Forecast

Previsione · Proiezione

La previsione aggiornata di come chiuderà un periodo, costruita sommando alle prenotazioni già acquisite la domanda ancora attesa. Si rivede almeno ogni mese e guida tutte le decisioni operative.

Forecast=On the books+Pickup atteso-Cancellazioni attese
Forecast = On the books + Pickup atteso - Cancellazioni attese
Forecastcamere o ricavo previsti a fine periodoOn the booksquanto è già prenotato oggi per quella dataPickup attesoprenotazioni che si stima entreranno da qui alla dataCancellazioni attesequota di prenotato che si stima verrà annullata o non si presenterà
La previsione parte da ciò che è già certo e ci aggiunge solo la parte incerta: più ci si avvicina alla data, più il primo termine pesa e più la previsione diventa affidabile.

Che cos’è

Il forecast è la risposta alla domanda: dato quello che vedo oggi, come chiuderà questo mese. È lo strumento centrale del lavoro quotidiano del revenue manager, perché è l’unico numero che tiene insieme il passato, il presente delle prenotazioni acquisite e l’attesa sul futuro.

La differenza con il budget è di natura, non di precisione. Il budget è un impegno fisso preso a ottobre; il forecast è una previsione che cambia ogni settimana perché entrano dati nuovi. Un forecast che coincide sempre con il budget non è un forecast, è una dichiarazione di lealtà.

Il forecast serve a tre destinatari diversi con orizzonti diversi. Al front office e all’housekeeping servono i prossimi 14 giorni, per i turni. Al revenue manager servono i prossimi 90-120 giorni, per il pricing. Alla direzione serve la proiezione a fine anno, per capire se il budget regge e se servono azioni straordinarie.

Come si calcola

Il metodo base è additivo: si prende l’on the books alla data di oggi e si aggiunge il pickup storico osservato nello stesso numero di giorni residui negli anni precedenti, corretto per il ritmo attuale. Il metodo moltiplicativo usa invece la percentuale di riempimento tipica a quella distanza dall’arrivo. Il primo funziona meglio in bassa stagione e su date con poca domanda, il secondo in alta stagione e su date che si riempiono sempre.

Le cancellazioni vanno sempre sottratte esplicitamente, con un tasso stimato per segmento e per canale e misurato sul proprio storico. Le prenotazioni flessibili intermediate cancellano molte volte più di quelle dirette non rimborsabili, e lo scarto fra i due tassi è quasi sempre di un ordine di grandezza: un forecast che usa un tasso medio unico sbaglia in modo sistematico proprio sulle date che contano.

Forecast di agosto costruito il 12 giugno in un hotel da 90 camere

camere disponibili
2.790
on the books al 12 giugno
1.640 camere
pickup medio storico dai 50 giorni residui
780 camere
correzione per pace superiore del 9%
+70 camere
pickup atteso
850 camere
cancellazioni attese sul portafoglio
12,5% di 1.640 = 205 camere
ADR on the books
151,00 EUR
ADR atteso sul pickup
138,00 EUR
camere vendute forecast
2.285
occupazione forecast
81,9%
ADR forecast
146,16 EUR
RevPAR forecast
119,71 EUR

Come si usa

Il forecast si usa per decidere il prezzo e per allocare le risorse. Se il forecast di una data supera il 92% con 40 giorni di anticipo, si chiudono le tariffe basse e si alzano i gradini; se sta 15 punti sotto lo stesso periodo dell’anno scorso, si aprono canali e si valuta una promozione mirata.

La disciplina che fa la differenza è misurare l’errore. Ogni mese, dopo la chiusura, si confronta il forecast fatto a 30, 60 e 90 giorni con l’actual e si calcola lo scarto. Un revenue manager che non conosce il proprio errore medio non sa quanto fidarsi delle proprie previsioni.

Da fare lunedì: congela il forecast a 30 giorni di ogni mese in un foglio a parte e confrontalo con il consuntivo. Dopo sei mesi hai il tuo profilo di errore, e scoprirai quasi certamente di essere sistematicamente ottimista o pessimista su certi mesi. Correggere quel bias vale più di qualunque modello nuovo.

L'errore tipico: forecast che insegue il budget

Quando il forecast dice che il mese chiuderà 40.000 euro sotto il budget, la tentazione è di scriverlo in linea e sperare nel pickup. È l’errore più costoso che si possa fare, perché toglie alla direzione le settimane in cui si poteva ancora reagire. Il forecast deve dire quello che vede, anche quando è una brutta notizia: proprio quando è una brutta notizia serve a qualcosa.

Da non confondere con

Il forecast non è l’on the books, che è solo la prima delle sue componenti e per definizione sottostima le date lontane. E non è il pace, che confronta il ritmo di prenotazione con un riferimento: il pace è un segnale di input al forecast, non una previsione. Il forecast è un numero di arrivo, il pace è un indicatore di direzione.

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