Il primo mese su una struttura che non conosci: cosa guardare e in che ordine
Le verifiche delle prime quattro settimane, in ordine: l'inventario vero, la quadratura dello storico, il calendario della domanda, tre perdite misurate. E il criterio per scegliere l'unica da proporre.
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Nelle prime quattro settimane su una struttura che non conosci non si tocca il prezzo. Si contano le camere davvero vendibili, si verifica che lo storico quadri, si costruisce il calendario della domanda, e il quarto lunedì si porta una sola proposta di cambiamento: la più reversibile fra le perdite che hai misurato. Il prezzo si muove dal trentaduesimo giorno.
Non è prudenza. È che nelle prime settimane non hai un metro. Se alzi la tariffa di un fine settimana e il pickup si ferma, non sai dire se è colpa tua o della domanda, perché non hai ancora la curva dell’anno prima con cui confrontarti. Hai speso una decisione e non hai comprato nessuna informazione: è il peggior rapporto possibile fra rischio e apprendimento.
I numeri che seguono sono costruiti su una struttura ipotetica e restano coerenti per tutto l’articolo: un quattro stelle di 84 camere in una città d’arte del centro Italia, aperto dodici mesi, con otto codici tariffa a listino. Rifai i conti con i tuoi dati. Quello che conta qui è l’ordine delle verifiche, non le cifre.
L’unica cosa che si corregge il primo giorno#
C’è una distinzione che regge il mese intero: quella fra un guasto e una decisione.
Un guasto è una tariffa caricata a un euro, un soggiorno minimo di sette notti su un mercoledì di novembre, un canale chiuso a marzo che nessuno ha riaperto, una tipologia venduta con la descrizione di un’altra. Si corregge subito, si scrive che cosa si è corretto e si avvisa chi l’aveva creato. Nessuno difende un guasto.
Tutto il resto è una decisione: una tariffa base che ti sembra bassa di venti euro, un non rimborsabile aperto sempre, un contratto aziendale che sembra regalato. Le decisioni hanno un autore vivo, spesso seduto in ufficio con te, e quasi sempre una ragione che non è scritta da nessuna parte. Devi conoscere quella ragione prima di cambiarla. Non perché sia buona: perché se la ignori il tuo cambiamento viene disfatto entro tre settimane da qualcuno che non l’ha capito, e a quel punto hai perso la modifica e la persona.
Partire dal software o dal comp set
I primi mesi sbagliati hanno due forme riconoscibili. La prima: si apre il gestionale e si comincia a sistemare i codici, le regole, i collegamenti. Sono tre settimane di lavoro visibile che non producono nessuna informazione sulla struttura, e alla fine hai un impianto pulito costruito sopra un inventario che non hai ancora contato. La seconda è peggiore: si apre il rate shopper il primo giorno e si guarda che cosa fanno i vicini. Nella struttura di esempio quel percorso avrebbe portato ad abbassare la tariffa base delle 58 notti più piene dell’anno, quelle già vendute al 92,0 per cento, perché il concorrente più economico esponeva prezzi bassi: aveva trenta camere ferme per un cantiere e stava svuotando le altre. Il prezzo di un concorrente non ti dice mai perché quel prezzo esiste.
Settimana uno: l’inventario vero, i codici, i canali#
Le camere che puoi davvero vendere#
Le 84 camere a listino non sono 84. Due sono diventate deposito e non rientrano, una è occupata da personale stagionale, tre sono in cantiere fino a fine ottobre. Il divisore corretto per questo periodo è .
La differenza non è di cassa: il ricavo è identico. È di lettura, e la lettura decide. In una settimana di ottobre la struttura vende in media 62 camere a notte a 128 euro. Con 84 al denominatore l’occupazione risulta 73,8 per cento e il RevPAR 94,48 euro; con 78 diventano 79,5 per cento e 101,74 euro. Al 73,8 per cento pensi di avere spazio e apri un canale in più. Al 79,5 per cento capisci che il tema è la tariffa dei giorni pieni, non il volume.
Le verifiche di questa parte sono quattro: l’elenco delle camere fuori servizio con la data di rientro accanto, le camere occupate a uso interno, le tipologie che il gestionale considera vendibili e la reception no, e soprattutto il numero che i report usano come denominatore. Chiedilo esplicitamente, perché spesso non lo sa nessuno.
Gli otto codici tariffa, e i due che contano#
Il secondo lavoro è estrarre dodici mesi di camere-notte e di ricavo per codice tariffa. Non per canale e non per mercato: per codice, perché il codice è l’unica cosa che una persona ha scelto a mano.
| Codice tariffa | Camere-notte | ADR (euro) | Ricavo camere (euro) | Quota camere-notte |
|---|---|---|---|---|
| Tariffa base flessibile | 7.640 | 141,00 | 1.077.240 | 36,6% |
| Non rimborsabile | 5.910 | 126,00 | 744.660 | 28,3% |
| Aziendale negoziata | 2.760 | 104,00 | 287.040 | 13,2% |
| Anticipo 21 giorni | 2.080 | 118,00 | 245.440 | 10,0% |
| Gruppi leisure | 1.608 | 87,00 | 139.896 | 7,7% |
| Pacchetto due notti | 752 | 152,00 | 114.304 | 3,6% |
| Cortesia e personale | 100 | 0,00 | 0 | 0,5% |
| Soggiorno lungo | 0 | — | 0 | 0,0% |
| Totale | 20.850 | 125,11 | 2.608.580 | 100,0% |
Su 30.660 camere-notte disponibili l’anno, l’occupazione è 68,0 per cento e il RevPAR 85,08 euro. Due codici su otto fanno il 65,0 per cento delle camere-notte vendute, uno non ha mai venduto niente e continua a occupare spazio nel motore e nella testa di chi carica. E le 100 camere-notte di cortesia, se restano nel calcolo, abbassano l’ADR da 125,71 a 125,11 euro: sessanta centesimi che nessuno nota e che sporcano ogni confronto con l’anno prima.
Canali e contratti in essere#
Per ogni canale attivo servono cinque informazioni, e nessuna delle cinque sta nel gestionale: la commissione scritta nel contratto e non quella che si ricorda, il modello di vendita, le condizioni di parità sottoscritte, l’eventuale obbligo di ultima camera disponibile, la data di rinnovo tacito. Le prime tre si trovano nel contratto firmato, che qualcuno deve cercare in un armadio.
Poi ci sono i contratti dormienti: allotment di tour operator mai rilasciati, tariffe aziendali scadute e ancora aperte alla vendita, accordi con agenzie che nessuno ricorda di avere firmato. Questa settimana non si chiude niente. Si fa l’elenco, con la data di scadenza accanto a ogni riga, e si lascia sul tavolo.
Settimana due: lo storico regge o non regge#
La seconda settimana risponde a una domanda sola: quali mesi dei ventiquattro precedenti posso usare per prevedere? Non tutti, quasi mai. Il modo per scoprirlo è una quadratura, e si fa prima di guardare qualunque andamento.
Nella struttura di esempio il gestionale dichiara 20.850 camere-notte nell’anno; la somma dei segmenti nell’estrazione ne restituisce 20.412. Lo scarto è di 438 camere-notte, il 2,1 per cento, che alla tariffa media di 125,11 euro valgono 54.799 euro di ricavo senza un segmento a cui appartenere.
Quelle 438 camere-notte non sono sparite: si nascondono sempre negli stessi posti. No-show addebitati che restano camere vendute in contabilità e non nel modulo camere; day use conteggiati come notti; camere di cortesia senza codice; cancellazioni tardive fatturate; soggiorni a cavallo di mese attribuiti tutti al mese di arrivo. Ognuna di queste voci ha un rimedio diverso, e nessuna si risolve cambiando strumento.
La regola che vale la pena imporre subito: un mese con scarto sopra il due per cento non entra nel forecast finché non è ricostruito. Nella struttura di esempio quattro mesi su ventiquattro non passano, ne restano venti, l’83,3 per cento della storia disponibile. Venti mesi buoni valgono più di ventiquattro dubbi, e soprattutto sai quali sono.
La terza verifica della settimana chiude il cerchio: il ricavo camere ricostruito dal gestionale deve quadrare con il ricavo camere del conto economico, al netto dell’IVA e dell’imposta di soggiorno, che non è ricavo. Se i due numeri distano più di un punto percentuale, il problema non è nel revenue: è nel passaggio fra i due sistemi, e va risolto con l’amministrazione prima di scrivere qualunque previsione.
Settimana tre: prima il calendario della domanda, poi il comp set#
Il calendario della domanda è una riga per ogni notte dell’anno: giorno della settimana, eventi in città con la data certa, festività e ponti, chiusure e cantieri, vincoli di soggiorno applicati, e la fascia di domanda attesa. Si costruisce guardando i due anni buoni e chiedendo alla reception, che sa quali sono i giorni pieni molto prima di qualunque sistema.
| Fascia di domanda | Notti | Camere disponibili | Camere-notte vendute | Occupazione | ADR (euro) | Ricavo (euro) | Quota del ricavo |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Alta | 58 | 4.872 | 4.480 | 92,0% | 178,00 | 797.440 | 30,6% |
| Media-alta | 96 | 8.064 | 6.290 | 78,0% | 134,00 | 842.860 | 32,3% |
| Media | 118 | 9.912 | 6.540 | 66,0% | 108,00 | 706.320 | 27,1% |
| Bassa | 93 | 7.812 | 3.540 | 45,3% | 74,00 | 261.960 | 10,0% |
| Totale | 365 | 30.660 | 20.850 | 68,0% | 125,11 | 2.608.580 | 100,0% |
Le 154 notti di fascia alta e media-alta sono il 42,2 per cento dei giorni e producono il 62,9 per cento del ricavo camere. È lì che va il tempo, ed è lì che un errore di venti euro pesa il doppio. Le 93 notti di fascia bassa vendute al 45,3 per cento non sono un problema di prezzo: sono un problema di domanda, e si affrontano con strumenti diversi e tempi più lunghi.
Il gruppo di strutture con cui ti confronti arriva dopo il calendario, e non si sceglie sulla mappa. Si sceglie da tre fonti: le strutture che compaiono accanto alla tua nelle pagine dei portali per le date che ti interessano, quelle che i clienti nominano al banco e nelle recensioni quando spiegano perché hanno scelto, quelle che vendono lo stesso prodotto nelle stesse notti. Un comp set scelto per categoria e distanza produce confronti eleganti e inutili.
Settimana quattro: tre perdite misurate, una sola proposta#
L’ultima settimana serve a trasformare quattro settimane di lettura in numeri comparabili. Nella struttura di esempio ne escono tre.
Gruppi leisure nelle notti piene. Dodici delle 58 notti di fascia alta ospitano un gruppo con 22 camere a 87 euro, mentre la tariffa base di quelle notti sta a 178. Sono 264 camere-notte con una differenza di 91 euro l’una. Non tutte si sarebbero vendute al pubblico: ipotizzando che l’80 per cento sarebbe stato sostituito, la perdita è 19.219 euro.
Non rimborsabile aperto quando non serve. È la più grossa, e la meno visibile, perché un non rimborsabile che vende sembra sempre una buona notizia.
Quattro stelle di 84 camere: costo del non rimborsabile aperto nelle 58 notti piene
- Camere-notte vendute in non rimborsabile in quelle notti
- 640
- Tariffa media del non rimborsabile
- 126,00 euro
- Tariffa flessibile esposta nelle stesse notti
- 190,00 euro
- Probabilità di cancellazione del flessibile
- 14 per cento
- Quota di camere cancellate che si rivende
- 60 per cento
- Tariffa media della rivendita
- 165,00 euro
- Valore atteso di una camera-notte flessibile: 190,00 per 0,86 più 0,14 per 0,60 per 165,00
- 163,40 più 13,86 = 177,26 euro
- Differenza per camera-notte: 177,26 meno 126,00
- 51,26 euro
- Costo annuo della regola: 640 per 51,26
- 32.806 euro
Il conto tiene conto del vantaggio vero del non rimborsabile, cioè che non si cancella. Se lo si ignora, la differenza sembra 64 euro invece di 51,26 e la proposta si sgonfia alla prima obiezione di chi conosce la struttura.
Le notti vuote di bassa stagione. Portare le 93 notti di fascia bassa dal 45,3 al 50,0 per cento significa 366 camere-notte in più, 27.084 euro di ricavo lordo. Al netto di un costo variabile di 19 euro a camera venduta restano 20.130 euro di margine. È la perdita che sembra più facile da spiegare a una proprietà, ed è quella su cui hai meno controllo.
Il criterio di scelta non è la cifra più alta. È il rapporto fra quanto vale, quanto tempo serve a metterlo in atto e quanto costa tornare indietro. Le notti vuote richiedono domanda nuova: mesi, spesa, esito incerto. I gruppi richiedono di rinegoziare contratti firmati, e si potrà fare alla scadenza. Il non rimborsabile è una regola di distribuzione: si cambia in un pomeriggio, si misura in tre settimane sul pickup delle notti interessate, e se non funziona si rimette com’era il giorno dopo. Si propone quella.
Si propone una sola. Tre cambiamenti insieme sono indistinguibili: se il risultato peggiora non sai quale dei tre l’ha peggiorato, e la volta dopo nessuno ti lascia toccare niente.
Come si costruisce la fiducia con chi c’era prima#
Chi gestiva il prezzo prima di te non è un ostacolo: è l’unico archivio esistente delle ragioni non scritte. Il gruppo a 87 euro nelle notti piene può essere lì da otto anni perché copre le tre settimane peggiori di gennaio, e nessuno l’ha mai messo per iscritto.
Tre regole pratiche. Non correggere mai in riunione un numero di qualcun altro: prendi nota e chiedilo dopo, da solo. Chiedi sempre il perché prima di dire che è sbagliato, e chiedilo tre volte, perché la prima risposta è quasi sempre «si è sempre fatto così» e la terza è quella vera. E porta entro la seconda settimana il primo numero che dà ragione a loro: ce n’è sempre uno, e cercarlo cambia il tono di tutto il mese.
Quando arriva la proposta del quarto lunedì, non presentarla come tua. Nella maggior parte dei casi è una regola che qualcuno in quella struttura aveva già scritto per un altro periodo, e che tu stai estendendo. Farlo notare non è modestia tattica: rende la modifica di tutti, e una modifica di tutti sopravvive alla prima settimana storta.
Dove questo metodo non funziona#
Se la struttura è stagionale e apre fra due settimane, quattro settimane non ci sono. Il metodo si comprime in sei giorni, si accetta di lavorare su un solo anno di storico e si rinuncia al calendario completo, tenendo solo le notti di fascia alta. Vale la pena dirlo alla proprietà prima, non dopo.
Se lo storico non esiste — cambio di gestionale, struttura aperta da poco, estrazioni impossibili — il primo mese non è di verifica ma di costruzione, e la prima decisione misurabile arriva al terzo mese. Un mese di verifica su dati che non ci sono produce solo una relazione.
C’è però un limite meno atteso, ed è il più frequente. Il metodo presuppone che chi c’era prima abbia sbagliato in modo misurabile. Quasi mai è così. Molto più spesso non esiste un errore grosso: ce ne sono diversi piccoli, da qualche migliaio di euro l’uno, sparsi in punti che non si guardano insieme, e per sommarli serve più di un mese. Se alla quarta settimana non hai trovato niente che valga più dello 0,5 per cento del ricavo camere — nella struttura di esempio, 13.043 euro — la risposta corretta è dirlo. Inventare una proposta per giustificare il mese è il modo più veloce per bruciare il credito che hai appena costruito, perché quella proposta verrà misurata.
Infine, il metodo ha un costo suo: quattro settimane di sola osservazione consumano fiducia in una struttura che ti ha preso per fare qualcosa. Il rimedio non è accorciarle. È rendere visibile il lavoro consegnando un documento a settimana — l’inventario vero, la quadratura, il calendario, le tre perdite — così che nessuno debba fidarsi sulla parola.
Cosa fare lunedì mattina#
- Chiedi il numero che i report usano come denominatore dell’occupazione, e conta a mano le camere fuori servizio con la data di rientro accanto.
- Estrai dodici mesi di camere-notte e ricavo per codice tariffa, ordinali per camere-notte e cerchia i codici che hanno venduto meno dell’uno per cento.
- Calcola lo scarto di quadratura mese per mese sugli ultimi ventiquattro mesi e scrivi l’elenco dei mesi che superano il due per cento.
- Cerca i contratti firmati con i portali e con i tour operator e trascrivi in una riga sola commissione, parità, ultima camera disponibile e data di rinnovo.
- Apri un foglio con 365 righe e riempi solo le colonne certe: giorno della settimana, festività, eventi con data confermata, chiusure.
- Chiedi a chi gestiva il prezzo prima di te il perché delle tre cose che ti sembrano più strane, e scrivi le risposte senza commentarle.
- Quantifica tre perdite con lo stesso metodo, mettile in ordine di reversibilità e non di importo, e porta in riunione solo la prima.
- Fissa la data in cui misurerai l’effetto della proposta, prima di metterla in atto, e scrivi quale numero guarderai.
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