Domanda e previsione

La curva di prenotazione: come si costruisce, come si legge, come si usa

Come si costruisce una curva di riferimento con tre soli campi del gestionale e perché il confronto va fatto a pari anticipo, mai a pari data di calendario. Con le tre letture dello scostamento, che richiedono tre reazioni opposte.

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La curva di prenotazione è il grafico che mostra quante camere risultano vendute per una singola data di soggiorno, giorno per giorno, mentre quella data si avvicina. Si costruisce con tre soli campi del gestionale: data di prenotazione, data di soggiorno e stato della prenotazione. Serve a rispondere a una domanda sola: per la notte del 17 ottobre, oggi siamo avanti o indietro rispetto a come andavano le notti confrontabili, e di quanto.

Quasi tutte le strutture guardano invece un numero solo: le camere vendute oggi per quella data. È un numero senza scala. Ventisette camere a trenta giorni dall’arrivo possono essere un ottimo risultato o un disastro, e la differenza non sta nel ventisette: sta in quante camere erano vendute a trenta giorni dall’arrivo nelle notti che assomigliano a quella. Senza un riferimento non esiste lettura, esiste solo un’impressione.

La curva serve a costruire quel riferimento e a misurare la distanza da esso. Non prevede la domanda futura: descrive il ritmo con cui una data si riempie, e permette di dire se il ritmo di oggi è dentro o fuori dal ritmo abituale. Da lì, e solo da lì, si decide se muovere il prezzo, aprire una restrizione o non fare niente.

Che cosa mostra la curva e che cosa non mostra#

Una curva di prenotazione è una serie di punti. Sull’asse orizzontale c’è l’anticipo, cioè quanti giorni mancano all’arrivo: si legge da destra a sinistra, da 120 giorni prima fino a zero. Sull’asse verticale ci sono le camere-notte confermate per quella data di soggiorno, viste in quel momento. Il punto a zero giorni è il risultato finale della data.

La forma tipica è una S schiacciata: piatta per settimane, poi una salita, poi un appiattimento negli ultimi giorni quando restano poche camere. Ma la forma tipica non esiste in astratto. Un venerdì di città d’arte, un sabato di località balneare e un martedì di hotel congressuale hanno tre curve diverse per pendenza, per punto di partenza e per lunghezza della coda finale. Costruire una curva sola per tutta la struttura è il modo più veloce per non capire niente.

Ci sono tre cose che la curva non dice, ed è bene saperle prima di affezionarcisi.

Non dice quanta domanda c’era: dice quanta domanda si è tradotta in prenotazioni al prezzo che avevamo esposto. Se una data si riempie in anticipo, la curva non distingue fra domanda abbondante e prezzo basso. È la stessa informazione vista da fuori, e va disambiguata guardando la tariffa media che si è formata lungo la curva.

Non dice se le camere che risultano vendute arriveranno davvero. Le cancellazioni sono già dentro il numero solo per quelle già avvenute; quelle future no. Una curva alta su un segmento con alta propensione alla cancellazione vale meno di una curva bassa su prenotazioni pagate in anticipo.

Non dice quando ci si è fermati per scelta. Se a quaranta giorni dall’arrivo era attiva una chiusura o un minimo di notti che tagliava fuori metà delle richieste, la curva registra il risultato di quel vincolo, non la domanda. Questo è il motivo per cui una curva storica va sempre letta insieme allo storico delle restrizioni: altrimenti si costruisce un riferimento che descrive le proprie scelte passate e le si scambia per mercato.

I tre campi che servono, e perché sono solo tre#

Per costruire una curva non serve un sistema di revenue management. Servono tre colonne, che qualunque gestionale alberghiero possiede.

Data di prenotazione#

È il momento in cui la prenotazione è entrata nel sistema. Attenzione: in molti gestionali esistono due campi simili, la data di creazione della prenotazione e la data dell’ultima modifica. Serve la prima. Se il campo che si sta esportando cambia quando l’operatore corregge un cognome, la curva si deforma da sola: prenotazioni vecchie si spostano in avanti nel tempo e la struttura sembra prenotare più sotto data di quanto faccia davvero.

Data di soggiorno#

Non è la data di arrivo. È ogni singola notte del soggiorno. Una prenotazione di tre notti dal 15 al 18 ottobre produce tre righe, una per il 15, una per il 16 e una per il 17. Chi costruisce la curva sugli arrivi ottiene un grafico che non serve a decidere il prezzo, perché il prezzo si decide per notte. È l’errore di impostazione più comune e il più silenzioso, perché il grafico viene bello lo stesso.

Stato della prenotazione, con la sua data#

Non basta sapere che una prenotazione oggi risulta cancellata: serve sapere quando è stata cancellata. Senza quella data non si può ricostruire quante camere risultavano vendute trenta giorni prima dell’arrivo, perché non si sa se la cancellazione era già avvenuta a quel punto.

Qui si nasconde il problema più serio di tutti. Se si estrae oggi l’elenco delle prenotazioni attive e si ricostruisce la storia usando la sola data di prenotazione, si ottiene una storia riscritta: le prenotazioni cancellate sono sparite, quindi il passato appare più pulito di com’era. La curva così costruita è sistematicamente più bassa nei tratti iniziali e più regolare del vero, e confrontarci l’andamento di oggi, che invece contiene tutte le prenotazioni ancora vive, produce un ottimismo costante.

Ci sono due modi per uscirne. Il primo è avere la data di cancellazione e ricostruire i saldi storici correttamente. Il secondo, più robusto, è salvare ogni notte una fotografia della situazione: per ogni data di soggiorno futura, camere e ricavo on the books in quel momento. Una riga per notte di calendario e per data futura. È una tabella che cresce in fretta ma pesa pochissimo, e dopo un anno vale più di qualunque software.

La ricostruzione retroattiva è quasi sempre falsa

Ricostruire la curva dell’anno scorso partendo dalle prenotazioni che oggi risultano confermate significa cancellare dalla storia tutte quelle che sono saltate. Il riferimento che ne esce è più basso del vero nei tratti lontani dall’arrivo, perché le prenotazioni poi cancellate erano presenti allora e non compaiono adesso. Confrontare l’andamento attuale, che le cancellazioni future non le ha ancora subite, con un passato ripulito significa credersi in vantaggio quando si è in pari. Se non si dispone della data di cancellazione, va detto apertamente che il riferimento è distorto e va usato solo per la forma della curva, mai per i livelli.

Il punto della curva: la definizione operativa#

Un punto della curva non è un saldo letto oggi: è la differenza fra due contatori, entrambi congelati a una certa data di osservazione.

OTBt(d)=Nt(t-d)Ct(t-d)
OTB_t(d) = N_t(t-d) – C_t(t-d)
OTB_t(d)camere-notte confermate per la data di soggiorno t, viste a d giorni dall'arrivoN_t(s)prenotazioni cumulate create entro il giorno s per la notte tC_t(s)quante di quelle risultavano già cancellate entro st-dil giorno da cui si guarda
Ogni punto della curva è riferito a un giorno di osservazione, non a oggi

Il pedice t ricorda che la curva appartiene a una notte sola. Il parametro d è l’anticipo. Con questa definizione la curva è non decrescente solo se le cancellazioni sono meno delle nuove prenotazioni in ogni intervallo: nella realtà capita spesso che scenda, e quei tratti in discesa sono informazione preziosa, non rumore da lisciare.

Non serve calcolare il punto per ogni giorno. Sette o otto anticipi ben scelti bastano e rendono la tabella leggibile: 90, 60, 45, 30, 21, 14, 7, 3 e 0. Sono più fitti dove si decide di più, cioè nell’ultimo mese.

Costruire la curva di riferimento#

La curva di una singola notte passata non serve a niente da sola: è troppo rumorosa. Serve un riferimento costruito su un gruppo di notti confrontabili.

Che cosa rende due notti confrontabili#

Tre condizioni, in ordine di importanza. Stesso giorno della settimana, perché il ritmo di riempimento di un sabato e di un martedì non ha niente in comune. Stessa stagione, intesa come periodo con la stessa struttura di domanda e non come trimestre di calendario. Nessun evento straordinario, cioè niente fiere, concerti, ponti o chiusure di concorrenti che spostino il livello di domanda per quella singola notte.

Le notti con evento non vanno buttate: vanno tenute in un gruppo a parte. Un riferimento per i venerdì ordinari e uno per i venerdì con fiera sono due strumenti diversi, e mescolarli produce una curva media che non descrive nessuna delle due situazioni.

Mediana, non media, e almeno otto notti#

R(d)=mediana diOTBti(d)peri=1n
R(d) = mediana di OTB_t_i(d) per i = 1 … n
R(d)curva di riferimento a d giorni dall'arrivoOTB_ti(d)il punto a d giorni della notte storica innumero di notti omogenee usate, almeno otto
Il riferimento è una mediana di notti omogenee, non una media di tutto l'anno

La mediana è preferibile alla media per un motivo pratico: basta una notte anomala, un gruppo entrato a novanta giorni o una chiusura improvvisa, per spostare la media di parecchie camere, mentre la mediana la ignora. Otto notti è il minimo sotto il quale la mediana comincia a saltellare; dodici o sedici sono meglio, se la stagione è abbastanza lunga da fornirle senza mescolare periodi diversi.

Prendiamo come struttura di riferimento per tutto l’articolo un quattro stelle di 90 camere in una città d’arte del centro Italia, e costruiamo il riferimento dei venerdì di media stagione autunnale sulle ultime dodici notti omogenee. Il risultato è questo.

Giorni all’arrivo Camere di riferimento Quota del finale
90 6 7,7%
60 14 17,9%
45 22 28,2%
30 34 43,6%
21 44 56,4%
14 55 70,5%
7 66 84,6%
3 73 93,6%
0 78 100,0%

La colonna di destra è la quota di completamento: quanta parte del risultato finale è già in casa a quell’anticipo. È il numero che serve per proiettare.

c(d)=R(d)R(0)
c(d) = (R(d)) / (R(0))
c(d)quota del risultato finale già acquisita a d giorni dall'arrivo, come frazioneR(d)riferimento all'anticipo dR(0)camere vendute a fine corsa nella curva di riferimento
La quota di completamento traduce la curva in un moltiplicatore

Nel nostro caso c(30) vale 34 diviso 78, cioè 0,436. A trenta giorni dall’arrivo, un venerdì d’autunno ha già in casa poco meno della metà di quello che venderà.

Confrontare a pari anticipo, non a pari data di calendario#

Qui casca la maggior parte dei confronti che si vedono nelle riunioni settimanali. La frase tipica è: «rispetto a un anno fa siamo sotto di sei camere». Detta così è quasi sempre priva di senso, per due ragioni che si sommano.

La prima è il giorno della settimana. Il 17 ottobre 2025 è un venerdì; il 17 ottobre 2024 era un giovedì. Confrontare la vendita di un venerdì con quella di un giovedì significa attribuire al mercato una differenza che è solo di calendario. La notte confrontabile del 2024 è il venerdì 18 ottobre.

La seconda è più sottile e più costosa. Una volta scelta la notte giusta dell’anno prima, bisogna guardarla allo stesso anticipo, non alla stessa data di osservazione. Se oggi è il 17 settembre 2025 e mancano trenta giorni al venerdì 17 ottobre, il confronto corretto non è con la situazione registrata il 17 settembre 2024: è con la situazione registrata il 18 settembre 2024, cioè trenta giorni prima del venerdì 18 ottobre 2024. Un giorno di scarto sembra irrilevante, e nella maggior parte dei casi lo è; ma quando l’allineamento impone di spostarsi di tre, quattro o sette giorni, come succede ogni volta che si confrontano periodi legati alla Pasqua o ai ponti, lo scarto di anticipo diventa il fattore che spiega quasi tutta la differenza osservata.

La regola è una sola: si confrontano punti con lo stesso valore di d. La data di calendario dell’osservazione è irrilevante; conta solo quanti giorni mancano all’arrivo.

Il confronto con l'anno scorso alla stessa data è un generatore di allarmi falsi

Confrontare l’on the books di oggi con quello registrato nello stesso giorno di calendario dell’anno prima mescola tre effetti diversi: giorno della settimana diverso, anticipo diverso, e mix di date future diverso perché il calendario delle festività si è spostato. Quando i tre effetti vanno nella stessa direzione producono scarti a due cifre che non corrispondono a nessun cambiamento di mercato. Il risultato pratico è che si tagliano i prezzi su date che stanno andando esattamente come devono.

Le tre letture dello scostamento#

Con il riferimento in mano, lo scostamento si definisce così.

Δt(d)=OTBt(d)R(d)
Δ_t(d) = OTB_t(d) – R(d)
Delta_t(d)scostamento in camere per la notte t a d giorni dall'arrivoOTB_t(d)on the books effettivoR(d)riferimento allo stesso anticipo
Lo scostamento si misura sempre a pari anticipo

Un solo valore di scostamento non basta per decidere. Serve la sequenza degli scostamenti agli anticipi successivi, perché è il modo in cui lo scostamento evolve a distinguere tre situazioni che richiedono tre reazioni opposte.

Prima lettura: ritardo di volume#

La curva è sotto il riferimento di una quantità che resta più o meno costante. Parte indietro e cammina alla stessa velocità. Nel nostro venerdì 17 ottobre lo scostamento è di sette camere a trenta giorni, sette a ventuno, sette a quattordici e sette a sette giorni dall’arrivo: 27, 37, 48 e 59 camere contro 34, 44, 55 e 66.

La velocità di riempimento è normale. Manca un blocco di prenotazioni che, per qualche ragione, non è mai entrato: un gruppo che l’anno prima c’era, un contratto scaduto, una fiera minore spostata. Il mercato corrente non sta rifiutando il prezzo; semplicemente c’è meno base di partenza.

La reazione corretta è quasi mai un taglio secco della tariffa. Il taglio agisce sul flusso, che sta già funzionando, e regala margine a chi avrebbe prenotato comunque. La reazione utile è recuperare volume dove il volume è mancato: riaprire un canale chiuso, contattare gli account che l’anno prima avevano prodotto quel blocco, allentare una restrizione di durata minima che sta filtrando richieste.

Seconda lettura: ritardo di pendenza#

La curva parte in linea e poi si appiattisce. Lo scostamento non è costante: cresce a ogni rilevazione. Su un’altra notte, sempre venerdì d’autunno, l’on the books è 22 camere a quarantacinque giorni, esattamente il riferimento; poi 30 contro 34 a trenta giorni, 36 contro 44 a ventuno, 43 contro 55 a quattordici, 49 contro 66 a sette. Lo scostamento passa da zero a meno diciassette.

Qui il flusso è il problema. Fra quarantacinque e quattordici giorni dall’arrivo il riferimento accumula 33 camere in 31 giorni, poco più di una camera al giorno; questa notte ne accumula 21, cioè 0,68 al giorno contro 1,06, il 64 per cento del ritmo abituale.

vt(d1d2)=OTBt(d2)OTBt(d1)d1d2
v_t(d_1 → d_2) = (OTB_t(d_2) – OTB_t(d_1)) / (d_1 – d_2)
v_t(da d1 a d2)velocità media di riempimento fra l'anticipo d1 e l'anticipo d2, in camere al giorno, con d1 maggiore di d2OTB_t(d)on the books ai due anticipi
La pendenza si misura come camere al giorno fra due anticipi

Il ritardo di pendenza è la situazione in cui il prezzo è davvero in discussione, perché indica che le richieste arrivano e non si chiudono, oppure che non arrivano più. Prima di muovere la tariffa vale però la pena escludere due cause meccaniche: una restrizione di soggiorno minimo entrata in vigore, e un problema di caricamento su un canale che ha smesso di ricevere disponibilità. Entrambe producono esattamente lo stesso appiattimento.

Terza lettura: anticipo#

La curva è sopra il riferimento nei tratti lontani e poi rientra. È la lettura che genera più errori, perché sul momento sembra la migliore delle notizie. Su una terza notte l’on the books è 22 camere a sessanta giorni contro 14 di riferimento, 33 contro 22 a quarantacinque, 44 contro 34 a trenta, 50 contro 44 a ventuno, 56 contro 55 a quattordici, 63 contro 66 a sette.

Il vantaggio di dieci o undici camere nei tratti lontani si è dissolto. Non c’era più domanda: c’era la stessa domanda arrivata prima. Succede quando un gruppo si è chiuso con largo anticipo, quando un evento è stato annunciato presto, o quando un’offerta di prenotazione anticipata ha spostato in avanti prenotazioni che sarebbero comunque arrivate.

Se a trenta giorni si legge il vantaggio come domanda in eccesso e si alza la tariffa, si soffoca il flusso residuo proprio nel tratto in cui la curva di riferimento accumula la metà del suo lavoro, e si arriva a fine corsa sotto il normale con un prezzo medio che non compensa. Il segnale di allarme è la pendenza: quando la curva è sopra il riferimento ma cammina più lentamente, l’anticipo è già in esaurimento.

Dalla curva alla proiezione#

Dalla stessa curva si ricavano due proiezioni del risultato finale, e la distanza fra le due è essa stessa un’informazione.

Fmult=OTBt(d)c(d),Fadd=OTBt(d)+(R(0)R(d))
F_mult = (OTB_t(d)) / (c(d)) , F_add = OTB_t(d) + ( R(0) – R(d) )
F multproiezione moltiplicativa delle camere finaliF addproiezione additivaOTB_t(d)on the books attuale a d giornic(d)quota di completamentoR(0)riferimento a fine corsaR(d)riferimento all'anticipo d
Due proiezioni dalla stessa curva: una scala il risultato, l'altra somma il residuo

La proiezione moltiplicativa assume che il ritardo attuale si mantenga in proporzione: chi è indietro del venti per cento resterà indietro del venti per cento. La proiezione additiva assume che il residuo da raccogliere sia lo stesso di sempre in valore assoluto: chi è indietro di sette camere finirà indietro di sette camere.

Venerdì 17 ottobre, hotel 90 camere, lettura a 30 giorni dall'arrivo

Camere on the books
27
Riferimento a 30 giorni
34
Scostamento
-7 camere
Quota di completamento a 30 giorni
0,436
Riferimento a fine corsa
78 camere
Proiezione moltiplicativa
27 diviso 0,436 = 62 camere
Proiezione additiva
27 + (78 – 34) = 71 camere
Intervallo di atterraggio 62-71 camere su 90, contro 78 di riferimento

Nove camere di differenza fra le due proiezioni, su una struttura da 90, sono tante: significa che a trenta giorni la decisione non è ancora determinata dai dati. Man mano che l’anticipo si riduce le due proiezioni convergono, perché il residuo da stimare si accorcia. Sulla stessa notte, a sette giorni dall’arrivo con 59 camere in casa, la moltiplicativa dà 70 camere e l’additiva 71: l’intervallo si è chiuso a una camera.

La regola di lettura è semplice. Nel ritardo di volume, dove lo scostamento è costante, la proiezione additiva è quella che descrive meglio il fenomeno e la moltiplicativa esagera il danno. Nel ritardo di pendenza, dove il ritmo stesso è cambiato, è la moltiplicativa a essere più fedele: sulla notte del secondo esempio, a quattordici giorni con 43 camere, dà 61 camere contro le 66 dell’additiva, e 61 è la stima più prudente e più coerente con un flusso sceso di poco più di un terzo.

Nel caso dell’anticipo entrambe le proiezioni sbagliano nella stessa direzione, e questo è il punto da ricordare. A trenta giorni, con 44 camere in casa, la moltiplicativa dà 101 camere su una struttura che ne ha 90, e l’additiva 88. Un numero impossibile e uno quasi impossibile: quando una proiezione sfonda la capacità con largo anticipo, non è un segnale di tutto esaurito, è un segnale che il modello sta estrapolando un vantaggio temporaneo. A quattordici giorni, con 56 camere, entrambe le proiezioni scendono intorno a 79 camere, cioè al riferimento.

Lettura Come si riconosce Proiezione più affidabile Reazione tipica
Ritardo di volume Scostamento negativo e costante Additiva Recuperare volume mancante, non tagliare il prezzo
Ritardo di pendenza Scostamento negativo e crescente Moltiplicativa Verificare vincoli e caricamenti, poi rivedere la tariffa
Anticipo Scostamento positivo che si riduce Nessuna delle due, senza correzione Non alzare sulla base del solo vantaggio iniziale

Quando la curva mente#

Ci sono quattro situazioni ricorrenti in cui la curva produce letture sbagliate, e vale la pena riconoscerle prima di costruire una decisione sopra.

Il gruppo dentro la curva. Un blocco di venti camere entrato a novanta giorni sposta il punto iniziale della curva di una singola notte in modo che nessuna curva di riferimento può assorbire. I gruppi vanno tenuti in una curva separata da quella della clientela individuale, per due motivi: hanno un anticipo completamente diverso e hanno un profilo di cancellazione diverso, spesso con una scadenza di conferma che li fa sparire tutti insieme.

Il cambio di mappatura dei codici tariffa. Se nel frattempo qualcuno ha riorganizzato i codici del gestionale, la serie storica si spezza. La curva prima e dopo il cambio non descrivono la stessa cosa, anche se il grafico è continuo.

Le restrizioni dimenticate. Una curva costruita su notti in cui era attivo un soggiorno minimo di tre notti descrive la domanda filtrata da quel vincolo. Se oggi il vincolo non c’è, il confronto è viziato in partenza, e nella direzione più insidiosa: sembra che si stia andando meglio.

Il campione troppo piccolo. Su una struttura stagionale che apre venti settimane, i venerdì di alta stagione possono essere sei o sette in tutto. Con sei notti la mediana è instabile e lo scostamento misurato è dentro il rumore. In questi casi conviene ampliare il raggruppamento, per esempio unendo giovedì e venerdì, accettando un riferimento più grossolano ma più stabile, e dichiararlo apertamente quando lo si presenta.

Cosa fare lunedì mattina#

  1. Verificare quale campo del gestionale contiene davvero la data di creazione della prenotazione, e non quella di ultima modifica. Se coincidono, l’estrazione va cambiata prima di costruire qualsiasi cosa.
  2. Impostare da subito il salvataggio notturno di una fotografia dell’on the books: data di osservazione, data di soggiorno, camere e ricavo, distinti almeno fra individuale e gruppo. È la sola operazione di questo elenco che non si può recuperare dopo.
  3. Esplodere le prenotazioni in camere-notte, una riga per notte di soggiorno, e non costruire più nessuna curva sugli arrivi.
  4. Scegliere gli anticipi di lettura e tenerli fissi: 90, 60, 45, 30, 21, 14, 7, 3 e 0. Cambiarli di volta in volta rende i confronti inutilizzabili.
  5. Costruire una curva di riferimento per ogni combinazione di giorno della settimana e stagione, usando la mediana di almeno otto notti omogenee, e mettere le notti con evento in un gruppo a parte.
  6. Ricalcolare le date confrontabili dell’anno precedente allineando il giorno della settimana e la posizione nel calendario delle festività, e annotare di quanti giorni si è dovuto spostare ciascuna.
  7. Per le prossime otto settimane, produrre una tabella con on the books, riferimento a pari anticipo e scostamento, e classificare ogni data come ritardo di volume, ritardo di pendenza, anticipo o in linea.
  8. Portare in riunione solo le date la cui classificazione è cambiata rispetto alla settimana precedente, e per ognuna dichiarare quale delle due proiezioni si sta usando e perché.

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