Imposta di soggiorno
Tassa di soggiorno · City tax
Tributo comunale a carico di chi pernotta, riscosso dalla struttura per conto del Comune e riversato all'ente. Entra in cassa ma non è ricavo della struttura, e va tolto dal conto prima di calcolare ADR e RevPAR.
Che cos’è
È un tributo che il Comune mette a carico di chi pernotta sul suo territorio. La struttura non lo guadagna: lo incassa, lo registra e lo riversa all’ente secondo le scadenze del regolamento locale. Tra il momento dell’incasso e quello del versamento quei soldi stanno sul conto corrente della struttura, ed è esattamente questo che genera l’errore contabile più diffuso negli hotel italiani, cioè scambiare la giacenza per ricavo.
Tutto il resto è deciso Comune per Comune con un proprio regolamento: importo a persona e a notte, differenziazione per categoria o per stagione, numero massimo di notti tassate, esenzioni per bambini sotto una certa età, disabili e accompagnatori, autisti e guide, residenti. Due alberghi a venti chilometri di distanza possono avere tariffe e regole diverse. Non esiste una regola nazionale unica da imparare una volta per tutte, ed è il motivo per cui questa voce va letta insieme al regolamento del proprio Comune.
Chi versa è di norma il gestore della struttura, che risponde della riscossione e della dichiarazione periodica. Sui portali la situazione si biforca: alcune piattaforme, in alcuni Comuni, incassano l’imposta a monte dall’ospite e la versano direttamente o la girano al gestore, altre la lasciano da pagare in struttura. Da qui viene la domanda che ogni ricevimento sente in alta stagione: perché il prezzo che ho pagato online non è quello che mi chiedete adesso. La risposta sta nel canale, non nel listino.
Come si calcola
L’imposta si applica per persona e per notte, non per camera. Una famiglia di quattro persone per tre notti paga dodici quote, mentre la stessa camera venduta a una persona ne paga tre. Questo la lega al numero di ospiti, un dato che molti PMS trattano con leggerezza e che invece va tenuto pulito, perché serve anche alla comunicazione ISTAT e alle presenze.
Per arrivare al ricavo camere si procede in ordine: dall’incasso si toglie prima l’imposta di soggiorno, che è denaro di terzi e non è base imponibile IVA, poi si scorpora l’IVA dalla parte restante, poi si separano gli eventuali servizi accessori. Solo quello che resta alimenta ADR e RevPAR.
Tre notti in un 4 stelle, famiglia da quattro persone
- prezzo pagato per il soggiorno
- 630,00 EUR
- imposta di soggiorno
- 3,00 EUR x 4 persone x 3 notti = 36,00 EUR
- base lorda alloggio
- 630,00 – 36,00 = 594,00 EUR
- imponibile alloggio con aliquota ridotta al 10%
- 594,00 / 1,10 = 540,00 EUR
- ricavo camere
- 540,00 EUR su 3 camere-notte
- ADR corretto
- 180,00 EUR
- ADR calcolato al lordo
- 630,00 / 3 = 210,00 EUR, cioè +16,7% di aria
Come si usa
La regola operativa è una sola: l’imposta di soggiorno non entra mai in ADR, RevPAR, TRevPAR e nei confronti con il comp set. Lunedì mattina apri il PMS e verifica come è mappata la voce: deve stare su un conto di transito o di debito verso il Comune, mai su un conto di ricavo camere. Se in produzione la vedi sommata alla camera, ogni report che hai mandato in direzione negli ultimi mesi è gonfiato.
Il secondo controllo riguarda i canali. Fai una riconciliazione mensile fra le notti vendute per canale e le quote riscosse: se una piattaforma incassa l’imposta a monte e tu la addebiti di nuovo al banco, stai facendo pagare due volte e te ne accorgi dalle recensioni. Il terzo controllo è sul cash: l’imposta incassata a marzo e versata a luglio non è liquidità tua.
L'errore tipico: comp set confrontato con metriche disomogenee
Un albergo che calcola l’ADR al lordo dell’imposta e lo confronta con un concorrente che la scorpora vede un vantaggio di prezzo che non esiste. Nelle città dove l’imposta pesa 4 o 5 euro a persona e la doppia occupazione media è 1,8, la distorsione su un ADR da 120 euro supera i 7 euro, quasi il 6%. Se su quel confronto decidi un ribasso tariffario, stai reagendo a un numero inventato.
Da non confondere con
Non è il contributo di sbarco delle isole minori né l’eventuale contributo di soggiorno con altra denominazione: sono tributi distinti, con presupposti e regolamenti propri, anche se il trattamento gestionale è identico. Non è nemmeno una tassa di scopo che puoi trattenere: la quota riscossa e non versata resta un debito. E non va confusa con le quote obbligatorie di servizio come la tessera club o la pulizia finale, che invece sono ricavo pieno della struttura e vanno nel total revenue.
La disciplina dell’imposta di soggiorno cambia spesso e si decide a livello comunale: verifica sempre il regolamento del tuo Comune e le comunicazioni ufficiali dell’ente, e per il tuo caso specifico parla con il tuo commercialista.