CostPAR
Cost Per Available Room
Il totale dei costi operativi diviso per le camere disponibili. È il gemello di spesa del TRevPAR e serve a capire quanto costa tenere aperta ogni camera dell'inventario, venduta o no.
Che cos’è
Il CostPAR è il costo operativo per camera disponibile. Messo accanto al TRevPAR chiude il cerchio: TRevPAR meno CostPAR dà il GOPPAR, per costruzione. Le tre metriche formano un conto economico per camera disponibile che sta in tre righe e che un albergatore capisce in trenta secondi.
Serve soprattutto in due momenti. Nella decisione di apertura stagionale: se il tuo CostPAR di novembre è 78 euro e il TRevPAR previsto è 61, tenere aperto perde 17 euro per camera al giorno, e per 30 giorni su 90 camere sono 45.900 euro. Nella pianificazione della struttura di costo: guardando come si muove il CostPAR quando l’occupazione cambia si vede quanto della tua base costi è davvero variabile.
Come si calcola
Numeratore: costi operativi totali del periodo, gli stessi che portano dal ricavo totale al GOP secondo USALI. Denominatore: camere-notte disponibili. Qui la scelta sulle camere fuori uso è particolarmente insidiosa: una camera chiusa continua a costare energia e manutenzione ma non produce, e toglierla dal denominatore fa apparire il CostPAR più alto. Per coerenza, usa lo stesso denominatore del TRevPAR con cui lo confronti.
Il CostPAR va sempre scomposto in due pezzi: quello che dipende dalle camere vendute e quello che no. La parte variabile è il CPOR moltiplicato per l’occupazione; il resto è la componente fissa per camera disponibile.
Novembre in un hotel stagionale da 80 camere in montagna
- camere disponibili
- 80 x 30 = 2.400
- occupazione
- 31%
- camere vendute
- 744
- costi variabili
- 744 x 24,00 = 17.856 EUR
- costi fissi del mese
- 128.000 EUR
- costi operativi totali
- 145.856 EUR
- ricavo totale
- 118.000 EUR
- CostPAR
- 145.856 / 2.400 = 60,77 EUR
- TRevPAR
- 49,17 EUR
- GOPPAR
- -11,60 EUR
- perdita operativa del mese
- 27.856 EUR
Come si usa
Il CostPAR è il numero con cui si discute di chiusure, di riduzione di inventario e di orari dei reparti. Se il TRevPAR di un periodo sta stabilmente sotto il CostPAR, non è un problema di prezzo: nessuna tariffa recupera un costo fisso troppo alto per la domanda di quel periodo.
Da fare lunedì: calcola CostPAR e TRevPAR mese per mese sugli ultimi due anni e segna i mesi in cui il primo supera il secondo. Poi verifica se sono gli stessi mesi in cui hai fatto le tue campagne di sconto più aggressive: in molte strutture italiane le due liste coincidono, e significa che si sta comprando volume proprio dove non c’è marginalità per pagarlo.
L'errore tipico: leggere il CostPAR senza guardare l'occupazione
Il CostPAR scende quasi sempre quando l’occupazione scende, perché la parte variabile sparisce, e questo fa credere di aver contenuto i costi. In realtà il costo fisso per camera disponibile è rimasto identico e il GOPPAR è peggiorato. Prima di dichiarare un risparmio, dividi il CostPAR nelle due componenti: solo il calo della parte fissa è un risparmio vero.
Da non confondere con
Il CostPAR non è il CPOR. Il CPOR divide per le camere occupate e misura quanto costa servire un cliente in più; il CostPAR divide per le camere disponibili e misura quanto costa tenere in piedi la struttura. Con occupazione al 60%, un CPOR di 24 euro produce solo 14,40 euro di CostPAR variabile: confondere i due numeri porta a sovrastimare di molto il costo delle camere invendute.