Metodo e mestiere

I sette conti che un albergatore dovrebbe saper fare a memoria

Sette formule che si fanno in trenta secondi, ognuna con la domanda a cui risponde, un esempio numerico su una struttura da 90 camere e il punto esatto in cui smette di funzionare.

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I sette conti sono questi: il RevPAR, il punto di pareggio, il costo vero di un canale, la tariffa di pareggio di un gruppo, il limite di overbooking, l’ARPAR e il costo di una restrizione. Nessuno richiede più di due operazioni. Sei di questi si fanno a mente in trenta secondi con i numeri che hai già in testa, e il settimo si fa su un foglio in cinque minuti.

Non servono a fare il revenue management: servono a non doverlo chiedere a nessuno prima di rispondere. Quando un’agenzia chiede trenta camere per due notti, quando il commerciale propone di entrare su un nuovo portale, quando qualcuno dice che il sabato va messo il minimo due notti, la differenza fra chi decide e chi rimanda è saper fare il conto sul momento, con un margine di errore accettabile.

Tutti gli esempi che seguono sono costruiti sulla stessa struttura ipotetica: un quattro stelle di 90 camere in una città d’arte del centro Italia, con un costo variabile per camera venduta di 22 euro, che comprende pulizia, lavanderia, cortesie, colazione ed energia marginale. Restando sempre gli stessi parametri, i sette conti si possono confrontare fra loro.

1. Il RevPAR, e perché da solo non basta mai#

Risponde alla domanda: quanto sto ricavando da ogni camera che possiedo, non da ogni camera che vendo. È l’unico numero che tiene insieme prezzo e riempimento, e quindi l’unico che non si può migliorare svuotando l’hotel o svendendolo.

RevPAR=ADR×Occ=RC
RevPAR = ADR × Occ = (R) / (C)
RevPARricavo per camera disponibile, in euroADRtariffa media giornaliera, in euroOccoccupazione, come frazioneRricavo camere del periodo, in euroCcamere disponibili nel periodo
Le due forme sono identiche: la seconda serve quando non ti fidi dell'ADR che ti hanno dato

Ottobre, 90 camere, 31 notti

Camere disponibili
90 x 31 = 2.790
Occupazione
70,0 per cento
Camere vendute
2.790 x 0,70 = 1.953
ADR
138,00 euro
Ricavo camere
1.953 x 138,00 = 269.514 euro
RevPAR per la via del prodotto: 138,00 x 0,70
96,60 euro
RevPAR per la via del rapporto: 269.514 diviso 2.790
96,60 euro

Le due vie devono dare lo stesso numero. Se non lo danno, hai un problema di definizioni prima che di prezzo: quasi sempre è l’ADR calcolata su un insieme di camere diverso da quello del ricavo, perché qualcuno ha escluso le camere di cortesia da una parte e non dall’altra. Vale la pena rifare il conto nei due modi una volta al mese: costa trenta secondi e intercetta gli errori di estrazione.

Il RevPAR mente in due modi, e vanno conosciuti entrambi. Il primo è il denominatore: se togli dalla vendita le camere in ristrutturazione, il RevPAR sale senza che sia entrato un euro in più. Il secondo è che ignora completamente quanto ti è costato produrre quel ricavo. Due mesi con lo stesso RevPAR possono lasciare in cassa cifre molto diverse, ed è esattamente il problema che risolve il conto numero sei.

2. Il punto di pareggio: quante camere, e a che tariffa#

Risponde alla domanda: da quale camera in poi comincio a guadagnare. È il primo conto da fare in una struttura stagionale, prima ancora di decidere se aprire.

Occp=CF(ADRcv)×C
Occ_p = (CF) / (( ADR – c_v ) × C)
Occ_poccupazione di pareggio, come frazioneCFcosti fissi del periodo, in euroADRtariffa media giornaliera, in euroc_vcosto variabile per camera venduta, in euroCcamere disponibili nel periodo
Il denominatore è il margine di contribuzione moltiplicato per l'inventario: quello che l'hotel pieno lascia dopo i costi diretti

Il numero di camere da vendere è il pezzo di sopra della frazione: N=CFADRcv, cioè i costi fissi divisi per il margine di contribuzione di una camera.

Punto di pareggio di ottobre, stessa struttura

Costi fissi del mese (personale fisso, canoni, utenze di base, manutenzione, ammortamenti)
132.000 euro
ADR
138,00 euro
Costo variabile per camera venduta
22,00 euro
Margine di contribuzione per camera
138,00 – 22,00 = 116,00 euro
Camere da vendere per pareggiare: 132.000 diviso 116,00
1.137,9, cioè 1.138 camere
Occupazione di pareggio: 1.138 diviso 2.790
40,8 per cento
Tariffa media minima se vendi le 1.953 camere di ottobre: 132.000 diviso 1.953
67,59, più 22,00 = 89,59 euro

La seconda riga del risultato è quella che serve nelle trattative: sotto 89,59 euro di tariffa media, a quel volume, ottobre chiude in perdita. Il conto ha un limite noto: i costi fissi non sono mai del tutto fissi, perché sopra una certa occupazione entrano turni di pulizia aggiuntivi e ore straordinarie. Va rifatto quando cambia la struttura dei costi, non ogni settimana.

In una struttura stagionale il conto va fatto sull’intera stagione e non sul mese, perché i costi di pre-apertura e di chiusura vanno spalmati sui giorni in cui si vende davvero. Una struttura aperta centoventi giorni con gli stessi costi fissi annuali di una aperta tutto l’anno ha un’occupazione di pareggio molto più alta, e non è un dettaglio contabile: è il motivo per cui certe tariffe promozionali che funzionano in città sono suicide su una riviera.

3. Il costo vero di un canale#

Risponde alla domanda: di cento euro incassati su questo canale, quanti me ne restano davvero. La commissione è solo il primo strato; sotto ci sono la quota di tecnologia, il costo della transazione e, sul diretto, il costo della pubblicità che ha portato quella prenotazione.

ADRn=VKn
ADR_n = (V – K) / (n)
ADR_ntariffa media netta, in euroVvalore lordo della prenotazione, in euroKsomma di tutti i costi diretti del canale su quella prenotazione, in euronnotti della prenotazione
Il costo di un canale si misura su una prenotazione intera, non su una notte

La stessa cosa in percentuale è il cost of sale, CoS=KV, che serve per confrontare canali con prenotazioni di durata diversa.

Stessa prenotazione, due canali: 2 notti a 160 euro, valore lordo 320 euro

Portale, commissione 18 per cento
57,60 euro
Portale, costo della transazione 1,4 per cento
4,48 euro
Portale, quota di tecnologia per prenotazione
1,10 euro
Diretto, canone del motore di prenotazione 2,0 per cento
6,40 euro
Diretto, costo della transazione 1,4 per cento
4,48 euro
Diretto, pubblicita attribuita a questa prenotazione
22,00 euro
Costi del portale: 63,18 euro, cost of sale 19,74 per cento
Netto dal portale: 320,00 – 63,18
256,82 euro, tariffa netta 128,41 euro a notte
Costi del diretto: 32,88 euro, cost of sale 10,28 per cento
Netto dal diretto: 320,00 – 32,88
287,12 euro, tariffa netta 143,56 euro a notte
Differenza a favore del diretto: 30,30 euro per prenotazione

Quei 30,30 euro sono il tetto reale di spesa per acquisire la stessa prenotazione in diretto: fino a lì il diretto conviene ancora, oltre no. Le percentuali usate qui sono ipotesi di questo esempio; le tue sono nei contratti che hai firmato e nella fattura mensile del motore di prenotazione, e vanno lette una volta all’anno.

Il costo che quasi nessuno mette nel conto

Nel confronto fra canali manca quasi sempre il costo delle cancellazioni. Una prenotazione che cancella non ti è costata zero: ha occupato inventario per settimane, ha impedito di vendere quella camera a qualcun altro e, se cancella tardi, ti lascia con una camera da rivendere in tre giorni a una tariffa peggiore. Se un canale cancella sistematicamente più di un altro, il suo cost of sale reale è più alto di quello che leggi in fattura, e la differenza non compare in nessun report. Prima di dichiarare che un canale costa il diciannove per cento, misura sul tuo PMS quante delle sue prenotazioni arrivano davvero.

4. Quanto vale davvero un gruppo#

Risponde alla domanda: sotto quale tariffa questo gruppo mi fa perdere soldi. La risposta non dipende dal listino, dipende da che cosa avresti venduto in quelle stesse date senza il gruppo.

T=D×(ADRtcv)a×GG+cv
T = (D × (ADR_t – c_v) – a × G) / (G) + c_v
Ttariffa di pareggio del gruppo, in euro per camera-notteDcamere-notte spiazzate, cioè che avresti venduto e che ora non venderaiADR_ttariffa media del transient su quelle date, in euroc_vcosto variabile per camera venduta, in euroGcamere-notte del gruppoamargine accessorio atteso per camera-notte di gruppo, in euro
Se il gruppo non spiazza nulla, la tariffa di pareggio scende al solo costo variabile

Richiesta gruppo: 30 camere per 2 notti, date con forte domanda individuale

Camere-notte richieste dal gruppo
30 x 2 = 60
Camere transient previste per notte senza il gruppo
78
Camere libere per il gruppo senza spiazzare
90 – 78 = 12
Camere spiazzate per notte
30 – 12 = 18
Camere-notte spiazzate
18 x 2 = 36
ADR transient su quelle date
168,00 euro
Margine perso sulle spiazzate
36 x (168,00 – 22,00) = 5.256,00 euro
Margine accessorio atteso dal gruppo (bar, ristorante, sale)
12,00 euro per camera-notte, cioè 720,00 euro
Verifica con l’offerta ricevuta di 105,00 euro: accetto e ottengo 60 x (105,00 – 22,00) + 720,00
5.700,00 euro
Verifica rifiutando: ottengo 5.256,00 euro dal solo transient aggiuntivo
Tariffa di pareggio del gruppo: (5.256,00 – 720,00) diviso 60
75,60, più 22,00 = 97,60 euro
Accettare a 105,00 euro vale 444,00 euro in più che rifiutare

Il punto sensibile del conto è una sola voce: le camere transient previste. Se il forecast dice 78 camere e la realtà è 60, non spiazzi niente e il gruppo è quasi tutto guadagno; se dice 78 e la realtà è 88, il gruppo ti costa molto più di quanto hai calcolato. Il conto è buono quanto il tuo forecast, e per questo va rifatto anche a due settimane dalla data, quando il gruppo non è più modificabile ma le condizioni di rinuncia sì.

Manca ancora una voce, e va aggiunta appena hai lo storico per farlo: la quota di camere che il gruppo prenota e non utilizza. Se i gruppi simili rilasciano regolarmente camere prima della scadenza, le camere-notte davvero occupate sono meno di sessanta e la tariffa di pareggio scende. Fino a quando quel dato non esiste, è più prudente calcolare su tutte le camere bloccate e negoziare invece le condizioni di rinuncia.

5. Il limite di overbooking#

Risponde alla domanda: quante camere in più posso vendere stanotte senza mettermi nella condizione di mandare via un ospite. La regola veloce che si sente in giro, vendi tante camere quante sono le mancate presentazioni medie, ignora il fatto che sbagliare in eccesso costa molto più che sbagliare in difetto: il conto pieno di un ospite mandato altrove pesa più del margine di una camera.

p*=KwM+Kw
p^* = (K_w) / (M + K_w)
p^*probabilità minima di liberazione che giustifica una camera in più in overbooking, come frazioneMmargine di una camera venduta, cioè ADR meno costo variabile, in euroK_wcosto pieno di un walk, in euro
Si accetta l'ennesima camera in eccesso solo se la probabilità che almeno altrettante camere si liberino supera questa soglia

Notte in compressione, 40 notti simili osservate nei dodici mesi precedenti

Distribuzione delle mancate presentazioni (cancellazioni oltre la scadenza più no-show) sulle 40 notti:
0 mancate in 1 notte, 1 in 2 notti, 2 in 4, 3 in 5, 4 in 7, 5 in 8, 6 in 6, 7 in 4, 8 in 3
Totale mancate presentazioni
181 su 40 notti, cioè 4,5 per notte
Costo pieno di un walk: camera pari livello 245,00 + trasporto 30,00 + gesto commerciale 145,00
420,00 euro
Margine di una camera venduta: 168,00 – 22,00
146,00 euro
Probabilita osservata di almeno 3 mancate presentazioni
33 notti su 40 = 82,5 per cento, sopra la soglia
Probabilita osservata di almeno 4 mancate presentazioni
28 notti su 40 = 70,0 per cento, sotto la soglia
Soglia: 420,00 diviso (146,00 + 420,00)
0,742, cioè 74,2 per cento
Limite di overbooking: 3 camere, cioè si vende fino a 93

La regola veloce, sulle stesse notti, avrebbe detto quattro o cinque camere. La soglia le riduce a tre, e la ragione è tutta nel rapporto fra 420 e 146: un walk costa quasi il triplo di quanto rende la camera che stai provando a vendere. Nota anche che la distribuzione va costruita sulle notti simili, non su tutto l’anno: le mancate presentazioni di un martedì di febbraio non dicono niente su un sabato di compressione.

6. L’ARPAR, cioè il RevPAR che sa quanto costa vendere#

Risponde alla domanda: fra due mesi con RevPAR quasi uguale, quale mi ha lasciato più soldi. È il conto che smaschera l’occupazione comprata a caro prezzo sui canali sbagliati.

ARPAR=(ADR×(1d)cv)×Occ
ARPAR = ( ADR × (1 – d) – c_v ) × Occ
ARPARricavo netto rettificato per camera disponibile, in euroADRtariffa media giornaliera, in eurodcosto di distribuzione medio, come frazione della tariffac_vcosto variabile per camera venduta, in euroOccoccupazione, come frazione
Stessa forma del RevPAR, ma dentro la parentesi c'è quello che resta davvero

Due mesi a confronto, stessa struttura da 90 camere

Mese A: ADR 138,00, occupazione 70,0 per cento, costo di distribuzione medio 12,0 per cento
Mese B: ADR 145,00, occupazione 68,0 per cento, costo di distribuzione medio 17,0 per cento
RevPAR di A: 138,00 x 0,70
96,60 euro
RevPAR di B: 145,00 x 0,68
98,60 euro
ARPAR di A: (138,00 x 0,88 – 22,00) x 0,70
(121,44 – 22,00) x 0,70 = 69,61 euro
ARPAR di B: (145,00 x 0,83 – 22,00) x 0,68
(120,35 – 22,00) x 0,68 = 66,88 euro
B batte A di 2,00 euro di RevPAR e perde contro A di 2,73 euro di ARPAR

Su 2.700 camere disponibili in un mese da trenta giorni, 2,73 euro di ARPAR sono 7.371 euro. È la cifra che un cruscotto basato sul solo RevPAR non ti mostrerà mai, e la ragione per cui il mese B, festeggiato in riunione, è stato il mese peggiore.

Il limite dell’ARPAR è il costo di distribuzione medio: se un mese ha pochi canali molto costosi e molti quasi gratuiti, la media nasconde entrambi. Per questo il conto va rifatto almeno una volta per segmento, e non solo sul totale della struttura. Resta comunque un numero più onesto del RevPAR, e si costruisce con dati che hai già.

7. Il costo di una restrizione#

Risponde alla domanda: il minimo due notti sul sabato mi sta facendo guadagnare o perdere. Una restrizione non è gratis: sposta domanda, ma ne distrugge una parte, e il saldo va misurato su tutto il periodo che tocca, mai sulla sola notte protetta.

Δ=(R1R0)cv×(N1N0)
Δ = (R_1 – R_0) – c_v × (N_1 – N_0)
Δvariazione di margine prodotta dalla restrizione, in euroR_1ricavo camere del periodo con la restrizione attiva, in euroR_0ricavo camere del periodo senza restrizione, in euroc_vcosto variabile per camera venduta, in euroN_1camere-notte vendute con la restrizioneN_0camere-notte vendute senza
Se il risultato è negativo, la restrizione ti sta costando

Minimo due notti sul sabato, fine settimana di 90 camere

Senza restrizione, sabato
90 camere vendute a 172,00 euro = 15.480,00 euro
Senza restrizione, domenica
48 camere vendute a 118,00 euro = 5.664,00 euro
Con il minimo due notti si perdono 17 richieste di sola notte del sabato e 9 si prolungano alla domenica
Con restrizione, sabato
73 camere a 172,00 euro = 12.556,00 euro
Con restrizione, domenica
57 camere a 118,00 euro = 6.726,00 euro
Senza restrizione: ricavo 21.144,00 euro su 138 camere-notte
Con restrizione: ricavo 19.282,00 euro su 130 camere-notte
Variazione: (19.282,00 – 21.144,00) – 22,00 x (130 – 138)
-1.862,00 + 176,00 = -1.686,00 euro

La restrizione costa 1.686 euro su un solo fine settimana. Il conto si ribalta se il sabato non si riempirebbe comunque, o se la domenica ha una tariffa vicina a quella del sabato: sono i due casi in cui il minimo soggiorno funziona. Il dato difficile è quante richieste di sola notte si perdono davvero, e si stima dal numero di ricerche rifiutate registrate dal motore di prenotazione nei fine settimana in cui la restrizione era attiva.

I sette conti in una tabella#

Conto Formula essenziale Risultato dell’esempio Dove ti tradisce
RevPAR ADR per occupazione 96,60 euro Camere fuori vendita nel denominatore
Punto di pareggio Costi fissi diviso margine per camera 1.138 camere, 40,8% I costi fissi non restano fissi ad alta occupazione
Costo di un canale Lordo meno tutti i costi diretti 30,30 euro di differenza Le cancellazioni non compaiono in fattura
Tariffa di pareggio del gruppo Margine spiazzato meno accessori, diviso camere-notte 97,60 euro Dipende interamente dal forecast del transient
Limite di overbooking Costo del walk diviso costo del walk più margine 3 camere Serve la distribuzione, non la media
ARPAR Tariffa netta meno costo variabile, per occupazione 69,61 contro 66,88 euro Il costo di distribuzione medio nasconde i casi estremi
Costo di una restrizione Variazione di ricavo meno variazione di costo variabile -1.686,00 euro La domanda persa si stima, non si osserva

Tutti i valori della colonna centrale vengono dagli esempi costruiti in questa pagina su una struttura ipotetica da 90 camere: sono lì per far vedere l’ordine di grandezza del risultato, non per essere usati come riferimenti.

L'errore che rende inutili tutti e sette

Usare il costo variabile sbagliato. In moltissime strutture il costo variabile per camera venduta viene stimato a occhio, o peggio, viene preso come un decimo della tariffa. Ma quel numero entra in cinque dei sette conti: nel punto di pareggio, nella tariffa di pareggio del gruppo, nel limite di overbooking, nell’ARPAR e nel costo di una restrizione. Se sbagli di dieci euro il costo variabile, la tariffa di pareggio del gruppo dell’esempio si sposta di quattro euro e la decisione può ribaltarsi. Il costo variabile si calcola una volta all’anno sommando le voci che esistono solo perché quella camera è stata venduta, si scrive su un foglio e si usa dappertutto uguale.

Cosa fare lunedì mattina#

  1. Calcola il tuo costo variabile per camera venduta sommando le voci reali dell’ultimo bilancio: prodotti di pulizia, lavanderia, cortesie, colazione, energia riferibile alla camera occupata, costo del lavoro di riassetto. Scrivi il numero e datalo.
  2. Prendi i costi fissi dell’ultimo esercizio, dividili per dodici e calcola la tua occupazione di pareggio mese per mese. Nei mesi in cui è sopra il sessanta per cento, il problema non è tariffario.
  3. Apri l’ultima fattura del motore di prenotazione e l’ultimo estratto conto delle commissioni e calcola il cost of sale reale dei tuoi tre canali principali su una prenotazione tipo di due notti.
  4. Estrai dal PMS le ultime quaranta notti in compressione e conta le mancate presentazioni notte per notte: ti serve la distribuzione, non la media.
  5. Calcola l’ARPAR degli ultimi dodici mesi accanto al RevPAR e guarda i mesi in cui le due curve divergono: sono i mesi in cui hai comprato occupazione.
  6. Metti i sette conti su una pagina sola, con i tuoi numeri già dentro, e tienila stampata dove rispondi alle richieste dei gruppi.
  7. Alla prossima richiesta di gruppo, calcola la tariffa di pareggio prima di guardare quella che ti hanno offerto. L’ordine conta: al contrario, il numero che hai letto ti condiziona.

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