KPI

Key Performance Indicator · Indicatore chiave

Un indicatore scelto per misurare l'avanzamento verso un obiettivo preciso e per guidare una decisione. Ciò che separa un KPI da un dato qualunque è l'azionabilità: se il numero cambia e nessuno cambia comportamento, non è un KPI.

Che cos’è

Un hotel di medie dimensioni produce ogni giorno diverse migliaia di numeri: per canale, per segmento, per tipologia, per giorno della settimana, per data di soggiorno e per data di prenotazione. Il problema non è misurare, è scegliere. Un KPI è un numero promosso al rango di indicatore chiave perché qualcuno ha deciso che quando si muove si fa qualcosa.

La prova per capire se un numero merita quel rango è di una sola domanda: se questo indicatore peggiora di dieci punti, che cosa faccio lunedì. Se la risposta esiste ed è specifica, è un KPI. Se la risposta è che bisognerebbe approfondire, è un dato interessante e va nel report di dettaglio, non nel cruscotto.

Il secondo criterio è l’attribuzione. Un indicatore che nessuno governa non è un KPI ma una condizione ambientale. Il RevPAR di destinazione è utile per capire il contesto, ma nessuno in hotel può spostarlo: metterlo in un cruscotto di responsabilità crea alibi in un verso e colpe ingiuste nell’altro.

Il terzo è la definizione unica. RevPAR al lordo o al netto delle commissioni, con o senza camere fuori uso a denominatore, occupazione su camere o su posti letto: ogni ambiguità produce due numeri diversi nello stesso hotel e riunioni passate a discutere di quale sia giusto invece che di cosa fare. La definizione va scritta una volta, in una riga, e allegata al report.

Come si usa

Quanti tenerne è una domanda a cui esiste una risposta pratica. Per la direzione cinque o sei, sufficienti a coprire ricavo, margine, posizionamento competitivo e futuro. Per il cruscotto revenue dieci o dodici. Per una singola riunione operativa tre: oltre quel numero la discussione si disperde e nessuno decide.

Ogni KPI ha bisogno di tre cose scritte accanto: una soglia, un’azione e un contro-indicatore. La soglia dice quando ci si muove, l’azione dice cosa si fa, il contro-indicatore impedisce di ottenere il primo numero rovinando qualcos’altro. Occupazione senza ADR accanto produce sconti; ADR senza occupazione produce camere vuote; RevPAR senza NRevPAR produce mix intermediato.

KPI Cosa fa scattare Contro-indicatore
RevPAR contro budget revisione di prezzo e disponibilità NRevPAR
Pace a 30 giorni azione tattica sulle date deboli ADR del pickup
Quota di prenotazione diretta lavoro su sito e booking engine costo di acquisizione
RGI sul comp set riposizionamento tariffario MPI e ARI separati
GOPPAR revisione dei costi variabili punteggio delle recensioni

Cruscotto settimanale di un 4 stelle da 96 camere

RevPAR mese in corso
104,20 EUR – soglia di azione = sotto 98
pace a 30 giorni contro anno scorso
+4,1% – soglia = sotto -3%
ADR del pickup ultima settimana
131,00 EUR – soglia = sotto 120
quota diretto
27% – soglia = sotto 24%
RGI
103 – soglia = sotto 98
forecast accuracy a 7 giorni
3,8% di errore – soglia = sopra 6%
sei numeri, sei soglie, sei azioni già scritte

Lunedì mattina: prendi il report che ricevi ogni settimana e cancella tutte le righe per cui non riesci a scrivere in dieci secondi cosa faresti se peggiorassero. Nella maggior parte degli hotel resta meno di metà della pagina, e la riunione dura la metà del tempo.

La fabbrica di report che nessuno legge

La business intelligence ha reso banale produrre dashboard con quaranta indicatori, e questo ha peggiorato le cose invece di migliorarle. Quando gli indicatori sono quaranta, ogni settimana almeno cinque sono rossi per ragioni casuali, ci si abitua al rosso e si smette di reagire anche quando conta. C’è poi un effetto peggiore: con quaranta numeri si può sempre trovare quello che racconta la storia che si vuole raccontare, e la riunione settimanale diventa un esercizio di selezione retrospettiva. Il segnale che il problema esiste è semplice da riconoscere: se nessuno si accorge quando un indicatore sparisce dal report per tre settimane di fila, quell’indicatore non serviva.

Da non confondere con

Il KPI non è l’obiettivo. L’obiettivo è dove si vuole arrivare, il KPI è lo strumento con cui si misura la distanza. Confonderli produce il caso classico in cui l’indicatore diventa il fine e si comincia a lavorare sul numero invece che sulla cosa: camere chiuse per alzare l’occupazione, upgrade venduti a due euro per gonfiare il conteggio degli upselling.

Non va confuso nemmeno con la metrica. Ogni KPI è una metrica, ma quasi nessuna metrica è un KPI: il ricavo per fascia oraria del bar è una metrica precisa e a volte utile, ed è un KPI solo per chi decide gli orari del personale di sala.

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