Property manager

PM · Gestore locazioni brevi

L'operatore che prende in gestione appartamenti di proprietari diversi e li commercializza come un portafoglio unico, trattenendo una percentuale del ricavo. È il revenue manager di fatto dell'extra-alberghiero.

Mpm=α×Rl-Cop
M_pm = α × R_l - C_op
M pmmargine del gestore per appartamentoalphaquota trattenuta sul ricavo, come frazione stabilita dal mandatoR lricavo di soggiorno pagato dagli ospiti prima delle commissioni di canaleC opcosti operativi a carico del gestore, cioè check-in, coordinamento pulizie, assistenza, software e canali
Il margine del gestore si costruisce su una percentuale del ricavo lordo: è questo, e non il risultato del proprietario, il numero che ne guida le decisioni di prezzo.

Che cos’è

Il property manager gestisce appartamenti che non possiede: firma un mandato con il proprietario, si occupa di annunci, prezzi, canali, check-in, pulizie e assistenza, e trattiene una percentuale sul ricavo. La percentuale si negozia caso per caso e dipende da quanto è incluso nel mandato e da quanto è pregiato l’immobile. I portafogli vanno da cinque appartamenti a diverse centinaia.

Per il glossario è una figura necessaria perché nell’extra-alberghiero italiano è lui, non il proprietario, a fare revenue management. Un gestore con quaranta bilocali nella stessa città ha esattamente i problemi di un albergo da quaranta camere sparse: inventario eterogeneo, canali, restrizioni di soggiorno, curva di prenotazione, gestione delle notti orfane. In più ha un problema che l’albergo non ha: i suoi quaranta appartamenti appartengono a quaranta persone diverse, ciascuna con un’idea del prezzo giusto.

Il modello economico è quello di un’agenzia con costi operativi pesanti. Il margine per appartamento è modesto e il conto si chiude sui numeri: sotto le venticinque unità la struttura fissa non si ripaga.

Come si calcola

La commissione si applica al ricavo di soggiorno. La prima domanda da fare sempre è su quale base: lordo prima delle commissioni di canale o netto dopo. La differenza su un portafoglio è di alcuni punti percentuali e cambia il risultato del proprietario più di quanto cambi la percentuale nominale della fee.

Un bilocale in città d'arte, portafoglio da 46 unità

notti vendute nell’anno
168
ADR
118 EUR
prenotazioni nell’anno
61
quota trattenuta dal gestore
22%
costi a carico del gestore (check-in, software, assistenza)
1.872 EUR
commissioni di canale a carico del proprietario
2.220 EUR
utenze, condominio, biancheria, manutenzione
3.100 EUR
ricavo lordo di soggiorno
19.824 EUR
fee del gestore
4.361 EUR
margine del gestore per appartamento
2.489 EUR
netto al proprietario prima delle imposte
10.143 EUR

Come si usa

Il conflitto di interesse va detto apertamente, perché è strutturale e non dipende dall’onestà delle persone. La fee si calcola sul ricavo lordo, quindi il gestore guadagna sul volume, mentre il proprietario guadagna sul netto. Dodici notti aggiuntive vendute a 62 euro in bassa stagione portano al gestore 164 euro di fee e al proprietario, tolti canale, pulizie aggiuntive, usura e la fee stessa, poco più di 200 euro. Sono numeri che possono ancora convenire a entrambi, ma la proporzione spiega perché il gestore proponga quasi sempre di abbassare i prezzi e alzare i volumi.

Il secondo conflitto è l’allocazione. Se nel portafoglio ci sono tre bilocali equivalenti nello stesso palazzo, è il gestore a decidere quale mostrare per primo, quale scontare e quale tenere alto. Il terzo è la filiera dei servizi: molti gestori hanno una società di pulizie interna e comprano la biancheria, quindi hanno un margine anche sulle voci che addebitano.

Le contromisure da mettere nel mandato sono quattro: fee mista, con una parte fissa per appartamento e una parte sul ricavo netto; rendicontazione mensile con ricavo lordo, commissioni, costi e netto separati; clausola di parità di trattamento fra immobili equivalenti; e un confronto annuale contro un indicatore di mercato di zona, non contro l’anno prima dello stesso appartamento.

L'errore tipico: il mandato con rendimento minimo garantito

Il proprietario chiede una garanzia e il gestore la concede: 11.000 euro l’anno qualunque cosa accada. Da quel momento l’obiettivo del gestore non è più massimizzare il ricavo ma raggiungere la soglia nel modo più rapido, cioè vendere presto e basso, con soggiorni brevi e molti cambi. L’appartamento raggiunge il minimo, si usura al doppio della velocità e perde due punti di punteggio nelle recensioni. Se vuoi una garanzia, negozia anche un tetto ai cambi annui e una tariffa minima scritta.

Da non confondere con

Il property manager non è l’agenzia immobiliare che gestisce affitti lunghi: lì il lavoro è contrattuale e ricorrente, qui è commerciale e quotidiano. Non è nemmeno un semplice channel manager con servizi: la differenza è che assume il rischio operativo del soggiorno, dalla chiave che non funziona alla caldaia rotta di ferragosto.

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