La riunione revenue: ordine del giorno, cadenza, documenti
Cadenza settimanale, sessanta minuti, sei blocchi in ordine fisso e un verbale in cinque colonne. Il formato che trasforma un aggiornamento in una serie di decisioni con un nome e una data.
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La riunione revenue è settimanale, dura sessanta minuti, ha da quattro a sei persone al tavolo e segue sempre lo stesso ordine del giorno in sei blocchi. I documenti si leggono prima, non durante. Finisce con un verbale di poche righe in cui ogni decisione ha un responsabile e una data. Se non finisce così, non era una riunione revenue: era un aggiornamento.
La differenza fra le due cose si misura. In un aggiornamento si commentano numeri che tutti hanno già visto, si dice che ottobre va bene e novembre preoccupa, e si esce senza che nel sistema sia cambiato niente. In una riunione revenue si esce con tariffe modificate su date precise, con una risposta data a un gruppo che aspettava, con una restrizione tolta o messa. Il modo più veloce per capire in quale delle due si è passata l’ora è aprire il verbale della settimana prima e contare quante azioni sono state chiuse.
Il formato che segue è pensato per una struttura di media dimensione, senza un ufficio revenue dedicato: il caso in cui la riunione la conduce il revenue manager esterno o il direttore stesso. In strutture più grandi i blocchi si allungano, ma l’ordine resta questo.
Perché settimanale, e perché un’ora#
La cadenza giusta è quella che sta appena sotto la velocità con cui cambia la cosa che devi decidere. Le tariffe e le disponibilità si muovono con il ritmo delle prenotazioni che entrano, e in quasi tutte le strutture italiane il flusso settimanale è abbastanza denso da produrre uno scostamento leggibile e abbastanza rado da non produrre rumore puro. Sotto la settimana si finisce a discutere di tre prenotazioni in più o in meno, che non sono un segnale. Sopra la settimana, su una data a trenta giorni, si perdono quattro occasioni di correggere il prezzo prima che la data si chiuda da sola.
In alta stagione o in una fase di apertura si può passare a due volte a settimana, tipicamente lunedì e giovedì, con il secondo appuntamento ridotto a venti minuti e limitato alle date sotto i quattordici giorni. In bassa stagione conclamata, con un calendario piatto e poche leve, ogni quindici giorni è onesto: meglio una riunione ogni due settimane che si tiene davvero, che una settimanale che si salta un lunedì su due.
L’ora è un vincolo, non una stima. Un ordine del giorno che sta in sessanta minuti costringe a portare al tavolo solo le date che meritano una decisione, e questa selezione è già metà del lavoro. Le riunioni da due ore e mezza non producono il doppio delle decisioni: producono la stessa quantità di decisioni e in più una discussione sul budget, una sul personale e una sulla colazione.
Chi siede al tavolo#
Da quattro a sei persone. Chi conduce la riunione è chi ha la responsabilità sul prezzo: il revenue manager interno o esterno, o il direttore se quel ruolo non esiste. Deve esserci chi ha il potere di dire sì o no senza chiamare qualcun altro, e quindi il direttore o il proprietario, altrimenti ogni decisione che tocca uno sconto o un gruppo diventa una richiesta rimandata alla settimana successiva.
Deve esserci la ricevimento, perché è l’unica che sa cosa sta succedendo davvero all’arrivo: quante richieste vengono rifiutate al telefono, quali camere sono fuori servizio, quali prenotazioni hanno la carta rifiutata. Deve esserci chi tratta i gruppi e i contratti corporate, perché è da lì che arrivano le decisioni più difficili. Chi segue il sito e la pubblicità entra se la struttura ha un budget di acquisizione da spostare.
Chi non entra: chiunque partecipi solo per essere informato. Le persone che devono sapere ricevono il verbale, e il verbale è fatto apposta per essere letto in due minuti. Ogni partecipante in più oltre il sesto abbassa la densità di decisioni per minuto, perché ogni persona presente sente il dovere di parlare almeno una volta.
Quanto costa l'ora, in un quattro stelle di 90 camere in una città d'arte del centro Italia
- Partecipanti
- 5
- Durata
- 1 ora
- Riunioni all’anno
- 46
- Costo orario pieno ipotizzato per persona
- 35 euro
- Ore-persona impegnate in un anno: 5 x 1 x 46
- 230 ore
- Costo annuo della riunione: 230 x 35
- 8.050 euro
- Camere-notte vendute in un anno al 65 per cento di occupazione: 90 x 0,65 x 365
- 21.352
- Un solo euro di ADR in più su quelle camere-notte vale 21.352 euro
Il conto non serve a dire che la riunione si ripaga: serve a fissare la soglia di ambizione. Se in un anno l’ora settimanale non produce nemmeno mezzo euro di ADR medio in più, o l’equivalente in camere vendute, il formato non sta funzionando e va cambiato. Le ipotesi sul costo orario e sull’occupazione sono nostre e valgono per questa struttura di esempio.
I documenti, e l’ordine in cui si leggono#
I documenti arrivano ai partecipanti almeno dodici ore prima, in un unico file. Chi arriva senza averli letti non ha diritto a farseli raccontare: la riunione parte comunque. Costruire i numeri durante la riunione è la prima causa di riunioni da due ore, e la seconda è la discussione su quale sia il numero giusto, che va risolta prima, un’altra volta e per sempre.
L’ordine di lettura conta più di quanto sembri, perché il primo documento che si apre decide di cosa si parlerà per i venti minuti successivi.
- Il verbale precedente, con le azioni aperte. Due minuti, e si comincia dalle cose non fatte.
- Il pickup della settimana: camere e ricavo entrati negli ultimi sette giorni, separati per data di soggiorno e al netto delle cancellazioni.
- L’on the books per data confrontato con il forecast e con lo stesso giorno dell’anno precedente, sui prossimi novanta giorni.
- Le date in eccezione, cioè l’elenco già filtrato di quelle che superano la soglia di scostamento.
- I gruppi: opzioni in scadenza, richieste aperte, blocchi da rilasciare.
- Il calendario della domanda: eventi, fiere, ponti, chiusure di concorrenti note.
- Il rate shopper del comp set, per ultimo e di proposito.
Il rate shopper va per ultimo perché aprirlo per primo àncora tutta la discussione ai prezzi degli altri. Chi vede prima la tariffa del concorrente a 149 euro discute per venti minuti se stare a 145 o a 155, e non guarda mai il fatto che quella data ha già venduto il settanta per cento dell’inventario con quaranta giorni di anticipo. Guardato alla fine, il comp set fa la cosa per cui serve: controllare che la decisione già presa sulla base della propria domanda non sia clamorosamente fuori mercato.
Le date che entrano in agenda: la soglia#
Novanta giorni di calendario sono novanta date. Discuterle tutte è impossibile e inutile: la maggior parte si sta comportando come previsto e non richiede nessuna decisione. Il filtro è un conto solo, che si può calcolare in un foglio e che il sistema può produrre da solo: è il principio del guardare soltanto quello che si scosta.
La soglia si sceglie una volta e si tiene: cinque punti di inventario è un punto di partenza ragionevole per una struttura di novanta camere, perché corrisponde a quattro camere e mezzo, cioè a un numero che nessuna oscillazione casuale produce con regolarità. In una struttura da venti camere la stessa soglia vale una camera, ed è troppo sensibile: lì conviene alzarla a otto o dieci punti. Il segno dello scostamento non conta per l’ammissione in agenda: una data che sta vendendo molto più del previsto richiede una decisione tanto quanto una che sta vendendo meno, e di solito più urgente, perché la tariffa è ancora bassa.
Filtro delle date, quattro stelle di 90 camere, riunione di metà settembre
- Camere disponibili per notte
- 90
- Soglia di ammissione
- 5 punti di inventario
- Sabato 18 ottobre: OTB 63, forecast 54, scostamento 9 camere
- 10,0 punti
- Venerdì 24 ottobre: OTB 41, forecast 45, scostamento -4 camere
- -4,4 punti
- Sabato 1 novembre: OTB 70, forecast 58, scostamento 12 camere
- 13,3 punti
- Martedì 4 novembre: OTB 22, forecast 31, scostamento -9 camere
- -10,0 punti
- Giovedì 6 novembre: OTB 35, forecast 33, scostamento 2 camere
- 2,2 punti
- Sabato 8 novembre: OTB 44, forecast 47, scostamento -3 camere
- -3,3 punti
- Entrano in agenda tre date su sei: 18 ottobre, 1 novembre, 4 novembre
- Le altre tre non si discutono: restano nel documento, senza commento
Tre date su sei è il risultato di questo esempio, non una regola. Il punto è un altro: quindici minuti divisi su tre date fanno cinque minuti a data, che bastano per decidere; divisi su ventidue date fanno quaranta secondi, che bastano solo per leggerle ad alta voce.
I sei blocchi dell’ordine del giorno#
| Blocco | Minuti | Documento | Che cosa deve uscirne |
|---|---|---|---|
| 1. Azioni aperte e consuntivo della settimana | 8 | Verbale precedente, pickup | Azioni chiuse o riassegnate |
| 2. Le date in eccezione | 15 | OTB contro forecast, elenco filtrato | Una diagnosi per data |
| 3. Prezzo e disponibilità | 12 | Griglia tariffaria, restrizioni attive | Modifiche puntuali con data e valore |
| 4. Gruppi e richieste in sospeso | 10 | Pace dei gruppi, opzioni in scadenza | Sì, no, o controproposta con tariffa |
| 5. Forecast del mese in corso e del successivo | 10 | Forecast a scorrimento | Un numero aggiornato, non un commento |
| 6. Verbale e assegnazioni | 5 | Il verbale, scritto in diretta | Chi fa che cosa entro quando |
Il blocco 1 comincia dalle azioni non chiuse, non da quelle chiuse. È scomodo di proposito: se una tariffa doveva essere caricata giovedì e non lo è stata, quella è la notizia della settimana, non il pickup.
Il blocco 2 produce diagnosi, non decisioni. La frase corretta è «il 4 novembre siamo nove camere sotto il previsto e il pickup delle ultime due settimane è la metà di quello che avevamo sulle date confrontabili», non «abbassiamo». La separazione fra diagnosi e decisione sembra formale, ma evita l’errore più comune: reagire a uno scostamento senza sapere se dipende dalla domanda, dal prezzo, da una restrizione che qualcuno ha lasciato attiva o da un canale che si è disconnesso.
Il blocco 3 è l’unico in cui si decide sul prezzo, e ogni decisione va detta in forma eseguibile: quale tariffa, su quali date, per quali tipologie, da quando, con quali canali esclusi. «Diamo una spinta al 4 novembre» non è eseguibile. «Doppia classic da 129 a 109 sul 4 e 5 novembre, tutti i canali, da domani, con revisione il 30 settembre» lo è.
Il blocco 5 non è una discussione sul budget. È l’aggiornamento di due numeri, camere e ricavo, per il mese in corso e per quello successivo, e la registrazione della differenza rispetto alla settimana precedente. Se il forecast si muove di poco ogni settimana, sta funzionando. Se si muove molto ogni settimana, il problema è il forecast e va affrontato fuori dalla riunione.
Il verbale: cinque colonne e nient’altro#
Il verbale si scrive durante la riunione, non dopo, e sta in una pagina. Chi conduce lo tiene aperto su uno schermo condiviso e lo compila mentre si decide: così le decisioni si formulano già nel modo in cui vanno scritte, e questo da solo elimina metà delle ambiguità.
Le cinque colonne sono: data della decisione, oggetto (quale data di soggiorno o quale gruppo), decisione in forma eseguibile, responsabile con nome e cognome, termine. Nient’altro. Niente sintesi della discussione, niente «si è parlato di», niente allegati. Chi non c’era non ha bisogno di sapere come ci si è arrivati, ha bisogno di sapere che cosa è stato deciso e se lo riguarda.
Una regola che vale la pena imporre: nessuna decisione senza responsabile. Se una decisione non trova un nome, non è una decisione, è un’intenzione, e va riformulata finché qualcuno se la prende o va cancellata. E una seconda: le decisioni che restano aperte per tre riunioni consecutive si chiudono d’ufficio con un no. Non perché il no sia giusto, ma perché tenerle aperte costa più di quanto costi sbagliare.
L'errore che si vede in quasi tutte le strutture
La riunione diventa il momento in cui si costruiscono i dati. Si apre il PMS, si esporta un report, qualcuno chiede se quel numero comprende le cancellazioni, un altro dice che il suo file dice una cosa diversa, e si passano venti minuti a riconciliare due estrazioni. Nel frattempo le tre date che meritavano una decisione restano fuori dall’ora. La riconciliazione dei dati è un lavoro serio, ma è un lavoro da fare una volta sola, in un altro momento, e da chiudere con una definizione scritta di ogni voce: che cosa conta come camera venduta, se il ricavo è al lordo o al netto dell’IVA e dell’imposta di soggiorno, come si trattano le camere di cortesia. Finché quella definizione non esiste, la riunione settimanale continuerà a essere una riunione sui dati e non sul prezzo.
Cosa non si fa in una riunione revenue#
Non si costruiscono i numeri. Non si fa formazione: spiegare che cos’è il RevPAR a chi non lo sa è necessario, ma va fatto altrove, altrimenti la riunione si adegua sempre al livello del partecipante meno preparato.
Non si discute di operativo, se non nella misura in cui l’operativo vincola l’inventario. Che il condizionatore della 214 non funzioni interessa alla riunione revenue solo come «due camere fuori vendita fino al 12 ottobre». Il resto è una riunione diversa.
Non si rinegozia il budget. Il budget annuale è una cosa che si discute una volta, si rivede alla chiusura del mese e si difende; portarlo dentro la riunione settimanale trasforma ogni decisione tattica in una discussione sul fatto che l’obiettivo era irrealistico.
Non si modificano le tariffe in diretta. Sembra efficiente aprire l’extranet e cambiare mentre si parla, ed è invece il modo più rapido per caricare un prezzo su una data sbagliata, dimenticare una tipologia e non lasciare traccia di che cosa si è fatto. Le modifiche si scrivono nel verbale e si eseguono dopo, con calma, da una persona sola.
Rapporto del mattino, riunione settimanale, chiusura del mese#
La riunione settimanale non è sola. Sta in mezzo a due appuntamenti che hanno orizzonti diversi, e funziona solo se non prova a fare il loro lavoro.
| Appuntamento | Cadenza | Durata | Orizzonte | Domanda a cui risponde |
|---|---|---|---|---|
| Rapporto del mattino | ogni giorno | 10 minuti | da oggi a 10 giorni | Che cosa devo sistemare adesso |
| Riunione revenue | settimanale | 60 minuti | da 7 a 90 giorni | Quali prezzi e quali vincoli cambio |
| Chiusura del mese | mensile | 90 minuti | il mese chiuso e i 12 successivi | Che cosa ha davvero prodotto quello che abbiamo fatto |
Il rapporto del mattino si fa in piedi, dura dieci minuti e guarda l’immediato: arrivi e partenze del giorno, camere ancora da vendere stanotte e nei prossimi tre giorni, prenotazioni con la carta da verificare, gruppi in arrivo, situazione delle camere fuori servizio. Non prende decisioni strutturali. Se ogni mattina si cambia la strategia della settimana, la riunione settimanale diventa inutile e il prezzo comincia a oscillare per motivi che nessuno saprà ricostruire fra due mesi.
La chiusura del mese guarda indietro con i conti veri: ricavo per reparto, costi di distribuzione effettivamente pagati, margine per segmento e per canale, scostamento dal budget. Serve a rispondere alla domanda che la riunione settimanale non può permettersi di affrontare, cioè se le decisioni prese nelle quattro settimane precedenti hanno prodotto margine o solo occupazione. È anche il momento in cui si aggiorna il forecast dei mesi lontani e si correggono i parametri che la riunione settimanale usa senza discuterli: la soglia di ammissione delle date, il costo variabile per camera, il costo medio di distribuzione per canale.
Il collegamento fra i tre appuntamenti è il verbale. Le azioni della riunione settimanale che riguardano i prossimi dieci giorni finiscono nel rapporto del mattino come controlli quotidiani; le decisioni ricorrenti che tornano ogni settimana senza sciogliersi finiscono nella chiusura del mese come problemi strutturali. Un verbale che non alimenta né l’uno né l’altra è un documento che nessuno riaprirà.
Cosa fare lunedì mattina#
- Fissa in calendario le prossime dodici riunioni, stesso giorno e stessa ora, sessanta minuti, con invito accettato da tutti i partecipanti. Una riunione che si riprogramma ogni settimana muore entro il secondo mese.
- Scrivi in una pagina la definizione delle sei voci che userete: camera venduta, camera disponibile, ricavo camere, pickup, on the books, forecast. Falla approvare da chi estrae i dati e non discuterne mai più in riunione.
- Costruisci il file unico dei documenti nell’ordine indicato, con il rate shopper in ultima pagina, e stabilisci chi lo prepara e a che ora del venerdì viene inviato.
- Scegli la soglia di ammissione delle date in funzione del tuo inventario e calcola l’elenco filtrato per i prossimi novanta giorni: se produce più di otto date, alza la soglia finché non ne restano fra tre e sei.
- Prepara il verbale vuoto con le cinque colonne e mettilo in una cartella condivisa, un file per anno, una riga per decisione.
- Alla prima riunione, dedica i primi otto minuti alle azioni aperte anche se non ce ne sono ancora: serve a stabilire da subito che si comincia da lì.
- Dopo quattro riunioni, conta le decisioni prese e quelle eseguite entro il termine. Se il rapporto è sotto il settanta per cento, il problema non è il formato: è che state assegnando azioni a persone che non hanno il tempo di eseguirle.
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