Il calendario della domanda: il documento che dovrebbe esistere in ogni struttura
Sei colonne, cinque livelli e una formula per stimare quante camere-notte muove davvero un evento. Con una settimana compilata riga per riga e il collegamento diretto al listino e ai controlli di soggiorno.
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Il calendario della domanda è un file con trecentosessantacinque righe e sei colonne: data, livello della giornata, eventi con il loro raggio di influenza, riferimento storico, stato attuale delle prenotazioni, nota. Risponde a una domanda sola, per ogni giorno dell’anno: questa data è forte, normale o debole, e quanto lo sappiamo con certezza. Da lì discendono prezzo, controlli di soggiorno e apertura dei canali.
Quasi nessuna struttura ce l’ha. Ci sono il calendario delle festività appeso in ufficio, la mail dell’ente fiera, il messaggio in cui qualcuno ricorda che a maggio c’è il congresso, la memoria della capo ricevimento che lavora lì da undici anni. Sono informazioni vere sparse in cinque posti, il che equivale a non averle: nel momento in cui si decide la tariffa del 14 ottobre, chi decide non le ha davanti.
Il calendario della domanda non è uno strumento di previsione, è un documento di memoria. Serve a fare in modo che quello che la struttura ha capito l’anno scorso resti leggibile da chiunque apra il file, compreso chi è arrivato tre mesi fa e chi arriverà l’anno prossimo.
Struttura di riferimento per tutti i conti che seguono: un tre stelle superiore di 60 camere in una città di provincia del Nord Italia, con un quartiere fieristico a quattro chilometri e un ospedale universitario, aperto tutto l’anno, occupazione annua del 66%, cioè 14.454 camere-notte vendute su 21.900 disponibili e una media di 39,6 camere vendute al giorno.
Le sei colonne, e che cosa ci va dentro#
| Colonna | Che cosa contiene | Errore tipico |
|---|---|---|
| Data | Data, giorno della settimana scritto per esteso, numero della settimana | Confrontare con l’anno prima allineando le date invece dei giorni della settimana |
| Livello | Uno dei cinque valori previsti, e niente altro | Usare aggettivi liberi come buono o discreto, che nessun altro sa tradurre in una tariffa |
| Eventi e raggio | Nome, date di inizio e fine, distanza dalla struttura, camere-notte stimate | Scrivere il nome dell’evento senza la stima |
| Riferimento storico | Camere-notte vendute nella giornata equivalente degli anni precedenti, con la marcatura dei giorni esauriti | Copiare il venduto senza segnalare il tutto esaurito |
| Stato attuale | Camere-notte già confermate a oggi, e a quanti giorni dall’arrivo | Aggiornarlo a mano e dimenticarsene per tre settimane |
| Nota | Una riga in italiano, scritta da chi c’era | Lasciarla vuota |
La colonna che tutti saltano è l’ultima, ed è quella che fa la differenza fra un foglio di numeri e un documento. «Il venerdì dopo la fiera è sempre vuoto, gli espositori smontano e ripartono» è una frase che vale più di tre colonne di percentuali, perché contiene la causa. Chi legge solo il numero vede un venerdì debole e pensa a una promozione; chi legge la nota capisce che quella giornata non ha domanda da comprare a nessun prezzo.
La colonna del riferimento storico ha una regola tecnica che va rispettata da subito: i giorni in cui la struttura ha esaurito vanno marcati. Il venduto di una giornata esaurita non è la domanda di quella giornata, è la capacità. Senza quella marcatura, ogni anno il calendario sottostima le giornate migliori, e la sottostima si trasmette al prezzo.
I cinque livelli, e perché cinque bastano#
Il livello si assegna confrontando la domanda attesa con la capacità della struttura, non con la media dell’anno.
| Livello | Domanda attesa | Camere-notte su 60 | La decisione che comporta |
|---|---|---|---|
| 1. Vuoto strutturale | sotto il 40% | fino a 23 | Non si difende la tariffa, si difende il costo: si accetta volume purché copra il costo variabile per camera |
| 2. Debole | 40-64% | 24-38 | Tariffa base, offerte con condizione di prepagato, tutti i canali aperti, nessun vincolo |
| 3. Normale | 65-84% | 39-50 | Listino ordinario, controlli spenti, si lascia lavorare la curva di prenotazione |
| 4. Forte | 85-100% | 51-60 | Un gradino sopra il listino, si chiudono le tariffe scontate, vincoli solo se il giorno accanto regge |
| 5. Compressione | oltre il 100% | oltre 60 | Tariffa massima, soggiorno minimo, si valuta la chiusura dei canali più cari e un margine di sovraprenotazione |
Cinque livelli perché le decisioni disponibili sono cinque. Un sesto livello dovrebbe portare a un’azione diversa dal quinto, e non esiste: sopra la capacità c’è solo la capacità. Con quattro livelli saresti costretto a fondere le giornate all’85-100% con quelle sopra il 100%, e sono proprio le due che hanno la politica di vincoli più opposta: sulla prima un soggiorno minimo lascia camere invendute, sulla seconda le ripaga.
I tagli percentuali fra i livelli non vengono da nessuna statistica di settore: li ho scelti per questa struttura e vanno rifatti per la tua. Il criterio non è statistico, è operativo: sposta il confine finché due giornate classificate allo stesso livello meritano davvero la stessa tariffa. Se ti accorgi di prezzare in modo diverso due giornate di livello 3, il confine è nel posto sbagliato.
Costruirlo la prima volta, e poi tenerlo vivo#
La prima compilazione parte dallo storico, non dal calendario delle feste#
L’ordine giusto è: prima i numeri, poi le cause. Si estraggono dal gestionale le camere-notte vendute per ogni singola data degli ultimi tre anni, si allineano per giorno della settimana e per posizione rispetto alle festività mobili, e per ogni giornata si prende la mediana dei tre valori. La mediana e non la media, perché un anno solo con un evento straordinario o con una chiusura sposta la media e non sposta la mediana.
Un esempio concreto di quanto conta. Per un martedì di metà ottobre i tre anni danno 30, 52 e 60 camere-notte vendute. La media è 47,3 e porta la giornata al livello 3; la mediana è 52 e la porta al livello 4. Sono due tariffe diverse. La domanda giusta non è quale delle due statistiche sia migliore in astratto, è perché quell’anno furono 30: se in quella settimana metà camere erano in ristrutturazione, quel valore va escluso e non mediato, e restano 52 e 60.
Solo dopo si sovrappongono le cause: festività civili e religiose, ferie scolastiche della regione e delle regioni di provenienza, ponti, fiere e congressi con le date confermate, eventi cittadini ricorrenti, stagione climatica tipica. Ogni causa si scrive nella colonna eventi con la sua stima, e ogni giornata in cui la causa non spiega il numero storico prende una nota.
L’aggiornamento avviene in tre momenti, non in uno#
Il primo è settimanale e riguarda una sola colonna, lo stato attuale: si aggiorna con un’estrazione dal gestionale, non a mano. Il secondo avviene il giorno dopo ogni giornata di livello 4 o 5: si scrive la nota finché il ricordo è fresco e si registra il numero di richieste rifiutate, che è l’unico dato che non si può recuperare a posteriori. Il terzo è annuale, a chiusura d’esercizio: si consolida lo storico, si ricalcolano le mediane e si rivedono i livelli dell’anno successivo.
Il secondo momento è quello che salta per primo e senza il quale il documento muore in due stagioni. Registrare i rifiuti costa trenta secondi al ricevimento e produce l’unica informazione che il gestionale non contiene: la domanda al netto dei rifiuti.
Quante camere-notte muove davvero un evento#
Un evento entra nel calendario con una stima o non entra. Scrivere il nome e basta è peggio che non scriverlo, perché produce una reazione automatica di chi prezza senza darle una misura.
Per la fiera di ottobre della nostra città: 4.200 visitatori professionali attesi, una quota che pernotta fuori casa stimata al 35% perché il bacino di provenienza è in buona parte regionale, 2,1 notti medie per chi pernotta, 1,15 occupanti per camera perché quasi tutti viaggiano soli. Il conto dà 2.684 camere-notte su tutto il bacino di alloggio nei tre giorni.
Quel numero non è ancora nostro. Entro venticinque minuti di auto dal quartiere fieristico ci sono circa 3.400 camere, cioè 10.200 camere-notte disponibili sulle tre notti. La nostra quota di capacità è , che applicata alle 2.684 camere-notte dà 47 camere-notte sui tre giorni. Sedici a notte, se si dividesse in parti uguali. Questo è il numero che si scrive nella colonna eventi la prima volta.
Dal secondo anno in poi si verifica dal basso, e il risultato è quasi sempre istruttivo.
Fiera di ottobre, tre stime a confronto, struttura di 60 camere
- Stima dall’alto: 4.200 x 0,35 x 2,1 / 1,15
- 2.684 camere-notte nel bacino
- Nostra quota di capacità: 60 su 3.400
- 1,76%
- Vendute nei tre giorni di fiera l’anno scorso
- 60 + 60 + 55 = 175
- Vendute nel martedì-giovedì di una settimana ordinaria
- 46 + 45 + 43 = 134
- Richieste rifiutate nei tre giorni
- 11 + 8 + 0 = 19
- Domanda al netto dei rifiuti
- 71 + 68 + 55 = 194
- Camere-notte attese per noi sui tre giorni
- 47
- Incremento misurato sul venduto
- 41 camere-notte
- Incremento sulla domanda reale
- 60 camere-notte
Tre numeri: 41, 47 e 60. Il primo è sbagliato per difetto perché due delle tre notti erano esaurite e il venduto misurava la capacità. Il terzo è il più vicino al vero, ma dipende da quanto bene il ricevimento ha contato i rifiuti. Il secondo, che è la stima fatta a tavolino senza guardare i nostri dati, cade in mezzo agli altri due: è la conferma che il metodo dall’alto vale come primo colpo.
Quello che si scrive nel calendario, allora, non è un numero ma una banda: fra 41 e 60 camere-notte sui tre giorni. Distribuita sulle tre notti secondo il comportamento noto, cioè con il calo dell’ultimo giorno quando il salone chiude nel pomeriggio, diventa più 25 il martedì, più 23 il mercoledì, più 12 il giovedì. Sommate alla base ordinaria di 46, 45 e 43 danno 71, 68 e 55 camere-notte di domanda attesa contro 60 camere disponibili. Due giornate di livello 5 e una di livello 4, decise da un conto e non da una sensazione.
L'evento segnato senza la stima
Nel calendario c’è scritto «Fiera, 14-16 ottobre» e niente altro. Chi prezza legge il nome, alza del trenta per cento tutta la settimana e chiude le tariffe scontate anche il venerdì 17, che con la fiera non c’entra nulla perché il salone chiude giovedì alle diciassette. Il venerdì 17 nella nostra struttura è una giornata di livello 2, con 31 camere-notte di storico su 60 disponibili: alzare la tariffa quel giorno non porta una camera in più e ne toglie qualcuna. L’errore funziona anche al contrario. Un congresso di 300 partecipanti all’ospedale universitario, con una quota di pernottanti stimata al 12% e 1,4 notti a testa, genera nel bacino 300 x 0,12 x 1,4 / 1,05 = 48 camere-notte, cioè meno di una camera-notte per noi. Sul calendario le due righe si somigliano: c’è scritto il nome di un evento. Nella realtà una vale 60 camere-notte e l’altra ne vale zero.
Una settimana compilata#
| Data | Livello | Eventi e raggio | Storico | Stato a -30 gg | Nota |
|---|---|---|---|---|---|
| lun 13 ott | 3 Normale | – | 44 | 21 | Rientro corporate, arrivi quasi tutti dopo le 20 |
| mar 14 ott | 5 Compressione | Fiera, 4 km, +25 camere-notte | 60, esaurito | 47 | Domanda stimata 71, 11 richieste rifiutate l’anno scorso |
| mer 15 ott | 5 Compressione | Fiera, 4 km, +23 camere-notte | 60, esaurito | 44 | Domanda stimata 68, 8 richieste rifiutate |
| gio 16 ott | 4 Forte | Fiera ultimo giorno, chiude alle 17, +12 | 55 | 33 | Molti espositori ripartono in giornata |
| ven 17 ott | 2 Debole | – | 31 | 12 | Il venerdì dopo la fiera è sempre vuoto, si smonta |
| sab 18 ott | 3 Normale | – | 47 | 19 | L’anno scorso c’era un matrimonio in centro, quest’anno non risulta |
| dom 19 ott | 1 Vuoto | – | 18 | 6 | Nessuna leva di prezzo, si presidia solo il costo |
Lo storico della settimana somma 315 camere-notte su 420 disponibili, cioè il 75,0% di occupazione. È il numero che comparirebbe nel rapporto settimanale, ed è un numero che non esiste in nessuno dei sette giorni: due giornate stanno sopra la capacità e una sta sotto un terzo. Ogni decisione presa sul 75% è sbagliata su sei giorni su sette.
Lo stato a trenta giorni dall’arrivo somma 182 camere-notte, il 43,3%. Anche qui il totale dice poco e il dettaglio dice tutto. Il martedì ha già 47 camere confermate su una domanda finale stimata a 71: quella è la giornata dove si può ancora sbagliare per difetto, cioè vendere troppo presto e troppo a buon mercato le tredici camere che restano. Il venerdì ha 12 camere su uno storico di 31: è la giornata dove si può sbagliare per eccesso, tenendo alta una tariffa che non ha compratori. Sono due errori opposti nella stessa settimana, e senza il calendario si prendono tutti e due.
Dal livello al listino e ai controlli#
| Livello | Tariffa | Controlli di soggiorno | Canali e sovraprenotazione |
|---|---|---|---|
| 1 | La minima difendibile, comunque sopra il costo variabile per camera venduta | Nessuno | Tutti aperti, anche i più cari; nessuna sovraprenotazione |
| 2 | Base di listino | Nessuno | Tutti aperti, offerte legate al prepagato |
| 3 | Listino ordinario | Nessuno | Tutti aperti; sovraprenotazione solo pari alle cancellazioni attese |
| 4 | Un gradino sopra il listino | Solo se entrambi i giorni adiacenti sono di livello 3 o superiore | Si chiudono le tariffe scontate |
| 5 | Massima del listino | Soggiorno minimo di due notti se anche il giorno accanto è 4 o 5 | Si valuta la chiusura dei canali più costosi |
La riga che conta è quella dei controlli, perché è dove il calendario evita l’errore più caro. Sul martedì 14 e sul mercoledì 15, entrambi di livello 5, un soggiorno minimo di due notti non costa nulla: la domanda supera la capacità su entrambe le notti e chi viene per la fiera resta due notti comunque.
Sul giovedì 16 la situazione si rovescia. Il giovedì è di livello 4 e il venerdì è di livello 2. Un soggiorno minimo di due notti applicato al giovedì obbliga chi arriva a comprare anche il venerdì, cioè una notte che quasi nessuno vuole. Le 8 richieste di una notte sola che il ricevimento riceverebbe verrebbero rifiutate per proteggere soggiorni di due notti che non arrivano: otto camere a tariffa piena perse per zero camere guadagnate. È un conto che si fa solo se il livello del giorno accanto è scritto da qualche parte, ed è per questo che il calendario e il listino sono lo stesso lavoro.
Dove il calendario sbaglia#
Il primo limite è di definizione: il livello misura domanda, non ricavo. Una giornata di livello 5 la cui capacità è stata venduta otto mesi prima a tariffa bassa resta una giornata di livello 5 nel calendario, ed è stata una giornata persa nel conto economico. Il calendario dice dove c’era domanda, mai dove hai guadagnato. Le due letture vanno tenute separate, altrimenti si finisce per compiacersi di un’estate piena e mal venduta.
Il secondo limite è meno evidente e più serio: il calendario si autoconferma. Se classifichi una giornata al livello 2, per quel motivo abbassi la tariffa e apri tutti i canali, l’anno dopo lo storico di quella giornata sarà alto e la classificherai 3. La colonna del venduto registra il risultato delle tue decisioni, non la domanda del mercato. È la ragione per cui la colonna dei rifiuti e la colonna della nota valgono più di quella del venduto: sono le uniche due che contengono informazione che non hai prodotto tu. Una struttura che compila il calendario per cinque anni usando solo il venduto costruisce una fotografia molto precisa delle proprie abitudini di prezzo.
Il terzo limite riguarda i primi anni. Un evento nuovo non ha storico per definizione, e un evento che quest’anno non si ripete lascia nello storico un picco che non tornerà. Su queste due situazioni il calendario è cieco e va scavalcato a mano: l’evento nuovo entra con la stima dall’alto, anche larga, e l’evento sparito va marcato nella riga storica in modo che nessuno lo usi come riferimento l’anno dopo.
C’è infine una soglia dimensionale sotto la quale la classificazione a cinque livelli non regge. In una struttura di 8 unità, una unità-notte vale 12,5 punti di occupazione: i confini fra livelli distano meno di due unità l’uno dall’altro e diventano rumore. Sotto la ventina di unità si usano tre livelli, debole, normale e forte, e si accetta di perdere finezza. Meglio tre livelli usati che cinque livelli che nessuno riesce ad assegnare.
Cosa fare lunedì mattina#
- Estrai dal gestionale le camere-notte vendute per singola data degli ultimi tre anni. È un solo file, e in quasi tutti i sistemi è un rapporto già pronto.
- Allinea i tre anni per giorno della settimana e non per data, poi calcola la mediana di ogni giornata. Segna a parte gli anni con chiusure o lavori.
- Marca ogni giornata in cui la struttura ha esaurito. Sono le giornate su cui il tuo storico mente, e devi sapere quali sono prima di usarlo.
- Definisci i tuoi cinque confini in camere-notte, non in percentuale, e scrivili in testa al file. Verifica che due giornate dello stesso livello meritino la stessa tariffa.
- Aggiungi le cause: festività, ferie scolastiche, fiere, congressi, eventi cittadini. Per ognuno scrivi le camere-notte stimate con la formula, non solo il nome.
- Metti in procedura al ricevimento la registrazione delle richieste rifiutate nelle giornate di livello 4 e 5. Trenta secondi a richiesta, un campo solo.
- Collega il file al listino: per ogni livello scrivi la tariffa e la regola sui controlli di soggiorno, così che chi prezza non debba interpretare.
- Fissa i tre momenti di aggiornamento in calendario, con un nome accanto a ciascuno. Un documento senza un responsabile scritto è un documento che fra sei mesi non esiste.
Domande frequenti#
Quanto tempo serve per costruirlo la prima volta?#
La parte numerica è veloce: estrazione dello storico, allineamento per giorno della settimana e calcolo delle mediane si fanno in una mattinata con un foglio di calcolo. La parte lenta è la seconda, cioè scrivere le cause e le note giornata per giorno, e va fatta con chi lavora in struttura da più anni. Conviene spezzarla in blocchi mensili e completare un mese alla volta, invece di provare a finire l’anno intero in una sessione.
Il mio gestionale ha già un calendario con le occupazioni. Non basta?#
No, e per una ragione precisa: il gestionale mostra quello che è stato venduto, non quello che è stato chiesto. Le giornate esaurite appaiono tutte uguali, al cento per cento, sia quella in cui hai rifiutato una richiesta sia quella in cui ne hai rifiutate quaranta. Il calendario della domanda aggiunge tre cose che nessun gestionale contiene: la stima della domanda non soddisfatta, la causa scritta in italiano e la stima in camere-notte di ogni evento futuro.
Come faccio se ho un solo anno di storico?#
Si costruisce lo stesso, con due differenze. La prima è che al posto della mediana di tre anni si usa il valore dell’unico anno disponibile, sapendo che è fragile. La seconda è che il peso si sposta sulle cause: festività, ferie scolastiche e calendario degli eventi valgono più dello storico, e i livelli si assegnano in modo grossolano, magari solo su tre valori. Il documento migliora molto alla prima chiusura d’anno, e il modo per accelerare è registrare i rifiuti fin dal primo giorno.
Chi lo tiene aggiornato, il revenue manager o il ricevimento?#
Le tre operazioni hanno tre proprietari diversi. Lo stato attuale si aggiorna da solo con un’estrazione settimanale e non ha bisogno di nessuno. La nota e il conteggio dei rifiuti sono del ricevimento, perché è l’unico reparto presente quando succede. I livelli, le stime degli eventi e la revisione annuale sono di chi decide i prezzi. Se una sola persona fa tutte e tre le cose, la prima a saltare è sempre il conteggio dei rifiuti.
Un evento a trenta chilometri va segnato?#
Dipende dal raggio di alloggio dell’evento, non dalla sua distanza da te. Un concerto serale che finisce a mezzanotte muove camere fino a quaranta chilometri; una fiera con orari diurni muove camere soprattutto entro venti minuti di auto. La regola pratica è segnare l’evento e stimare le camere-notte con la formula: se il risultato per la tua struttura è sotto una camera-notte per notte, la riga resta scritta ma con la stima a zero, così l’anno prossimo nessuno la rialza per sbaglio.
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