Dati e tecnologia

Il gestionale: cosa deve fare davvero per non ostacolare il revenue

I cinque requisiti che decidono se dal gestionale si possono estrarre numeri utili, perché l'estrazione libera è il più importante di tutti, e che cosa si perde in ogni migrazione.

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Un gestionale è adatto al revenue quando permette di rispondere da soli, senza chiedere niente al fornitore, a una domanda sola: che cosa sapevo il 3 marzo delle notti di agosto. Se per rispondere serve un ticket, un preventivo o un file che arriva dopo dieci giorni, quel programma sta ostacolando il lavoro, per quanto sia comodo al banco del ricevimento.

La scelta si decide quasi sempre su altro: la schermata degli arrivi, la velocità del check-in, il collegamento con la cassa del bar. Sono cose che servono, e chi le usa otto ore al giorno ha diritto di pesarle. Nessuna di quelle voci però conta nel momento in cui, due anni dopo, qualcuno chiede perché la settimana di Pasqua ha reso meno dell’anno prima. Quel momento arriva sempre, e o l’archivio contiene le date, gli stati e i codici che servono, o la risposta si costruisce a memoria.

Il gestionale è l’archivio dei fatti, non il programma del ricevimento#

Per chi deve estrarre numeri, il gestionale è il registro di che cosa è successo e di quando lo si è saputo. Il ricevimento lo usa al presente. Il revenue lo usa al passato di un passato: non basta sapere quante camere ho venduto per il 14 agosto, serve sapere quante ne avevo vendute il 14 giugno per il 14 agosto. Questa seconda quantità si scrive in modo esatto: è la differenza fra due conteggi.

OTB(d,t)=N(d,t)A(d,t)
OTB(d,t) = N(d,t) – A(d,t)
OTB(d,t)camere già prenotate per la notte d, viste alla data tN(d,t)numero di camere per la notte d entrate in archivio entro la data tA(d,t)numero di quelle stesse camere annullate entro la data t
Entrambi i termini a destra hanno bisogno di una data che non è la data del soggiorno: la data di ingresso della prenotazione e la data dell'annullamento. Se il gestionale non le conserva, questa formula non è calcolabile, e con lei tutto il resto

Da qui discende quasi tutto il mestiere. Il ritmo di riempimento fra due date è OTB(d,t2)OTB(d,t1). La curva di prenotazione è la stessa quantità disegnata giorno per giorno, la previsione è l’estensione della curva fino all’arrivo, il tasso di annullamento per canale è A/N calcolato sul sottoinsieme giusto. Un gestionale che non calcola le camere già vendute a una data passata non permette nessuna delle quattro cose, e nessun software a valle rimedia: nessun sistema inventa una data che non è mai stata scritta.

Il gestionale scelto guardando solo il banco

Alla dimostrazione ci sono il direttore, il capo ricevimento e due addetti. Si prova l’assegnazione delle camere, la stampa della scheda, la chiusura di cassa. Nessuno apre la sezione delle estrazioni, perché in quel momento non serve a nessuno, e si firma un contratto di cinque anni su tre schermate di ricevimento. Due anni dopo la struttura vuole un sistema di prezzi automatico, il fornitore chiede lo storico con data di ingresso e stato, e si scopre che l’archivio conserva solo lo stato finale, sovrascritto. Il progetto non parte: prima servono dodici mesi di dati nuovi. Il costo della scelta sbagliata si vede quando si prova a fare il passo successivo.

I cinque requisiti che decidono se potrai fare revenue#

Si verificano in mezz’ora di dimostrazione, se si sa che cosa chiedere. Nessuno riguarda l’aspetto grafico o la velocità di inserimento.

1. La struttura dei codici tariffa deve essere modificabile da te#

Un codice tariffa non è un prezzo: è l’etichetta con cui, tre anni dopo, riconosci da dove viene una prenotazione e a quali condizioni è stata venduta. Serve poterne creare di nuovi, raggrupparli e assegnare a ciascuno attributi stabili: canale di origine, condizione di disdetta, segmento commerciale, pubblico o riservato. Se il gestionale offre solo un elenco piatto di nomi, la segmentazione diventa un lavoro manuale che nessuno farà per sempre.

Il controllo: chiedi di creare davanti a te un codice nuovo con tre attributi e di estrarre le prenotazioni filtrate su uno solo di quegli attributi. Se rispondono che quella modifica la fa l’assistenza, hai già la risposta.

2. Gli stati della prenotazione devono restare distinti e non sovrascritti#

Una prenotazione attraversa stati diversi: opzione, confermata, modificata, annullata, mancata presentazione, partenza anticipata, soggiorno regolare. In molti archivi questi stati esistono ma vivono in un unico campo riscritto ogni volta, così una prenotazione annullata a marzo e una mai confermata risultano identiche, e una mancata presentazione può comparire come annullamento.

La differenza pesa: l’annullamento anticipato lascia il tempo di rivendere la camera, la mancata presentazione no. Se i due casi finiscono nello stesso contenitore, ogni stima di sovraprenotazione parte da una base falsa, con un errore sistematico che sovrastima la parte recuperabile.

3. La data di prenotazione deve essere conservata, e non deve essere quella dell’ultima modifica#

È l’errore più diffuso e il più silenzioso. Molti gestionali tengono una sola data e la aggiornano a ogni intervento: un cambio di camera a due giorni dall’arrivo sposta la data di ingresso a due giorni dall’arrivo, e la curva di prenotazione che ne esce è schiacciata verso l’ultimo minuto. La verifica: prendi una prenotazione entrata sei mesi fa, modificale il numero di ospiti, salva, e guarda se la data di creazione è ancora quella. Se è cambiata servono due campi separati, creazione e ultima modifica, da chiedere prima di firmare.

4. Lo storico deve essere consultabile a una data passata#

Non basta conservare i dati: serve poter ricostruire la fotografia di un giorno passato. È la differenza fra sapere che la notte del 14 agosto ha chiuso a 88 camere e sapere che il 14 giugno ne aveva 41. Alcuni gestionali lo fanno con una funzione dedicata, altri salvando ogni sera una copia della situazione. Se non lo fa in nessuno dei due modi, l’archivio va costruito a mano.

5. Le estrazioni devono essere in formato aperto e senza intermediazione#

Formato aperto significa un file di testo separato da virgole o punti e virgola, oppure un accesso diretto in lettura alla banca dati. Senza intermediazione significa che chi lavora nella struttura lo lancia da solo, quando vuole e quante volte vuole, senza aprire una richiesta di assistenza e senza pagare. Un documento in formato di stampa non è un’estrazione: è un’immagine di numeri.

Requisito Domanda da fare in dimostrazione Prova concreta da pretendere Che cosa non puoi più fare se manca
Codici tariffa modificabili Posso creare un codice e assegnargli canale e segmento da solo? Creazione di un codice nuovo davanti a te, in meno di due minuti Segmentare senza riclassificare a mano ogni mese
Stati distinti Come distinguo un annullamento da una mancata presentazione? Estrazione con una colonna stato che contiene valori diversi Stimare la sovraprenotazione e il costo delle disdette
Data di prenotazione stabile La data di creazione cambia se modifico la prenotazione? Modifica dal vivo di una prenotazione vecchia, con la data che resta Costruire la curva di prenotazione e il ritmo di riempimento
Storico a una data passata Mi mostri la situazione di una notte futura com’era due mesi fa? La schermata o il file che lo mostra, non la promessa che si può fare Confrontare l’anno in corso con l’anno prima alla stessa distanza
Estrazione aperta e autonoma Quante estrazioni posso lanciare da solo, e in che formato? Un file separato da virgole scaricato da te durante la prova Tutto il resto, perché nessun dato esce dal programma

Perché l’estrazione libera è il requisito più importante e il meno chiesto#

Gli altri quattro requisiti riguardano che cosa il gestionale scrive. Il quinto riguarda se quello che ha scritto è tuo, ed è l’unico che, mancando, rende inutili gli altri: un archivio perfetto dentro una scatola chiusa vale quanto un archivio inesistente.

Non viene chiesto perché il danno non si vede subito. Alla firma nessuno pensa di dover estrarre niente, dato che il fornitore include un pacchetto di rapporti pronti. Quei rapporti coprono le domande frequenti, cioè quelle a cui chiunque sa già rispondere. Il vantaggio nasce dalle domande rare, e una domanda rara richiede sempre un’estrazione che non esiste.

La forma più costosa di dipendenza non è il prezzo per estrazione, è il tempo di attesa.

Estrazioni chieste al fornitore, quattro stelle di 90 camere, città d'arte del centro Italia

Richieste di estrazione personalizzata in un anno
12
Costo dichiarato dal fornitore per ogni estrazione
180,00 euro
Attesa media fra richiesta e consegna
5 giorni lavorativi
Ore di lavoro interno per riscrivere la richiesta e ricontrollare il file, per estrazione
1,5
Costo orario interno considerato
22,00 euro
Spesa diretta in un anno: 12 per 180,00
2.160,00 euro
Costo del lavoro interno: 12 per 1,5 per 22,00
396,00 euro
Costo totale annuo delle estrazioni: 2.160,00 più 396,00
2.556,00 euro
Giorni lavorativi di attesa accumulati in un anno: 12 per 5
60

I 2.556 euro sono la parte visibile e la meno grave. I sessanta giorni lavorativi di attesa sono quasi tre mesi all’anno in cui una domanda è aperta e la risposta non c’è, e in quei tre mesi il prezzo si decide comunque, solo senza il numero. Le cifre sono ipotesi dichiarate: sostituisci le tue e rifai il conto.

La migrazione: che cosa si perde sempre#

Cambiare gestionale è l’unica finestra in cui l’archivio si salva o si perde per intero, e dura poche settimane. La regola: si porta con sé quello che si estrae prima dello spegnimento, non quello che il nuovo fornitore promette di importare. L’importazione privilegia sempre i dati contabili e anagrafici, e sacrifica il resto per far quadrare i tempi.

Elemento dell’archivio Che cosa succede nella migrazione Come si limita il danno
Prenotazioni future Migrano quasi sempre, sono la priorità di tutti Controllo a campione su tariffa, condizioni e depositi già incassati
Anagrafiche degli ospiti Migrano, spesso duplicate e senza i consensi collegati Estrazione separata dei consensi con data e origine, prima dello spegnimento
Storico dei soggiorni passati Migra in forma ridotta, di solito solo il totale per soggiorno Estrazione riga per riga, camera per notte, con tutti i codici
Data di prenotazione delle prenotazioni passate Si perde quasi sempre, perché non serve alla contabilità È l’estrazione da fare per prima e da controllare per prima
Stati intermedi e annullamenti Si perdono quasi sempre: migra solo lo stato finale Estrazione dedicata delle sole prenotazioni annullate e delle mancate presentazioni
Fotografie della situazione a date passate Si perdono sempre Non sono ricostruibili: o le hai salvate prima, o l’anno di confronto ricomincia da zero

L’ultima riga è quella che costa. Senza fotografie a date passate, il primo anno con il gestionale nuovo non ha un anno precedente con cui confrontarsi alla stessa distanza dall’arrivo: si lavora alla cieca sul ritmo di riempimento e ci si accorge tardi di una stagione che parte sotto.

Costo di un anno senza confronto, stessa struttura di 90 camere

Notti di alta domanda nell’anno
40
Camere disponibili in quelle notti
90
Occupazione raggiunta in quelle notti
0,95
Tariffa media applicata senza confronto con l’anno prima
118,00 euro
Tariffa media che lo stesso riempimento avrebbe retto, stimata sul ritmo di ingresso osservato dopo
140,00 euro
Costo di un progetto di estrazione e archiviazione fatto prima della migrazione
3.500,00 euro
Camere vendute nelle notti di alta domanda: 40 per 90 per 0,95
3.420
Differenza di tariffa per camera: 140,00 meno 118,00
22,00 euro
Ricavo lasciato sul tavolo: 3.420 per 22,00
75.240,00 euro
Rapporto fra danno e costo dell’archiviazione: 75.240,00 diviso 3.500,00
21,5 volte

Il conto non dimostra che ogni migrazione costa settantacinquemila euro: dimostra che il costo di salvare l’archivio e il costo di perderlo stanno su scale diverse. Anche se l’errore di prezzo fosse un quinto di quello ipotizzato, il progetto di estrazione resterebbe conveniente più di quattro volte.

Le verifiche da fare prima di dare l’ok al passaggio#

Ogni verifica va fatta sul sistema vecchio finché è acceso e ripetuta sul nuovo dopo il caricamento.

  • Estrai dal sistema vecchio tutte le prenotazioni degli ultimi tre anni, una riga per camera e per notte, con data di ingresso, data di annullamento, stato, codice tariffa, canale, tariffa netta e lorda. Salva il file in tre posti, uno fuori dalla struttura.
  • Verifica che numero di righe e somma dei ricavi coincidano con i totali del conto economico dei tre anni. Se non coincidono il file è incompleto, e dopo non lo sapresti più.
  • Chiedi al nuovo fornitore lo stesso file limitato a un mese dopo il caricamento, e confrontalo riga per riga, non per totali.
  • Estrai a parte le anagrafiche con i consensi, la loro data e il canale di raccolta.
  • Fotografa camere vendute e ricavo delle prossime trecentosessantacinque notti il giorno prima dello spegnimento e il giorno dopo l’accensione. Le due fotografie devono coincidere.
  • Chiedi per iscritto per quanti mesi il fornitore uscente conserva i dati dopo la fine del contratto e a quali condizioni li rende disponibili.
  • Lancia da solo, con le credenziali che userai davvero, tre estrazioni diverse sul sistema nuovo prima di dichiarare chiusa la migrazione.

Dove questa lista non basta#

Il primo limite è che l’estrazione aperta risolve il problema del formato, non quello del tempo. Un gestionale può darti tutti i file che vuoi e rispondere solo sul presente: esporti oggi lo stato di oggi, ma nessuna estrazione restituisce lo stato di due mesi fa se nessuno lo ha salvato allora. La cura è l’archiviazione automatica quotidiana, ed è responsabilità di chi compra: chi ottiene l’estrazione aperta e non attiva il salvataggio serale, fra un anno avrà lo stesso vuoto di chi l’estrazione non ce l’aveva.

Il secondo limite è meno atteso. Alcuni gestionali sovrascrivono il codice tariffa alla partenza, sostituendolo con quello effettivamente addebitato. Per l’amministrazione è corretto. Per il revenue distrugge l’informazione più preziosa, cioè la condizione a cui la camera è stata venduta: un soggiorno venduto come non rimborsabile e poi rinegoziato al banco risulta una vendita a tariffa flessibile, e l’analisi delle condizioni di disdetta descrive quello che è successo alla cassa, non quello che ha spinto la prenotazione.

Il terzo limite riguarda l’unione delle anagrafiche doppie. Le procedure automatiche funzionano bene sui nomi e male sulla storia: unendo due schede si conserva la data di prima registrazione di quella sopravvissuta, e la storia dell’altra si accorcia. Se misuri la fedeltà o il tempo fra due soggiorni, quel meccanismo lavora sempre nello stesso verso e fa apparire i clienti più nuovi di quanto siano.

Il quarto limite è che nessuno di questi requisiti dice niente su chi inserisce i dati. Un archivio impeccabile riempito da un ricevimento che usa un solo codice tariffa per tutto produce numeri puliti e vuoti.

Cosa fare lunedì mattina#

  1. Estrai da solo, senza chiamare nessuno, le prenotazioni di una notte futura con la loro data di ingresso. Cronometra quanto ci metti.
  2. Prendi una prenotazione entrata più di tre mesi fa, modifica un dettaglio irrilevante, salva, e controlla se la data di creazione è rimasta la stessa.
  3. Estrai gli ultimi dodici mesi e conta quanti valori diversi compaiono nella colonna dello stato. Se sono meno di quattro, l’archivio non distingue l’annullamento dalla mancata presentazione.
  4. Verifica se esiste una funzione che mostra una notte futura com’era a una data passata. Se non esiste, imposta un’estrazione automatica serale che salvi camere vendute e ricavo per ognuna delle prossime trecentosessantacinque notti.
  5. Scrivi l’elenco dei codici tariffa attivi e segna accanto a ciascuno canale, segmento e condizione di disdetta. I codici che non sai classificare sono il primo lavoro.
  6. Chiedi al tuo fornitore, per iscritto, quante estrazioni personalizzate sono comprese nel canone, quanto costa una fuori canone e in quanti giorni viene consegnata.
  7. Se una migrazione è in calendario, fissa l’estrazione completa dello storico almeno tre settimane prima dello spegnimento e assegnala a una persona con nome e cognome.

Domande frequenti#

Devo cambiare gestionale se non conserva la data di prenotazione?#

Non necessariamente, ma devi rimediare subito. Se il campo esiste e viene sovrascritto alle modifiche, chiedi al fornitore di aggiungerne uno separato di sola creazione: è una modifica piccola e molte case la fanno. Se il campo non c’è, salva ogni sera l’elenco completo delle prenotazioni attive: confrontando due sere consecutive ricostruisci da solo la data di ingresso delle nuove. Da lì accumuli storico utile, anche se il passato resta perduto.

Il sistema di prezzi automatico può funzionare con uno storico incompleto?#

Funziona nel senso che produce prezzi, ma la parte che impara dal passato lavora su una base distorta. Senza le date di ingresso il sistema non può stimare il ritmo di riempimento tipico e si appoggia quasi solo alla situazione attuale e ai prezzi dei concorrenti: il risultato assomiglia a un inseguimento del mercato più che a una previsione. Prima di attivarlo, chiedi quali campi usa e che cosa fa quando non li trova.

Il fornitore dice che i dati sono miei ma li consegna solo in formato di stampa. È un problema?#

Sì, ed è un problema da risolvere per iscritto prima della firma. La proprietà del dato senza la possibilità di leggerlo con un altro programma non ha effetto pratico: un documento di stampa da trecento pagine non si somma, non si filtra e non si incrocia. Chiedi che il contratto indichi il formato di consegna, un file separato da virgole o un accesso in lettura, e i tempi entro cui viene fornito anche alla fine del rapporto.

Conviene tenere il gestionale vecchio acceso per un periodo dopo la migrazione?#

Conviene se il costo è contenuto, e tre mesi bastano quasi sempre. Serve per due cose: rispondere alle contestazioni amministrative sui soggiorni passati e rifare le estrazioni che ti accorgi di aver dimenticato. La maggior parte delle mancanze emerge alla prima chiusura di mese e alla prima analisi seria, quindi entro sessanta giorni. Metti la proroga nel preventivo della migrazione fin dall’inizio, perché chiesta dopo costa di più.

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