Capienza massima e occupazione ideale

Max occupancy · Occupazione target

La capienza massima è il numero di persone che l'unità può legalmente ospitare; l'occupazione ideale è il numero che rende di più. Le due quasi mai coincidono, e la distanza fra loro è denaro.

RU=Tb+(O-Ob)×s
R_U = T_b + ( O - O_b ) × s
R Uricavo per notte dell'unitàT btariffa base, che comprende le persone incluseOpersone effettivamente presentiO bpersone comprese nella tariffa basessupplemento per ogni persona oltre la base
Il ricavo di un'unità dipende da due decisioni distinte: quanto costa la base e quanto costa ogni persona in più. Spostando O b si cambia il prezzo in vetrina senza toccare il prezzo pieno.

Che cos’è

Una casa mobile da sei posti venduta a due persone è piena per l’inventario e mezza vuota per il ricavo. È la situazione più comune dell’open air italiano ed è invisibile in tutti i cruscotti costruiti sull’occupazione delle unità.

La capienza massima è un dato normativo e fisico: quante persone possono dormire nell’unità secondo l’autorizzazione e secondo i letti che ci sono. L’occupazione ideale è un dato commerciale: il numero di persone che massimizza il ricavo atteso, cioè il prodotto fra il ricavo dell’unità a quella occupazione e la probabilità di trovare un nucleo di quella dimensione. Nelle unità da sei posti l’occupazione ideale in alta stagione è quasi sempre cinque o sei; in bassa stagione può essere due, perché i nuclei da sei semplicemente non esistono a maggio.

Il modo in cui si costruisce la tariffa decide quanta di questa capienza diventa ricavo. Due strutture identiche con lo stesso prezzo pieno possono incassare il 10 per cento in più o in meno a seconda di quante persone mettono nella base.

Come si calcola

Il ricavo dell’unità è la tariffa base più i supplementi per le persone eccedenti. La scelta di O b, cioè quante persone comprende la base, è la scelta strategica: una base a due persone mostra un prezzo di ingresso basso e recupera con i supplementi, una base a quattro mostra un prezzo alto e regala la capienza. Il confronto va fatto sul ricavo medio ponderato per la distribuzione reale dei nuclei, non sul caso migliore.

Nucleo Quota prenotazioni Listino A: base 4 a 138 EUR, extra 12 Listino B: base 2 a 98 EUR, extra 16
2 persone 12% 138,00 98,00
3 persone 18% 138,00 114,00
4 persone 42% 138,00 130,00
5 persone 20% 150,00 146,00
6 persone 8% 162,00 162,00
Ricavo medio per notte 100% 142,32 129,04

Effetto della struttura tariffaria su 90 case mobili in agosto

unità-notte vendute in agosto
2.450
ricavo medio listino A
142,32 EUR
ricavo medio listino B
129,04 EUR
differenza per notte
13,28 EUR
prezzo minimo esposto in vetrina, listino A
138,00 EUR
prezzo minimo esposto in vetrina, listino B
98,00 EUR
differenza sul mese
32.536 EUR

Come si usa

Il listino A incassa 32.536 euro in più nel solo mese di agosto sullo stesso mix di nuclei. Il listino B però espone 98 euro nei filtri di prezzo dei portali e nelle liste ordinate per prezzo crescente, e su quei canali il primo prezzo determina se vieni visto. La scelta corretta quasi sempre è mista: base ampia nelle settimane di picco, quando la visibilità conta poco perché la domanda ti trova comunque, e base stretta con supplementi nelle settimane deboli, quando devi comparire nella fascia bassa dei filtri.

Da fare lunedì: estrai dal PMS la distribuzione dei nuclei per tipologia di unità e per settimana. Se scopri che nelle due settimane centrali di agosto il 34 per cento delle unità da sei posti è occupato da tre persone o meno, imposta una capienza minima di quattro su quelle unità per quelle date, oppure sposta le prenotazioni piccole sulle unità da quattro e vendi le grandi a chi le riempie.

L'errore tipico: nessuna capienza minima nelle settimane di picco

In agosto le unità sono tutte vendute e sembra che non ci sia nulla da ottimizzare. Poi si guardano le schedine di notifica e si scopre che ventotto case mobili da sei posti hanno ospitato coppie, mentre l’ufficio prenotazioni ha rifiutato per esaurimento quarantuno famiglie da cinque e sei persone che valevano 24 euro a notte in più ciascuna. La capienza minima nelle date di picco non è un capriccio, è la stessa logica del soggiorno minimo applicata alla dimensione del nucleo.

Da non confondere con

La capienza massima non è la capienza commerciale. Una casa mobile omologata per sei con due camere e un divano letto in soggiorno si vende bene a cinque e male a sei, perché il sesto dorme in mezzo alla cucina: se la vendi a sei, la recensione lo dice. La capienza da mettere a listino è quella che non danneggia il punteggio, non quella che sta sull’autorizzazione.

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