Upgrade

Passaggio di categoria

L'assegnazione di una sistemazione superiore a quella prenotata senza addebito. Nasce da esigenze operative, da riconoscimento di fedeltà o da recupero di un disservizio, e ha un costo opportunità che va misurato.

Cupgrade=q×(Psup-Pinf)
C_upgrade = q × ( P_sup - P_inf )
C upgradecosto opportunità dell'upgrade gratuito, in euroqprobabilità che la camera superiore si vendesse, frazione fra 0 e 1P supprezzo della categoria superiore assegnata, in euroP infprezzo della categoria originariamente prenotata, in euro
Il costo di un upgrade gratuito è la differenza di tariffa moltiplicata per la probabilità che quella camera superiore si sarebbe effettivamente venduta.

Che cos’è

L’upgrade è il gesto più antico dell’ospitalità e anche uno dei meno governati. Le ragioni per cui accade sono tre e vanno tenute distinte. C’è l’upgrade necessario, quando la categoria prenotata è esaurita per overbooking o per un guasto e non c’è alternativa. C’è l’upgrade relazionale, offerto a un cliente abituale o a un ospite in un’occasione speciale. E c’è l’upgrade di comodo, fatto dal ricevimento perché la camera superiore era libera e sembrava non costare niente.

Il terzo tipo è quello che erode margine in silenzio. Non costa niente solo se quella camera superiore sarebbe rimasta vuota fino a fine giornata, il che al check-in delle 14 non è ancora noto. Se un cliente si presenta alle 18 chiedendo una superior e non l’hai più, l’upgrade delle 14 è costato l’intera differenza di tariffa.

C’è anche un effetto di lungo periodo. L’ospite che riceve l’upgrade gratuito due volte di fila impara che la categoria superiore si ottiene chiedendo, e smette di comprarla. In strutture con molti repeat guest questo effetto è misurabile e sposta il mix verso il basso.

Come si calcola

Il costo dell’upgrade non è la differenza di tariffa, è la differenza moltiplicata per la probabilità che la camera superiore si sarebbe venduta. Quella probabilità si stima con i dati storici: quante volte, nelle date con occupazione simile e a quell’ora, la categoria superiore è stata poi venduta.

Costo reale degli upgrade in un mese

Hotel 110 camere, Bergamo, mese di ottobre
Upgrade concessi
74
Differenza media fra categoria prenotata e assegnata
31
Upgrade su date con occupazione finale sotto 75%
44, probabilità di vendita 12%
Upgrade su date con occupazione finale sopra 90%
30, probabilità di vendita 81%
Costo sulle date deboli
44 x 31 x 0,12 = 164
Costo sulle date forti
30 x 31 x 0,81 = 753
Costo totale del mese
917 euro, di cui l’82% concentrato su 30 upgrade

Come si usa

La regola operativa è semplice e va scritta in una riga per il ricevimento: gli upgrade gratuiti sono liberi sulle date con occupazione prevista sotto il 75%, richiedono autorizzazione sopra. Lunedì mattina estrai gli upgrade delle ultime quattro settimane con la data, l’occupazione finale di quella notte e la differenza di tariffa. In quasi tutti gli hotel emerge che gli upgrade si concentrano nelle date piene, perché è lì che il ricevimento è sotto pressione e cerca la via più rapida.

Da non confondere con

L’upgrade non è l’upselling, che è a pagamento. Sono due usi opposti dello stesso inventario: l’upsell converte la disponibilità superiore in ricavo, l’upgrade la converte in relazione. Entrambi hanno senso, ma il secondo va deciso, non subito.

Non è nemmeno il walk, che è lo spostamento dell’ospite in un’altra struttura quando non c’è più nessuna camera. L’upgrade è la soluzione che evita il walk, e in questo senso è quasi sempre l’opzione meno costosa.

L'errore tipico

Concedere upgrade automatici agli iscritti al programma fedeltà senza filtro di data. La regola sembra elegante e costa pochissimo undici mesi all’anno, poi arriva la settimana della fiera e ventidue clienti fedeli entrano in categoria superiore mentre il telefono squilla per chi la vorrebbe pagare 90 euro in più. La promessa di upgrade va sempre scritta come soggetta a disponibilità e sospesa sulle date con occupazione prevista sopra il 90%.

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