Giorni di apertura e apertura stagionale
Opening days · Stagionalita di apertura
Il numero di giorni in cui la struttura è effettivamente vendibile nell'anno. Nelle strutture stagionali è il fattore che moltiplica l'inventario: le unità disponibili sono unità per giorni di apertura, non per 365.
Che cos’è
Un albergo di città è aperto 365 giorni e nessuno si pone il problema del denominatore. Un campeggio della riviera apre il 15 aprile e chiude il 21 settembre: 160 giorni. Un villaggio in Sardegna apre a fine maggio e chiude i primi di ottobre: 130. Un rifugio ne fa 110 spezzati in due tronconi. Nelle statistiche ufficiali il dato si chiama giornate di apertura ed è la base con cui si calcolano gli indicatori di utilizzo lordo e netto degli esercizi stagionali.
La conseguenza è che tutte le metriche per unità disponibile hanno un secondo fattore a denominatore. Nell’albergo la formula è unità per notti del periodo e le notti del periodo sono tutte vendibili. Nella struttura stagionale le notti vendibili sono solo quelle di apertura, e usare il calendario al posto dell’apertura non è un’approssimazione: è un errore che cambia il segno delle decisioni.
Il secondo aspetto è che l’apertura non è uguale per tutto l’inventario. Le tende glamping si montano a fine maggio, alcune case mobili restano chiuse fino a metà giugno perché non conviene scaldarle e pulirle, la piscina apre il 1 giugno e cambia il prodotto. Il calendario corretto è per tipologia, non per struttura.
Come si calcola
G è il numero di giorni compresi fra la data di apertura e quella di chiusura, comprese le chiusure infrasettimanali eventuali. Vanno contati i giorni in cui la struttura vende, non quelli in cui c’è qualcuno dentro a lavorare: le due settimane di pre-apertura e le tre di chiusura impianti non sono giorni vendibili, e i loro costi si spalmano sui giorni di apertura.
Stessi ricavi, due denominatori: campeggio 420 unità
- ricavo alloggio della stagione
- 2.584.704 EUR
- unità-notte vendute
- 37.680
- giorni di apertura
- 160
- unità disponibili su anno solare
- 153.300
- unità disponibili su apertura
- 67.200
- occupazione
- 56,1%
- RevPAU
- 38,46 EUR
- occupazione su 365 giorni
- 24,6%
- RevPAU su 365 giorni
- 16,86 EUR
- rapporto fra i due denominatori
- 2,28
I due blocchi descrivono la stessa stagione. Il primo dice che la struttura vende poco più di una unità su due nei giorni in cui è aperta, cioè che c’è spazio ma il lavoro è ordinato. Il secondo dice che l’occupazione è al 24,6 per cento, un numero che in qualunque riunione fa scattare un taglio di prezzo. Quel taglio sarebbe la risposta a un problema che non esiste.
Come si usa
Prima regola: ogni numero pubblicato o inviato a terzi porta accanto il proprio G. Nel budget, nel business plan per la banca, nel confronto con il consorzio, scrivi occupazione su 160 giorni di apertura e non solo occupazione. Seconda regola: quando confronti due stagioni con calendari diversi, riportale allo stesso perimetro. Se l’anno scorso aprivi il 22 aprile e quest’anno il 15, hai sette giorni in più a bassissima occupazione che abbassano meccanicamente occupazione e RevPAU.
Terza, e la più operativa: l’allungamento di stagione va deciso al margine e non sugli indicatori. Aprire quindici giorni in più a fine settembre con un’occupazione attesa del 12 per cento e un ricavo medio di 55 euro produce 2.772 euro al giorno di ricavo alloggio; se il costo giornaliero di apertura, cioè ricevimento, pulizie, piscina, energia e sorveglianza, è di 2.300 euro, il margine è di circa 470 euro al giorno. Vale la pena, ma quei quindici giorni fanno scendere il RevPAU di stagione da 38,46 a 35,73 euro. Il conto giusto è quello di cassa, non quello dell’indicatore: chi guarda solo il RevPAU chiude la struttura in periodi che portavano margine.
L'errore tipico: apertura unica per tutto l'inventario
Nel foglio di budget si scrive un solo numero di giorni e lo si moltiplica per tutte le unità. Ma le dodici tende glamping stanno montate 120 giorni, non 160, e le trenta case mobili del settore alto aprono a metà giugno. Il denominatore così costruito è più grande del reale di qualche migliaio di unità-notte, il RevPAU esce più basso e la tipologia più redditizia sembra la meno produttiva. Costruisci le unità-notte tipologia per tipologia e sommale alla fine.
Da non confondere con
I giorni di apertura non sono la stagionalità. La stagionalità descrive come si distribuisce la domanda dentro il periodo in cui sei aperto; i giorni di apertura definiscono il perimetro dentro cui quella distribuzione viene misurata. Due strutture possono avere la stessa curva di stagionalità e denominatori diversi perché una apre un mese prima.
Non vanno confusi nemmeno con i giorni di presidio. Molte strutture tengono aperto l’ufficio tutto l’anno per vendere la stagione successiva e per i contratti stagionali: quelli sono giorni di lavoro amministrativo, non giorni vendibili, e non entrano a denominatore.