Rate code

Codice tariffa

L'identificativo tecnico con cui il PMS, il CRS e il channel manager riconoscono una tariffa. È l'etichetta che collega prezzo, condizioni, segmento di appartenenza e canale di vendita in tutte le statistiche.

Che cos’è

Il rate code è la parte meno affascinante e più decisiva dell’architettura tariffaria. È il codice, spesso otto o dieci caratteri, che il sistema associa a ogni prenotazione: BARFLEX, NRF30, CORPFIAT, GRP2026, TOALPI. Da quel codice discendono il prezzo applicato, le condizioni di cancellazione, la commissione da riconoscere, il segmento in cui la prenotazione finirà nei report e, di conseguenza, tutte le analisi di revenue management.

Il punto critico è proprio quest’ultimo. Se il codice è mappato male, non è sbagliato un numero: è sbagliata tutta la lettura del business. Una tariffa corporate mappata come leisure sposta ricavo da un segmento all’altro, falsa il mix, falsa il confronto con l’anno precedente e porta a decisioni di prezzo prese su dati inesistenti. Il revenue management non ha modo di accorgersene, perché i totali tornano.

La buona pratica è una nomenclatura parlante e stabile, decisa una volta e mai più cambiata a metà anno. Un codice dovrebbe far capire a colpo d’occhio a quale famiglia appartiene la tariffa, che condizioni ha e a quale segmento va attribuita.

Come si usa

Serve una struttura a blocchi. Un prefisso per la famiglia, un suffisso per la condizione, e una tabella di mappatura verso il segmento statistico tenuta fuori dal PMS, in un foglio che qualcuno mantiene davvero.

Nomenclatura a blocchi

BAR-FLEX-BB
tariffa base flessibile con colazione, segmento transient leisure
BAR-NRF-BB
tariffa base non rimborsabile, segmento transient leisure
COR-ROSSI-BB
tariffa negoziata azienda Rossi, segmento corporate
GRP-2026-0412
blocco gruppo del 12 aprile 2026, segmento gruppi
TOP-ALPITOUR-STA
tariffa statica tour operator, segmento non yieldable
5 famiglie, un solo criterio di lettura, mappatura segmenti univoca

Lunedì mattina estrai la lista dei rate code che hanno prodotto almeno una prenotazione negli ultimi dodici mesi e affianca a ognuno il segmento a cui è mappato. Tre controlli: nessun codice senza segmento, nessun codice che finisce in un segmento diverso da quello che il nome suggerisce, nessun codice duplicato con nomi diversi. In un hotel che non lo ha mai fatto, saltano fuori in media dieci o quindici anomalie.

Da non confondere con

Il rate code non è il piano tariffario. Il rate plan è il prodotto commerciale, con la sua logica di prezzo e le sue condizioni; il rate code è l’etichetta tecnica che lo identifica nei sistemi. Un solo rate plan può avere più rate code, per esempio uno per canale, e questa è proprio la ragione per cui la mappatura va tenuta sotto controllo.

L'errore tipico

Creare un rate code nuovo ogni volta che serve una promozione. Il caso classico è la tariffa di un ponte creata al volo dal ricevimento con un codice tipo PASQUA24, mappata di default sul primo segmento della lista. A fine anno il segmento leisure risulta cresciuto del 9% e nessuno riesce a spiegare perché: sono ventidue codici estemporanei che hanno raccolto ricavo corporate e gruppi. Il rimedio è semplice e antipatico: il permesso di creare rate code sta in una sola mano.

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