Dati e tecnologia

Igiene del dato: perché viene prima del pricing, sempre

Sei errori di registrazione che si trovano in quasi ogni PMS, ciascuno con l'effetto calcolato su una struttura di 90 camere, il modo per scoprirlo e il modo per correggerlo. In fondo, la checklist da rifare ogni mese.

15 min di lettura 3.074 parole

Prima di toccare un prezzo, controlla sei campi: quali camere stanno al denominatore dell’occupazione, che cosa è compreso nel ricavo camere, come sono registrate le camere di cortesia, dove finiscono i gruppi, in quale segmento cade ogni codice tariffa e come vengono chiuse cancellazioni e no-show. Sono sei controlli da mezza giornata. Se anche uno solo è sbagliato, l’RMS più costoso del mercato ottimizzerà con precisione la domanda sbagliata.

L’igiene del dato ha un problema di comunicazione: non produce niente di visibile. Nessuno si accorge di una mappatura sistemata, mentre tutti si accorgono di una tariffa alzata. Così le strutture comprano strumenti di pricing e non comprano mai le due settimane di lavoro noioso che li renderebbero utili. È un tema su cui in inglese si è scritto molto e in italiano quasi niente, il che non aiuta. Gli errori che seguono si trovano davvero aprendo un PMS, e l’ordine è per frequenza, non per gravità.

Tutti i conti sono costruiti sullo stesso caso: un quattro stelle di 90 camere in una città d’arte del centro Italia, un mese di 30 notti. Sono numeri ipotetici, coerenti fra loro, che servono a dare la misura di ciascun errore, con il modo per scoprirlo e il modo per correggerlo.

Base di calcolo: 90 camere, mese di 30 notti

camere fisiche
90
notti del periodo
30
camere-notte disponibili
90 × 30 = 2.700
camere-notte vendute a pagamento
2.000
ricavo camere netto
276.000 euro
ADR
276.000 / 2.000 = 138,00 euro
occupazione
2.000 / 2.700 = 74,07%
RevPAR
276.000 / 2.700 = 102,22 euro

1. Camere fuori uso lasciate nel denominatore sbagliato#

Nel mese sei camere sono fuori uso per il rifacimento dei bagni: 6 × 30 = 180 camere-notte che non potevi vendere. L’occupazione calcolata sulle 2.700 camere fisiche è 74,07%; quella calcolata sulle 2.520 camere-notte realmente vendibili è 79,37%. Cinque punti e tre decimi di differenza. Il RevPAR passa da 102,22 a 109,52 euro: 7,30 euro a camera disponibile.

Occnetta=VC×gF×100
Occ_netta = (V) / (C × g – F) × 100
Vcamere-notte venduteCcamere fisiche della strutturagnotti del periodoFcamere-notte fuori uso nel periodo
L'occupazione netta: quella che serve per decidere

Nessuna delle due è sbagliata: servono a cose diverse. La convenzione dei report di benchmarking tiene il totale fisico al denominatore, altrimenti chiudere un piano farebbe salire l’occupazione di tutti e il confronto fra strutture salterebbe. Internamente ti serve la versione netta, perché è quella che dice quanto inventario hai davvero da vendere. L’errore è non avere entrambe, o peggio mescolarle: budget costruito sul netto, consuntivo letto sul lordo, e a fine anno il gap si chiama “mercato debole”.

Come si scopre. Estrai per ogni giorno del mese il numero di camere in stato fuori uso e sommalo. Se il totale è zero, non è un buon segno: significa che nessuno registra lo stato, non che tutte le camere erano vendibili. Poi confronta il numero di camere disponibili che l’interfaccia manda al channel manager con le camere fisiche: se coincidono sempre, il fuori uso non sta uscendo dal sistema.

Come si corregge. Una sola persona apre e chiude gli stati fuori uso, con data di inizio e data di fine previste. Il report mensile riporta due righe di occupazione affiancate, lorda e netta, con la differenza in camere-notte. Chi legge il report vede subito quanto inventario è stato sottratto.

Il caso che costa di più

Le camere fuori uso non tolte dall’inventario che arriva all’RMS. Il motore vede 90 camere vendibili, ne conta 84 realmente offerte, calcola un’occupazione prevista più bassa di quella vera e abbassa i prezzi per riempire una capacità che non esiste. Su un fine settimana di alta domanda con sei camere in ristrutturazione, l’RMS può scontare esattamente nelle notti in cui saresti andato al completo. L’errore non compare da nessuna parte: il consuntivo mostra occupazione alta e ADR basso, e viene letto come “mercato aggressivo”.

2. Imposta di soggiorno e IVA dentro l’ADR#

L’imposta di soggiorno non è un tuo ricavo: la incassi per conto del comune e la riversi. Se resta dentro il ricavo camere, l’ADR è gonfiato di un importo che non hai. Lo stesso vale per l’IVA sull’alloggio, che in Italia è al 10%: un ADR di 138,00 euro registrato al lordo diventa 151,80 euro, e ogni confronto con il comp set o con l’anno scorso è rovinato.

ADR=RTIN
ADR = (R – T – I) / (N)
Rincasso totale attribuito alle camere, in euroTimposta di soggiorno raccolta nel periodo, in euroIIVA sull'alloggio, in euroNcamere-notte vendute a titolo oneroso
L'ADR che si può confrontare con qualcosa

Nella struttura di riferimento l’imposta è 3,00 euro a persona a notte e l’occupazione media è 1,7 persone per camera: 5,10 euro per camera-notte venduta, 10.200 euro nel mese.

Imposta di soggiorno lasciata dentro il ricavo camere

imposta per camera-notte
3,00 × 1,7 = 5,10 euro
imposta raccolta nel mese
5,10 × 2.000 = 10.200 euro
ricavo camere registrato per errore
276.000 + 10.200 = 286.200 euro
ADR apparente
286.200 / 2.000 = 143,10 euro
sovrastima dell’ADR
5,10 euro, cioè il 3,70%
RevPAR apparente
286.200 / 2.700 = 106,00 euro
sovrastima del RevPAR
3,78 euro

La parte insidiosa non è la sovrastima media: è che non è uniforme. L’imposta è per persona, l’ADR è per camera. Una camera occupata da tre persone porta 9,00 euro di imposta, il 6,52% dell’ADR; una singola business ne porta 3,00, il 2,17%. Il segmento famiglie risulta così più redditizio di quanto sia, e il corporate meno. Chi decide il business mix su questi numeri sposta risorse nella direzione sbagliata.

distorsione=t×pADR×100
distorsione = (t × p) / (ADR) × 100
timposta per persona per notte, in europpersone per cameraADRtariffa media netta, in euro
Di quanto gonfia l'ADR l'imposta lasciata dentro, segmento per segmento

Come si scopre. Prendi una prenotazione qualsiasi e ricostruisci a mano il conto: tariffa esposta, imposta, IVA, totale pagato. Poi cerca ciascuno di questi importi nel report di produzione. Se il totale del report coincide con il totale pagato dal cliente, l’ADR è lordo. Verifica anche la coerenza fra canali: i portali riportano quasi sempre importi al lordo della commissione e con regole proprie sull’imposta, e il channel manager può scrivere nel PMS un valore diverso da quello del canale diretto.

Come si corregge. Conti separati: ricavo camere, imposta di soggiorno, IVA, extra. L’ADR usato per il pricing si calcola solo sul primo. Se il PMS non permette la separazione a monte, la si fa a valle nel report, ma va documentata: chi legge deve sapere quale ADR sta guardando.

3. Camere di cortesia e house use contate come vendute#

Nel mese ci sono 24 camere-notte offerte a clienti (inviti, compensazioni per un disservizio) e 12 di house use per il personale. Sono 36 camere-notte occupate a ricavo zero. Se finiscono fra le vendute, le camere vendute diventano 2.036 e l’ADR scende a 135,56 euro: 2,44 euro di sottostima, l’1,77%. L’occupazione sale dal 74,07% al 75,41%.

La cosa da notare è che il RevPAR non si muove: resta 102,22 euro, perché né il ricavo né le camere disponibili sono cambiati. L’errore sposta ADR e occupazione in direzioni opposte e lascia intatto l’indicatore che tutti guardano. Si nasconde nel KPI di sintesi e avvelena i due che servono a decidere, oltre agli indici di penetrazione costruiti su di essi.

Esiste anche la versione opposta, altrettanto diffusa: la camera di cortesia registrata al prezzo di listino per “giustificarla” nel gestionale. Con 36 camere-notte a 190,00 euro entrano 6.840 euro di ricavo che non esiste, e l’ADR apparente sale a 138,92 euro.

Come si scopre. Filtra le prenotazioni con tariffa uguale a zero e contale. Poi filtra le prenotazioni con codice tariffa di cortesia o house use e confronta i due elenchi: se non coincidono, qualcuna è registrata a un prezzo. Terzo controllo: somma delle camere vendute per segmento contro camere vendute totali; le camere gratuite tendono a comparire in un segmento e a sparire dall’altro.

Come si corregge. Codici tariffa dedicati, esclusi dal calcolo di ADR e camere vendute e conteggiati in una riga propria. Il report mensile riporta il rapporto di camere gratuite come numero a sé: quante camere-notte sono state regalate e da chi sono state autorizzate. Le camere restano occupate ai fini di housekeeping e di previsione delle colazioni, ma non entrano nella tariffa media.

4. Gruppi non separati dal transient#

Nel mese di riferimento 300 camere-notte sono di un congresso a 96,00 euro netti, per 28.800 euro. Le restanti 1.700 camere-notte transient fanno 247.200 euro, cioè un ADR di 145,41 euro. L’ADR complessivo di 138,00 euro non descrive nessuno dei due: è 7,41 euro sotto il transient e 42,00 sopra il gruppo.

Il danno vero non è nel consuntivo, è nella lettura giornaliera. Prendi un mercoledì con 55 camere occupate dal gruppo a 96,00 euro e 20 camere transient vendute a 150,00 euro.

Un mercoledì con un gruppo dentro, letto in due modi

camere del gruppo
55 × 96,00 = 5.280 euro
camere transient
20 × 150,00 = 3.000 euro
totale camere occupate
75
ADR complessivo
8.280 / 75 = 110,40 euro
occupazione
75 / 90 = 83,3%
camere realmente in vendita
90 – 55 = 35
occupazione transient
20 / 35 = 57,1%
camere ancora da vendere
15

Letto in modo aggregato il giorno è pieno all’83% e non richiede attenzione. Letto correttamente ha 15 camere invendute su 35 vendibili e un ADR transient che non è sceso di un centesimo. Sono due decisioni opposte: nel primo caso non tocchi niente, nel secondo apri o abbassi in modo mirato. E l’anno prossimo, senza il gruppo, quel mercoledì mostrerà un ADR di 150,00 contro 110,40 e qualcuno scriverà che l’ADR è cresciuto del 36%.

Come si scopre. Chiedi il pickup degli ultimi sette giorni separato per gruppi e individuali. Se il report non lo produce, il problema esiste già. Poi cerca nel calendario le date con una concentrazione anomala di camere sullo stesso codice tariffa o sulla stessa azienda: sono gruppi che circolano come transient.

Come si corregge. Ogni prenotazione multipla con contratto, allotment o fatturazione unica va marcata come gruppo alla creazione, non a posteriori. Il calendario di disponibilità che guarda chi fa i prezzi mostra due righe: camere totali e camere realmente in vendita al netto dei blocchi di gruppo. Le curve di prenotazione e i pickup vanno costruiti sul transient, perché i gruppi hanno un lead time e una logica diversi e sporcano ogni previsione in cui entrano.

5. Lo stesso codice tariffa in due segmenti diversi#

È l’errore più silenzioso di tutti, perché non tocca nessun indicatore di sintesi. Il totale del ricavo è giusto, il totale delle camere è giusto, è solo attribuito male.

Il caso classico: il codice tariffa di un cliente corporate viene mappato su “Corporate” quando la prenotazione arriva dal canale diretto, e finisce in un segmento residuale quando la stessa azienda prenota tramite la sua agenzia viaggi sul GDS. Su base annua quel cliente vale 1.400 camere-notte a 118,00 euro netti, cioè 165.200 euro. Il report ne mostra 900 per 106.200 euro: 500 camere-notte e 59.000 euro finiscono altrove, il 35,7% del cliente sparisce.

Alla stagione RFP quel conto arriva sul tavolo. Il cliente sembra il nono per volume invece del terzo, ottiene una tariffa peggiore o gli viene negata la disponibilità garantita sull’ultima camera, e l’anno dopo se ne va. Nessun indicatore ha mai segnalato niente.

La variante altrettanto comune: la tariffa pacchetto mappata come leisure diretto nel PMS e come intermediato nel channel manager, così i due sistemi raccontano due business mix diversi e le riunioni si trasformano in discussioni su quale report abbia ragione.

Come si scopre. Costruisci una tabella incrociata camere vendute per codice tariffa e per segmento, su dodici mesi. Ogni codice tariffa che compare in più di un segmento è un difetto, senza eccezioni. Secondo controllo: conta i codici tariffa attivi. Una struttura di 90 camere che ne ha duecento ha soprattutto codici morti, e ogni codice morto è un’occasione di mappatura sbagliata quando qualcuno lo riesuma.

Come si corregge. Una sola tabella di mappatura, con un proprietario dichiarato, che vive in un posto solo: gli altri sistemi la leggono, non la riscrivono. Ogni nuovo codice tariffa nasce con segmento e canale già assegnati, e non si apre un codice senza che qualcuno lo autorizzi. I codici inattivi da più di dodici mesi si chiudono.

Non riscrivere lo storico senza lasciare traccia

Quando si sistema una mappatura sbagliata, la tentazione è di applicarla retroattivamente a tutto lo storico per avere serie pulite. Il risultato è che i confronti anno su anno di tutti i report già distribuiti cambiano da un giorno all’altro, e nessuno sa più quale versione ha in mano. La correzione va datata: la mappatura nuova vale dal primo giorno del mese successivo, lo storico resta com’è, e accanto alla serie si annota la data del cambio e il suo effetto stimato. Una serie sporca ma documentata è utilizzabile; una serie pulita che cambia in silenzio no.

6. Cancellazioni registrate come no-show#

Sono due eventi diversi con due conseguenze diverse: una cancellazione libera l’inventario in anticipo e può essere rivenduta, un no-show lo brucia. Metterli nello stesso contenitore, o scambiarli, rovina l’unico dato su cui si costruisce l’overbooking.

Nel mese di riferimento arrivano 2.300 camere-notte lorde. Le cancellazioni vere sono 260 e i no-show veri 40, per 2.000 camere-notte realizzate. Se 90 cancellazioni tardive, quelle arrivate dopo la scadenza della penale o il giorno stesso, vengono chiuse come no-show perché è più comodo applicare l’addebito, i numeri diventano questi.

Novanta cancellazioni tardive chiuse come no-show

camere-notte prenotate lorde
2.300
cancellazioni vere
260
no-show veri
40
cancellazioni riclassificate per errore
90
tasso di cancellazione vero
260 / 2.300 = 11,30%
tasso di cancellazione riportato
170 / 2.300 = 7,39%
tasso di no-show vero
40 / 2.300 = 1,74%
tasso di no-show riportato
130 / 2.300 = 5,65%

Ora costruisci l’overbooking su quei numeri. Su una notte al completo di 90 camere, un tasso di no-show del 5,65% suggerisce di sovravendere circa 5 camere; il tasso vero dell’1,74% ne suggerisce circa 1,6. La differenza è di circa 3,5 camere per notte piena che dovrai spostare altrove. Con un costo del walk di 210 euro fra sistemazione alternativa, trasferimento e recupero della relazione, sono circa 740 euro per ogni notte al completo. Su un mese con sei notti piene, oltre 4.400 euro.

L’errore inverso, il no-show chiuso come cancellazione, ha un costo diverso: le penali non vengono addebitate e il tasso di cancellazione appare più alto del reale, spingendo verso politiche più rigide di quanto serva.

Come si scopre. Confronta il numero di record con stato no-show e il numero di addebiti di penale effettivamente tentati al night audit. Un no-show senza tentativo di addebito è quasi sempre una cancellazione tardiva mal registrata. Secondo controllo, sui tempi: una cancellazione con orario successivo alla chiusura di giornata della data di arrivo è un no-show; un no-show con richiesta di cancellazione registrata prima della scadenza della penale è una cancellazione.

Come si corregge. Definizione scritta e appesa in ricevimento: la cancellazione è la comunicazione ricevuta prima della chiusura di giornata della data di arrivo, qualunque sia la penale; il no-show è l’assenza senza comunicazione. La penale si applica in base alla politica tariffaria, non in base allo stato, così nessuno ha più motivo di forzare lo stato per far partire un addebito.

Due errori minori che si trovano comunque quasi sempre#

Il primo: la data di prenotazione sovrascritta a ogni modifica. Molti sistemi aggiornano il campo quando la prenotazione viene toccata, e così una prenotazione fatta a gennaio per agosto e modificata a luglio risulta prenotata a luglio. La curva di prenotazione si schiaccia verso la data di soggiorno, il lead time medio crolla e ogni previsione basata sul ritmo di raccolta diventa inutile. Si scopre guardando la distribuzione del lead time: un picco anomalo fra zero e due giorni che non corrisponde a quello che vedi in ricevimento è il segnale. Si corregge tenendo due campi distinti, data di creazione e data di ultima modifica, e costruendo curve e pickup sulla prima.

Il secondo: il numero di ospiti lasciato al valore predefinito. Il campo viene compilato in automatico a due persone e nessuno lo corregge, perché non serve per far entrare il cliente in camera. Ma da quel campo dipendono l’imposta di soggiorno riversata, la previsione delle colazioni, il calcolo della doppia occupazione e il ricavo per ospite. Si scopre confrontando le persone dichiarate nel PMS con le persone comunicate al portale della questura o con le colazioni servite: uno scarto sistematico dice che il campo non è compilato. Si corregge rendendolo obbligatorio al check-in.

Che cosa muove ciascun errore#

Errore Effetto su ADR Effetto su occupazione Decisione che va storta
Fuori uso nel denominatore nessuno -5,3 punti Previsione e apertura delle tariffe
Imposta di soggiorno dentro l’ADR +5,10 euro nessuno Confronto fra segmenti e con il comp set
Cortesia e house use fra le vendute -2,44 euro +1,3 punti Indici di penetrazione e obiettivi di ADR
Gruppi dentro il transient -7,41 euro (transient) nessuno Prezzo giornaliero e lettura del pickup
Codice tariffa in due segmenti nessuno nessuno Trattativa corporate e business mix
Cancellazione chiusa come no-show nessuno nessuno Livello di overbooking

Le due righe più pericolose sono le ultime, quelle senza effetto sui numeri di sintesi. Un errore che sposta l’ADR prima o poi salta all’occhio; un errore che lascia tutti i totali corretti e mente solo sull’attribuzione può restare in piedi per anni.

La verifica del primo lunedì del mese#

  1. Somma le camere-notte fuori uso del mese appena chiuso e riporta l’occupazione in due versioni, lorda e netta, con la differenza in camere-notte. Un totale pari a zero va indagato, non festeggiato.
  2. Ricostruisci a mano il conto di una prenotazione presa a caso e verifica che nel report il ricavo camere sia al netto di IVA, imposta di soggiorno ed extra. Cambia canale ogni mese: diretto, portale, GDS, agenzia.
  3. Estrai le prenotazioni a tariffa zero e quelle con codice di cortesia o house use, e verifica che i due elenchi coincidano e che nessuna delle due entri nel calcolo dell’ADR.
  4. Controlla che ogni prenotazione con contratto o allotment sia marcata come gruppo, e che il calendario di disponibilità mostri le camere realmente in vendita al netto dei blocchi.
  5. Costruisci la tabella incrociata codice tariffa per segmento sugli ultimi dodici mesi: ogni codice presente in più di un segmento va corretto, con la correzione datata a partire dal mese successivo.
  6. Confronta il numero di no-show registrati con il numero di penali effettivamente tentate al night audit. Ogni scostamento è una cancellazione tardiva travestita.
  7. Guarda la distribuzione del lead time e cerca il picco fra zero e due giorni: se non corrisponde a quello che vedi al banco, la data di prenotazione viene sovrascritta.
  8. Chiudi i codici tariffa senza produzione da oltre dodici mesi e annota su un registro unico ogni modifica di mappatura, con data ed effetto atteso, così chi leggerà le serie fra un anno saprà che cosa è successo.

Da leggere dopo