Two-way integration

Integrazione bidirezionale

Il collegamento fra due sistemi in cui i dati viaggiano in entrambe le direzioni e ciascuno riconosce le modifiche fatte dall'altro, senza sovrascriverle e senza richiedere reinserimenti manuali.

Che cos’è

Una integrazione a una via porta i dati da un sistema all’altro e basta: il gestionale esporta ogni notte lo storico verso l’RMS, e finisce lì. Una integrazione bidirezionale chiude il cerchio: l’RMS riceve lo storico e le prenotazioni, calcola i prezzi e li rimanda indietro, e il gestionale li accetta come propri. La differenza pratica è chi digita. Nel primo caso qualcuno passa la mattina a ricopiare tariffe; nel secondo no.

La bidirezionalità seria richiede tre cose che i fornitori raccontano di rado. La prima è la frequenza: un aggiornamento notturno non è integrazione in tempo reale, e su una data compressa può costare parecchio, perché il prezzo si adegua con dodici ore di ritardo mentre il canale continua a vendere. La seconda è la granularità: alcune connessioni scambiano solo la tariffa base, altre anche le restrizioni, le derivate per tipologia di camera e la disponibilità. La terza è la gestione dei conflitti, ed è la più importante: che cosa succede se il ricevimento cambia a mano una tariffa che l’RMS ha appena impostato. Un sistema ben configurato ha una regola scritta su chi vince, per quanto tempo e con quale registro delle modifiche.

C’è poi un rischio di rete che si sottovaluta. Più i sistemi sono collegati, più un errore si propaga in fretta. Un prezzo sbagliato inserito a mano in un gestionale isolato resta lì fino a quando qualcuno lo nota; lo stesso prezzo in una catena RMS, PMS, channel manager, OTA è su venti siti in tre minuti.

Come si usa

Prima di firmare un contratto di integrazione, si chiedono per iscritto cinque risposte: quali campi viaggiano in ognuna delle due direzioni, con quale frequenza, quale sistema ha la precedenza in caso di conflitto, che cosa succede quando la connessione cade, e per quanto tempo restano leggibili i registri delle modifiche.

Lunedì mattina, controllo da dieci minuti: prendi tre date a caso nei prossimi 90 giorni e confronta la tariffa per la stessa tipologia sul gestionale, sul motore di prenotazione e su una OTA. Se i tre numeri non coincidono, l’integrazione ha un problema che non ti ha segnalato nessuno.

Disallineamento su una data compressa, hotel 75 camere

Prezzo deciso dall’RMS alle 9.10
179 EUR
Frequenza di aggiornamento verso il channel manager
notturna
Camere vendute fra le 9.10 e la mezzanotte
11
Prezzo effettivamente esposto in quelle ore
148 EUR
Differenza per camera
31 EUR
Ricavo perso in una sola giornata
341 EUR
Su venti date compresse l’anno, circa 6.800 EUR

Il collegamento certificato che scambia solo la tariffa base

Molte connessioni presentate come bidirezionali trasmettono la tariffa base e nient’altro. Le restrizioni di soggiorno, i prezzi derivati per tipologia e la chiusura selettiva dei canali restano da impostare a mano. Il risultato è un’automazione parziale che dà l’illusione di essere completa: il prezzo si aggiorna da solo e il MinLOS deciso dall’RMS non arriva mai sul canale. Verifica campo per campo prima dell’attivazione e rifai il controllo dopo ogni aggiornamento di versione di uno dei due sistemi, perché è lì che le connessioni si rompono in silenzio.

Da non confondere con

Bidirezionale non significa in tempo reale. Sono due proprietà separate: una connessione può viaggiare in entrambe le direzioni una volta al giorno, oppure in una sola direzione ogni cinque minuti. Per il revenue management servono entrambe, e la domanda al fornitore va posta separatamente su ciascuna.

Non va confusa nemmeno con l’esportazione di report. Ricevere ogni mattina un file con i dati del giorno prima è utile e non è integrazione: nessun sistema riconosce le modifiche dell’altro, e ogni decisione torna a passare da un incollaggio manuale.

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