Regole e fisco

IVA nelle strutture ricettive: le aliquote diverse dentro lo stesso soggiorno

Come si scompone un soggiorno fra aliquote diverse, perché due prezzi lordi identici nascondono ricavi camera distanti 60 euro a notte, e quando l'inversione contabile sulle commissioni estere smette di essere neutra.

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Dentro lo stesso soggiorno convivono trattamenti diversi. La prestazione alberghiera e la somministrazione di alimenti e bevande scontano l’aliquota ridotta del 10 per cento; un servizio reso autonomamente e non accessorio all’alloggio sconta l’aliquota ordinaria del 22; l’imposta di soggiorno resta fuori dalla base imponibile, perché è riscossa per conto del comune. Aliquote e classificazioni vanno verificate alla data con il proprio consulente.

La conseguenza pratica arriva subito. Due strutture che espongono lo stesso prezzo a notte possono avere ricavi camera distanti decine di euro, perché una ha dentro la cena e l’ingresso al centro benessere e l’altra no. Il rate shopper vede un numero solo. Il conto economico ne vede tre.

L’equivoco è strutturale. Chi vende ragiona sul lordo, perché è quello che l’ospite paga; chi misura ragiona sull’imponibile, perché è quello che finisce a conto economico. Finché il mix di servizi resta identico la distanza fra i due numeri è costante e non fa danni. Appena il mix cambia, i confronti fra un anno e l’altro smettono di significare qualcosa.

Tre trattamenti dentro lo stesso conto#

Le righe che compongono il conto di un soggiorno ricadono in tre trattamenti: aliquota ridotta, aliquota ordinaria, somme che restano fuori dalla base imponibile. Le voci della tabella sono trattamenti tipici, non certezze: la qualificazione dipende da come il servizio è organizzato e contrattualizzato, ed è una verifica da fare con il consulente.

Riga del conto Trattamento tipico Che cosa lo determina
Pernottamento Aliquota ridotta È la prestazione alberghiera
Prima colazione compresa nella tariffa Aliquota ridotta Segue la prestazione alberghiera
Cena al ristorante interno Aliquota ridotta È somministrazione di alimenti e bevande
Parcheggio riservato agli alloggiati Segue l’alloggio se accessorio Serve a fruire meglio del soggiorno
Ingresso al centro benessere venduto anche al pubblico Aliquota ordinaria È un servizio autonomo
Imposta di soggiorno Fuori dalla base imponibile È riscossa in nome e per conto del comune
Somma trattenuta per disdetta tardiva Dipende dalla natura La qualificazione dipende da come è scritta nelle condizioni

L’ultima riga merita un’avvertenza: una somma trattenuta può avere natura risarcitoria oppure essere il corrispettivo di una prestazione, e la differenza dipende dal testo delle condizioni di prenotazione, non dalle intenzioni di chi le ha scritte.

Accessorietà: la regola che decide l’aliquota#

Il concetto che tiene insieme tutta la materia è l’accessorietà. Una prestazione è accessoria a un’altra quando è resa dallo stesso soggetto o per suo conto, serve a fruire meglio della prestazione principale ed è addebitata insieme a essa. In quel caso segue il trattamento della principale: un servizio che da solo sconterebbe l’aliquota ordinaria, se è davvero accessorio all’alloggio, segue l’alloggio.

Il test pratico è uno solo, e conviene farselo prima di caricare un pacchetto: lo venderei a qualcuno che non dorme da me? Il parcheggio riservato a chi soggiorna, con il posto assegnato alla camera, difficilmente si vende a un passante. Il centro benessere che ha un listino per esterni, una porta propria e degli orari propri si vende eccome, e allora è un servizio autonomo anche quando finisce dentro un pacchetto.

Non è una scelta di convenienza. Qualificare tutto come accessorio per applicare l’aliquota ridotta espone, sulla differenza fra le due aliquote, per tutti gli anni ancora accertabili. Su una componente da 100 euro lordi passare dal 22 al 10 sposta circa 9 euro di imposta: su tremila componenti l’anno sono quasi 27.000 euro.

Lo scorporo, componente per componente#

Lo scorporo di un prezzo lordo è un’operazione sola: I=L1+a. Con un’unica aliquota si applica al totale. Con più aliquote dentro lo stesso prezzo non si può applicare al totale, perché non esiste un’aliquota media da usare senza conoscere la ripartizione.

I=kLk1+ak
I = ∑_k (L_k) / (1 + a_k)
Iimponibile totale del soggiorno, in euroL_kquota del prezzo lordo attribuita alla componente k, in euroa_kaliquota della componente k, come frazione
Con più aliquote lo scorporo si fa su ogni componente e poi si somma: il passaggio obbligato è attribuire una quota del prezzo a ciascuna componente, e quella attribuzione va motivata

La struttura di riferimento per tutti i conti che seguono è un quattro stelle di 76 camere in una località termale dell’Italia centrale, con un pacchetto di due notti per due persone.

Pacchetto due notti, due persone, quattro stelle di 76 camere

Prezzo al pubblico del pacchetto
440,00 euro
Componente alloggio, colazione e parcheggio riservato, aliquota ridotta
306,90 euro
Componente cena per due, aliquota ridotta
66,00 euro
Componente due ingressi al centro benessere, aliquota ordinaria
67,10 euro
Imponibile dell’alloggio: 306,90 diviso 1,10
279,00 euro
Imponibile della cena: 66,00 diviso 1,10
60,00 euro
Imponibile del centro benessere: 67,10 diviso 1,22
55,00 euro
Imponibile totale: 279,00 più 60,00 più 55,00
394,00 euro
Imposta totale: 440,00 meno 394,00
46,00 euro
Ricavo camera imponibile per notte: 279,00 diviso 2
139,50 euro
Prezzo lordo per notte che si legge sui portali: 440,00 diviso 2
220,00 euro

Accanto al pacchetto viaggia l’imposta di soggiorno, qui 3,00 euro a persona per notte: 12,00 euro in tutto, addebitati a parte, fuori dalla base imponibile e fuori da qualsiasi indicatore di ricavo. È la voce che più spesso finisce per sbaglio dentro il corrispettivo.

Stesso prezzo lordo, tre ricavi camera diversi#

Tre strutture confrontabili espongono lo stesso prezzo: 440,00 euro per due notti, cioè 220,00 euro a notte. Cambiano solo le inclusioni.

Pacchetto Che cosa comprende Prezzo lordo Imponibile totale Imponibile alloggio Ricavo camera per notte
A Due notti, colazione, parcheggio, cena, benessere 440,00 394,00 279,00 139,50
B Due notti e colazione 440,00 400,00 400,00 200,00
C Due notti, colazione, benessere 440,00 394,00 339,00 169,50

Il pacchetto B ha un ricavo camera per notte più alto del pacchetto A del 43 per cento: 200,00 contro 139,50, cioè 60,50 euro di differenza su ogni notte venduta. E questo prima di sottrarre il costo della cena e degli ingressi al benessere, che nel pacchetto A esistono e nel B no.

Chi confronta i prezzi lordi conclude che le tre strutture sono allineate. Lo sono solo nella vetrina. Un prezzo letto dal rate shopper è confrontabile con il vostro soltanto dopo aver visto che cosa comprende, e la differenza di inclusione va tradotta in euro prima di decidere.

Il revenue lavora sull’imponibile, la vendita sul lordo#

L’attrito quotidiano è questo: il gestionale mostra il lordo, il conto economico mostra l’imponibile, e i due numeri finiscono nella stessa riunione senza che nessuno dica quale sta usando. Restiamo sulla struttura di 76 camere, mese di 30 giorni e occupazione al 70 per cento, con 640 notti vendute a pacchetto A e 956 a pacchetto B.

Lo stesso mese letto in tre modi, 76 camere

Camere-notte disponibili
76 per 30 = 2.280
Camere-notte vendute
1.596
Notti vendute con il pacchetto A
640
Notti vendute con il pacchetto B
956
Prezzo lordo per notte, entrambi i pacchetti
220,00 euro
Ricavo lordo del mese: 1.596 per 220,00
351.120,00 euro
Imponibile totale: 640 per 197,00 più 956 per 200,00
317.280,00 euro
Imponibile del solo alloggio: 640 per 139,50 più 956 per 200,00
280.480,00 euro
RevPAR calcolato sul lordo: 351.120,00 diviso 2.280
154,00 euro
RevPAR sull’imponibile totale: 317.280,00 diviso 2.280
139,16 euro
RevPAR sul solo ricavo camera: 280.480,00 diviso 2.280
123,02 euro

Fra il primo e il terzo numero ci sono 30,98 euro, cioè il 20 per cento. Nessuno dei tre è sbagliato: è sbagliato confrontarli fra loro. Un budget costruito sull’imponibile e un consuntivo settimanale letto sul lordo fanno sembrare la struttura avanti del venti per cento per tutto l’anno, fino a quando il bilancio riporta tutti sulla terra.

C’è di peggio, e riguarda il mix. Se l’anno successivo il pacchetto A passa a 960 notti e il B scende a 636, con lo stesso prezzo lordo e la stessa occupazione, il ricavo camera imponibile diventa 261.120,00 euro, cioè 114,53 euro per camera disponibile. Il RevPAR letto sul lordo resta identico, 154,00 euro. Il ricavo camera è sceso di 19.360 euro nel mese, e il cruscotto non se ne accorge.

L'imposta di soggiorno dentro il pacchetto

La versione «tutto compreso» del pacchetto viene caricata a 440,00 euro con dentro anche i 12,00 euro di imposta di soggiorno, e l’intero importo viene trattato come corrispettivo. L’imposta è riscossa per conto del comune e non fa parte della base imponibile: assoggettandola si versa imposta su una somma che non è vostra, circa 1,09 euro a pacchetto. Su 450 pacchetti l’anno sono circa 491 euro regalati, e quei 12,00 euro restano anche dentro il RevPAR gonfiando ogni confronto. Va tenuta su una riga separata anche nelle tariffe che la comprendono.

Le commissioni dei portali esteri e l’inversione contabile#

Quando la provvigione del portale è fatturata da una società con sede fiscale in un altro paese, il documento arriva senza imposta. Non è un errore del fornitore: nei rapporti fra soggetti passivi il servizio si considera rilevante nel paese del committente, quindi in Italia, e tocca alla struttura assolvere l’imposta. Se il fornitore è stabilito nell’Unione europea si integra il documento ricevuto; se è extraeuropeo si emette autofattura. In entrambi i casi l’operazione va registrata sia fra gli acquisti sia fra le vendite e trasmessa per via telematica nei termini e con il codice previsti.

Si chiama inversione contabile perché ribalta sul committente l’obbligo di versare. Nella maggior parte delle strutture l’effetto sulla cassa è nullo: la stessa imposta compare a debito e a credito e si annulla, e da qui nasce l’idea che sia una formalità. Lo è finché la detrazione è piena. Su tutto questo la verifica va fatta con il proprio consulente, anche perché nel modello mercantile il portale non fattura commissioni, compra e rivende, e il giro è un altro.

Dove questo ragionamento si rompe#

Il primo limite è che la ripartizione del prezzo di un pacchetto fra le componenti non è libera. Deve riflettere valori economici sostenibili, tipicamente i prezzi ai quali le stesse componenti sono vendute separatamente. Se l’ingresso al centro benessere ha un listino di 35 euro per esterni, attribuirgli 8 euro dentro il pacchetto è difficile da difendere.

Qui c’è la cosa che quasi nessuno mette in conto: la ripartizione non è una scelta contabile, è la conseguenza dei prezzi che avete pubblicato altrove. Più alto è il listino separato di un servizio accessorio, più valore il pacchetto è costretto ad attribuirgli, e più basso risulta il ricavo camera. Una struttura che costruisce valore sui servizi si vede scendere l’ADR misurata a parità di incasso, e nel confronto con il comp set sembra vendere peggio di chi incassa la stessa cifra come sola camera. Alzare il listino della spa per giustificare il prezzo del pacchetto e insieme tenere alta l’ADR non si può: è la stessa leva.

Il secondo limite riguarda l’inversione contabile e vale per una minoranza di strutture che però esiste. Se una parte dell’attività è esente, per esempio prestazioni sanitarie in un reparto cure di una struttura termale, la detrazione non è piena e l’imposta sulle commissioni diventa un costo vero. Con 18.000 euro di commissioni in un mese l’imposta è 3.960 euro; con una detraibilità dell’80 per cento restano a carico 792 euro. Quel mese il canale è costato 792 euro più di quanto dice la percentuale scritta nel contratto, e nessuna tabella dei costi di distribuzione lo mostra.

Il terzo limite è banale ma produce errori frequenti: uno sconto su un pacchetto va ripartito proporzionalmente fra le componenti. Concentrarlo su quella ad aliquota ordinaria sposta base imponibile verso l’aliquota bassa, ed è il tipo di operazione che non regge a una verifica.

L’ultimo limite è di prospettiva. Ragionare solo sull’imponibile fa dimenticare che l’ospite decide sul prezzo finale e che alcuni portali mostrano o nascondono le imposte a seconda del paese di chi guarda. L’imponibile è il numero con cui si misura. Il lordo resta il numero con cui si vende.

Cosa fare lunedì mattina#

  1. Prendi il pacchetto che vendi di più e scrivi la ripartizione del prezzo per componente, indicando accanto a ciascuna il prezzo separato che la giustifica. Se quel prezzo separato non esiste, definiscilo.
  2. Verifica come il gestionale registra quel pacchetto: se produce una riga sola con un’unica aliquota mentre le componenti sono due o tre, il problema è a monte di qualsiasi calcolo.
  3. Controlla dove finisce l’imposta di soggiorno nelle tariffe che la comprendono: deve stare fuori dal corrispettivo e fuori dal RevPAR.
  4. Decidi se il cruscotto lavora sul lordo o sull’imponibile, scrivilo in testa al report, e allinea il budget alla stessa scelta.
  5. Calcola il ricavo camera imponibile per notte dei tre pacchetti che vendi di più e mettilo nella stessa tabella dove leggi i prezzi lordi dei concorrenti.
  6. Chiedi al consulente la conferma sul trattamento delle commissioni estere e sulla tua percentuale di detraibilità: se non è piena, aggiorna il costo del canale.
  7. Passa parcheggio e centro benessere al test dell’accessorietà, annota la risposta con la data, e fissa una revisione annuale delle ripartizioni.

Domande frequenti#

La colazione va all’aliquota ridotta o a quella ordinaria?#

La colazione compresa nella tariffa segue la prestazione alberghiera e sconta l’aliquota ridotta. Anche venduta a parte a un cliente alloggiato resta somministrazione di alimenti e bevande, che ha la stessa aliquota ridotta. Il problema pratico non è quindi l’aliquota, ma sapere quanta parte del prezzo le viene attribuita: serve per il conto economico del reparto e per confrontare una tariffa con colazione e una senza.

Se vendo un pacchetto a prezzo unico, posso applicare un’aliquota sola a tutto?#

Solo se tutte le componenti hanno davvero lo stesso trattamento, o se quelle diverse sono accessorie all’alloggio secondo i criteri di legge. Quando dentro il pacchetto c’è un servizio autonomo, come l’ingresso a un centro benessere che ha un listino per esterni, il prezzo va ripartito e ogni quota scorporata con la propria aliquota. La ripartizione va motivata con i prezzi separati praticati.

L’imposta di soggiorno entra nel prezzo su cui si calcola l’IVA?#

No: è riscossa in nome e per conto del comune e resta fuori dalla base imponibile, anche quando per comodità commerciale la comprendete nel prezzo esposto. In quel caso va comunque isolata su una riga propria, altrimenti si versa imposta su una somma che non è ricavo della struttura e si gonfia ogni indicatore costruito sul ricavo camera. Le modalità di esposizione dipendono dal regolamento comunale.

Sulla fattura di commissione di un portale estero devo aggiungere l’IVA italiana?#

Il documento arriva senza imposta e l’obbligo di assolverla ricade sulla struttura, con integrazione del documento se il fornitore è europeo o con autofattura se è extraeuropeo, e con registrazione sia fra gli acquisti sia fra le vendite. Se la detrazione è piena l’operazione è neutra sulla cassa. Il trattamento va confermato con il proprio consulente, perché dipende anche dal contratto con il portale.

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