Payroll e productivity

Costo del lavoro · Produttivita

Il costo complessivo del personale e le misure che lo mettono in rapporto al volume prodotto: minuti per camera, camere per addetto, costo del lavoro per camera occupata e in percentuale sui ricavi.

MPOR=Ore lavorate×60Camere occupate
MPOR = (Ore lavorate × 60) / (Camere occupate)
MPORminuti di lavoro per camera occupataOre lavorateore di lavoro del reparto nel periodoCamere occupatecamere occupate nello stesso periodo
Misurare i minuti per camera occupata rende confrontabili reparti, mesi e strutture di dimensione diversa, cosa che la percentuale sui ricavi non fa.

Che cos’è

Il costo del lavoro è la voce più grande del conto economico alberghiero, e la sua incidenza sui ricavi totali cresce con il numero di reparti gestiti direttamente: una struttura con ristorazione importante o con forte stagionalità ne ha una molto più alta di un albergo che vende quasi solo camere. Nel modello USALI non compare come riga unica: è spalmato fra i costi diretti dei reparti e le spese non distribuite, ed è uno dei motivi per cui la riclassificazione va fatta bene.

La produttività è il modo di guardare quel costo senza farsi ingannare dai ricavi. Se l’ADR sale del 10%, il costo del lavoro in percentuale sui ricavi scende anche se non è cambiato nulla nell’organizzazione. Le misure fisiche non hanno questo problema: minuti per camera occupata, camere per addetto ai piani per turno, coperti per addetto in sala, costo del lavoro in euro per camera occupata.

I riferimenti operativi vanno costruiti in casa, cronometrando il proprio reparto. Ai piani si misura quanto dura una pulizia di partenza e quanto un riassetto, e da lì si ricava quante camere copre un turno secondo la quota di partenze della giornata: sono numeri che cambiano con la metratura, con il tipo di biancheria e con la distanza fra i piani, e vanno rilevati prima di essere usati come obiettivo. Al ricevimento si ragiona per copertura oraria e non per volume, perché il presidio è il vincolo. In cucina e in sala il parametro è il coperto per ora lavorata.

Come si calcola

Il costo del lavoro va preso completo: retribuzione lorda, contributi, TFR, ratei di ferie e tredicesima, lavoro somministrato e appalti di reparto. Escludere gli appalti è l’errore che rende inutili quasi tutti i confronti: un albergo che esternalizza i piani ha un costo del lavoro contabile bassissimo e un costo di servizi altissimo.

Per la produttività si usa il rapporto fra ore lavorate e unità prodotte. I minuti per camera occupata, MPOR, sono la misura più usata ai piani; per il costo si divide il costo del lavoro del reparto per le camere occupate.

Produttività ai piani, hotel 90 camere, mese di ottobre

camere occupate nel mese
2.106
di cui partenze
1.170
ore lavorate reparto piani, interne e appalto
1.030
costo orario medio pieno
21,80 EUR
ricavo camere del mese
289.000 EUR
minuti per camera occupata
29,3
costo del lavoro piani
22.454 EUR
costo del lavoro per camera occupata
10,66 EUR
incidenza costo piani sul ricavo camere
7,8%
con MPOR a 26 minuti il risparmio mensile sarebbe di 2.530 EUR

Come si usa

La produttività si governa sulla pianificazione dei turni, e la pianificazione dei turni si fa sul forecast delle camere occupate e delle partenze, non sull’occupazione media del mese. Un albergo che programma il personale sulla media paga persone ferme nei giorni deboli e paga straordinari nei picchi.

Da fare lunedì: prendi il forecast a quattordici giorni delle partenze e delle camere occupate e confrontalo con i turni già pianificati. Nella maggior parte degli alberghi italiani i due grafici non si somigliano affatto, e allineare il secondo al primo recupera le ore pagate nei giorni deboli e gli straordinari nei picchi senza toccare né gli standard né i contratti.

L'errore tipico: giudicare il costo del lavoro solo in percentuale sui ricavi

È l’indicatore preferito dalle direzioni perché è facile da calcolare, ed è quello che nasconde di più. In un anno di ADR in forte crescita la percentuale scende da sola e sembra che l’efficienza sia migliorata, mentre i minuti per camera possono essere peggiorati. Nell’anno in cui l’ADR si ferma, la stessa percentuale risale e si taglia personale che serviva. Le due misure vanno guardate insieme: la percentuale dice quanto pesa, i minuti per camera dicono se si sta lavorando meglio.

Da non confondere con

Il costo del lavoro non è tutto variabile e non è tutto fisso. La parte ai piani e in sala segue il volume quasi giorno per giorno; ricevimento, direzione, amministrazione e manutenzione sono presidi e cambiano solo a scatti. Trattarlo come una massa unica porta a tagli lineari che colpiscono la parte sbagliata.

E la produttività non è la qualità. Portare i minuti per camera da 29 a 22 si può fare, ma sotto una certa soglia si smette di pulire e si comincia a rassettare: il conto arriva dopo, sulle recensioni e sull’ADR, con un ritardo di sei-dodici mesi che rende difficile collegare causa ed effetto.

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