Dato di prima parte

First-party data

Il dato raccolto direttamente dall'albergo nel rapporto con l'ospite e con il suo consenso: anagrafica, storico dei soggiorni, preferenze, consumi e comportamento sul proprio sito. Appartiene alla struttura e non dipende da terzi.

Copertura=EvGu×100
Copertura = (E_v) / (G_u) × 100
Coperturapercentuale di ospiti raggiungibiliEvnumero di indirizzi validi con consenso commerciale raccolti nel periodoGunumero di ospiti unici che hanno soggiornato nello stesso periodo
La copertura dice quanta parte degli ospiti che passano dall'albergo lascia un contatto utilizzabile: è la misura più diretta della salute del canale diretto futuro.

Che cos’è

Il dato di prima parte è quello che raccogli tu, dai tuoi ospiti, con il loro consenso, nel corso del rapporto commerciale. Si distingue da quello di seconda parte, che qualcun altro ha raccolto e ti cede, e da quello di terze parti, comprato da fornitori che lo hanno assemblato tracciando le persone attraverso siti diversi.

È diventato il tema centrale della distribuzione diretta per una ragione tecnica e una regolamentare. Da un lato i browser hanno progressivamente smesso di consentire il tracciamento fra siti diversi, e questo ha reso molto meno efficace la pubblicità basata su dati di terzi. Dall’altro il quadro normativo europeo ha reso il consenso un requisito sostanziale, non una casella. Il risultato è che l’unico patrimonio informativo stabile di un albergo è quello che ha raccolto in casa.

La differenza rispetto alle OTA è tutta qui. Chi prenota da una piattaforma è un cliente della piattaforma: nome e indirizzo veri li ha lei, la comunicazione la fa lei, il ritorno lo intercetta lei. L’albergo ospita una persona di cui, tre mesi dopo, non sa nulla. Questa asimmetria è la vera commissione, molto più della percentuale.

Come si calcola

La misura più utile è la copertura: quanti ospiti unici del periodo hanno lasciato un contatto valido con consenso. Il denominatore sono gli ospiti unici e non le prenotazioni, altrimenti il cliente abituale viene contato più volte. Il numeratore comprende solo i contatti che superano tre prove: indirizzo tecnicamente valido, non generato da una piattaforma, consenso commerciale registrato con data e origine.

Va misurata anche per canale di provenienza, perché è lì che si vede il problema. La copertura sul diretto è alta per costruzione; quella sulle OTA è la variabile su cui si può lavorare davvero, e in un albergo che non fa nulla è vicina a zero.

Hotel 118 camere, raccolta contatti in un anno

ospiti unici dell’anno
11.200
contatti validi con consenso raccolti
4.100
copertura sugli arrivi da canale diretto
82%
copertura sugli arrivi da OTA
14%
arrivi da OTA nell’anno
6.900
copertura complessiva
36,6%
contatti mancati sul canale intermediato
circa 5.900
portando la copertura OTA dal 14% al 35% si aggiungono 1.450 contatti l’anno
a un tasso di ritorno del 9% e 228 EUR di margine per soggiorno
circa 29.700 EUR

Come si usa

Il punto di raccolta più produttivo è il check-in, per una ragione semplice: l’ospite è davanti a te, la scheda va compilata comunque per gli obblighi di legge, e in quel momento chiedere un indirizzo e un consenso costa dieci secondi. La differenza fra un albergo con copertura al 15 per cento e uno al 60 è quasi sempre una riga nella procedura di ricevimento e trenta minuti di formazione.

Il secondo punto è il messaggio successivo alla partenza, che può essere inviato anche a chi è arrivato da una OTA usando la base giuridica del rapporto contrattuale, e che è l’occasione naturale per chiedere il consenso commerciale esplicito.

Il terzo, spesso trascurato, sono i dati di comportamento sul proprio sito e sul proprio motore: quali date sono state cercate, quali carrelli sono stati abbandonati, quali tipologie guardate. Sono dati di prima parte a tutti gli effetti e in genere restano dentro strumenti che nessuno collega al CRM.

Il consenso va registrato con data, testo accettato e origine, altrimenti in caso di verifica non è dimostrabile e il valore del database si azzera nel momento in cui non lo si può usare.

Il dato raccolto e mai usato

Molti alberghi raccolgono diligentemente contatti e poi non scrivono a nessuno per due anni. Il risultato è peggiore che non raccoglierli: gli indirizzi si degradano, chi riceve il primo messaggio dopo due anni non ricorda di aver dato il consenso, i tassi di segnalazione come indesiderato salgono e il dominio dell’albergo finisce penalizzato, il che compromette anche le comunicazioni operative come le conferme di prenotazione. Se non hai un piano di comunicazione, raccogli meno e usa quel poco: due invii l’anno fatti bene valgono più di ottomila indirizzi fermi.

Da non confondere con

Il dato di prima parte non è tutto il contenuto del PMS. Nel PMS ci sono anche dati che appartengono a terzi, come gli indirizzi alias generati dalle piattaforme e i nominativi comunicati da un tour operator, che non sono raccolti nel rapporto diretto con l’ospite e non portano alcun consenso commerciale.

Non va confuso nemmeno con i dati di identificazione richiesti dalla normativa per gli alloggiati. Quelli hanno una base giuridica e una finalità precisa, sono soggetti a obblighi di conservazione e comunicazione, e non possono essere usati per finalità commerciali senza un consenso separato e distinto.

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