GOP

Gross Operating Profit · Margine operativo lordo

Ciò che resta dei ricavi totali dopo tutti i costi operativi, diretti e non distribuiti, e prima di affitto, management fee, imposte immobiliari, ammortamenti e interessi. È il risultato di cui risponde chi gestisce l'albergo.

GOP=Ricavo totale-Costi diretti di reparto-Spese non distribuite
GOP = Ricavo totale - Costi diretti di reparto - Spese non distribuite
GOPrisultato operativo lordo di gestione, in euroRicavo totalericavi di tutti i reparti dell'albergo, in euroCosti diretti di repartocosti attribuibili ai singoli reparti, in euroSpese non distribuitespese non attribuibili ad alcun reparto, in euro
Nel GOP entra tutto ciò che il gestore può muovere e niente di ciò che dipende da come l'immobile è posseduto o finanziato.

Che cos’è

Il GOP è il punto in cui lo schema USALI taglia in due il conto economico. Sopra la linea c’è tutto quello che si decide dentro l’albergo: quanto vendi, a chi, su quali canali, con quanto personale, con quanta energia e quanta manutenzione. Sotto la linea c’è tutto quello che si decide fuori: chi possiede il muro, a che canone, con quale mutuo, con quale contratto di gestione.

Questa separazione ha una conseguenza pratica enorme. Il GOP è l’unico risultato che si può confrontare fra alberghi con assetti proprietari diversi, ed è per questo che è il parametro dei contratti di management, dei bonus di direzione e della quasi totalità dei benchmark internazionali. Un direttore che lamenta il canone di affitto sta discutendo di qualcosa che non è nel suo GOP.

Il GOP margin, cioè il GOP diviso i ricavi totali, non ha un valore di riferimento universale: dipende soprattutto da quanto pesa il ricavo camere sul totale. Una struttura che vende quasi solo camere e colazione arriva a margini alti, perché il reparto camere ha costi variabili contenuti; un albergo con ristorazione importante, banchetti e spa lavora su margini più bassi a parità di qualità della gestione, perché quei reparti costano molto di più per ogni euro di ricavo. Prima di giudicare un GOP margin va quindi guardato il mix di ricavi che lo produce, e prima ancora va verificato il perimetro contabile: gran parte dei valori sorprendenti, in alto o in basso, nasce da voci messe dalla parte sbagliata della linea.

Come si calcola

Il calcolo è per differenze successive, non per somma di voci. Si parte dal ricavo totale, si tolgono i costi diretti di ciascun reparto ottenendo i margini di reparto, si tolgono le spese non distribuite e si arriva al GOP. Fare il conto in un colpo solo, sottraendo un elenco di costi dal fatturato, dà lo stesso numero finale ma perde tutta l’informazione: non sai più da dove viene il problema.

Due voci sono sempre discusse. Le commissioni OTA sono costo diretto del reparto camere: non sono marketing. La riserva per rinnovi e sostituzioni, il classico 3-4% dei ricavi accantonato per rifare arredi e impianti, in USALI sta sotto il GOP: chi la mette sopra ottiene un GOP più basso e non confrontabile.

Dal ricavo al GOP, hotel 120 camere, mese di settembre

ricavo camere
385.000 EUR
ricavo food and beverage
96.000 EUR
altri ricavi
24.000 EUR
ricavo totale
505.000 EUR
costi diretti camere
121.000 EUR
costi diretti food and beverage
59.000 EUR
costi diretti altri reparti
11.000 EUR
amministrazione e generali
26.000 EUR
vendite e marketing
21.000 EUR
energia
17.000 EUR
manutenzione
12.000 EUR
margine di reparto totale
314.000 EUR
GOP
238.000 EUR
GOP margin
47,1%
GOPPAR
238.000 / 3.600 = 66,11 EUR

Come si usa

Il GOP da solo dice poco: va letto insieme alla variazione dei ricavi. Se il ricavo cresce del 7% e il GOP del 2%, la crescita è stata comprata con sconti, canali costosi o lavoro in più. Il rapporto fra le due variazioni è il flow-through, ed è la vera pagella di una stagione.

Da fare lunedì: prendi le ultime tre chiusure mensili e calcola il GOP margin di ciascuna. Poi confronta il mese migliore e il peggiore riga per riga sulla cascata, non sul totale. Nella maggior parte dei casi la differenza non sta nel ricavo ma in due o tre righe di costo diretto camere, quasi sempre lavanderia, personale ai piani e commissioni.

L'errore tipico: chiamare GOP un margine che contiene l'affitto

In Italia moltissime gestioni sono in affitto e il canone finisce dentro i costi operativi del gestionale contabile. Il numero che ne esce viene poi chiamato GOP nelle riunioni e confrontato con i benchmark di settore, che il canone non lo contengono. Il risultato è un albergo apparentemente disastroso, con un GOP al 12% invece che al 38%, e decisioni prese di conseguenza: tagli al personale e al marketing che peggiorano il vero problema. Prima di confrontare qualsiasi GOP, verifica che sotto quella riga ci siano ancora canone, imposte immobiliari, assicurazioni e ammortamenti.

Da non confondere con

Il GOP non è l’EBITDA. L’EBITDA sta più in basso nella cascata e ha già sopportato affitto, management fee, imposte immobiliari e assicurazioni: fra i due, in un albergo in locazione, può esserci uno scarto di venti punti percentuali sui ricavi.

E non è il margine di reparto. Il margine di reparto camere è molto più alto del GOP, perché sconta i soli costi diretti dell’alloggio, e viene letto spesso per errore come se fosse la redditività dell’albergo. Fra quel margine e il GOP ci sono ancora tutte le spese non distribuite: amministrazione, commerciale, energia e manutenzione.

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