Costo variabile per camera

Variable cost per room

La somma di tutti i costi che l'albergo sostiene solo perché una camera in più viene occupata quella notte, e che non esisterebbero se restasse vuota. È il numero che dice sotto quale prezzo vendere fa perdere soldi.

v=cp+cb+ccol+ce+cm+ADR×(c%+t%)
v = c_p + c_b + c_col + c_e + c_m + ADR × ( c% + t% )
vcosto variabile totale della camera venduta, in eurocpcosto di pulizia e riassetto della camera, in eurocbcosto di biancheria e lavanderia, in euroccolcosto della colazione servita all'ospite, in eurocecosto di energia e acqua della camera, in eurocmcosto di amenities e materiali di consumo, in euroADRtariffa media della camera venduta, in euroc%commissione di canale, in percentuale della tariffat%imposte e oneri di transazione, in percentuale della tariffa
Una parte del costo variabile è fissa in euro per camera, un'altra cresce con il prezzo: per questo il costo variabile di una camera venduta a 90 euro non è uguale a quello della stessa camera venduta a 190.

Che cos’è

È la voce più importante del controllo di gestione alberghiero e la meno calcolata. Quasi tutti gli alberghi italiani sanno il proprio ADR al centesimo e non sanno quanto costa vendere una camera in più. Senza quel numero non si decide una tariffa minima, non si valuta un gruppo, non si sa se un canale conviene, non si calcola il pareggio.

Il concetto è semplice e la sua applicazione richiede disciplina: entra nel costo variabile solo ciò che non esisterebbe se quella camera restasse vuota stanotte. Il receptionist c’è comunque. Il direttore c’è comunque. La governante c’è comunque, ma le ore della cameriera ai piani che pulisce quella camera no. La caldaia è accesa comunque, ma l’acqua calda della doccia e il riscaldamento di quella stanza no.

Le componenti, una per una

  • Pulizia della camera. La voce maggiore. In appalto si paga a camera, con un prezzo per la partenza e uno più basso per il riassetto: i due importi sono scritti nel contratto e vanno presi da lì.
  • Biancheria e lavanderia. Lenzuola, federe, spugne, tappetini: si ricava dividendo la fattura della lavanderia per le camere occupate del periodo.
  • Amenities e materiali di consumo. Cortesia bagno, carta, prodotti di pulizia, kit di benvenuto: si ricava dagli acquisti del periodo.
  • Colazione, quando è inclusa in tariffa. Solo il food cost, non il personale del buffet che è quasi tutto fisso, e va moltiplicato per gli ospiti effettivi e non per le camere.
  • Energia e acqua variabili. Climatizzazione della camera, acqua calda, elettricità, depurazione: cambiano con la stagione e con la classe energetica dell’edificio.
  • Usura di tessili e dotazioni: la quota di rinnovo annuo divisa per le camere-notte vendute.
  • Commissioni e costi di canale. OTA">Commissione OTA, fee del motore di prenotazione, quota CRS o GDS, campagne a performance: si esprimono in percentuale del prezzo, non in euro fissi, e vanno pesate sul mix di canali della tua struttura.
  • Costi di incasso. Commissione carta e servizi di pagamento, secondo le condizioni del tuo contratto di incasso.

L’ordine di grandezza cambia molto con il prodotto e va ricostruito struttura per struttura: un tre stelle senza colazione inclusa sta parecchio sotto un quattro stelle cittadino, e un resort con doppia occupazione alta e servizio spinto sta parecchio sopra. L’esempio qui sotto mostra come si compone il calcolo: gli unici valori che contano sono quelli che leggi sulle tue fatture.

Come si calcola

Si calcola per camera occupata su almeno tre mesi, prendendo le fatture reali e dividendo per le camere-notte vendute. Le voci a percentuale si tengono separate e si applicano all’ADR, perché variano con il prezzo. Attenzione all’ALOS: il costo di pulizia per camera occupata scende quando i soggiorni si allungano, perché la pulizia di fondo si ripartisce su più notti.

Costo variabile per camera occupata, 4 stelle 90 camere, ADR 130

pulizia e riassetto, media su ALOS 1,8
9,40 EUR
biancheria e lavanderia
3,60 EUR
amenities e materiali di consumo
1,40 EUR
colazione, food cost su 1,5 persone
6,30 EUR
energia e acqua
3,10 EUR
usura tessili e dotazioni
0,60 EUR
commissioni e costi di canale, 12% medio
15,60 EUR
costi di incasso, 1,4%
1,82 EUR
costo variabile operativo
24,40 EUR
costo variabile totale
41,82 EUR
margine di contribuzione
130 meno 41,82 = 88,18 EUR pari al 67,8%

Come si usa

Serve a tre decisioni quotidiane. La tariffa minima, che non è mai sotto il costo variabile totale e va calcolata canale per canale perché la componente commissione cambia. La valutazione di un gruppo o di un contratto, dove il margine unitario moltiplicato per le camere dice quanto porta davvero. La scelta fra riempire e tenere il prezzo.

Da fare lunedì: prendi le fatture di lavanderia, pulizie in appalto e forniture bagno degli ultimi tre mesi e dividile per le camere vendute. Hai già l’80% del costo variabile operativo, e quasi sempre risulta più alto di quanto la direzione pensava.

L'errore tipico: contare l'imposta di soggiorno o l'IVA fra i costi variabili

L’imposta di soggiorno è una partita di giro: si incassa dal cliente e si versa al Comune, non transita dal conto economico e non è un costo variabile. Mettercela dentro gonfia il costo per camera di 2-5 euro e alza artificialmente la tariffa minima. Vale lo stesso per l’IVA. L’errore opposto è più grave e altrettanto comune: dimenticare le commissioni, che sono la componente più grande di tutte, e concludere che vendere a 45 euro conviene perché il variabile è 24. Su una OTA al 18%, a 45 euro il margine di contribuzione reale è di 12 euro, non di 21.

Da non confondere con

Non è il CPOR. Il CPOR divide tutti i costi del reparto camere, anche quelli fissi, per le camere occupate: dice quanto è costata mediamente una camera venduta. Il costo variabile risponde a una domanda prospettica, quanto costa la prossima camera. Nello stesso albergo il CPOR può essere 58 euro e il costo variabile 42.

E non è il costo diretto di reparto, che comprende anche il personale fisso ai piani e il ricevimento.

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