Elasticita della domanda al prezzo
Price elasticity · Elasticita
La misura di quanto la quantità venduta reagisce a una variazione di prezzo, espressa come rapporto fra la variazione percentuale delle camere vendute e la variazione percentuale del prezzo. È quasi sempre negativa.
Che cos’è
L’elasticità risponde a una domanda che ogni albergatore si pone: se abbasso di dieci euro, quante camere in più vendo. Il numero che ne esce dice se il taglio si ripaga o no. Se in valore assoluto l’elasticità è maggiore di 1 la domanda è elastica e un taglio di prezzo aumenta il ricavo camere; se è minore di 1 la domanda è rigida e il taglio riduce il ricavo, perché le camere aggiuntive non compensano lo sconto su tutte le altre.
In albergo l’elasticità non è un numero unico. Cambia per segmento: il leisure che prenota con novanta giorni di anticipo è molto elastico, il corporate che deve essere a Milano martedì lo è pochissimo. Cambia per data: lo stesso hotel ha domanda rigida il mercoledì di una fiera ed elastica la domenica di febbraio. Cambia per finestra di prenotazione: a novanta giorni si confrontano dieci alternative, a due giorni molte meno.
C’è un limite serio da tenere presente. L’elasticità si può misurare solo dove la domanda non è tagliata dalla capacità. Se l’hotel va sold out, non sai quante camere avresti venduto a un prezzo più basso: sai solo quante ne avevi. Per questo il calcolo va fatto sulle date con occupazione finale sotto il 90%, oppure sulla domanda ricostruita con un lavoro di unconstraining.
Come si calcola
Si prendono due situazioni confrontabili con prezzo diverso e si applica la formula ad arco. Confrontabili significa stesso giorno della settimana, stesso periodo dell’anno, stessa assenza di eventi: altrimenti si sta misurando lo spostamento della domanda, non la sua reazione al prezzo. Il modo più pulito è un test deliberato: si sceglie un gruppo di date omogenee e si applica il prezzo diverso su una parte di esse.
Elasticità su martedì di marzo, hotel 120 camere
- Prezzo praticato nel gruppo A
- 140
- Camere vendute nel gruppo A
- 78
- Prezzo praticato nel gruppo B
- 126
- Camere vendute nel gruppo B
- 92
- Variazione quantità
- 14 su media 85 = più 16,47%
- Variazione prezzo
- meno 14 su media 133 = meno 10,53%
- Elasticità
- 16,47 diviso meno 10,53 = meno 1,56
- Ricavo a 140
- 10.920 euro
- Ricavo a 126
- 11.592 euro, più 672
Il conto sul ricavo non basta, perché ogni camera in più costa. Con un costo variabile di 22 euro, il margine a 140 è 10.920 meno 1.716 uguale 9.204; a 126 è 11.592 meno 2.024 uguale 9.568. Il taglio conviene anche a margine, di 364 euro. La regola generale è questa: abbassare il prezzo migliora il margine solo se l’elasticità in valore assoluto supera . Qui la soglia è 140 diviso 118, cioè 1,19, e l’elasticità misurata è 1,56: il taglio regge.
Come si usa
Lunedì mattina scegli il giorno della settimana più debole dei prossimi due mesi e costruisci un test: otto date allo stesso prezzo attuale, otto date a meno 10%. Non toccare nient’altro, in particolare non fare campagne su una metà e non sull’altra. Dopo che tutte le date sono passate, applica la formula. Con due o tre test all’anno per segmento si costruisce una conoscenza del proprio mercato che nessun benchmark esterno può dare.
Da non confondere con
L’elasticità non è la sensibilità al prezzo dichiarata dai clienti nei sondaggi, e soprattutto non è il confronto fra alta e bassa stagione. Ad agosto vendi di più a prezzo più alto: se calcolassi l’elasticità su quel confronto otterresti un numero positivo, che segnalerebbe una domanda che cresce col prezzo. Non è così: è la curva di domanda che si è spostata, non il movimento lungo la curva. Sono due fenomeni diversi e confonderli è l’errore più frequente.
L'errore tipico
Misurare l’elasticità sulle date sold out e concluderne che la domanda è rigida. Se una data si è chiusa al 100% a qualunque prezzo, l’elasticità misurata risulta prossima a zero solo perché la capacità ha tagliato la coda: la domanda vera poteva essere del 130% e non l’hai vista. Quel numero, usato per decidere i prezzi delle date analoghe, porta a lasciare i prezzi fermi proprio dove si potrebbe salire.