Open air ed extra-alberghiero

Cambio giorno e settimana tipo: quanto costano davvero

L'arrivo obbligato al sabato protegge le settimane piene e respinge tutta la domanda che non entra nello stampo. Il bilancio fra le due cose si calcola, e fra giugno e agosto cambia segno.

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Il cambio giorno rende quando la domanda supera la capacità e costa quando non basta a riempire settimane intere. Non è una regola di buon senso da difendere per abitudine: è una differenza fra due numeri. Da una parte il ricavo protetto, cioè le notti che senza vincolo resterebbero incastrate fra due soggiorni e invendute. Dall’altra il ricavo perso, cioè le richieste con date incompatibili che vanno da qualcun altro.

In un villaggio open air il cambio giorno al sabato non è una riga del regolamento interno. È un divieto di arrivo esteso a tutta la struttura per settimane consecutive, quasi sempre con un soggiorno minimo di sette notti. In linguaggio di revenue management: si chiude l’arrivo in sei giorni su sette e si impone la lunghezza del soggiorno. È il controllo più aggressivo che esista, e quasi ovunque viene applicato per inerzia, con il calendario dell’anno prima.

Nessuno lo mette in discussione perché il costo del vincolo è invisibile. Il ricavo protetto si vede nel gestionale: settimane piene, arrivi ordinati, pulizie concentrate. Il ricavo perso non compare, perché una richiesta rifiutata dal motore non lascia traccia contabile. Si confronta un numero certo con uno che nessuno ha mai contato.

Che cos’è il cambio giorno in termini di revenue#

Tre controlli distinti vengono venduti come un blocco unico: il giorno di arrivo obbligato, che chiude sei giorni su sette; il soggiorno minimo di sette notti, che impedisce di comprarne tre anche dentro la settimana giusta; il giorno di partenza obbligato, conseguenza dei primi due, che impedisce di prolungare.

Messi insieme, la struttura vende un solo prodotto — la settimana sabato-sabato — e respinge tutto il resto. Questa è la struttura standard della settimana nell’open air italiano, e ha una logica industriale seria dietro: concentrare 240 cambi in un giorno costa meno che spalmarne 34 al giorno per sette giorni, la lavanderia lavora a lotti, l’animazione costruisce un programma settimanale.

Ma queste sono ragioni di costo, e vanno pesate contro un ricavo. Quando la domanda respinta vale più del risparmio operativo sommato al ricavo protetto, il vincolo va allentato anche se complica la vita alle pulizie. La domanda giusta non è «il cambio giorno serve», è «in quali settimane».

Le due facce del vincolo#

Che cosa protegge#

Il vincolo protegge dalle notti orfane. Una notte incastrata nasce quando un soggiorno finisce il mercoledì e il successivo comincia il sabato: restano due notti che nessuno vuole, perché chi cerca quel periodo cerca una settimana intera. Non si vendono quasi mai, e non perché manchi la domanda: manca la domanda compatibile con quel buco.

Protegge anche dalla frammentazione dell’inventario. Con arrivi liberi la disponibilità si sbriciola in schegge di due o tre notti sparse su decine di unità: il motore mostra «non disponibile» a chi chiede una settimana, mentre in struttura ci sono cinquanta notti libere. È un problema di forma, non di quantità.

Che cosa costa#

Il vincolo costa la domanda che non entra nello stampo. Nelle spalle di stagione — giugno prima della chiusura delle scuole, settembre dopo la riapertura — la domanda settimanale non basta, mentre esiste una domanda di soggiorni brevi che non vuole sette notti: coppie senza figli, weekend lunghi, mercati esteri con calendari scolastici diversi. Paga volentieri una tariffa per notte più alta, perché compra comodità e non vacanza lunga.

In agosto il costo esiste ma è minore: chi vorrebbe entrare di domenica si adatta e paga la notte in più. La quota che si adatta è alta in agosto e bassa a giugno, e su quella quota si gioca tutta la partita.

La formula del bilancio#

Servono quattro grandezze: quante notti orfane il vincolo evita, quale parte di quelle resterebbe comunque invenduta, quante notti di domanda respinge, quale parte di quella domanda rientra da sola nelle regole.

B=No×q×ADRoDr×(1r)×ADRr
B = N_o × q × ADR_o – D_r × ( 1 – r ) × ADR_r
Bbilancio del vincolo sul periodo, in euroN_onotti orfane che il vincolo evitaqquota di quelle notti che senza vincolo resterebbe invenduta, come frazioneADR_otariffa di quelle notti, in euroD_rnotti di domanda respinta perché incompatibilerquota di domanda respinta che si riprenota dentro il vincolo, come frazioneADR_rtariffa media della domanda respinta, in euro
Il vincolo conviene quando B è positivo

La stessa cosa si legge come una soglia, forma più utile perché elimina la scala.

No×qDr×(1r)ADRrADRo
(N_o × q) / (D_r × ( 1 – r )) ≥ (ADR_r) / (ADR_o)
I simboli sono quelli della formula precedente
La disuguaglianza che decide se tenere o togliere il vincolo

A sinistra il rapporto fra notti salvate e notti perse. A destra quanto vale una notte di soggiorno breve rispetto a una notte di settimana. Siccome i soggiorni brevi costano di più, il termine di destra sta sopra 1: il vincolo deve salvare più notti di quante ne respinge, non lo stesso numero.

I parametri difficili sono q e r, difficili perché nessuno li misura. In agosto q è vicino a 1, perché un buco dentro una settimana piena non si rivende; a giugno crolla. Specularmente r è alto in agosto e basso a giugno. I due si muovono insieme, ed è per questo che il bilancio cambia segno fra le stagioni invece di variare solo di intensità.

Lo stesso villaggio, due periodi opposti#

Un villaggio open air della riviera adriatica, 240 mobile home, aperto da maggio a settembre, cambio giorno al sabato. Fra il 6 e il 20 giugno la disponibilità è 240 unità per 14 notti, cioè 3.360 notti-unità.

6-20 giugno, cambio giorno rigido al sabato con minimo sette notti

unità disponibili
240
notti del periodo
14
notti-unità disponibili
3.360
soggiorni settimanali venduti
225
notti-unità vendute, 225 × 7
1.575
occupazione, 1.575 ÷ 3.360
46,9%
tariffa media per notte-unità
78,00 €
ricavo del periodo, 1.575 × 78,00 €
122.850,00 €
RevPAU del periodo, 122.850 ÷ 3.360
36,56 €

Stesso periodo, arrivi consentiti anche il mercoledì, minimo tre notti, tariffa dei soggiorni brevi a 88 euro contro i 78 della settimana. Una parte dei clienti settimanali approfitta e accorcia: è cannibalizzazione, va messa nel conto.

6-20 giugno, arrivi aperti anche al mercoledì con minimo tre notti

soggiorni settimanali che restano di 7 notti
210, cioè 1.470 notti a 78,00 € = 114.660,00 €
soggiorni settimanali accorciati a 5 notti
15, cioè 75 notti a 88,00 € = 6.600,00 €
soggiorni brevi nuovi da 4 notti
60, cioè 240 notti a 88,00 € = 21.120,00 €
soggiorni brevi nuovi da 3 notti
35, cioè 105 notti a 88,00 € = 9.240,00 €
notti-unità vendute, 1.470 + 75 + 240 + 105
1.890
occupazione, 1.890 ÷ 3.360
56,3%
ricavo del periodo
151.620,00 €
RevPAU del periodo, 151.620 ÷ 3.360
45,13 €
differenza lorda rispetto al vincolo
+28.770,00 €
arrivi aggiuntivi da gestire, 320 − 225
95
costo dei cambi in più, 95 × 45,00 €
−4.275,00 €
differenza netta
+24.495,00 €

Il costo del cambio va tolto sempre, ed è la parte che l’ufficio revenue dimentica e la governante ricorda: ΔRnetto=ΔRΔA×c, dove ΔA sono gli arrivi aggiuntivi e c il costo pieno di un cambio. Restano comunque 24.495 euro in due settimane.

In agosto il segno si rovescia. Fra il 1 e il 15 la domanda settimanale supera la capacità: con il vincolo si vendono 3.360 notti-unità su 3.360 a 132 euro. Senza vincolo, una parte delle unità viene intercettata da soggiorni brevi che spezzano il ritmo sabato-sabato e lasciano buchi che non si rivendono.

1-15 agosto, che cosa succede togliendo il cambio giorno

tariffa settimanale per notte-unità
132,00 €
tariffa dei soggiorni brevi
145,00 €
unità che restano sul ritmo sabato-sabato
180, cioè 2.520 notti a 132,00 € = 332.640,00 €
unità che si frammentano
60, ognuna con 5 notti a 145,00 €, 2 notti orfane invendute, 7 notti a 132,00 €
ricavo di una unità frammentata, 725,00 € + 924,00 €
1.649,00 €
ricavo delle unità frammentate, 60 × 1.649,00 €
98.940,00 €
ricavo del periodo senza vincolo, 332.640 + 98.940
431.580,00 €
ricavo del periodo con vincolo, 3.360 × 132,00 €
443.520,00 €
differenza
−11.940,00 €
notti orfane prodotte, 60 × 2
120
Periodo Regime Notti-unità vendute Occupazione RevPAU Notti orfane
6-20 giugno cambio giorno rigido 1.575 46,9% 36,56 € 0
6-20 giugno arrivi aperti, minimo 3 notti 1.890 56,3% 45,13 € 0
1-15 agosto cambio giorno rigido 3.360 100,0% 132,00 € 0
1-15 agosto arrivi aperti 3.240 96,4% 128,45 € 120

La formula dà lo stesso verdetto. Per agosto, con 120 notti orfane evitate, q a 0,95, tariffa protetta 132 euro, 300 notti respinte, r a 0,80 e tariffa respinta 145 euro, il bilancio è 15.048 meno 8.700, cioè 6.348 euro a favore del vincolo: meno degli 11.940 della simulazione, perché la formula sconta la riprenotazione. Coincide il segno, che è quello che serve. Per giugno i parametri si rovesciano — q a 0,15, 345 notti respinte, r a 0,10 — e il lato sinistro vale 0,058 contro un lato destro di 1,13.

Un solo cambio giorno per tipologie che non hanno la stessa domanda

L’errore più costoso non è tenere il cambio giorno, è applicarlo a tutta la struttura. Mobile home, piazzole per tende e piazzole per camper hanno curve di domanda diverse: chi prende una piazzola per tenda a giugno pensa a tre notti, chi prende una mobile home in agosto pensa alla settimana. Vincolare le piazzole per proteggere il ritmo delle mobile home respinge una domanda che sulle mobile home non avrebbe mai prodotto notti orfane, perché l’inventario è separato. Costo puro, senza contropartita. Prima di discutere il calendario, separa le tipologie.

Che cosa fa il vincolo alla curva di prenotazione#

Il vincolo cambia anche la forma della curva con cui si riempie il periodo. Con arrivi liberi è continua e la coda a breve termine è consistente. Con il vincolo diventa a gradini: si riempie presto, perché chi compra la settimana prenota con largo anticipo, poi si appiattisce.

Il problema è la coda. A venti giorni dalla data, in una settimana mezza vuota, la domanda residua non è fatta di gente che vuole sette notti a partire da sabato: è fatta di soggiorni corti e decisioni tardive. Se il vincolo resta acceso, quella coda non entra. Il caso peggiore è la settimana in cui il vincolo ha protetto un’occupazione che poi non è arrivata: hai rinunciato alla domanda breve di due mesi fa per una settimana che nessuno ha comprato.

Per questo la regola non è «vincolo sì o no» ma «vincolo con scadenza». Si decide in anticipo, quando la domanda settimanale è ancora tutta davanti, e si rivede a una data fissa: se a trenta giorni dal sabato di arrivo la settimana è sotto una soglia decisa prima, il vincolo si toglie. La soglia si sceglie sul proprio storico, non si copia.

Aperture selettive: allentare senza sfasciare la settimana tipo#

Fra vincolo rigido e libertà totale c’è molto spazio, ignorato perché il gestionale è stato configurato una volta sola. Le leve utili sono cinque e si usano insieme.

  • Secondo giorno di arrivo. Il mercoledì o la domenica allargano la domanda compatibile senza sbriciolare l’inventario, perché i soggiorni restano su una griglia regolare.
  • Soggiorno minimo graduato. Sette notti nelle due settimane centrali di agosto, cinque in quelle adiacenti, tre nelle spalle. È il modo più economico di allentare, perché non tocca il giorno di arrivo.
  • Vincolo per tipologia. Mobile home vincolate, piazzole libere; oppure una quota di unità dedicata stabilmente ai soggiorni brevi.
  • Vincolo che scade. Si spegne da solo a una data prestabilita o sotto una soglia di riempimento: la decisione si prende una volta invece che ogni settimana.
  • Prezzo al posto del divieto. Invece di vietare i soggiorni brevi li si prezza sopra, con un supplemento per notte che rende indifferente venderli: il soggiorno breve smette di essere un problema e decide il mercato invece del calendario.

Misurare la domanda che stai rifiutando#

Tutto poggia su D_r, le notti di domanda respinta, che nel gestionale non c’è. Va costruito, e si può fare senza strumenti costosi.

La fonte migliore è il motore di prenotazione: quasi tutti registrano le ricerche, e quasi nessuno guarda quel registro. Confrontare ricerche e disponibilità restituite separa le richieste respinte per incompatibilità di data da quelle respinte per esaurimento: la prima è un costo del vincolo, la seconda un segnale di prezzo troppo basso.

La seconda fonte è il ricevimento: una tacca su un foglio per ogni richiesta telefonica o per posta elettronica rifiutata per le date. Non serve precisione, serve sapere se le notti respinte in una quindicina sono trenta o trecento, perché fra i due casi la decisione cambia.

Le richieste fuori griglia dai portali invece non compaiono affatto, perché il canale filtra a monte. Per averne un’idea si apre una settimana di spalla su un solo canale e si conta che cosa entra: vale più di qualsiasi opinione in riunione.

Cosa fare lunedì mattina#

  1. Estrai dal gestionale, per l’ultima stagione, notti-unità vendute e RevPAU settimana per settimana, separando mobile home e piazzole.
  2. Segna le settimane chiuse sopra il 90 per cento di occupazione e quelle rimaste sotto il 60: sono i due gruppi in cui il bilancio ha segno opposto.
  3. Apri il registro delle ricerche del motore e conta, per le settimane deboli, quante sono state respinte per data di arrivo o durata. Se il registro non esiste, fallo attivare adesso.
  4. Calcola per una settimana debole i due lati della disuguaglianza con le tue tariffe e una stima prudente di q e r: bastano sei celle di foglio di calcolo.
  5. Chiedi alla governante il costo pieno di un cambio, biancheria e ricevimento compresi: senza quel numero non valuti nessuna apertura.
  6. Apri, su due settimane di spalla, un secondo giorno di arrivo con minimo tre notti e un supplemento per notte. Due settimane bastano per misurare e l’errore è recuperabile.
  7. Fissa ora la data di revisione del vincolo per l’alta stagione e la soglia di riempimento sotto la quale si toglie, prima che comincino le prenotazioni.

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