BAR
Best Available Rate · Miglior tariffa disponibile
La tariffa pubblica più bassa che l'hotel offre per una certa data e una certa tipologia di camera, senza condizioni di accesso e senza restrizioni di prenotazione. È il prezzo di riferimento su cui si appoggia tutta la scala tariffaria.
Che cos’è
La BAR nasce negli anni Novanta nelle catene americane, quando i GDS prima e i siti web poi hanno reso le tariffe confrontabili in tempo reale. Fino a quel momento il riferimento era la rack rate, un listino stampato che nessuno pagava. La BAR ribalta la logica: invece di partire da un prezzo alto e negoziare sconti, si pubblica ogni giorno il prezzo che l’hotel è davvero disposto ad accettare da un cliente qualunque.
Perché una tariffa sia una BAR devono valere tre condizioni insieme. Deve essere pubblica, cioè visibile a chiunque senza codice, login o appartenenza. Deve essere non vincolata, cioè priva di barriere: niente acquisto anticipato, niente soggiorno minimo, niente prepagamento obbligatorio. Deve essere disponibile, cioè con inventario effettivamente aperto in quel momento. Se cade anche solo una delle tre, quella non è la BAR: è una tariffa recintata che sta sotto la BAR.
Questa distinzione non è accademica. Molti hotel chiamano BAR la tariffa più bassa che compare sul sito, che spesso è la non rimborsabile. Il risultato è che la BAR si sposta ogni volta che si cambia lo sconto della NRF, e la scala tariffaria perde il punto di ancoraggio. La convenzione più solida è la più diffusa nei sistemi seri: la BAR è la tariffa flessibile in camera base, e tutto il resto si costruisce come scostamento da lì, verso il basso con le barriere e verso l’alto con le tipologie superiori.
Come si usa
La BAR è il numero che il revenue manager muove ogni giorno. Tutte le altre tariffe possono essere derivate da lei con differenziali fissi, oppure gestite in modo indipendente se si lavora in prezzo aperto. In entrambi i casi la BAR resta il segnale che il mercato legge per primo: è la tariffa che finisce nei metasearch, nei rate shopper dei concorrenti e nella memoria del cliente abituale.
Costruzione della scala su una BAR
- Hotel 4 stelle, 96 camere, Verona, sabato di fiera
- BAR camera doppia classic
- 189
- Non rimborsabile
- BAR meno 12% = 166
- Advance purchase 30 giorni
- BAR meno 18% = 155
- Superior
- BAR più 25 = 214
- Junior suite
- BAR più 60 = 249
- Corporate contrattualizzata
- 149 fissa
- La BAR è l’unico numero che cambia ogni giorno: gli altri cinque si muovono con lei
Operativamente, lunedì mattina apri il calendario dei prossimi 90 giorni e verifica una cosa sola: che per ogni data la BAR sia effettivamente la più bassa tariffa pubblica senza condizioni presente sul booking engine e sulle OTA. Se in qualche data una tariffa recintata è finita sopra la BAR, la barriera non serve più a niente e va corretta. Se una tariffa pubblica è finita sotto, hai una BAR fantasma e il cliente sta comprando quella.
Da non confondere con
La BAR non è la tariffa più bassa in assoluto. Sotto la BAR ci sono, e devono esserci, le tariffe con barriera: non rimborsabili, gruppi, tour operator, closed user group. La BAR è il pavimento del prezzo senza condizioni, non il pavimento del prezzo.
Non è nemmeno la tariffa di listino. La rack rate è un massimale nominale, quasi sempre fuori mercato, che sopravvive per ragioni contrattuali e per il calcolo di alcuni sconti. La BAR è un prezzo vivo che cambia per data.
L'errore tipico
La BAR fissa per stagione. Si decide a novembre che da giugno ad agosto la BAR è 189 e la si lascia lì per tre mesi. Il risultato è prevedibile: nei fine settimana compressi si lascia sul tavolo 30 o 40 euro a camera, e nei mercoledì vuoti di fine luglio si resta al 55% di occupazione con la tariffa più alta della città. La BAR è per definizione un numero giornaliero: se non cambia mai, non è una best available rate, è un listino.