Doppia uso singola
DUS · Single use
Camera doppia venduta a una sola persona a un prezzo intermedio fra la singola e la doppia, con una riduzione rispetto alla tariffa a due persone che il listino italiano definisce in modo esplicito.
Che cos’è
La doppia uso singola è una camera a due letti occupata da una persona sola. Non è una tipologia di camera, è una modalità di occupazione, e in Italia ha un prezzo proprio dichiarato in listino. Nasce da un fatto strutturale del parco alberghiero italiano: le camere singole vere sono poche e spesso peggiori, mentre la domanda individuale infrasettimanale nelle città è alta. La DUS è il modo per servirla senza costruire camere singole.
Il glossario tradotto dall’inglese questa voce non ce l’ha, o la riduce a una nota. Il motivo è che il mercato anglosassone vende quasi sempre a camera: il prezzo è lo stesso per una o due persone e la questione non si pone. Il listino italiano, erede della tradizione a persona, ragiona invece per occupazione, e quindi deve dire esplicitamente quanto costa una doppia occupata da uno.
Il differenziale che si sceglie è una decisione di revenue a tutti gli effetti. Troppo alto e la domanda individuale va altrove; troppo basso e regali una camera che avresti potuto vendere a due persone nelle notti in cui la domanda c’è. La risposta corretta non è un numero fisso ma dipende dalla notte.
Come si calcola
Il pavimento della DUS è dato dal risparmio di costo variabile: una persona in meno significa una colazione in meno, meno consumi, meno amenities, e si quantifica con il costo variabile per ospite della propria struttura. Scendere sotto quella soglia significa preferire un ospite che rende meno quando avresti potuto avere l’altro. Il tetto invece è di mercato: il prezzo delle singole vere e delle DUS dei concorrenti.
Dentro questi due limiti la scelta dipende dalla probabilità di vendere quella camera a due persone. In una notte di lunedì di novembre in una città business quella probabilità è bassa: la DUS può stare vicino al pavimento, cioè quasi al prezzo della doppia. In una notte di sabato con una fiera in città la probabilità è alta: la DUS va tenuta vicina al prezzo pieno della doppia, o si smette di offrirla.
Scelta del differenziale DUS su due notti diverse, hotel business da 96 camere
- prezzo doppia, martedì di novembre
- 132,00 EUR
- costo variabile con due ospiti
- 26,00 EUR
- costo variabile con un ospite
- 14,00 EUR
- soglia minima teorica
- 132,00 – 12,00 = 120,00 EUR
- domanda attesa a due persone il martedì
- bassa
- prezzo doppia, sabato con evento
- 210,00 EUR
- domanda attesa a due persone il sabato
- alta, oltre l’inventario
- prezzo DUS suggerito il martedì
- 122,00 EUR, cioè -7,6%
- prezzo DUS suggerito il sabato
- 205,00 EUR o chiusura della DUS
Come si usa
La DUS va gestita come una tariffa derivata dalla doppia, non come un prezzo autonomo. Se nel PMS la imposti come importo fisso, ogni volta che alzi la doppia stai allargando lo sconto senza volerlo: a 130 euro una DUS a 118 sconta il 9%, quando la doppia sale a 190 la stessa DUS sconta il 38%. Legala alla doppia in percentuale o in valore, e rivedi il legame per giorno della settimana.
Lunedì mattina estrai le camere vendute in DUS degli ultimi novanta giorni con il relativo prezzo, e mettile in una tabella per giorno della settimana accanto all’occupazione di quella notte. Se trovi DUS vendute a sconto pieno in notti chiuse sopra il 90%, hai regalato margine: su quelle fasce va alzato il differenziale o va chiusa la modalità. È l’intervento che si esegue in un’ora sul channel manager.
L'errore tipico: la DUS trattata come una singola nel report
Molti PMS classificano la DUS nella tipologia singola, e il risultato è che l’ADR delle doppie appare più alto del vero e quello delle singole più basso. Il revenue manager legge le singole in sofferenza e sconta una tipologia che non ha problemi, mentre il vero tema è quanto sta regalando sulle doppie occupate da uno. La DUS va segnata come doppia con un solo ospite, e va contata nella doppia occupazione.
Da non confondere con
Non è la camera singola, che ha metratura e arredo propri e non toglie dall’inventario delle doppie. Non è l’upgrade, dove l’ospite paga per una camera migliore: qui paga meno della doppia per la stessa camera. E non è la riduzione per singola occupazione dei listini a persona di villaggi e strutture leisure, dove il meccanismo parte da un prezzo pro capite e aggiunge un supplemento: la logica è opposta, anche se il risultato in euro può assomigliarsi.