’inventario nelle date centrali e il problema diventa la composizione dei soggiorni.
- Agosto Sell-out. La disponibilità si esaurisce con largo anticipo, i prezzi raggiungono il massimo e l’unica variabile su cui si lavora è la durata minima. Il flusso giornaliero dal Gargano satura i punti di accesso al mare senza produrre camere-notte.
- Prima metà di settembre Coda breve e di ottima qualità: acqua ancora buona, ritorno del segmento subacqueo, permanenze lunghe. Poi la stagione si chiude in modo netto insieme alle corse.
Chi prenota, quando, per quante notti
Il segmento che regge la stagione lunga è quello subacqueo e naturalistico: gruppi piccoli e coppie che prenotano con tre-sei mesi di anticipo, restano da quattro a sette notti, organizzano la giornata intorno alle immersioni e scelgono in base a cosa la struttura riesce a garantire in acqua, non in camera. È il segmento con la permanenza più lunga e la minore sensibilità al prezzo, ed è quello che rende vendibili giugno e settembre.
Il mercato di prossimità pugliese e molisano compra tardi, spesso a due o tre settimane, e concentra le richieste su luglio, agosto e i fine settimana. Ha permanenze corte, produce il maggior numero di richieste di due notti e cambia programma con il bollettino del mare.
Il segmento familiare del centro-nord arriva in agosto con permanenze di una settimana e prenotazioni fatte fra febbraio e aprile, spesso ripetendo la stessa struttura. In un inventario così piccolo la lista dei clienti dell’anno prima è la principale fonte di prenotazioni del picco.
Infine c’è il flusso escursionistico giornaliero che arriva dal Gargano nelle ore centrali. Consuma spazio nei punti di accesso al mare e sui sentieri, ma non genera nemmeno una camera-notte: non è un concorrente da battere sul prezzo. Il modo di usarlo è costruire prodotti nelle ore in cui non c’è, cioè la mattina presto e il tardo pomeriggio, e venderli a chi dorme.
Che cosa vendi davvero
L’unità di vendita è la camera, ma il prodotto è la giornata in acqua. In una destinazione dove il motivo del viaggio è il mare e dove le attività sono regolate da autorizzazioni, quello che il cliente compra è l’accesso organizzato: l’uscita, il posto in barca, l’immersione con la guida abilitata. Molte strutture lavorano con trattamenti di mezza pensione o pensione completa perché fuori non c’è un’offerta di ristorazione ampia, e in quel caso il prezzo si fa per persona e non per camera: è una differenza che cambia il modo di calcolare tutto, perché il terzo letto occupato aggiunge ricavo invece di limitarsi a occupare spazio.
Il premio di posizione è meno legato alla vista di quanto si creda e molto più alla distanza dal punto di imbarco e dal molo, perché tutto si percorre a piedi con i bagagli e il dislivello è reale. La seconda componente è la disponibilità di uno spazio esterno, che su isole così piccole è scarso.
Il trasferimento marittimo e il trasporto bagagli dal porto sono servizi vendibili e vanno prezzati. Non è un dettaglio operativo: è il modo in cui il soggiorno diventa gestibile per un ospite che arriva senza veicolo e con attrezzatura, e chi lo risolve seleziona una clientela che resta più a lungo.
I vincoli che non puoi ignorare
Il primo vincolo è ambientale e normativo. La riserva marina è stata istituita nel 1989 e la gestione è affidata all’Ente Parco Nazionale del Gargano dopo il 1991. La zonazione distingue zone A, B e C con divieti differenziati, e le attività subacquee e l’ormeggio sono soggetti ad autorizzazione. Per chi vende soggiorni questo significa che il prodotto principale della destinazione ha un contingente e una procedura: le uscite e le immersioni vanno programmate e autorizzate, non improvvisate su richiesta dell’ospite arrivato la sera prima.
Il secondo vincolo è la superficie. Meno di tre chilometri quadrati complessivi e una ricettività concentrata su San Domino significano che l’inventario non può crescere e che i punti di accesso al mare hanno una capienza fisica raggiunta ogni giorno d’agosto. Qualsiasi piano commerciale basato sulla crescita del volume è basato su una grandezza ferma.
Il terzo è il collegamento. Le corse sono stagionali, partono da più scali della costa molisana e garganica, e dipendono dalle condizioni del mare. La sospensione di una giornata non produce solo mancati arrivi: produce anche partenze rinviate, quindi camere che non si liberano mentre altre non si occupano. È un evento a doppio effetto che va modellato come tale.
Il quarto è l’approvvigionamento. Personale, generi alimentari e materiali arrivano dalla stessa nave che porta gli ospiti: una giornata di sospensione è anche una giornata senza rifornimenti, e va prevista nelle scorte prima che nelle tariffe.
Le leve che funzionano qui, e quelle che no
Funziona
- Una politica di riprotezione dichiarata in fase di prenotazione, che in caso di corse sospese sposta il soggiorno invece di rimborsarlo: trasforma in ricavo differito quello che altrimenti è ricavo perso.
- Una tariffa dedicata per la notte non prevista di chi resta bloccato, comunicata prima che serva: copre il costo variabile senza il danno reputazionale della tariffa piena applicata a chi non ha scelto di restare.
- Vendere pacchetti con immersioni e uscite programmate e autorizzate in anticipo: allungano la permanenza, riempiono giugno e settembre e rispettano il contingentamento invece di scontrarsi con esso.
- Durata minima crescente per periodo, fino a cinque notti nelle settimane centrali: con un inventario piccolissimo ogni cambio in più è capacità operativa sottratta in un giorno già pieno.
Non funziona
- Abbassare la tariffa in agosto: l’inventario si esaurisce comunque e la domanda è limitata dalle camere e dai posti sulle corse, non dal prezzo.
- Gestire il rischio del mare caso per caso con rimborsi improvvisati: la frequenza delle sospensioni è nota a chi lavora qui, e trattarla come sfortuna sposta il danno sul risultato di stagione.
- Promettere attività subacquee senza aver verificato autorizzazioni e disponibilità: il contingentamento è reale e la promessa non mantenuta costa più della prenotazione.
- Contare sull’escursionista giornaliero come clientela: arriva e riparte con la stessa nave e non produce camere-notte, per quanto affolli i punti di accesso al mare.
Un conto su una struttura di riferimento
Struttura di 22 camere a San Domino, apertura dal 1 giugno al 15 settembre, cioè 107 notti, prezzo per camera con mezza pensione. Ipotesi dichiarate, da sostituire con i propri numeri: occupazione di stagione 74 per cento, tariffa media 210 €, costo variabile 45 € per camera occupata; cinque giornate di collegamenti sospesi nell’arco della stagione; in ciascuna di quelle giornate erano previsti 8 arrivi con permanenza media di 3 notti e 7 partenze. La domanda a cui rispondiamo: quanto vale, in denaro, avere una politica di riprotezione scritta invece di rimborsare.
- Camere-notte disponibili e vendute
- 22 × 107 = 2.354, vendute al 74% = 1.742
- Ricavo camere di stagione
- 1.742 × 210 = 365.820 €
- Ricavo a rischio per ogni giornata di sospensione
- 8 × 3 × 210 = 5.040 €
- Su cinque giornate
- 5 × 5.040 = 25.200 €
- Con riprotezione e recupero del 60%
- 25.200 × 0,60 = 15.120 € recuperati, 10.080 € persi
- Notti non previste dei bloccati, a tariffa dedicata di 90 €
- 7 × 90 = 630 € di ricavo e 7 × 45 = 315 € di costo, cioè 315 € di margine per giornata
- Su cinque giornate
- 1.575 €
- Effetto complessivo della politica
- 15.120 + 1.575 = 16.695 €
- In percentuale sul ricavo camere
- 16.695 ÷ 365.820 = 4,6%
- Camere-notte equivalenti
- 16.695 ÷ 210 = 79,5, cioè tre notti e mezza di struttura piena
Quasi cinque punti di ricavo di stagione dipendono da come sono scritte le condizioni di prenotazione, non da come è costruito il listino. Vale la pena notare che le camere occupate da chi resta bloccato sono in gran parte le stesse che gli arrivi mancati avrebbero usato: non è una doppia perdita, ma è una doppia complicazione operativa, e va gestita con una regola nota in anticipo invece che al banco. In una stagione di 107 notti quei 16.695 € equivalgono a tre notti e mezza di struttura completamente piena, e non esiste nessun mese successivo in cui recuperarli, perché dopo la metà di settembre il mercato non c’è più. Il significato di margine di contribuzione e di riprotezione è nel glossario; il conto si rifà con i propri numeri nei calcolatori.
Il cruscotto minimo per questa destinazione
- Giornate di collegamenti sospesi e camere-notte coinvolte — è la variabile di ricavo più specifica di questa destinazione, e senza una serie storica propria non si può scrivere una politica di riprotezione né stimarne il valore.
- Quota di soggiorni riprotetti effettivamente riutilizzata — misura se il voucher è ricavo differito o solo ricavo rimandato a una data che non arriva mai.
- Ricavo per camera disponibile sulle sole notti di apertura — con poco più di cento notti di attività, l’indicatore annuo non descrive niente e rende incomparabili due stagioni con date di apertura diverse.
- Ricavo per persona e non solo per camera — dove si vende a trattamento e a prezzo per persona, il ricavo per camera nasconde l’effetto del terzo letto occupato, che qui è una parte reale del margine.
- Uscite e immersioni vendute per soggiorno — è il prodotto vero della destinazione e l’indicatore anticipato della permanenza: chi compra attività resta più notti.
Gli errori che si vedono più spesso
Il primo è trattare le giornate di mare formato come sfortuna. Sono un evento ricorrente e prevedibile in frequenza, e vanno messe a bilancio: senza una regola scritta e comunicata in fase di prenotazione, ogni sospensione si risolve in una trattativa individuale al banco, con esiti diversi per ospiti nella stessa situazione e con un costo che nessuno misura.
Il secondo è vendere immersioni e uscite come servizi a richiesta. Le attività subacquee e l’ormeggio in area protetta sono soggetti ad autorizzazione e a limiti per zona: costruirli come programma dichiarato in anticipo, con posti definiti, è insieme più corretto e più redditizio, perché trasforma un vincolo in un motivo di prenotazione anticipata.
Il terzo è confondere l’affollamento con la domanda. In agosto i punti di accesso al mare sono pieni di persone arrivate in giornata dal Gargano, e questo dà l’impressione di un mercato molto più grande di quello che compra camere. Le decisioni di prezzo e di durata minima vanno prese guardando le prenotazioni, non le presenze sulle spiagge.
Domande frequenti
Come si scrive una politica di riprotezione per il rischio mare?
Si scrive prima della stagione e si comunica in fase di prenotazione, non quando il problema si presenta. I punti minimi sono tre: che cosa costituisce l’evento, cioè la sospensione ufficiale delle corse e non una previsione meteo sfavorevole; che cosa si offre, cioè lo spostamento del soggiorno entro un periodo definito con conservazione della tariffa, non il rimborso in contanti; e come si tratta chi resta bloccato sull’isola, con una tariffa dedicata per la notte aggiuntiva comunicata insieme al resto. Una regola così scritta si difende senza discussioni, perché l’ospite l’ha accettata quando ha prenotato, ed è l’unico modo per trasformare un ricavo perso in ricavo differito.
Conviene aprire a maggio?
Conviene se il collegamento è già a regime e se esiste già un segmento che giustifica l’apertura, che qui è quello subacqueo. Con acqua ancora fredda e servizi dell’arcipelago non tutti operativi, la domanda generalista di maggio è sottile e molto sensibile al meteo, mentre chi viene per immergersi programma con mesi di anticipo e accetta condizioni meno comode. Il conto va fatto sul margine di contribuzione delle prime tre settimane, considerando che i costi di riavvio, dal richiamo del personale al primo rifornimento, si concentrano lì. In assenza di quel segmento è quasi sempre più redditizio spostare l’apertura di due settimane.
Ha senso imporre un soggiorno minimo con un inventario così piccolo?
Ha senso proprio per questo. Con poche camere e un solo giorno di rotazione realistico, ogni soggiorno di due notti nelle settimane centrali consuma un cambio completo per la metà delle notti di un soggiorno lungo, e lascia notti singole invendibili incastrate fra due prenotazioni. Il vincolo va però costruito per data e non per mese: cinque notti nelle due settimane centrali di agosto, tre nelle settimane laterali, nessun minimo in maggio e nella seconda metà di settembre, quando la domanda residua è composta da soggiorni brevi e un minimo alto lascia semplicemente le camere vuote. La logica delle durate minime è sviluppata nei libri.
Stessa meccanica, altre destinazioni
Il trasporto è parte del prodotto: quando finisce la stagione dei collegamenti, finisce la domanda.
- PantelleriaSicilia
- SalinaSicilia
- Isola del Giglio e GiannutriToscana
- Stintino e l’AsinaraSardegna
- Carloforte e l’Isola di San PietroSardegna
- Levanzo e MarettimoSicilia
Strumenti citati in questa pagina
- I sette calcolatori — occupazione di pareggio, costo di canale, prezzo minimo, sconti, gruppi, overbooking
- Il glossario — ogni termine usato qui ha una pagina con definizione, formula ed esempio
- I cinque volumi — il metodo per esteso, con i conti svolti