Disintermediazione

Disintermediation

Strategia di riduzione del peso degli intermediari nella vendita delle camere, spostando volume verso canali che l'albergo controlla o che costano meno. Si misura in punti di costo di distribuzione risparmiati, non in quota diretta.

ΔGOP=iNi×(ADRnuovo,inet-ADRvecchio,inet)
Δ GOP = ∑_i N_i × ( ADR^net_nuovo,i - ADR^net_vecchio,i )
Delta GOPvariazione di margine prodotta dallo spostamento, in euroiindice del canaleN icamere-notte spostate sul canale iADR net nuovo itariffa media netta dopo lo spostamento, in euroADR net vecchio itariffa media netta prima dello spostamento, in euro
Lo spostamento vale solo se il netto per camera del canale di destinazione supera quello del canale di partenza, contando anche i costi che si aggiungono.

Che cos’è

La disintermediazione è nata come reazione: gli alberghi hanno visto crescere la quota delle OTA e il costo di distribuzione salire, e hanno cercato di riprendersi il cliente. Nella pratica italiana il termine viene usato quasi sempre come sinonimo di aumentare le prenotazioni sul sito, che è una semplificazione pericolosa perché confonde il mezzo con il fine.

Il fine è economico: pagare meno per vendere la stessa camera, o vendere la stessa camera a un netto più alto. Da questo discendono strade diverse, e la prenotazione sul sito è solo una. Spostare volume da una OTA al 22% verso un canale corporate al 12% è disintermediazione. Ridurre di tre punti la commissione effettiva rinegoziando i programmi di visibilità è disintermediazione. Chiudere un grossista che vende al 28% sotto la BAR è disintermediazione, anche se la quota diretta non si muove di un decimale.

C’è poi un vincolo che rende il problema interessante: parte della domanda che arriva dalle OTA non è sostituibile. Un cliente coreano che scopre un hotel di Orvieto su un portale asiatico non lo avrebbe mai trovato altrimenti. Quella quota è acquisto di domanda nuova, e non va disintermediata: va pagata.

Come si calcola

Il risultato di un progetto di disintermediazione si misura come differenza di margine, non come differenza di quota. Ogni camera spostata vale la differenza fra i due ADR netti, meno il costo aggiuntivo sostenuto per spostarla.

Progetto su dodici mesi, hotel 90 camere

Camere notte spostate dalle OTA al sito ufficiale
1.150
Net ADR OTA
98,56 EUR
Net ADR sito
121,90 EUR
Differenziale per camera notte
23,34 EUR
Beneficio lordo
26.841 EUR
Aumento del budget di acquisizione diretta
11.400 EUR
Ore aggiuntive di ufficio prenotazioni
4.100 EUR
Beneficio netto
11.341 EUR
Guadagno per camera notte spostata
9,86 EUR
Punti di RevPAR guadagnati
0,35 EUR su un RevPAR di 84,13 EUR

Come si usa

La sequenza che funziona è sempre la stessa, in tre passi. Primo: mettere in ordine i canali per ADR netto e non per ADR lordo. Secondo: identificare quali canali sono sostituibili, cioè portano domanda che arriverebbe comunque. Terzo: spostare volume solo verso il canale immediatamente superiore in classifica, non verso il migliore in assoluto, perché lo spostamento facile è quello fra vicini.

Lunedì mattina: prendi le prenotazioni OTA degli ultimi dodici mesi e conta quante provengono da clienti già presenti nel database dell’hotel. Quelle sono la disintermediazione a costo zero: gente che conosce già la struttura e paga comunque una commissione. Se sono più del 15% del canale, il progetto da avviare non è pubblicitario ma di ricontatto, e si esegue con una lista e un modello di e-mail.

L'errore tipico

Fissare un obiettivo di quota diretta senza fissare un tetto di costo per punto guadagnato. Il risultato è prevedibile: si arriva al 40% di diretto spendendo in campagne più di quanto si risparmiava in commissioni, e nel conto economico non cambia nulla o peggiora. L’obiettivo va scritto come costo di distribuzione totale in percentuale sul ricavo camere, che è la sola misura che il conto economico riconosce.

Da non confondere con

Non va confusa con la riduzione dei canali. Ridurre il numero di canali attivi semplifica la gestione ma non è di per sé disintermediazione: se si chiude un canale a basso costo e si lascia aperto quello caro, il costo di distribuzione sale. La direzione giusta è verso i canali con il netto più alto, indipendentemente dal fatto che siano intermediati o no.

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