IVA sull’alloggio
Aliquota IVA alberghiera
Imposta sul valore aggiunto applicata alla prestazione ricettiva, soggetta ad aliquota ridotta per il pernottamento, mentre i servizi venduti insieme alla camera non sempre seguono la stessa aliquota.
Che cos’è
La prestazione ricettiva, cioè il pernottamento in una struttura, sconta in Italia un’aliquota IVA ridotta. È una scelta di politica fiscale comune a molti Paesi europei e ha una conseguenza pratica quotidiana: il prezzo che il cliente vede è sempre comprensivo di imposta, quindi il ricavo che entra nei tuoi conti è più basso del prezzo esposto di una quota che dipende dall’aliquota applicabile.
Il problema non è il pernottamento, che è chiaro. Il problema sono i servizi che vendi insieme. Parcheggio, spa, wi-fi a pagamento, palestra, noleggio, transfer: quando sono venduti separatamente hanno la propria aliquota, di norma quella ordinaria. Quando sono inclusi in un prezzo unico si apre la questione se seguano l’aliquota del pernottamento come prestazioni accessorie o mantengano la propria.
È un terreno in movimento. La giurisprudenza europea si è pronunciata nel 2026 in senso favorevole alla possibilità che uno Stato limiti l’aliquota ridotta al solo alloggio, escludendone i servizi ulteriori, purché non si violi la neutralità fiscale, e la prassi interna si sta assestando su questa linea. Tradotto per chi costruisce prezzi: un pacchetto tutto compreso può dover essere scomposto per aliquota, e la quota di IVA sul prezzo totale può risultare più alta di quella che ti aspettavi.
Come si calcola
Lo scorporo si fa dividendo il lordo per uno più l’aliquota, mai moltiplicando per la percentuale. Su un prezzo di 110 euro con aliquota ridotta al 10% l’imponibile è 100 e l’imposta 10; sottrarre il 10% di 110 darebbe 99, con un errore di un euro per camera che su ventimila camere-notte l’anno diventa ventimila euro di ricavo dichiarato in meno.
Quando il pacchetto contiene voci con aliquote diverse, il prezzo va prima ripartito fra le componenti secondo un criterio difendibile, tipicamente il valore di listino di ciascuna, e poi scorporato voce per voce. La ripartizione non è un dettaglio contabile: determina quanto ricavo finisce sulla riga camere, che è quella che alimenta ADR e RevPAR.
Pacchetto benessere con due aliquote, coppia per 2 notti
- prezzo pacchetto venduto
- 480,00 EUR
- valore di listino pernottamento
- 340,00 EUR
- valore di listino ingressi spa
- 90,00 EUR
- quota del pernottamento sul listino
- 79,1%
- componente alloggio nel pacchetto
- 379,68 EUR
- componente spa nel pacchetto
- 100,32 EUR
- imponibile alloggio con aliquota ridotta al 10%
- 345,16 EUR
- imponibile spa con aliquota ordinaria al 22%
- 82,23 EUR
- ricavo totale netto
- 427,39 EUR contro i 436,36 EUR di uno scorporo fatto tutto al 10%
Come si usa
La regola operativa è semplice: prima di costruire un pacchetto, sappi quanta IVA ci starà dentro. Un pacchetto che include servizi ad aliquota ordinaria ha un netto trattenuto inferiore a parità di prezzo esposto, e se lo prezzi come se fosse tutto alloggio ti mangi il margine senza vederlo.
Lunedì mattina prendi i tre pacchetti che vendi di più, elenca le componenti e segna accanto a ciascuna l’aliquota che il tuo consulente ti indica. Poi ricalcola il netto. Se il netto reale è più basso del netto che avevi in mente quando hai fissato il prezzo, hai due strade: alzare il prezzo del pacchetto, oppure staccare il servizio dal pacchetto e venderlo come extra opzionale, il che ha anche il vantaggio di rendere il prezzo notte più competitivo sui portali.
L'errore tipico: il pacchetto costruito sommando i lordi
Molti pacchetti nascono sommando i prezzi di listino delle componenti e applicando uno sconto sul totale lordo. Se le componenti hanno aliquote diverse, quel calcolo scarica lo sconto intero sul netto della componente più tassata e nessuno se ne accorge fino alla chiusura del mese. Costruisci i pacchetti partendo dai netti obiettivo, poi ricostruisci il lordo da esporre.
Da non confondere con
L’IVA non è l’imposta di soggiorno: la prima è un’imposta sul valore aggiunto che grava sulla prestazione ed è tua da versare come cedente, la seconda è un tributo comunale a carico dell’ospite che tu solo riscuoti, e che resta fuori dalla base imponibile IVA. Non va confusa nemmeno con la ritenuta sulle locazioni brevi, che appartiene a un mondo senza partita IVA.
Aliquote applicabili e trattamento dei servizi accessori sono materia in evoluzione, con orientamenti giurisprudenziali recenti e prassi ancora in assestamento: verifica le fonti ufficiali aggiornate e affida al tuo commercialista la qualificazione dei tuoi pacchetti.